Un
lungo vigneto chiamato Cile: nove vini per tre Valli
di Riccardo Farchioni
La
viticoltura cilena, iniziata con la dominazione spagnola, ha avuto
grande sviluppo nell800 a seguito dellimmigrazione
italiana, tedesca e francese le cui tracce si ritrovano ancora oggi
nei nomi di molte aziende; ma è dagli anni '90 che sta mostrando
progressi notevoli, con lo sviluppo di una vera e propria cultura
del bere (sono ormai diffuse le strade del vino e i treni del vino)
e un crescente impatto dei propri prodotti nei mercati internazionali.
Il "vigneto Cile" si sviluppa lungo circa mille chilometri
nella zona centrale della nazione sudamericana, in una serie di valli
che partono da nord con la Valle del Aconcagua e arrivano allestremo
sud con la Valle del Malleco passando per la Valle de Casablanca,
la Valle de San Antonio, la Valle de Maipo, la Valle
del Cachapol, la Valle de Colchagua (considerata la più
importante), la Valle de Curicó, la Valle del Maule,
la Valle del Itata, e la Valle del Bío Bío.
La
doppia protezione dellOceano Pacifico e della cordigliera delle
Ande, oltre ad aver limitato il flagello della fillossera, consentono
a questo lunghissimo vigneto di beneficiare di un clima mediterrano
con inverni umidi ed estati asciutte dalle buone escursioni termiche;
i pericoli legati a eccessivi caldi (disidratazione) o ad avverse
condizioni atmosferiche nella stagione fredda sono quasi inesisitenti,
e dunque il rischio di vendemmie storte è pressoché
nullo.
In una superficie vitata che supera di poco i centomila ettari, il
cabernet sauvignon ne occupa il 47%, a seguire il tinto del pais,
il merlot e il carmenere; fra i vitigni a bacca bianca imperano chardonnay
e sauvignon, ma c'è anche un certo interesse nel moscato d'Alessandria.
E il Cile, con una economia in espansione, appare sicuramente un buon
posto dove investire, come hanno già dimostrano con i loro
interventi anche i nostrani Cinzano, Antinori, il trentino De Tarczal
e lemiliano Pantaleoni.
Gli assaggi: nove vini da tre Valli
Sauvignon
Blanc 2004 - Casa Lapostella
sauvignon 90%, semillon
Di colore paglierino con riflessi verdognoli e di una consistenza
percepibile già alla vista, mette in mostra una prorompente
ed assai intensa varietalità, accompagnata da note di frutta
tropicale e melone. Al palato sfoggia corpo e potenza, ma anche notevole
spinta alcolica e una qualche spigolosità. Se la bocca è
accompagnata da dolci sensazioni di ananas, dopo limpatto iniziale
si avverte una scarsa propensione allespansione e la beva sembra
andare un pochino in discesa.
Viogner 2003 Anakena
viogner
Vino dai quasi 15%, ha colore giallo carico, e mostra un quadro olfattivo
di discreta intensità e molto sfaccettato: a fianco di una
chiara nota vanigliata, arrivano sentori di pompelmo, albicocca e
frutta tropicale. Al palato è un vino imperativo, teso e morbido,
e con un finale nel quale ritornano le sensazioni di frutti tropicali.
Gran
Crucero Syrah 2001 Siegel
Syrah 85%, merlot 10%, carmenere
È inizialmente chiuso e ombroso, con sfumature erbacee ad accompagnare
una frutta nera compatta e note di inchiostro. Con lossigenazione
acquista mano a mano maggiore eleganza e risultano sempre meglio percepibili
i classici spunti di pepe nero. Ad un attacco in bocca subito concentrato
e potente, segue una beva imperiosa, segnata da un carattere dolce
e cioccolatoso e da spunti di frutta confetturata. Il finale è
ampio e il tannino ha buona dolcezza.
Cuvée Alexandre Merlot 2000 Casa Lapostolle
merlot
Colore cupissimo, impenetrabile e naso molto terroso, minerale, segnato
da sensazioni di inchiostro, cioccolato e dal fruttato molto maturo.
Già olfattivamente qualche spunto acre fa indovinare un vino
dalle grandi estrazioni, e sfumature vegetali si tramutano in note
di rabarbaro con lossigenazione. Al palato è di straordinaria
morbidezza, arriva ad essere sciropposo, di grande dolcezza e con
un finale dal retrogusto liquirizioso.
Cuvée Premium Carmenere 1998 Bisquerett
carmenere
Seppure non apertissimo, mostra un naso di buona eleganza, e anche
di una certa leggerezza: si tincorrono spunti balsamici, mentolati,
terrosi, di inchiostro, cioccolato, carruba e frutta nera matura.
Al palato possiede buone freschezza, anche se scorre senza liberare
sensazioni di grande emozione; ha medio corpo, buone morbidezza e
cremosità.
Coyam 2002 Viñedos Organicos Emiliana
36% syrah, 30% cabernet sauvignon, 17% carmenere, 15% merlot, 2% mouverde
Naso intenso e dal carattere espressionista, che arriva
ad essere acre nelle sue profonde sensazioni di inchiostro. Attacca
già concentratissimo, quasi al limite della sostenibilità,
iperfruttato e con l'ossigenazione passare del tempo assume toni sempre
più dolci. Il finale è segnato da tannini molto maturi
e rotondi.
Viu 1 2001 Viu Manent
90% malbec, cabernet sauvignon
Dal colore viola impenetrabile, mostra un naso penetrante, molto elegante
ed affascinante, sia floreale che fruttato e con una punta terrosa.
La bocca è pienissima, quasi uno sciroppo mangia-e-bevi "amaroneggiante",
ma che mantiene una linea pungente che lo salvaguardia dallo scadimento
verso dolcezze troppo stancanti.
Altair 2002 Altair
75% cabernet sauvignon, merlot
Dal naso è piuttosto curioso, segnato com'è da note
fragolose (problemi dei legni?), mostra comunque un ricco corredo
di frutti di bosco esuberanti e di ciliegia fresca. Medio corpo e
bella silhouette in una bocca elegante, che termina ampia e saporita
con rimandi ricchi di frutta fresca ad accompagnare un finale lungo.
Doña Bernarda 2001 Luis Felipe Edwards
85% cabernet sauvignon, 5% syrah, 5% malbec, 5% petit verdot
Elegante e compatto al naso, dove mostra peculiari note affumicate
che accompagnano una esposizione ampia ed espressiva di frutta rossa,
confettura di ribes, ed una linea speziata di cannella. Nella bocca
potente, cremosa e dolce, è protagonista un frutto matura espresso
con dolcezze che risultano alla fine forse un pochino uniformi.
Assaggiati l'11 novembre 2004
Degustazione organizzata in collaborazione con Todo
Chile
17 marzo 2005