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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Un lungo vigneto chiamato Cile: nove vini per tre Valli

di Riccardo Farchioni

La viticoltura cilena, iniziata con la dominazione spagnola, ha avuto grande sviluppo nell’’800 a seguito dell’immigrazione italiana, tedesca e francese le cui tracce si ritrovano ancora oggi nei nomi di molte aziende; ma è dagli anni '90 che sta mostrando progressi notevoli, con lo sviluppo di una vera e propria cultura del bere (sono ormai diffuse le strade del vino e i treni del vino) e un crescente impatto dei propri prodotti nei mercati internazionali.

Il "vigneto Cile" si sviluppa lungo circa mille chilometri nella zona centrale della nazione sudamericana, in una serie di valli che partono da nord con la Valle del Aconcagua e arrivano all’estremo sud con la Valle del Malleco passando per la Valle de Casablanca, la Valle de San Antonio, la Valle de Maipo, la Valle del Cachapol, la Valle de Colchagua (considerata la più importante), la Valle de Curicó, la Valle del Maule, la Valle del Itata, e la Valle del Bío Bío.

La doppia protezione dell’Oceano Pacifico e della cordigliera delle Ande, oltre ad aver limitato il flagello della fillossera, consentono a questo lunghissimo vigneto di beneficiare di un clima mediterrano con inverni umidi ed estati asciutte dalle buone escursioni termiche; i pericoli legati a eccessivi caldi (disidratazione) o ad avverse condizioni atmosferiche nella stagione fredda sono quasi inesisitenti, e dunque il rischio di vendemmie “storte” è pressoché nullo.

In una superficie vitata che supera di poco i centomila ettari, il cabernet sauvignon ne occupa il 47%, a seguire il tinto del pais, il merlot e il carmenere; fra i vitigni a bacca bianca imperano chardonnay e sauvignon, ma c'è anche un certo interesse nel moscato d'Alessandria.

E il Cile, con una economia in espansione, appare sicuramente un buon posto dove investire, come hanno già dimostrano con i loro interventi anche i nostrani Cinzano, Antinori, il trentino De Tarczal e l’emiliano Pantaleoni.

Gli assaggi: nove vini da tre Valli


Sauvignon Blanc 2004 - Casa Lapostella
sauvignon 90%, semillon

Di colore paglierino con riflessi verdognoli e di una consistenza percepibile già alla vista, mette in mostra una prorompente ed assai intensa varietalità, accompagnata da note di frutta tropicale e melone. Al palato sfoggia corpo e potenza, ma anche notevole spinta alcolica e una qualche spigolosità. Se la bocca è accompagnata da dolci sensazioni di ananas, dopo l’impatto iniziale si avverte una scarsa propensione all’espansione e la beva sembra andare un pochino in discesa.

Viogner 2003 – Anakena
viogner

Vino dai quasi 15%, ha colore giallo carico, e mostra un quadro olfattivo di discreta intensità e molto sfaccettato: a fianco di una chiara nota vanigliata, arrivano sentori di pompelmo, albicocca e frutta tropicale. Al palato è un vino imperativo, teso e morbido, e con un finale nel quale ritornano le sensazioni di frutti tropicali.

Gran Crucero Syrah 2001 – Siegel
Syrah 85%, merlot 10%, carmenere

È inizialmente chiuso e ombroso, con sfumature erbacee ad accompagnare una frutta nera compatta e note di inchiostro. Con l’ossigenazione acquista mano a mano maggiore eleganza e risultano sempre meglio percepibili i classici spunti di pepe nero. Ad un attacco in bocca subito concentrato e potente, segue una beva imperiosa, segnata da un carattere dolce e cioccolatoso e da spunti di frutta confetturata. Il finale è ampio e il tannino ha buona dolcezza.


Cuvée Alexandre Merlot 2000 – Casa Lapostolle
merlot

Colore cupissimo, impenetrabile e naso molto terroso, minerale, segnato da sensazioni di inchiostro, cioccolato e dal fruttato molto maturo. Già olfattivamente qualche spunto acre fa indovinare un vino dalle grandi estrazioni, e sfumature vegetali si tramutano in note di rabarbaro con l’ossigenazione. Al palato è di straordinaria morbidezza, arriva ad essere sciropposo, di grande dolcezza e con un finale dal retrogusto liquirizioso.

Cuvée Premium Carmenere 1998 – Bisquerett
carmenere

Seppure non apertissimo, mostra un naso di buona eleganza, e anche di una certa leggerezza: si tincorrono spunti balsamici, mentolati, terrosi, di inchiostro, cioccolato, carruba e frutta nera matura. Al palato possiede buone freschezza, anche se scorre senza liberare sensazioni di grande emozione; ha medio corpo, buone morbidezza e cremosità.

Coyam 2002 – Viñedos Organicos Emiliana
36% syrah, 30% cabernet sauvignon, 17% carmenere, 15% merlot, 2% mouverde

Naso intenso e dal carattere “espressionista”, che arriva ad essere acre nelle sue profonde sensazioni di inchiostro. Attacca già concentratissimo, quasi al limite della sostenibilità, iperfruttato e con l'ossigenazione passare del tempo assume toni sempre più dolci. Il finale è segnato da tannini molto maturi e rotondi.

Viu 1 2001 – Viu Manent
90% malbec, cabernet sauvignon

Dal colore viola impenetrabile, mostra un naso penetrante, molto elegante ed affascinante, sia floreale che fruttato e con una punta terrosa. La bocca è pienissima, quasi uno sciroppo mangia-e-bevi "amaroneggiante", ma che mantiene una linea pungente che lo salvaguardia dallo scadimento verso dolcezze troppo stancanti.

Altair 2002 – Altair
75% cabernet sauvignon, merlot

Dal naso è piuttosto curioso, segnato com'è da note fragolose (problemi dei legni?), mostra comunque un ricco corredo di frutti di bosco esuberanti e di ciliegia fresca. Medio corpo e bella silhouette in una bocca elegante, che termina ampia e saporita con rimandi ricchi di frutta fresca ad accompagnare un finale lungo.

Doña Bernarda 2001 – Luis Felipe Edwards
85% cabernet sauvignon, 5% syrah, 5% malbec, 5% petit verdot

Elegante e compatto al naso, dove mostra peculiari note affumicate che accompagnano una esposizione ampia ed espressiva di frutta rossa, confettura di ribes, ed una linea speziata di cannella. Nella bocca potente, cremosa e dolce, è protagonista un frutto matura espresso con dolcezze che risultano alla fine forse un pochino uniformi.

Assaggiati l'11 novembre 2004
Degustazione organizzata in collaborazione con Todo Chile

17 marzo 2005

 
 
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