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L'anteprima dei bianchi campani 2002
(I parte)
di Fabio Cimmino

Il suggestivo borgo medievale di Caiazzo, in provincia di Caserta, è dominato da un maestoso castello, costruito nel IX secolo sulle rovine della rocca, probabilmente da Landone Matico. Esso fu dimora di Gastaldi e Conti Longobardi, poi residenza di Normanni e Svevi. Giovan Battista Marino compose nel castello il suo poema "Adone". Vi soggiornò anche Torquato Tasso.

Il 30 marzo scorso il castello è stato sede di una degustazione in anteprima dei bianchi campani dell'annata 2002 organizzata dal Movimento Turismo del Vino nella persona di Corrado D'ambra e che ha visto una discreta adesione da parte delle aziende campane ed una altrettanto discreta affluenza di pubblico.

Prima di addentrarci nel dettaglio degli assaggi è il caso di fare qualche considerazione generale sull'annata che anche da queste parti non è stata particolarmente felice. Lo dimostrano la maggior parte dei vini presentati in degustazione tutti caratterizzati da acidità piuttosto elevate, giustificabili solo in parte dall'estrema gioventù dei campioni e, molto più probabilmente, figli di un annata minore in cui anche al sud le uve hanno trovato difficoltà a raggiiungere il giusto grado di maturazione.

I primi vini che ho assaggiato sono la Falanghina Ripabianca 2002 e la Falanghina di Roccamonfina vendemmia tardiva 2002 dell'azienda Telaro (Coop. Salute e Lavoro) di Galluccio. Devo riconoscere una mia particolare simpatia per i vini (anche i rossi mostrano continui ed interessanti progressi) prodotti da questi baldi giovani che nel giro di pochi anni sono riusciti ad imporsi all'attenzione della critica e del pubblico anche fuori dai confini regionali. La Falanghina Ripabianca 2002 si presenta piuttosto semplice, briosa e varietale; la vendemmia tardiva è, invece, sempre più stabilmente, ai vertici della tipologia (cioè tra i bianchi campani ottenuti da questo vitigno). E' caratterizzata da un lato da una caratteristica ricchezza ed intensità di profumi e dall'altro da una bocca leggermente più scarna, segnata da una vibrante acidita'. Meno entusiasmanti il Greco 2002 ed il Fiano 2002 penalizzati da una certa diluizione e dalla solita acidità marcante. In particolare il Fiano, nonostante il blasone del vitigno, non brilla, anche se, non vorrei ripetermi, si trattava di vini appena imbottigliati e pertanto destinati con la permanenza in bottiglia ad un ulteriore affinamento, dunque miglioramento.

Cambio di etichetta e (forse) di ambizioni, alla ricerca di maggiori consensi e visibilità, per i vini della Fattoria Prattico: la Falanghina Vigna del Prete 2002 ed il Greco Porto di Mola 2002. Sia la falanghina che il greco mostrano, entrambi, una buona intensità all'ingresso in bocca, ma successivamente evidenziano, ancora, disequilibri da ricomporre. Nel caso della falanghina risultano penalizzanti gli eccesi alcolici (13% che per un vino bianco oggi non scandalizzano più nessuno possono essere, invece, troppi per una falanghina) e l'acidità fin troppo pungente. Nel caso del greco, poi, alla solita acidità aggressiva si accompagna una certa diluizione.

Il Pallagrello Bianco Le Ortole 2002 dell'azienda Vestini Campagnano ha, da subito, mostrato un altro passo rispetto a tutti gli altri campioni presentati in degustazione. Una più spiccata aromaticità, una maggiore struttura ma anche una maggiore dolcezza (residua?), che a tratti poteva tradursi quasi in "stucchevole pesantezza", caratterizzano un vino dallo stile moderno, ruffiano, piacione e che ha riscosso, comunque, anche, al recente Vinitaly, consensi diffusi.

Passiamo ai vini dell'azienda Di Meo di Salza Irpina che presenta un numero piuttosto cospicuo di etichette. Particolarmente piacevole la Coda Di Volpe 2002 che anche in assaggi meno recenti mi ha sempre affascinato per equilibrio e fedeltà al vitigno di origine, evitando gli eccessi caricaturali che spesso caratterizzano altri bianchi di nuova concezione/generazione. Più sfocata, sia al naso, dove è avara della tipica fragranza di profumi, che in bocca, la Falanghina 2002. Anche il Greco 2002, che mostrava evidenti segni di precoce ossidazione (di uva cotta) nonché sentori di lieviti, ed il Fiano 2002, irriconoscibile, mi sono sembrati, ancora, piuttosto scomposti e, sicuramente, da rivedere/riprovare più avanti.

Prova contradditoria per i vini dell'azienda Castello Ducale che da un lato presentava una Falanghina 2002 piuttosto diluita, non particolarmente generosa di profumi e pungente di acidità, e dall'altro, invece, un Pallagrello del Ventaglio 2002, che seppur meno esuberante al naso, quasi sottotono, rispetto a quello offerto da Vestini Campagnano, in bocca dimostrava una tenuta invidiabile ed una sua personalità.

Il Fescine 2002 di Caputo, azienda di Teverola nell'aversano, è un asprinio che offre, nel bene e nel male, i diversi aspetti varietali del vitigno. All'assenza, quasi totale, di profumi, fa da contraltare una maggiore intensità avvertibile al palato dovuta all'acidità agrumata, caratteristica dell'uva (da cui il nome, aspro=asprinio). Il Vignola, uno dei pochi vini in degustazione, ancora, dell'annata 2001, è invece ottenuto da uve greco. Purtroppo si mostrava in uno stato di ossidazione già piuttosto avanzato, con ricordi accentuati di lieviti. Il Frattasi 2002, da uve falanghina in purezza, ci riportava su livelli accettabili. Il Lacryma Christi 2002, ottenuto da uve caprettone, come localmente denominata la coda di volpe (secondo alcuni invece si tratterebbe di vini/vitigni diversi), era, invece, caratterizzato da un gran botta di solforosa sia libera (aggiunta) che totale, mutuata, in parte, dalla natura vulcanica dei terreni. Vini ancora in divenire.

L'azienda Torre Gaia, con l'annata 2002, presentava, invece, i nuovi bianchi che si sono imposti nel panorama, poco felice, della degustazione per una maggiore carica di personalità anche se, come tutti gli altri vini, ancora da ricomporsi alla ricerca di un migliore equilibrio. Il Koinè 2002 è un greco caratterizzato da un naso felicemente espressivo ed in bocca da un acidita' decisa. Sullo stesso registro, solo moderatamente profumata, la falanghina Opera 2002 che è già più equilibrata, anche in bocca. Il fiano Gradualis 2002 mostra, finalmente così come compete a questo nobile vitigno, un portamento fermo e deciso, imponendosi, sin dall'inizio, al naso, per poi cedere ad una certa scompostezza in bocca.

La Falanghina 2002 dei Vini della Sibilla mi è parsa un pò sottotono rispetto a precedenti annate ma in ogni caso già equilibrata e godibile. Discorso a parte per la nuova creatura (o forse dovrei dire mostro?!) partorita dall'azienda che vede la falanghina dell'area flegrea fermentare ed affinarsi brevemente in barrique! Si tratta del Sibiunna 2002, che al naso si mostra, quantomeno, singolare mentre si "riabilita" in bocca dove comunque risulta, ancora, marcatamente segnato dal legno.

Corrado d'Ambra ha invece presentato le nuove annate dei suoi "nuovi vini" (cioè da quando è fuoriuscito dall'azienda di famiglia la nota Casa D'Ambra di Ischia) a base dell'uva locale isolana biancolella. Si tratta di vini molto personali dalle spiccate note minerali derivate dalla natura vulcanica dei terreni. Trattandosi di campioni prelevati la mattina stessa dalla vasca è veramente difficile in questo momento esprimersi a riguardo. Sicuramante sono consigliabili a chi ama le interpretazioni personali e un pizzico di sorpresa nel bicchiere! Regola Aurea (biancolella e forastera) e Giardino Mediterraneo (biancolella 100%) i nomi che identificani i due vini.

Chi ha voglia di avvicinarsi alla falanghina, vitigno troppo spesso bisfrattato e snobbato ma invece, dico io, allegro e piacevole, non dovrebbe mancare di assaggiare quella dell'azienda cui questo vitigno deve molto, la Mustilli di Sant'Agata dei Goti. Dei continui assaggi che ho effettuato dei loro vini, rimane il fiore all'occhiello della produzione. Si tratta di un vino semplice ma dotato di spiccata personalità! Un falanghina briosa, in bocca morbida ed equilibrata, sempre fedele a se stessa. Della stessa azienda ho anche assaggiato il Greco 2002 meno entusiasmante ma comunque ben realizzato.

Per il momento è tutto.
In attesa della seconda parte non mi resta che congedarmi!

Campania felix a tutti

15 maggio 2003

 

   

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