Le visioni
pubblicate

Tunisia
I grandi di Francia incontrano l'Irpinia

Scopriamo i vini del ... Miracolo siciliano, prima e seconda parte
Agricoltura biodinamica: Vignobles de la Coulèe de Serrant

La riscossa dei vini pugliesi: il Salento e gli altri

Aglianico RE

La terra del Mito
L'antico Sannio

I grandi vini della Terra di Lavoro

Ischia e Capri: i vini delle isole

Campania felix

 

 


Scopriamo i vini del ... Miracolo siciliano (II parte)
di Fabio Cimmino

La produzione vinicola siciliana va sempre di più assumendo un ruolo importante al pari di altre regioni italiane tradizionalmente note come il Piemonte e la Toscana. La più grande isola del Mediterraneo
rivendica con forza e sente intimamente propria la denominazione di "terra della vite e dell’ulivo". Appellativo che riporta, nel segno della continuità, all’antichità più remota e alla culla della civiltà mediterranea.

La leggenda vuole e narra che la vite germogliò, per la prima volta, proprio in Sicilia dalle lacrime di Dionisio, assetato. Nacque così quel nettare che l’antico nume donò agli uomini, per confortarli dalle fatiche, così come agli Dei, per allietare i loro sensi. Passiti, moscati, malvasie. Ma anche Nero d’Avola, Cerasuolo di Vittoria, Nerello mascalese, Inzolia insieme ai vitigni internazionali. A proposito di questi ultimi, c'è da osservare come la sperimentazione sui vari Chardonnay, Cabernet, Syrah e Merlot, ha rivelato sia una particolare vocazione dei terreni, sia la presenza di condizioni climatiche favorevoli a produrre vini da queste uve che qui giungono, con facilità, a maturazione ottimale. Per contro c'è da rilevare come i numeri indichino la quota dei vini a denominazione di origine ancora insufficiente. Inoltre la crescita qualitativa dei vitigni autoctoni, il Nero d’Avola in primis, ha ancora davanti a se una lunga strada da percorrere che necessita di ulteriori interventi, più convincenti ed efficaci.

Dopo aver analizzato nella prima parte di questa breve trattazione alcune aziende sia storiche che emergenti, tutte, chi più chi meno, accomunate da un'ampia visibilità sui mercati e produzioni che definirei non proprio amatoriali, mi voglio dedicare in questa seconda parte a vini che forse troverete più difficili da rintracciare sugli scaffali dell'enoteca sotto casa, ma non meno meritevoli della vostra attenzione. Ho preferito, per scelta, riportare le annate tra parentesi non trattandosi quasi mai delle ultime in commercio. L'affidabilità dei produttori, comunque, è tale e consolidata, da non dover riservare spiacevoli sorprese anche con quelle più recenti.

A Messina l'Azienda Agricola Palari produce alcuni rossi molto interessanti, ottenuti da uve locali che oltre ai soliti, e più conosciuti, nerello, mascalese e cappuccio, prevedono l'utilizzo di altre varietà autoctone come la nocera, il tignolino, l'acitana e la galatena. Stiamo parlando del Rosso del Soprano, un vino da tavola, che offre un colore intenso, profumi di frutta rossa leggermente surmatura e un gusto molto equilibrato. Il fiore all'occhiello della produzione rimane però il Faro Doc ('98), un vino di grande potenza e allo stesso tempo molto morbido grazie ai tannini vellutati. Alla degustazione regala profumi e sapori di ciliegia matura addolciti da un uso calibrato del legno. Peccato però, un pizzico di acidità in più non avrebbe guastato, anzi ne avrebbe esaltato la beva.

A Castelbuono, in provincia di palermo, l'ingegnere Francesco lena con la consulenza di Riccardo Cotarella, in quella che fu l'Abbazia di Sant'Anastasia, produce il Litra ('92), un cabernet sauvignon che ha ottenuto notevoli successi e riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Si tratta di un vino dalla concentrazione impressionante sin dall'esame visivo. Colore impenetrabile, incredibile consistenza. Al naso si avverte la polpa di frutta rossa matura che diviene quasi masticabile in bocca. A ledere un quadro tanto ricco e intenso di sensazioni, un eccesso di tostatura che il tempo dovrebbe (avrebbe dovuto visto l'annata) stemperare. Anche questo vino, però, come molti di questi mostri di concentrazione che vedono la luce in Sicilia soffre una certa carenza di acidità che dovrebbe accompagnare la beva, rendendola più fluida.

Problema che non sembrano invece, affatto, soffrire i vini dell'azienda di cui vi vado a parlare! In Contrada Roccazzo Chiaromonte in provincia di Ragusa, I Gulfi hanno fatto del nero d'Avola il vitigno portabandiera dell'azienda realizzando una serie di vini cru di tutto rispetto, in particolare mi riferisco al Nero Maccari ed al Nero Bufaleffi, prontamente segnalati da uno dei giovani emergenti giornalisti italiani del vino, attualmente in trasferata oltreoceano, il preparatissimo nonchè abilissimo degustatore Luca Mazzoleni. Il Maccari offre al naso profumi di piccoli frutti di bosco avvolti in una piacevole coltre balsamica. In bocca ritornano toni fruttati e balsamici in un contesto di grande morbidezza caratterizzato dalla fine grana dei tannini e sostenuto da una calibrata acidità. Il Bufaleffi si colloca su di un piano ed un registro ancora più alto. I toni fruttati e balsamici sono, se possibile, più intensi e potenti dando vita ad un insieme di peculiare aromaticità pur senza disdegnare una certa eleganza grazie alla solita acidità che interviene a sostegno della beva. Peccato, unica nota dolente, per i prezzi non proprio a buon mercato.

La tenuta Feudo Principi di Butera, facente capo al grupppo Zonin, è, a tutti gli effetti, nonostante i successi da subito ottenuti, una new entry nel panorama produttivo siciliano. I vini, tutti ineccepibili dal punto di vista realizzativo, non mi hanno personalmente entusiasmato, senza tener conto, poi, dei prezzi assolutamente poco incoraggianti. Tutti i prodotti mi sono sembrati ottimamente costrutiti, impostati, anche nella scelta dei vitigni, per stupire ed ammaliare una ben precisa tipologia di consumatori. Consumatori stranieri, americani in particolare, ma più in generale quelli che potremmo definire, con un termine che dice tutto e nulla, "consumatori moderni". Il nero d'Avola Deliella 2000 è un vino piacevole, che gioca sul contrasto tra dolce e speziato. Cannella, vaniglia, chiodo di garofano, prugna, ciliegia marasca, si inseguono e si susseguono in un bel cresecendo. Peccato per il finale, piuttosto amaro, dovuto, a mio parere, ad un eccesso di rovere. Il merlot Calat 2000 offre il medesimo approccio degustativo. In questo caso, però, alla dolcezza vanigliata del legno fanno da contraltare le note vegetali del vitigno. Note vegetali, in particolare di peperone verde, che sono molto più evidenti, meno controbilanciate, nel cabernet Sanrocco 2000. In questo caso la vaniglia del legno, presente in dose massiccia, risulta ancora poco e mal integrata.

In contrada Virzì, nel comune di Monreale, tra Alcamo e Palermo si estende l'azienda agricola Spadafora, che firma tra gli altri, l'ottimo cabernet sauvignon Schietto ('01). Un vino dalla straripante forza alcolica, che incorpora tutto il calore del sud e della sicilia in particolare. Se l'affinamento in rovere ne smussa le asperità e gli eccessi donandogli una discreta finezza, sarà il tempo a fare il resto, provvedendo a spegnere gli ardori giovanili e a fargli ritrovare un migliore/maggiore equilibrio! Interessanti anche gli altri due vini di punta aziendali: l'assemblaggio di cabernet, nero d'Avola e merlot Don Pietro ('01) ed il nero d'Avola e syrah Vigna Virzì ('00).

Concludo con un altra realtà emergente della Sicilia sud orientale dove si produce un altro vino "tradizionale", tipico della provincia di Ragusa: il Cerasuolo di Vittoria. Ne offre una dignitosa interpretazione la cantina Valle dell'Acate. Il Cerasuolo è ottenuto dal vitigno frappato (60%) con aggiunta di nero d'avola (40%), ma può essere ed è, anche, vinificato in purezza. Questo vino, che non vede legno, rappresenta nella sua, a tratti disarmante semplicità, una valida espressione di territorialità e varietalità.

Anche per questa volta è tutto.
Di nuovo Sicilia felix a tutti

15 aprile 2003

 

   

prima pagina | l'articolo | l'appunto al vino | la parola all'agronomo | in azienda
in dettaglio | rassegna | visioni da sud | la cucina | en passant | mbud
appunti di viaggio | le annate | la guida dei vini | rassegna stampa | sottoscrivi