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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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| L'appunto al vino di Fernando Pardini Il vino: Vino Nobile di Montepulciano DOCG Riserva 2001 - Crociani Sotto-zona/cru: Le Caggiole - Montepulciano (SI) Data assaggi: aprile 2008 Il commento:
E' una bocca rigorosa e decisa, dall'impalcatura acida vibrante. Quest'ultima è come una corrente che guida la trama -trama bellamente sapida-, per condurti verso un finale sostenuto da una dolcezza confortevole e amica, dai tannini maturi, importanti e integrati, a chiosare una prova affascinante, caratteriale, di una schiettezza rara. Sai cos'è? E' che questo Nobile possiede una presa evocativa diretta e senza filtri, e ti conquista per la ricca nudità del tratteggio, per la purezza di una beva ispirata e intimamente poliziana, per la brillante austerità. Da questo bicchiere un senso di autenticità che sento fortemente appartenere alla terra, alla sua terra, alta alta ad attendere le belle stagioni, quelle lunghe e generose, quelle buone per le maturazioni lente e "meditate" del prugnolo gentile. In questo bicchiere un vino senza tentennamenti, orgoglioso ed artisan. A 20 euro o giù di lì un Nobile di Montepulciano che si fa paradigmatico. Di un percorso e di uno stile. Senza scorciatoie né effetti speciali, solo e soltanto essenza delle cose. La chiosa: La storia di Susanna Crociani, one woman band di questa
storica cantina di Montepulciano, è una di quelle che, sia pur
nei passaggi dolorosi (la scomparsa prematura del fratello vignaiolo
Giorgio, continuatore dell'opera del compianto padre Arnaldo), fa bene
alla terra. Perché ne racconta il rispetto. Perché nel
ricongiungersi idealmente al cammino che fu dei padri, questa storia
non solo non lo disperde ma ci attacca prepotentemente una buona fetta
di futuro. E la terra che ci dice, in tutta risposta? Beh, la terra
non ci ha pensato un attimo a ripagarla con frutti individui. In barba
alla presunta inesperienza di una donna, la terra ha talmente compreso
il senso di quella svolta- reinventarsi vignaiola per far continuare
a vivere una tradizione familiare, dopo aver speso una brillante carriera
professionale in qualità di musicologa (e manager) di successo-,
che con lo stesso incantato stupore (ma di una ruralità oltremodo
consapevole) con il quale Susanna sta approcciando la vita di campagna,
non si stanca di instillare un preciso ascendente poliziano nella fisionomia
di quei vini veraci e senza orpelli, la cui terragna personalità
riesce ad emergere ben oltre le incertezze "grammaticali"
che qua e là ne punteggiano il cammino. Perché quei vini
sottendono purezza nei gesti. La terra ne è consapevole. Gli
ingenui ed i sognatori anche. E tutto questo, a ben vedere, basta. |
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