La ballata del Nuovo
Anno
ovvero, come si tracanna lo Spumante
di Lola Teale
"Quindici uomini, quindici uomini, su una cassa da morto, oh,
oh, oh
"
Una voce dal buio raggiungeva la strada affollata e rumorosa, dove si
brindava e si scoppiavano petardi per ingraziarsi il nuovo anno. Quella
melodia stonata andava a perdersi nel vuoto del cielo nero senza stelle
a causa di una paffuta e lattea luna piena. Nessuno per la strada si
era accorto di Sofia che, nel suo piccolo giardino cinto da una siepe
di bosso, stava festeggiando il nuovo anno in compagnia di una bottiglia
di Spumante e del suo gatto tigrato che la guardava dal caldo del salotto
di casa. Sofia, in quella notte di luna piena voleva dimenticare il
brutto anno che era appena trascorso e cominciare il nuovo come non
aveva mai fatto, cioè nella quasi totale solitudine e con una
bottiglia di Spumante da bere sotto la luna. La notte era fredda, un
vento di tramontana le sferzava il viso e le labbra ormai tendevano
al viola, ma lei non se ne curava visto che il resto del corpo era avvolto
in una tuta termica rossa con guanti dal bordo di pelliccia e un cappello
di lana cotta che le copriva la fronte fino alle sopracciglia. Beveva
un sorso dopo l'altro, cantava alla luna e muoveva qualche passo di
danza.
"Quindici uomini, quindici uomini, su una cassa da morto oh, oh,
oh
" continuava a cantare abbracciata alla bottiglia di Spumante,
che le aveva infuso il coraggio di uscire nel freddo pungente di quella
sera d'inverno e tuffarsi nel verde per un rigenerante bagno di luna.
Sofia andava a ritmo di valzer stonato, tenendo con la mano sinistra
l'orlo di un immaginario abito rosso granata costellato di diamanti
che brillavano di luce lunare.
"Quindici uomini
" sospirò con un po' di affanno
ma senza fermarsi. I piedi, le braccia e le gambe si erano prese la
libertà di muoversi a loro piacimento e il suo bacino voleva
a tutti i costi cimentarsi in una danza del ventre improvvisata. Si
tolse con un gesto rapido il cappello che le sembrava opprimere la testa
in una morsa sempre più stretta, lasciò liberi i capelli
e la fronte leggermente imperlata di sudore. I suoi capelli né
lunghi né corti ondeggiavano a ritmo ora coprendo un occhio,
ora l'altro, ora la bocca che orgogliosa mostrava ancora traccia di
quel luccicante rossetto comprato il giorno prima.
"Quindici uomini
" cantò Sofia prima di fermarsi
proprio sotto la luna. Levò al cielo la bottiglia pressoché
vuota per brindare ancora una volta al nuovo anno e scolarsi l'ultimo
sorso di quel liquido spumeggiante. Prima di bere si soffermò
a guardare la luna che non le era mai sembrata così grande, sfumata
come se fosse un calice pieno di latte, un latte del colore della perla.
Distolse poi lo sguardo e tentò di portare la bottiglia alla
bocca, ma una mano muscolosa le strinse il polso fino a toglierle totalmente
le forze. Dopo una strenua resistenza, Sofia lasciò andare la
presa e la mano, gemella di quella che teneva stretto il suo polso,
si appropriò del contenitore e del contenuto. Con l'unico occhio
libero dai capelli Sofia seguì la strada che fece il suo Spumante
e scoprì che le mani appartenevano a due grosse braccia attaccate
a due possenti spalle che reggevano un collo muscoloso ed una testa
con sicuramente una bocca in cui svanì il suo dorato e frizzante
vino. Abbassò lo sguardo per vedere se le spalle erano attaccate
ad un busto, se questo lo era a due gambe e se due piedi erano appoggiati
a terra. Dopo un'attenta osservazione constatò che la figura,
sicuramente maschile, aveva però qualche pezzo fuori posto.
L'uomo, o almeno così sembrava, gettò a terra la bottiglia
vuota che rotolò con decisione fino ai piedi di Sofia e si fermò
solo quando incontrò il suo piede destro, calzato in uno stivale
di pelle. Il piede sinistro era poco più lontano per dare la
possibilità a Sofia di mantenere l'equilibrio.
"Che roba è questa! Non è belly timber
è
frizzante!"
"E' Spumante..."
"E' alcolico almeno?"
"Quanto basta per lasciarsi alle spalle i problemi."
"Allora non abbastanza per me, vecchio lupo di mare che adora ciò
che gli brucia lo stomaco come una palla di cannone infuocata lanciata
nello scafo di una nave. Un arrembaggio dello stomaco ecco cosa mi ci
vuole per vincere questo maledetto freddo
"
"Da dove vieni? E chi ti ha fatto entrare?"
"Dalla Tortuga, signora, non per servirla
"
"Tortuga, uhmmm, Tortuga, il nome non mi è nuovo. Ma con
la testa che rotea all'impazzata non riesco a ricordarmi dove ho sentito
questo nome tanto familiare."
"Se avessi tracannato il belly timber, del vecchio Jeff il monco,
te lo ricorderesti."
Sofia guardò per più di un attimo quella imponente figura
che le ondeggiava davanti e, pur volendo mandarlo via, allo stesso tempo
un desiderio ardente di sapere chi era e da dove veniva non la lasciava
in pace.
"Per prima cosa gli alcolici non si tracannano, ma si degustano."
"No, noi li tracanniamo tutti quanti senza distinzione, sciacquandoci
le budella da quello schifo che il cuoco di cambusa ci propina ogni
dì."
"Fidati, te lo dice una che lavora in mezzo al vino e
"
"Me ne frego
" disse l'uomo facendo un passo avanti verso
Sofia, mentre lei d'istinto ne aveva fatti due barcollanti all'indietro.
"Coltivate canna da zucchero
o vite?"
"Né l'una né l'altra a noi va solo il rum e la Tortuga
è il paradiso del rum," precisò l'uomo allargandosi
in un quasi dolce sorriso stringendo gli occhi.
Nell'attimo di silenzio che seguì si guardarono entrambi profondamente
negli occhi. Passarono attimi lunghi come un anno intero, si guardarono
fino nell'anima ripercorrendo la via delle vene e delle arterie lungo
tutto il corpo per poi abbandonarsi al respiro che era diventato sincrono.
Sofia non era riuscita più a dire nulla sotto lo sguardo magnetico
dell'uomo sconosciuto. Quella notte di Capodanno stava prendendo una
piega inaspettata che stuzzicava le dita delle mani di Sofia che iniziarono
a formicolare per l'eccitazione.
Sofia raccolse tutte le forze rimastele per mettere le mani sui fianchi
e gonfiare il petto prima di dire: "Allora perché conosco
la Tortuga?"
"Chi non conosce l'isola dei pirati, l'irraggiungibile e inconquistabile,
TORTUGAAAAA!" Tutta la frase fu un crescendo finché l'uomo
non urlò il nome della sua isola. E come se fosse stato tutto
architettato si udirono due botti e una splendida sequenza di fuochi
d'artificio colorò di rosso e giallo il cielo, offuscando per
qualche attimo la luna con il fumo grigio della polvere da sparo.
"Ecco sei un pirata!" Sofia sgonfiò il petto ma non
si mosse per paura di cadere a terra. Tutto intorno a lei il mondo si
muoveva come se fosse dentro ad un enorme miraggio.
"Long John Silver, professione pirata, qui non per servirla, bella
signora," disse il più dolcemente che riuscì non
avvezzo com'era alle galanterie.
"Lo sapevo che la sbronza con questo Spumante mi avrebbe portato
qualcosa di buono per l'anno nuovo
e che c'è di meglio di
Long John Silver in carne e ossa?" Abbozzò un sorriso confuso.
Long John Silver cominciò a cantare: "Quindici uomini, quindici
uomini
"
Sofia gli rispose: "Su una cassa da morto, oh, oh, oh
"
Long John Silver guardava con un certo mal sopito desiderio quella giovane
donna di rosso vestita e preso da un istinto irrefrenabile la prese
tra le braccia e disse: "Balliamo!" A Sofia sembrò
più un ordine che una proposta e non fece alcuna resistenza.
Si disse che non aveva ancora ballato veramente da quando era scoccata
la mezzanotte e che iniziare l'anno ballando poteva portarle un po'
di leggerezza in più nei 365 giorni che sarebbero venuti. Se
avesse trascorso l'anno a passo di danza tutto sarebbe sembrato diverso
e lei stessa si sarebbe sentita diversa e più leggera. E forse
le cose avrebbero cominciato a girare nel senso giusto e col ritmo giusto.
"Quindici uomini, quindici uomini, su una cassa da morto, oh, oh,
oh
" cantò Long John Silver per dare di nuovo il tempo,
dopodichè cominciò a far ondeggiare Sofia a destra e a
sinistra mescolando fra loro passi di tutte le danze conosciute e sconosciute.
Ora facevano due passi a sinistra, ora uno avanti, ora indietro, ora
tre a destra per poi terminare la figura zoppa con un'energetica piroetta
che portava Sofia faccia a faccia con la siepe. Long John Silver la
teneva stretta a sé e la condusse per tutto il resto della notte
in un ballo sfrenato, senza quartiere e senza colonna sonora se non
quella vecchia strofa da pirati.
"Quindici uomini, quindici uomini, su una cassa da morto, oh,
oh, oh
"
All'alba Long John Silver le baciò una mano prima di volare via
trasportato dal vento dell'Ovest che si era alzato proprio per permettergli
di cavalcarlo fino alla sua amata isola, la Tortuga.
Sofia osservò la sagoma del pirata finché non scomparve
dietro alla luna, rimase poi lì seduta sul gradino di casa abbracciandosi
le gambe con la testa posata sulle ginocchia. La prima notte dell'anno
era stata spazzata via dal vento e i primi bagliori dell'alba trovarono
Sofia assopita sul gradino di casa mentre il suo gatto tigrato guardava
pigramente il sorgere del sole.
Le immagini sono tratte dai siti:
www.mondodelgusto.it
www.settimanastudidanteschi.it/blog/
www.ikaro.net
www.foto-blog.it
12 gennaio 2008