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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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Confronto di gusto:
Colli Berici e Bolgheri, bella degustazione fra due terroir tanto diversi
e tanto vocati
di Riccardo Brandi ROMA
- Ho particolarmente apprezzato la serata che gli amici della rivista
OlioVinoPeperoncino hanno organizzato lo scorso 21 marzo inaugurando,
lo spero vivamente, una serie di appuntamenti enogastronomici di sicuro
interesse. Questo primo esperimento ha visto protagonisti, e non antagonisti,
i vini dei Colli Berici a confronto con la produzione di fascia
media del terroir più che prestigioso di Bolgheri. Sono state infatti
selezionate cinque bottiglie di tutto rispetto da questo territorio, che
dà i natali ad etichette come Ornellaia, Guado al Tasso, Grattamacco
o Ca Marcanda, allestendo un test molto particolare con altrettante
etichette provenienti proprio dai rilievi collinari del Vicentino, che
traggono il loro nome dalla cima del Monte Berico. Personalmente ero curioso
proprio di saggiare la bontà di questi ultimi vini,
che godono di un disciplinare piuttosto aperto allutilizzo
di uvaggi a bacca rossa diversi e generosi come Cabernet, Merlot, e Tocai
Rosso (Barbarano nella sua accezione originaria) che dalla prossima vendemmia
fruirà del sinonimo appena deliberato di Tai Rosso. La
degustazione alla cieca, che prendeva spunto dalla prova ideata
dalla rivista in lingua tedesca Merum (bimestrale sul vino italiano
che già nel nome rende omaggio allantica Roma), è
stata modellata sul piano della pura piacevolezza di beva in un contesto
conviviale. Il panel di degustazione è stato quindi composto tenendo
conto proprio del carattere non esasperatamente tecnico del confronto,
integrando in modo ampio palati più tecnici insieme a giornalisti
e semplici appassionati. Un campione eterogeneo e validamente rappresentativo
del gusto di chi sa apprezzare il buon bere. Ad ospitare levento,
in un ambiente accogliente e un po trendy, il ristorante Gusto
di Roma, location felicemente posizionata nel cuore del centro storico,
da anni meta dei gourmet capitolini, ma anche di molti turisti stranieri,
dove si possono trovare in ununica struttura anche osteria, enoteca,
wine bar, formaggeria, book bar e pizzeria. Proprio
questultima a dire il vero, localizzata giusto al di sotto della
sala che il cortese e giovane direttore ci aveva riservato, a garanzia
dei massimi confort e concentrazione, ha un po scosso lolfattiva
dei convenuti per la bontà delle fragranze liberate nellaria,
senza creare comunque turbative allanalisi sensoriale dei nostri
campioni, che comunque non erano sottoposti alla rigidità di un
esame tecnico.Veniamo quindi al risultato della prova, che prevedeva un primo assaggio di tutte le etichette e poi lavvio di una vera è propria cena composta di tre portate a cui ognuno dei degustatori avrebbe dovuto abbinare il vino che più riteneva opportuno sulla base del primo assaggio. Al termine della cena si sarebbero poi scoperte le etichette evidenziando quella più gradita sulla base del maggior consumo rilevato. La prova in sé si è rivelata molto interessante, sia per la bontà e diversità dei vini proposti, sia per la scelta di accostarvi il cibo, naturale ed ideale partner di un buon bicchiere di vino. A
dirla tutta la costruzione delle portate è risultata un po
impegnativa, fatta di composizioni dal gusto piuttosto ricercato ed a
volte anche un filo prevaricante (ad esempio per lutilizzo del carciofo).
Certo è che piccoli peccati veniali sono più che giustificabili
nel numero zero di un evento che ha sicuramente delle prospettive
di interesse e crescita più che plausibili. Fattostà che
la serata si è dipanata con il giusto piglio, fra discussioni e
confronti di vedute che hanno messo a nudo la diversità delle singole
preferenze, frutto del carattere ineluttabilmente personale del gusto
di ogni consumatore.Alla fine ovviamente non ci sono stati né vincitori né vinti, ma è emerso che i vini dei Colli Berici possono tranquillamente tenere sul piano della bevibilità il confronto con i più blasonati Bolgheri. Personalmente, leggendo la lista delle etichette, avevo paventato una conclusione di questo tipo, ma mi sarei aspettato che a risultare allaltezza, fra le etichette venete, sarebbero stati il Cabernet Riserva 04 dellazienda Vini Cris o il Merlot Fra i Broli 04 dellazienda Piovene Porto Godi, o anche il Seratico 04 di Rivaratta, Igt dal taglio decisamente bordolese. Invece ad essere apprezzato dal panel, tanto da salire sul podio dei migliori Bolgheri, è risultato proprio un Tocai Rosso, in particolare (e a sorpresa) il Torengo2006 di Le Pignole che, più immediato e con una gustativa fresca e persistente, ha vinto il confronto con lambizioso Thovara 04 che ha perso anche il confronto il casa Piovene Porto Godi proprio con il Merlot Fra i Broli (finito anche sul mio personalissimo podio). Certo, tirando le somme abbiamo trovato quattro Bolgheri fra le prime cinque bottiglie più consumate, con lAlfeo 2003 di Ceralti a regolare lentry-level di Grattamacco 2005, due vini di struttura e intelligibilità complesse e agili al tempo stesso, con una profondità di gusto indubbiamente superiore. Poi, dopo il sorprendente Torengo, Il Bruciato 05 della Tenuta Guado al Tasso di Antinori ed un vino che personalmente avevo apprezzato al punto di porlo sulla piazza donore fra i miei appunti, il Bolgheri Rosso 06 dellazienda Le Macchiole, concentrato, di grande spessore, con una spalla acida appropriata ed una prospettiva di sicura longevità, magari meno pronto degli altri, ma di sicuro avvenire. Tirando
le somme non posso che ringraziare gli amici di OlioVinoPeperoncino per
linvito e per avermi consentito un viaggio gustativo nuovo, come
quello nei colli vicentini, che ancora mi mancava; un viaggio emozionante
e piacevole, sia sul piano sensoriale, sia personale nel contraddittorio
con gli altri componenti del panel. Un viaggio che certamente lascia un
segno ed una strada aperta a nuovi confronti che spero in futuro possano
essere altrettanto positivi.In calce al racconto riportiamo la lista completa di tutte le etichette nel rigoroso ordine imposto dal risultato della prova, nonché delle portate in abbinamento. Etichette in degustazione: 1) Bolgheri Rosso Alfeo 2003 - Az. Agr. Ceralti 2) Rosso Bolgheri Podere Grattamacco 2005 - Colle Massari 3) Colli Berici Tocai Rosso Torengo - Az. Agr. Le Pignole 2006 4) Rosso Bolgheri Il Bruciato 2005 - Tenuta Guado al Tasso 5) Bolgheri Rosso 2006 - Az. Agr. Le Macchiole 6) Colli Berici Merlot Fra i Broli 2004 - Az. Agr. Piovene Porto Godi 7) Colli Berici Cabernet Riserva 2004 - Az. Agr. Cris 8) Colli Berici Tocai Rosso Thovara 2004 - Az. Agr. Piovene Porto Godi 9) Rosso Bolgheri 2005 - Donna Olimpia 1898 10) Seratico 2004 - Az.Agr. Rivaratta I piatti: Terrina di faraona pistacchi e pere al porto Tonnarelli al ragù bianco di coniglio con funghi porcini e olive taggiasche Lombetto di agnello panato servito con carciofo alla romana e riduzione alla menta 17 maggio 2008 |
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