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di Villa Vignamaggio.
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Il Castello di Bossi triplica, aspettando
il (grande) sangiovese
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Coltibuono Toscosirah:
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Il Castello
di Bossi triplica, aspettando il (grande) sangiovese
di Riccardo Farchioni
La
Toscana, si sa, è terra di sangiovese. È questa luva
che rispecchia lidentità regionale e non cè
produttore che non sogni di fare il suo grande sangiovese.
Ma la Toscana ha scoperto via via di essere, al di là del suo
vitigno, sempre più un grande territorio, come hanno dimostrato
tanto le zone a più recente vocazione quanto quelle dalla tradizione
più radicata con significativi esempi di vini a base di merlot,
di cabernet sauvignon, e più di recente anche di syrah; e il successo
dellunione fra sangiovese e uve francesi è arrivato
a provocare la modifica del disciplinare di un vino cardine come il Chianti.
Il Castello di Bossi, fra le realtà più importanti
(ed imponenti) del Chianti Classico, è una delle aziende che ha
interpretato nel modo più pieno questa evoluzione. Situato nella
zona meridionale di Castelnuovo Berardenga, con una tenuta di 650 ettari,
124 dei quali vitati, nella quale il sangiovese che ha naturalmente lestensione
maggiore (80% della superficie), e con merlot (15% della superficie) e
cabernet sauvignon a completare vigne gradualmente rinnovate, produce
un Chianti Classico e la Riserva Berardo
con una percentuale di merlot del 10% e 15% rispettivamente, oltre al
supetuscan Corbaia, un sangiovese-cabernet sauvignon
e al merlot in purezza Girolamo.
Ma Marco Bacci, ormai a capo dellazienda dal 1980 e coadiuvato
dallenologo Alberto Antonini, ha deciso di raddoppiare, anzi
di triplicare. Con lannata 2002 (nella quale il Castello di Bossi
ha subìto un completo stop nella produzione, e in attesa di un
2003 pare strepitoso) sono entrati infatti sul mercato i primi vini della
nuova realtà maremmana (Terre di Talamo) e di Montalcino
(Renieri). E se nella prima, oltre al Morellino di Scansano Tempo
verrà prodotto un nuovo supertuscan, è proprio da Montalcino
che lappuntamento con il sangiovese, anzi con il grande sangiovese
è stato fissato, e non resta che aspettare.
Morellino
di Scansano Tempo 2003 Terre di Talamo
Di colore violaceo assai fitto, si mostra subito irruento al naso mettendo
in evidenza uno spessore di frutto molto maturo ma anche toni di carruba
e sensazioni cioccolatose. Gradualmente, con lossigenazione, tende
a perdere le sensazioni più terziarizzate e ad esporre un quadro
pulito, suadente e di bella speziatura. Al palato ha attacco immediatamente
espressivo e molto fruttato, ha medio corpo e colpisce per una buona freschezza
che accompagna una sicura linea aromatica. Trama fine e non monolitica
e finale lungo. Esce dallazienda a 6 euro circa (IVA esclusa).
Rosso
di Montalcino 2002 Renieri
(sangiovese)
Lannata non particolarmente felice lascia solo intravedere quali
saranno i caratteri di questo vino, e magari quelli del futuro Brunello
di Montalcino. Il naso è lieve, floreale, un pochino esile e stenta
ad avere una definizione sicura. Al palato è pulito, riesce ad
essere sufficientemente pieno e presenta qualche sfumatura vegetale. Buona
ripresa nel finale. Esce dallazienda a 8 euro (IVA esclusa).
Chianti Classico 2001 Castello di Bossi
(sangiovese 90%, merlot)
Un buon quadro di frutta rossa e nera viene presentato in modo levigato
in un naso dalla bella progressione di intensità, assieme ad una
leggera spruzzata di erbe aromatiche. Al palato si mostra morbido, dalla
trama dolce, accattivante e molto spontanea a testimoniare un ruolo chiave
giocato dal merlot. Discreta lunghezza nel finale. Esce dallazienda
a 8 euro (IVA esclusa).
Chianti Classico Riserva Berardo 2001 - Castello di Bossi
(sangiovese 85%, merlot)
Dal colore fittissimo, sfoggia un naso profondo, le cui note sensuali
di confettura di mora e prugna di una dolcezza tendono ad assumere con
lossigenazione un aspetto leggermente rusticheggiante. Al palato
entra compatto e pieno, sempre molto maturo, con una trama serrata e progressiva.
Un vino di grande potenza, quasi masticabile e con una certa propensione
verso una stilistica internazionale. Finale deciso, liquirizioso,
dal tannino molto fine. Esce dallazienda a 13 euro (IVA esclusa).
Girolamo
2001 - Castello di Bossi
(merlot)
Il naso è molto intenso, pieno di frutta rossa e dalla sensibile
componente speziata. Attacca dolce in una bocca iperespressiva e dalla
tenuta priva di flessioni. Un tannino fine prelude ad un finale esplosivo
e lunghissimo. Esce dallazienda a 21 euro (IVA esclusa).
Corbaia
2001 - Castello di Bossi
(sangiovese 70%, cabernet sauvignon)
Lolfatto è di grande finezza, intenso e persistente, con
indubbi caratteri di spiccata eleganza. In bocca colpisce per la trama
distesa, priva di pesantezze e dalla espressione diretta e decisa di frutta
rossa. Sebbene ancora giovane, la progressione abbinata a un finale lunghissimo
e lassetto snello ne fanno un vino ai vertici. Esce dallazienda
a 22 euro (IVA esclusa).
Castello di Bossi
Località Bossi in Chianti
53033 Castelnuovo Berardenga - Siena (Italia)
tel. 0577.359330
fax 0577.359048
www.castellodibossi.it
Degustazione svoltasi il 16 aprile 2004 alla trattoria Cavolo Nero di
Firenze (tel. 055.294744, www.cavolonero.it)
Nella foto: Marco Bacci
5 maggio 2004
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