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Sagrantino Passito: invito
alla meditazione
La Gioconda è stata qui: i 600 anni
di Villa Vignamaggio.
Verticale di Chianti Classico Riserva Monna Lisa
Il Castello di Bossi triplica, aspettando
il (grande) sangiovese
Nuove luci a Montescudaio. Verticale
di Montescudaio Rosso La Regola
Salendo verso Bertinoro:
Fattoria Ca' Rossa
Suggestioni Monfortine: Tenuta
Rocca Vino e passione
nelle Marche: Terre Cortesi Moncaro
A caccia del Cerviolo. Verticale
1990-2001 Alle radici
del Chianti Classico. Verticale di Riserva Badia a
Coltibuono Toscosirah:
giro della Toscana in 20 sirah
Un caldo Montalcino: Tenuta
di Sesta Emergere nel
pisano: Fattoria Uccelliera
In archivio


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Suggestioni
Monfortine: Tenuta Rocca
di Luca Bonci e Riccardo Farchioni
Monforte
d'Alba è un nome che risuona forte nell'arcipelago degli
eno-appassionati. Terra elettiva nelle elette langhe, nota per l'indiscutibile
eleganza unita al nerbo dei suoi vini, terra di grandi vignaioli.
Da lì ci arrivano i vini della Tenuta Rocca,
antica azienda acquistata da quasi due decenni dalla attuale proprietà.
Chardonnay, barbera, dolcetto, nebbiolo ma anche cabernet sauvignon sono
i vitigni coltivati, per una produzione che spazia dalle DOC Langhe, alle
DOC e DOCG albesi (dal 1996 una vigna atta alla produzione di barolo è
stata annessa alla proprietà).
Basse rese per ettaro e tecniche di vinificazione e affinamento
con ampio uso di controlli in temperatura, lieviti selezionati e legni
piccoli sono i capisaldi della filosofia aziendale; l'assistenza agronomica
è di Gian Piero Romana e quella enologica di Piero Ballario.
Last but not least, Elena Ercole è l'infaticabile animatrice
della vita della tenuta.
Riportiamo qui le degustazioni di vini delle due ultime
annate messe in commercio: Dolcetto d'Alba 2001 e 2002, Barbera
d'Alba 2000, 2001 e 2002 (base e cru), Barolo 1998 e 1999, Langhe Ornati
2000 e 2001. A sintesi e consuntivo degli assaggi, possiamo parlare
di buona interpretazione del vitigno principe piemontese (naturalmente
il nebbiolo), di impronta piuttosto "modernista": quando l'annata
è di quelle giuste, viene centrata in modo deciso e personale,
anche se, naturalmente, con vini che vanno aspettati per esprimere al
meglio le proprie potenzialità. Nel Langhe Ornati è stata
scelta la strada di un taglio (barbera e nebbiolo ad affiancare il cabernet
sauvignon) che ha consentito il raggiungimento di una buona territorialità
coniugata all'eleganza che il vitigno francese spesso sa conferire. Nella
barbera, stante la riuscita ricerca di una morbidezza dell'impianto, ci
è parso di trovare talvolta l'esposizione lineare e personale del
frutto sacrificata a spese da qualche eccesso nell'influenza del rovere,
un influsso nel quadro aromatico talvolta amplificato dall'ossigenazione
nel bicchiere. Un'osservazione questa che non riguarda "i fondamentali"
(ossia il patrimonio della terra) quanto la stilistica; insomma qualcosa
che si può modificare, oppure lasciare com'è.
Le degustazioni
Partiamo
dal bianco aziendale, il Langhe Chardonnay Chiara 2001: il colore
è giallo piuttosto carico, e i profumi di frutta gialla e banana
vengono affiancati da classiche tonalità terziarie quali vaniglia,
tabacco e chiodo di garofano. Al palato conferma una certa tendenza allo
stile "internazionale" che sacrifica un tantino la chiarezza
del frutto, ha buona consistenza e discreta spinta che conduce verso un
finale di sufficiente lunghezza.
Il
Dolcetto d'Alba Vigna Sorì Rocca 2001, è un vino
dal colore rubino intenso tendente al violaceo dove sensazioni di cipria
e liquirizia arricchiscono una base fruttata di discreta maturità.
Meno nitido è il frutto percepito al palato, dove presenta qualche
tono aspro e una leggera nota di riduzione; mostra comunque buona sostanza,
esibita con una progressione conclusa da tannini di buona fattura. Inevitabilmente
inferiore il profilo del Dolcetto d'Alba Vigna Sorì Rocca 2002:
già la percentuale alcolica (per gli standard attuali) piuttosto
bassa (12%) fa ricordare l'annata poco felice. Toni vegetali si percepiscono
al palato fin dall'attacco, anche se un buon tenore acido riesce a garantire
quella freschezza che si richiede ad un vino di questa tipologia.
La
Barbera d'Alba 2001 (13%) possiede un colore rubino vivo
che sfuma verso il porpora. I profumi sono piuttosto segnati dal legno
che si rivela attraverso toni di vaniglia e moka, anche se poi si vanno
lentamente dissipando a favore di un buon floreal-fruttato, unito a qualche
spunto minerale, metallico e vegetale sullo sfondo. Coerente in bocca,
è di buon velluto e cremosità anche se sentori farmaceutici
di una certa intensità e una spiccata tonalità di rabarbaro
screziano un tantino il quadro aromatico. Il finale è contraddistinto
da tannini morbidi. Mezzo grado in meno per la Barbera d'Alba
2002, anch'essa di colore rubino vivo purpureo; anche qui, al
naso, ritroviamo note legnose, cosmetiche e medicinali assieme a sentori
di polvere di caffè esausta, a pelliccia e note di rovo. Al palato
il vino conferma una stoffa vellutata, vi si distinguono note minerali
e di anice, ed una certa crudezza nella esposizione del frutto. Buona
persistenza del finale.
La
Barbera d'Alba Vigna Ròca Neira rappresenta uno
dei vini bandiera dell'azienda. L'annata 2000 (14%) mostra un colore rubino
violaceo impenetrabile ed una buona l'intensità olfattiva, incentrata
su un bel contenuto di frutta rossa e nera matura ben integrato alle note
terziare di cioccolato. Larga, morbida e piacevolmente acida la bocca
che chiude ancora sui toni del rovere. La Barbera d'Alba Vigna Ròca
Neira 2001 (ancora 14%), ha colore rubino violaceo impenetrabile e
molto vivo. Netta la sensazione vanigliata al naso, che comunque, grazie
ad una buona compenente floreale e di frutta nera matura, riesce a fornire
un quadro complessivamente elegante. Sensibile nuovamente la presenza
del rovere in un palato dolce, pastoso, e dalla discreta verve complessiva.
Buono,
come detto, il livello del rosso che si ascrive alla DOC Langhe, nella
versione Tenuta Rocca ottenuto dal taglio di nebbiolo, barbera e cabernet
sauvignon: il Langhe Ornati 2000 ha un naso fine, elegante, nel
quale sensazioni di viola, suggestioni minerali, balsamiche e liquiriziose
ben si amalgamano con l'apporto del rovere. Di medio corpo in bocca, mostra
un attacco di nuovo minerale ed una spinta acida che gli conferisce buona
succulenza. Nel finale, dal tannino fine, si percepisce una scia "legnosa".
Il Langhe Ornati 2001 è allo stadio attuale meno comunicativo
ma allo stesso tempo ci sembra esibire una maggior contenuto di frutta
nera matura, ed una maggior concentrazione in bocca, dove va in bella
progressione conclusa da un tannino ancora un tantino asciugante.
Il
Nebbiolo d'Alba 2001, dal colore porpora piuttosto fitto,
ha buona espressione fruttata al naso, fatta di amarena fresca e fragrante.
Di discreta presenza in bocca, si mantiene teso e lineare confermando
le note olfattive. Chiusura di media persistenza.
Eccoci
infine ai Barolo: il Barolo 1999 è senz'altro
degno esponente di una annata felice in terra di Langa. Bella espressione
di fiori e di frutto sia al naso che in una bocca decisa e dal carattere
molto monfortino, che si esprime anche in un tannino saldo, dolce e di
progressiva integrazione. Inevitabilmente penalizzato dal confronto risulta
il Barolo 1998, figlio di un'annata inferiore, che è
stilisticamente coerente, ossia esprime lo stesso carattere e simile approccio
aromatico, ma in tutto esprimendosi su registri di intensità inferiori.
Tenuta Rocca
Località Ornati - Monforte d'Alba (CN)
Tel. 0173/78412
Fax 0173/789742
www.tenutarocca.com
8 marzo 2004
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