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In archivio

 


Suggestioni Monfortine: Tenuta Rocca
di Luca Bonci e Riccardo Farchioni

Monforte d'Alba è un nome che risuona forte nell'arcipelago degli eno-appassionati. Terra elettiva nelle elette langhe, nota per l'indiscutibile eleganza unita al nerbo dei suoi vini, terra di grandi vignaioli.

Da lì ci arrivano i vini della Tenuta Rocca, antica azienda acquistata da quasi due decenni dalla attuale proprietà. Chardonnay, barbera, dolcetto, nebbiolo ma anche cabernet sauvignon sono i vitigni coltivati, per una produzione che spazia dalle DOC Langhe, alle DOC e DOCG albesi (dal 1996 una vigna atta alla produzione di barolo è stata annessa alla proprietà).

Basse rese per ettaro e tecniche di vinificazione e affinamento con ampio uso di controlli in temperatura, lieviti selezionati e legni piccoli sono i capisaldi della filosofia aziendale; l'assistenza agronomica è di Gian Piero Romana e quella enologica di Piero Ballario. Last but not least, Elena Ercole è l'infaticabile animatrice della vita della tenuta.

Riportiamo qui le degustazioni di vini delle due ultime annate messe in commercio: Dolcetto d'Alba 2001 e 2002, Barbera d'Alba 2000, 2001 e 2002 (base e cru), Barolo 1998 e 1999, Langhe Ornati 2000 e 2001. A sintesi e consuntivo degli assaggi, possiamo parlare di buona interpretazione del vitigno principe piemontese (naturalmente il nebbiolo), di impronta piuttosto "modernista": quando l'annata è di quelle giuste, viene centrata in modo deciso e personale, anche se, naturalmente, con vini che vanno aspettati per esprimere al meglio le proprie potenzialità. Nel Langhe Ornati è stata scelta la strada di un taglio (barbera e nebbiolo ad affiancare il cabernet sauvignon) che ha consentito il raggiungimento di una buona territorialità coniugata all'eleganza che il vitigno francese spesso sa conferire. Nella barbera, stante la riuscita ricerca di una morbidezza dell'impianto, ci è parso di trovare talvolta l'esposizione lineare e personale del frutto sacrificata a spese da qualche eccesso nell'influenza del rovere, un influsso nel quadro aromatico talvolta amplificato dall'ossigenazione nel bicchiere. Un'osservazione questa che non riguarda "i fondamentali" (ossia il patrimonio della terra) quanto la stilistica; insomma qualcosa che si può modificare, oppure lasciare com'è.


Le degustazioni

Partiamo dal bianco aziendale, il Langhe Chardonnay Chiara 2001: il colore è giallo piuttosto carico, e i profumi di frutta gialla e banana vengono affiancati da classiche tonalità terziarie quali vaniglia, tabacco e chiodo di garofano. Al palato conferma una certa tendenza allo stile "internazionale" che sacrifica un tantino la chiarezza del frutto, ha buona consistenza e discreta spinta che conduce verso un finale di sufficiente lunghezza.

Il Dolcetto d'Alba Vigna Sorì Rocca 2001, è un vino dal colore rubino intenso tendente al violaceo dove sensazioni di cipria e liquirizia arricchiscono una base fruttata di discreta maturità. Meno nitido è il frutto percepito al palato, dove presenta qualche tono aspro e una leggera nota di riduzione; mostra comunque buona sostanza, esibita con una progressione conclusa da tannini di buona fattura. Inevitabilmente inferiore il profilo del Dolcetto d'Alba Vigna Sorì Rocca 2002: già la percentuale alcolica (per gli standard attuali) piuttosto bassa (12%) fa ricordare l'annata poco felice. Toni vegetali si percepiscono al palato fin dall'attacco, anche se un buon tenore acido riesce a garantire quella freschezza che si richiede ad un vino di questa tipologia.

La Barbera d'Alba 2001 (13%) possiede un colore rubino vivo che sfuma verso il porpora. I profumi sono piuttosto segnati dal legno che si rivela attraverso toni di vaniglia e moka, anche se poi si vanno lentamente dissipando a favore di un buon floreal-fruttato, unito a qualche spunto minerale, metallico e vegetale sullo sfondo. Coerente in bocca, è di buon velluto e cremosità anche se sentori farmaceutici di una certa intensità e una spiccata tonalità di rabarbaro screziano un tantino il quadro aromatico. Il finale è contraddistinto da tannini morbidi. Mezzo grado in meno per la Barbera d'Alba 2002, anch'essa di colore rubino vivo purpureo; anche qui, al naso, ritroviamo note legnose, cosmetiche e medicinali assieme a sentori di polvere di caffè esausta, a pelliccia e note di rovo. Al palato il vino conferma una stoffa vellutata, vi si distinguono note minerali e di anice, ed una certa crudezza nella esposizione del frutto. Buona persistenza del finale.

La Barbera d'Alba Vigna Ròca Neira rappresenta uno dei vini bandiera dell'azienda. L'annata 2000 (14%) mostra un colore rubino violaceo impenetrabile ed una buona l'intensità olfattiva, incentrata su un bel contenuto di frutta rossa e nera matura ben integrato alle note terziare di cioccolato. Larga, morbida e piacevolmente acida la bocca che chiude ancora sui toni del rovere. La Barbera d'Alba Vigna Ròca Neira 2001 (ancora 14%), ha colore rubino violaceo impenetrabile e molto vivo. Netta la sensazione vanigliata al naso, che comunque, grazie ad una buona compenente floreale e di frutta nera matura, riesce a fornire un quadro complessivamente elegante. Sensibile nuovamente la presenza del rovere in un palato dolce, pastoso, e dalla discreta verve complessiva.

Buono, come detto, il livello del rosso che si ascrive alla DOC Langhe, nella versione Tenuta Rocca ottenuto dal taglio di nebbiolo, barbera e cabernet sauvignon: il Langhe Ornati 2000 ha un naso fine, elegante, nel quale sensazioni di viola, suggestioni minerali, balsamiche e liquiriziose ben si amalgamano con l'apporto del rovere. Di medio corpo in bocca, mostra un attacco di nuovo minerale ed una spinta acida che gli conferisce buona succulenza. Nel finale, dal tannino fine, si percepisce una scia "legnosa". Il Langhe Ornati 2001 è allo stadio attuale meno comunicativo ma allo stesso tempo ci sembra esibire una maggior contenuto di frutta nera matura, ed una maggior concentrazione in bocca, dove va in bella progressione conclusa da un tannino ancora un tantino asciugante.

Il Nebbiolo d'Alba 2001, dal colore porpora piuttosto fitto, ha buona espressione fruttata al naso, fatta di amarena fresca e fragrante. Di discreta presenza in bocca, si mantiene teso e lineare confermando le note olfattive. Chiusura di media persistenza.

Eccoci infine ai Barolo: il Barolo 1999 è senz'altro degno esponente di una annata felice in terra di Langa. Bella espressione di fiori e di frutto sia al naso che in una bocca decisa e dal carattere molto monfortino, che si esprime anche in un tannino saldo, dolce e di progressiva integrazione. Inevitabilmente penalizzato dal confronto risulta il Barolo 1998, figlio di un'annata inferiore, che è stilisticamente coerente, ossia esprime lo stesso carattere e simile approccio aromatico, ma in tutto esprimendosi su registri di intensità inferiori.

Tenuta Rocca
Località Ornati - Monforte d'Alba (CN)
Tel. 0173/78412
Fax 0173/789742
www.tenutarocca.com

8 marzo 2004

 

   

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