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Chianti Classico Riserva Monna Lisa 1985
Naso più compatto, con un frutto in qualche modo anche più profondo e di buona levigatezza, al quale si affiancano note terrose e di tartufo. Anche l’impatto in bocca si presenta con un fruttato discretamente vivido, anche se non sostenuto da sufficiente spessore e che appare alla distanza non privo di qualche tono aspro. Chianti Classico Riserva Monna Lisa 1990 Il naso si mostra subito elegante, limpido e, anche se non particolarmente intenso, piuttosto ricco di sfumature: spunti floreali e minerali, qualche nota cosmetica e selvatica che crescono e, lungi dal subire involuzioni, con l’ossigenazione assumono un assetto più integro. Partenza al palato convincente, caratterizzata da un buon profilo aromatico, anche se la tensione gustativa non riesce ad essere sostenuta a lungo ed a partire dal centro bocca mostra un sensibile calo. Buona freschezza ma anche eccessi alcolici.
Naso diverso e peculiare, quasi sorprendente, dalle spiccate note di caramella di lampone e di fragola. Meno espressivo al palato, non riesce a progredire in intensità, e appare di limitato impatto aromatico. Chianti Classico Riserva Monna Lisa 1995 Naso dall’assetto elegante, con una bella ciliegia accompagnata da spunti minerali e sfumature metalliche; con l’ossigenazione appaiono più evidenti i segni evolutivi quali una spiccata foglia di tè. In bocca è convincente: di corpo medio, entra levigato e mantiene buona tensione gustativa e tenuta aromatica tenace, fino ad un finale molto espressivo e di media persistenza.
Netto stacco di colore e di carattere, giustificati in modo naturale dalla introduzione nell’uvaggio del cabernet sauvignon. Una bella carica di fiori e frutti di bosco viene espressa in modo fresco e straordinariamente elegante, e ripresa da un attacco coerente, saporito e spesso in un palato di struttura comunque non monumentale. Viene confermato un approccio stilistico basato sull’eleganza, anche se, come già riscontrato in altre annate, si percepisce un certo “blocco” al centro bocca che prelude ad un calo di tensione verso il finale. Ma insomma, sono dettagli in una buona prestazione.
Un bel frutto pulito e leggermente “zuccheroso” viene proposto in un naso di discreta intensità. Al palato l'ingresso è di buon spessore; finalmente, per la prima volta in modo chiaro, si percepisce una sensibile progressione in verve e impatto aromatico, espressa in un ambito di spiccata morbidezza e pienezza; una tensione che viene mantenuta fino ad un finale di bella lunghezza.
Stacco netto di carattere per questa annata caratterizzata da un grande impatto. Il quadro floreale e fruttato è di grande carnosità ed accompagnato da cenni di incenso. In bocca il vino entra pieno, mostrando un frutto gentile ed espresso con esemplare limpidezza; è morbido senza eccedere in grassezze, molto fruttato, con un grande finale lungo siglato da una trama tannica serrata.
Di colore violaceo molto fitto, presenta un quadro aromatico di grande maturità, prugnoso, ma contrappuntato da tonalità terziarie, caffeose, e qualche spunto vegetale che rendono il carattere dell’olfatto non particolarmente amalgamato. Il palato, se parte concentrato ma anche delicato, esprime successivamente un frutto masticabile (ciliegia nera molto matura) e spunti legnosi di carattere dolce che affaticano un tantino la beva.
Alla vista molto denso, ha il colore più cupo, ed il naso pieno di frutta nera (mora), terra, inchiostro, e non riesce ancora ad articolare pienamente il proprio carattere. Al palato è di grande frutto e spessore, ed un tantino ombroso; un vino molto impegnativo ma complessivamente privo di stancanti dolcezze, dalla grande progressione, e dal finale assai lungo. Degustazione tenuta il 24 aprile 2004 | |||
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