Sagrantino Passito: invito alla meditazione

La Gioconda è stata qui: i 600 anni di Villa Vignamaggio.
Verticale di Chianti Classico Riserva Monna Lisa


Il Castello di Bossi triplica, aspettando il (grande) sangiovese

Nuove luci a Montescudaio. Verticale di Montescudaio Rosso La Regola

Salendo verso Bertinoro: Fattoria Ca' Rossa

Suggestioni Monfortine: Tenuta Rocca

Vino e passione nelle Marche: Terre Cortesi Moncaro

A caccia del Cerviolo. Verticale 1990-2001

Alle radici del Chianti Classico. Verticale di Riserva Badia a Coltibuono

Toscosirah: giro della Toscana in 20 sirah

Un caldo Montalcino: Tenuta di Sesta

Emergere nel pisano: Fattoria Uccelliera

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La Gioconda è stata qui: i 600 anni di Villa Vignamaggio.
Verticale di Chianti Classico Riserva Monna Lisa

di Riccardo Farchioni

E alla fine i fiorentini l’ebbero vinta. Al termine di un lungo e cruento assedio la famiglia Gherardini vide distrutto il suo castello, e solo dopo lunghe preghiere ed insistenze al suo posto poté essere ricostruita una villa, a patto che fosse priva di fortificazioni: nasceva Villa Vignamaggio.

Il più antico documento che ne attesta l’esistenza, datato 1404, ha dato lo spunto per il festeggiamento dei 600 anni di storia; e se la Monna Lisa Gherardini del ritratto di Leonardo (meglio nota come la Gioconda perché andò sposa al mercante fiorentino Francesco del Giocondo) probabilmente è stata qui, i secoli successivi sono stati segnati da numerosi passaggi di proprietà fino al 1988 quando l’avvento dell’avvocato Gianni Nunziante ha coinciso con una decisa accelerazione nella qualità nella produzione vinicola e con una impostazione aziendale in linea con il rinascimento (e qui il riferimento ci sta proprio bene!) enoico italiano.

Dopo aver lasciato la strada chiantigiana (SS222), appena oltrepassato Greve in Chianti in direzione di Lamole, si distendono 160 ettari di tenuta, dei quali 32 vitati e 20 recentemente reimpiantati a densità alte (ma non esasperate: sui 5500 ceppi per ettaro) con sangiovese (per l’80% della superficie), cabernet sauvignon e franc, merlot e syrah per produrre, fra gli altri, il Chianti Classico e il Chianti Classico Riserva Monna Lisa, il Vignamaggio (un riuscito cabernet franc in purezza da vigne introdotte dalla precedente proprietà) e il Wine Obsession (merlot, cabernet sauvignon, syrah). E una villa imponente (anche agriturismo), con monumentali cipressi secolari, e un giardino all’italiana restaurato e curato, che fu occupato per tre mesi nel 1992 dal set del film “shakespeariano” di Kenneth Branagh “Molto rumore per nulla”.

È indubbiamente la Riserva Monna Lisa il vino che viene sentito come più rappresentativo dell’identità e della storia aziendale, non solo perché la Riserva è pur sempre, nonostante l’assedio dei supertuscan, l’espressione tradizionalmente più importante del territorio chiantigiano ma anche perché la sua storia ha tracciato il passaggio dalla vecchia alla nuova viticoltura, con il tramonto delle uve bianche e la trasformazione del suo carattere e dei parametri gustativi a mano a mano che nuovi impianti sono andati in produzione sotto la guida dell’enologo Giorgio Marone.

Chianti Classico Riserva Monna Lisa 1985

Vino dai profumi sono ampi e intensi che mostrano un contenuto fruttato dai chiari caratteri evoluti: toni cotti, marmellatosi di prugna e ciliegia, poi note di polpa di pomodoro, e successivamente, con l’ossigenazione, frutta secca (fico secco e datteri) e caramello. Nell’ingresso in bocca si avverte una certa magrezza, che viene in parte recuperata da una discreta stoffa; il vino è sostenuto ancora da un ragguardevole vena acida. La trama tannica, pur essendo viva, mostra chiari segni di “rusticità”.

Chianti Classico Riserva Monna Lisa 1988

Naso più compatto, con un frutto in qualche modo anche più profondo e di buona levigatezza, al quale si affiancano note terrose e di tartufo. Anche l’impatto in bocca si presenta con un fruttato discretamente vivido, anche se non sostenuto da sufficiente spessore e che appare alla distanza non privo di qualche tono aspro.

Chianti Classico Riserva Monna Lisa 1990

Il naso si mostra subito elegante, limpido e, anche se non particolarmente intenso, piuttosto ricco di sfumature: spunti floreali e minerali, qualche nota cosmetica e selvatica che crescono e, lungi dal subire involuzioni, con l’ossigenazione assumono un assetto più integro. Partenza al palato convincente, caratterizzata da un buon profilo aromatico, anche se la tensione gustativa non riesce ad essere sostenuta a lungo ed a partire dal centro bocca mostra un sensibile calo. Buona freschezza ma anche eccessi alcolici.

Chianti Classico Riserva Monna Lisa 1994

Naso diverso e peculiare, quasi sorprendente, dalle spiccate note di caramella di lampone e di fragola. Meno espressivo al palato, non riesce a progredire in intensità, e appare di limitato impatto aromatico.

Chianti Classico Riserva Monna Lisa 1995

Naso dall’assetto elegante, con una bella ciliegia accompagnata da spunti minerali e sfumature metalliche; con l’ossigenazione appaiono più evidenti i segni evolutivi quali una spiccata foglia di tè. In bocca è convincente: di corpo medio, entra levigato e mantiene buona tensione gustativa e tenuta aromatica tenace, fino ad un finale molto espressivo e di media persistenza.

Chianti Classico Riserva Monna Lisa 1997

Netto stacco di colore e di carattere, giustificati in modo naturale dalla introduzione nell’uvaggio del cabernet sauvignon. Una bella carica di fiori e frutti di bosco viene espressa in modo fresco e straordinariamente elegante, e ripresa da un attacco coerente, saporito e spesso in un palato di struttura comunque non monumentale. Viene confermato un approccio stilistico basato sull’eleganza, anche se, come già riscontrato in altre annate, si percepisce un certo “blocco” al centro bocca che prelude ad un calo di tensione verso il finale. Ma insomma, sono dettagli in una buona prestazione.

Chianti Classico Riserva Monna Lisa 1998

Un bel frutto pulito e leggermente “zuccheroso” viene proposto in un naso di discreta intensità. Al palato l'ingresso è di buon spessore; finalmente, per la prima volta in modo chiaro, si percepisce una sensibile progressione in verve e impatto aromatico, espressa in un ambito di spiccata morbidezza e pienezza; una tensione che viene mantenuta fino ad un finale di bella lunghezza.

Chianti Classico Riserva Monna Lisa 1999

Stacco netto di carattere per questa annata caratterizzata da un grande impatto. Il quadro floreale e fruttato è di grande carnosità ed accompagnato da cenni di incenso. In bocca il vino entra pieno, mostrando un frutto gentile ed espresso con esemplare limpidezza; è morbido senza eccedere in grassezze, molto fruttato, con un grande finale lungo siglato da una trama tannica serrata.

Chianti Classico Riserva Monna Lisa 2000

Di colore violaceo molto fitto, presenta un quadro aromatico di grande maturità, prugnoso, ma contrappuntato da tonalità terziarie, caffeose, e qualche spunto vegetale che rendono il carattere dell’olfatto non particolarmente amalgamato. Il palato, se parte concentrato ma anche delicato, esprime successivamente un frutto masticabile (ciliegia nera molto matura) e spunti legnosi di carattere dolce che affaticano un tantino la beva.

Chianti Classico Riserva Monna Lisa 2001

Alla vista molto denso, ha il colore più cupo, ed il naso pieno di frutta nera (mora), terra, inchiostro, e non riesce ancora ad articolare pienamente il proprio carattere. Al palato è di grande frutto e spessore, ed un tantino ombroso; un vino molto impegnativo ma complessivamente privo di stancanti dolcezze, dalla grande progressione, e dal finale assai lungo.

Degustazione tenuta il 24 aprile 2004

Nella quarta foto dal basso: Gianni Nunziante e Giacomo Tachis

20 maggio 2004

  

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