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Un caldo Montalcino: Tenuta di Sesta

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Un caldo Montalcino: Tenuta di Sesta
di Luca Bonci e Riccardo Farchioni

Nata nel 1966 come azienda imbottigliatrice di Brunello (fu tra la prima dozzina di imbottigliatori all'epoca in cui fu creata la DOC) la Tenuta di Sesta vanta in effetti natali molto più antichi essendo menzionata già in un documento del 715! Passata in mano della famiglia Ciacci nel 1850, nel 1995 assume l'attuale configurazione proprietaria. Un anno storico per Montalcino quello, e probabilmente anche per Giovanni Ciacci, attuale proprietario, che decide un forte rilancio dell'immagine aziendale, triplica l'estensione dei vigneti e rinnova ed amplia la cantina.

Ad oggi sono 21 gli ettari vitati, dei quali più della metà iscritti all'albo della DOCG ilcinese, e quattro sono i vini prodotti: il Rosso di Montalcino, il Brunello, la Riserva solo negli anni migliori e l'IGT Poggio d'Arna. La tenuta si trova nella parte meridionale del territorio di Montalcino, a pochi chilometri dall'Abbazia di Sant'Antimo; questa sua posizione, insieme al microclima che interessa a livello "puntuale" i vigneti aziendali, fa sì che possa essere sicuramente classificata tra le aziende calde del territorio, quelle dove il sangiovese si coglie piuttosto presto e già ben maturo (pensiamo poi a quest'anno...!).

Delle 80mila bottiglie annualmente prodotte assaggiamo i vini a base sangiovese attualmente in commercio: il Rosso 2001, il Brunello 1998 e la Riserva 1997, che è stata un'altra grande annata. Tutti prodotti caratterizzati da un affinamento che segue i dettami della tradizione, dunque in botti grande di rovere e durato 5 mesi per il Rosso, 30 mesi per il Brunello e 42 mesi per la Riserva. Tradizionale, ma con un pizzico di sperimentazione, visto che un 10% del Brunello fa anche un piccolo passaggio in barrique.

Rosso di Montalcino 2001 (14,5%)

Il colore, leggermente tendente al granato specialmente sull'unghia, sembra premonitore della maturità del vino. L'autunno particolarmente caldo dell'annata 2001 ha ovviamente permesso un bella maturazione a chi ha voluto spingere la vendemmia fino a tardi e ci sembra proprio questo il caso. Lo sentiamo già nei profumi, intensi, dalle spiccate note minerali e caratterizzati da esuberanti ed anche eleganti sentori di frutta matura che vengono progressivamente affiancati da rinfrescanti sensazioni di cedro e, dopo lunga ossigenazione, quasi di pera. Decisa la bocca, progressiva e di forte impatto, sapida, sicuramente morbida e e conclusa da tannini rotondi. Una morbidezza dovuta anche alla robusta componente alcolica, che tuttavia probabilmente rappresenta la nota meno positiva per questo vino, squilibrandolo un po', sovrastando la pur buona acidità e facendosi notare con una netta sensazione calorica finale.

Brunello di Montalcino 1998 (14%)

Di colore rubino vivo, si presenta elegante e composto mostrando una bella congiunzione fra una identità floreale con leggeri spunti laccati e una componente fruttata "verace" e quasi prugnosa. Complessivamente il bouquet è intenso, e di bella persistenza: toni minerali, quasi marini e di sottobosco completano un quadro di buona complessità. All'assaggio questo Brunello non sorprende per il corpo quanto per l'incedere vellutato e fine, con una ampiezza fruttata comunicativa che porta a un finale dai morbidi tannini.

Brunello di Montalcino Riserva 1997 (14%)

L'esame visivo ci impressiona: il rubino è vivo e fitto, cupo e senza alcun segno di cedimento, con note violacee che denotano carattere ancora giovanile. Più complesso è il dialogo olfattivo, visto che il vino sembra sulle prime criptico, restio a svelarsi. Lentamente appaiono sfumature di cedro, poi facendo ruotare il bicchiere si viene investiti da una bella serie aromatica che ci porta dal minerale a toni di ciliegia e di frutti neri di bella nobiltà e persistenza; successivamente di nuovo a note agrumose e di erbe aromatiche, quali il rosmarino. Al palato entra meno pieno di quanto ci si aspetti, assumendo un assetto più snello che spesso. Ci piace la sua compostezza unita alla maturità del frutto e la sua lunga sensazione gustativa, ampliata ulteriormente, con l'ossigenazione, da profumi di liquirizia e cioccolato. Un vino da avere in cantina, sapendo aspettare...


24 ottobre 2003


   

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