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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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La pausa del tè
di Alessandro Cordelli Il tè, per mezzo mondo, e anche di più, occupa un posto simile al vino per la cultura mediterranea. La bevanda di elezione, da pasto, da meditazione, da convivio. Come nelle nostre campagne era il bicchieretto del vino ad accogliere l'ospite, così, a partire dalla riva sud del nostro mare e spingendosi a oriente, è l'offerta del tè il gesto dell'accoglienza. Di tè ci parlerà Alessandro Cordelli, che apre la sua collaborazione con L'AcquaBuona con la breve introduzione che segue.
Non si tratta di sapori forti, differenze marcate, sensazioni che abbagliano; per poter apprezzare questo mondo è importante l'atteggiamento riflessivo e silenzioso degli orientali, attento al dettaglio, all'importanza del piccolo gesto e dell'atto elementare. E se gustare il tè richiede una certa dose di attenzione e consapevolezza, è vero anche il contrario, cioè che conoscerlo ed amarlo aiuta a sviluppare consapevolezza e attenzione. Inoltre un tè pregiato, per la sua leggerezza e le sfumature dei suoi sapori, anche dopo che è stato bevuto continua a risuonare in tutta la persona, dialogando con la parte più alta e spirituale di noi. Prima ancora di parlare della storia, delle varietà, dei segreti del tè, è quindi importante stabilire una cosa: il momento del tè dovrebbe sempre essere un momento di pausa da non viversi distrattamente o in fretta, un momento in cui le ansie si sospendono e il ritmo rallenta, un piccolo dono da offrire quotidianamente a noi stessi. 16 febbraio 2008 Immagine tratta da www.tantasalute.it |
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