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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Degustivina, affresco siciliano. Seconda parte
di Riccardo Farchioni

Palermo - Questa è la seconda parte degli appunti di degustazione presi in occasione di Degustivina, manifestazione giunta alla decima edizione e che ha avuto come protagonista il vino siciliano.

Caruso

120 ettari fra Marsala e Salici. L’ultima generazione della famiglia è impersonata dal dinamico Stefano Caruso.

Il Gumara 2005 (chardonnay e insolia) ha un bel naso espressivo, pieno di fiori bianchi e pera, espressi con buona persistenza. Carattere deciso anche in bocca, dove è pulito, solido e progressivo, fino ad un finale deciso. Il Grecanico 2005 ha naso piacevomente maturo, che offre sensazioni di fiori gialli e albicocca confermate in un palato tuttavia di medio impatto e finale piuttosto corto. Senz'altro interessanti i rossi: il Nero d'Avola 2004 ha naso improntato a limpide note di frutta rossa e sfumato da sensazioni animali. In bocca è subito bello ed ampio, maturo, morbido e snello allo stesso tempo, termina con tannini dolci e invitante. Il Cutaja 2004 (cabernet sauvignon e nero d'Avola) è elegantemente fruttato e di espressione territoriale con il nero d'Avola gagliardo protagonista nel quadro aromatico. Il rovere è ben integrato, la beva è morbida e cremosa e mostra una bella e compassata progressione fino ad un finale delicatamente increspato.

Cusumano
Varie tenute sparse per la Sicilia, una nuova barriccaia in fase di realizzazione, un’azienda simbolo di dinamismo e modernità.

Dopo un Angimbé 2005 (insolia 70%, saldo di Chardonnay) di impatto limitato sia al naso che e in bocca, il Nero d'Avola 2005 ha buona finezza ed eleganza seducente, è piacevole in bocca, morbido anche se appare in calando verso il finale. Il Benuara 2005 (nero d’Avola) ha naso ampio e maturo ed un palato di dolcezza insistente ed un tantino monotona. È comunque morbido, scorrevole e i tannini sono dolci.

Planeta
Azienda dal volto giovane, simbolo della profonda trasformazione della Sicilia vitivinicola. Quattro tenute, due a sud-ovest (zone Menfi e Sambuca di Sicilia) e due a sud-est (zone Vittoria e Noto).

L'Alastro 2005 (taglio paritario di grecanico e chardonnay) ha naso bello e intenso, marcato da una frutta gialla prepotentemente espressa. Conferma dello stesso carattere estroverso in un palato piacevole e non privo di impegnativa densità di beva. La Segreta Rosso 2005 (50% nero d'Avola, 30% merlot, saldo di syrah) mostra un naso intenso e levigato, improntato su una elegante frutta rossa. Una morbidezza contrastata da spiccata acidità ne fanno un vino godibile e di ottima fattura. Il Cerasuolo di Vittoria 2005 presenta un olfatto piacevole e con un godibile lieve addomesticato fruttato che si riproposto al palato con sfumature più acute ed una bella espansione nel finale. Il Merlot 2004, dopo una "botta di legno" iniziale mostra, sotto, un buon frutto carnoso. L'ingresso in bocca è di nuovo all'insegna del rovere, poi la beva si distende bene, anche se le sensazioni terziarie rimangono sempre un tantino a sé stanti.


Mandrarossa

Sotto questo marchio sono identificati i vini provenienti da vigneti selezionati della azienda cooperativa Cantina Settesoli, nel territorio di Menfi.

Il Cartagho 2003 (nero d'Avola, dodici mesi in barrique) non appare molto comunicativo, anche se non è privo di profondità. Se ne sta piuttosto sulle sue, esprimendo un frutta di bosco rossa e nera in versione confetturata. Al palato è morbido e cremoso, e alla lunga si dimostra un pochino impersonale, scontando una scarsa dinamica di beva. Può risultare piacevole se non accattivante per la sua proposizione di frutto stramaturo. Il Bendicò 2003 (nero d'Avola 60%, merlot 30%, saldo di syrah) ha impatto liquirizioso e speziato, molto maturo nelle sensazioni olfattive come in quelle gustative, e risulta alquanto appesantito. Vino dalla spiccata concentrazione e morbidezza.


Curatolo

Azienda fondata nel 2000 da Giuseppe Curatolo oggi coadiuvato dal figlio Matteo. L'estensione dei vigneti, nel trapanese, è di 15 ettari.

Buono il Nero d'Avola 2003, dal naso delicato ed elegantemente fruttato e dal bell'assetto in bocca, lieve e di trama setosa, e dalla leggera ma percettibile progressione. Peccato per l'impatto aromatico piuttosto timido, ma sono belle le risonanze finali.


Azzolino

Questa azienda proviene dalla antica azienda vitivinicola della famiglia Sacco di Camporeale. Gestita oggi da Franco Sacco, prende il nome dalla contrada in cui sorge, al margine dell'abitato di Camporeale nel comune di Monreale. Può contare su 50 ettari di vigneto (ma la superficie è in aumento) situati a 400 metri sul livello del mare. Questa azienda ha una stretta collaborazione con la Cantina di Nomi, in Trentino.

Il Monreale DOC Nero d'Avola 2004 ha naso opulento e marcato dal soggiorno in legno piccolo oltre che da un impatto fruttato di carattere stramaturo, anche piuttosto marcante e pesante. La bocca è compatta e concentrata, ma di nuovo mostra una dolcezza esasperata e una beva alquanto faticosa. Di tutt'altro carattere il Di'More 2003 che ha naso piacevolmente arioso, dall'impatto persistente e deciso. Ad esso risponde un palato coerente nell'espressione fruttata, discretamente fragrante anche se sempre un pochino insistente e ripetitiva in una certa "caramellosita'", rimanendo comunque al di qua della soglia della stucchevolezza. Il finale è ampio.


Fatascià

Il nome vuole evocare battito delle ali della capinera di Pantelleria; l'azienda nasce nel 2002 per volere di Stefania Lena e Giuseppe Natoli. L'enologo è Riccardo Cotarella.

Il nero d'Avola Almanera 2003 è elegante e riservato, reso arioso da una linea di erbe aromatiche che alleggeriscono il contributo fruttato di maturita' piuttosto spinta. In bocca mostra note affumicate che rendono la beva piacevole. Su ottimi livelli l'Insolente 2003: naso deciso, molto intenso, ben integrato nei toni del rovere e bella speziatura. La bocca è concentrata e compressa, con un frutto "croccante" ed un bel finale dai tannini finissimi.


Cantine Marco de Bartoli
Il nome di Marco de Bartoli è intimamente legato al Marsala, anzi ai Marsala della azienda Samperi (ad iniziare dal Vecchio Samperi) dalla quale traggono origine anche vini secchi. Dal 1984, nella azienda Bukkuram, vengono prodotti passiti di Pantelleria.

Menzione d'onore per il Rosso di Marco 2003, blend paritario di merlot e syrah: naso complesso ed intrigante, minerale e mentolato, intenso e ampio. Accelerazione subito decisa al palato, dove il bel frutto si mostra più direttamente protagonista, anche mediato da una dolcezza maggiormente insistita.

Terrelíade
Azienda del gruppo Santa Margherita, si trova nel territorio di Menfi e Sambuca. La tenuta si estende complessivamente per 185 ettari, ed i vigneti si affacciano sul lago Arancio.

Discreto il Timpa Giadda 2005 (un grillo il cui 30% della massa matura in barrique) sfodera le sue armi migliori in un naso piuttosto intenso di frutta gialla (banana in evidenza), per poi mostrare un andamento di beva in calando. Belle prestazioni dai rossi: il Nirà 2004, nero d'Avola che passa otto mesi nel rovere, è fine ed elegante, con quadro olfattivo molto limpido. Più maturo al palato, ha una bella persistenza di espressione, e chiude con una piacevole increspatura. Infine l'(Utti) Majuri 2004 (nero d'Avola 70%, saldo di syrah) ha bell'impatto olfattivo, elegantemente floreal-fruttato e dalla seducente speziatura, e mostra un passo sicuro di beva, ficcante più che spessa e dal finale deciso e anche un pochino astringente.


Marchesi de Gregorio
Situata nell'estremo sud del territorio di Monreale, lambisce con i suoi vigneti l'insediamento greco di Segesta.
Dopo una Inzolia 2005 dalla frutta gialla rusticheggiante e di buona presenza in bocca, il Nero d'Avola 2005 è espressivo, fresco e fragrante, in un olfatto che esprime anche qualche sfumatura vegetale. Di diverso carattere al palato, dove si mostra piuttosto dolce e caramelloso, comunque dalla bella tessitura e non privo di nerbo acido.


Sallier de La Tour
La tenuta si estende per 135 ettari nel territorio di Monreale. Le origini dell'azienda risalgono alla seconda metà dell'800, ed oggi è Filiberto Sallier de La Tour ad occuparsi della sua gestione, che ha visto a partire dal 1987 un intenso rinnovamento dei vigneti.

Il Sallier de La Tour Bianco 2005 (viogner, sauvignon e semillon) ha naso delicato, floreale ed arricchito da sentori di frutta bianca e confetto. La beva è avvolgente e cremosa, anche se tutto sommato di impatto non stratosferico e con finale in calo. Bella impressione dal Nero d'Avola 2004, che senza mediazioni investe il naso con un frutto potente e ben caratterizzato, accompagnato da qualche nota acre, e confermato con la stessa intensità in un palato fragrante.

Nella foto una immagine del Palazo Butera, sede della manifestazione (tratta da palazzobutera.com)


6 marzo 2007
 
 
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