Un bianco per l'estate, diario che si conclude nella notte bianca
di Riccardo Brandi
Allinizio non pensavo di raccogliere tutti i miei appunti in un
diario enologico, ma alla fine mi sono accorto che per quanto mi sforzassi
di trovare il vino ideale per la classica serata estiva
beh, mi
ritrovavo costantemente a dover rivedere opinioni e ipotesi. Già,
come per molte vicende in cui sono coinvolti i sensi, le percezioni
e le emozioni, non cè stato modo di trovare licona
che rappresentasse letichetta per eccellenza, quel vino che soddisfacesse
in modo incontrovertibile tutte le smanie sensoriali o che appagasse
in maniera assoluta tutti i desideri in tema di bianchi.
Questo certo non è successo per colpa delle bottiglie che nel
corso dellestate ho avuto modo di degustare, bensì proprio
a causa dellimpossibilità di far prevalere le qualità
di un vino rispetto quelle di un altro, ancor meno ho potuto elevare
le peculiarità di un vitigno al di sopra delle caratteristiche
di un altro.
Mi ero quindi prefissato di passare una bella estate allinsegna
del relax, della famiglia, del buon mangiare e del buon bere; non proprio
tutto è andato secondo i piani, in quanto a relax in effetti
sono ancora in attesa, ma gli altri obiettivi li ho perseguiti con strenua
pervicacia.
Così mi è capitato di passare diverse belle serate, in
buona compagnia e soprattutto seduto spesso a tavole di assoluto pregio
eno-gastronomico
e approfitto di questo piccolo spazio per abbracciare
in un sentito ringraziamento tutti gli amici che hanno organizzato questi
piacevoli eventi e tutti coloro che si sono dimostrati nelle varie occasioni
cuochi formidabili.
Nelle schede che seguono si racconta di questi vini che hanno deliziato
me e tutti i commensali che di volta in volta mi hanno accompagnato,
vini che in ogni occasione si sono sposati in modo più che egregio
alle varie pietanze assaporate; piatti che, quasi sempre a base di pesce,
preferisco non menzionare come abbinamenti nelle schede stesse, per
consentire ad ognuno di sperimentare gli accostamenti preferiti.
23 giugno: Fiano di Avellino DOCG Radici 2006 - Mastroberardino
Il mio tonneau con il marchio Mastroberardino (regalo di una gentilissima
Alessia Canarino) fa bella mostra di se sulla mia terrazza, con due
calici darredo ed una bottiglia di Fiano Radici pronta per essere
stappata in onore dei miei ospiti. Che gran bel vino, dal colore giallo
paglierino, limpido e luminoso, con riflessi dorati. Al naso offre un
bouquet fresco ed intensamente vellutato, con un ampio spettro di aromi
che, dopo lapertura floreale di biancospino e acacia, si apre
su frutta bianca e carnosa come la pera, ma anche dolce come lananas;
la chiusura è tostata, il legno si avverte con garbo e profondità
in un finale nocciolato. In bocca è fedele e riconosciamo fra
le papille tutti gli aromi pregustati, il sostegno acido regala freschezza
ed il legno morbidezza; ne deriva un piacevolissimo e lungo appagamento
che le papille si godono senza neanche ringraziare. Estensione aromatica
e freschezza, mineralità e ricchezza.
4 luglio: Lighea 2006 - Donnafugata
Questo è un pranzo di lavoro e mi trovo a Ponza; dopo una mattinata
a girare per lisola, pure incantevole, ma assolutamente bollente,
siamo decisi a non negarci unaragosta ed un buon vino. Il budget
in realtà non concede eccessi come il crostaceo per eccellenza
e unetichetta di prestigio, e la carta dei vini non regala nulla;
così, anche per onorare la terra di uno dei presenti, scegliamo
il Lighea di Donnafugata. Sarà lo zibibbo di Pantelleria o lansonica
e il cataratto di Contessa Entellina, sarà la bravura della famiglia
Rallo, ma questo vino ci è proprio piaciuto; in realtà
già conoscevo questa etichetta, che mi capita di bere di tanto
in tanto, ma non ho influenzato amici e colleghi, i quali hanno apprezzato.
Il colore è dorato chiaro, luminoso come il sole di Sicilia;
lolfatto viene subito irretito da una trama articolata tra il
fruttato degli agrumi della conca doro e la ginestra
dei campi roventi, la terra sublima in note minerali che allungano unaromaticità
fine e suadente. Lincontro con il palato è integro, morbido
e setoso, il frutto fresco sposa la sapidità finale e larmonia
se ne giova. Forse non è laccostamento ideale per laragosta,
ma il palato ha gradito comunque.
14 luglio: Greco di Tufo docg Novaserra 2006 - Mastroberardino
Sono ospite da amici e la serata si prevede ricca di sapori, penso che
un Novaserra possa contribuire degnamente alla causa. Non mi sbagliavo,
ma le luci soffuse non mi permettono unattenta analisi delle sfumature
di giallo paglierino, che individuo comunque abbastanza intenso. I profumi
sono decisi e puliti, la pesca è la più riconoscibile
nel fruttato, la ginestra nella componente floreale; un finale che ricorda
la mandorla colpisce più di un commensale e note vegetali chiudono
lolfattiva. Al palato si offre caldo e giustamente secco, anche
se la frutta polposa, tra cui spunta lalbicocca, riempie la bocca
con un accenno di opulenza; ma la freschezza liberata dal sostegno acido
ed una mineralità profonda tengono viva la deglutizione ed i
successivi schiocchi di lingua che si susseguono intorno
al tavolo. Senza fronzoli inutili, penetrante e gustoso.
25 luglio: Pecorino doc 2006 - Cocci Grifoni
Che bella esperienza (e ne parleremo presto in uno speciale pecorini
sulla rivista abruzzese Il Segnaposto), questa è la visione marchigiana
di un vitigno davvero impressionante per prospettive e potenzialità,
che nel caso dei maestri di Cocci Grifoni, già si esprimono ad
altissimi livelli. Il colore chiaro e brillante è giallo paglierino.
Lapproccio olfattivo è intenso e vegetale, ma la componente
fruttata è carnosa e croccante, con albicocca e pesca noce che
avvolgono una bella nota agrumata; sentori animali di pelliccia si liberano
insieme ad unimpronta metallica nel finale. Al palato è
oltremodo coerente, il frutto è saporito, il calore dellalcol
viene ammorbidito da una vigorosa spalla acida; la persistenza è
riguardevole e lascia un gradevole riverbero sapido ed il ricordo di
un bel pompelmo
rosa. Vino bello da gustare, ricco di sfumature
e stimolante.
5 agosto: Gewürztraminer doc Kolbenhof 2006 - Hofstätter
E il mio compleanno e stasera la cena è importante, merita
una bottiglia adeguata, ci vorrebbe uno chardonnay di quelli che solo
la Borgogna sa regalare, ma apro la mia cantina consapevole della grave
lacuna e nello scorgere le due bottiglie di Kolbenhof trovo comunque
il sorriso. Questo è un vino importante, di grande struttura
e complessità, frutto di una selezione accurata di uve Traminer
Aromatico dallomonima tenuta, largamente considerata uno dei grandi
crus del Gewürztraminer altoatesino. Nel calice è di un
paglierino carico che strizza locchio al dorato, in una profondità
cromatica accattivante. Laromaticità è una caratteristica
del vitigno, ma nella pregiata lavorazione della cantina di Josef Hofstätter
diviene un punto di forza inconfondibile. Limpatto floreale è
vigoroso, rosa e fiori secchi si accompagnano alla componente fruttata
che si intreccia tra fragranze agrumate dolci e note più esotiche
di ananas e banana; sentori speziati e vagamente fumè arricchiscono
il finale che si prolunga allossigenazione su arie vanigliate.
Al primo sorso la corrispondenza gusto-olfattiva ci regala una vera
invasione di percezioni, che si susseguono al palato senza soluzione
di continuità; il vino è denso, corposo, solido e avvolgente,
profondo ed equilibrato. Ricordo quella serata in cui questo vino ha
accompagnato un barbecue di crostacei, ma la fresca verve che incredibilmente
si sposa a tutto quanto esposto, ha stuzzicato il mio desiderio di provarlo
anche con le ostriche.
5 agosto: Falanghina Metodo Classico DUBL - Feudi San Gregorio
Beh, è ancora la mia festa ed è ora delle bollicine. Il
dolce è già andato, con il beneplacito del Ben Ryè,
ma un botto ci vuole
sennò, che festa è?!
Il Dubl è una falanghina che ho scoperto questanno in irpinia
visitando le cantine di Feudi San Gregorio, un esperimento riuscito
e, a mio gusto, uno spumante particolare e squisito. Così ho
voluto che non mancasse in questa serata, ho fatto il botto
(contro ogni regola) e lho proposto ai miei amici: un successo.
Il perlage è finissimo e vivacizza il colore giallo dorato carico
e brillante. I profumi sono intensi e penetranti, dove il fruttato e
il floreale si amalgamano a note vegetali e speziate articolate e vagamente
ammandorlate. In bocca è secco il giusto, fresco e corposo, dopo
linvasione sottile di bollicine il palato viene avvolto da una
struttura tonica e gustosa che sprigiona nel retronasale aromi fragranti
e verve minerale; nel percepire in questa fase limmagine delle
barbe e della terra in cui si diramano, si consuma la vittoria finale
di Anselme Selosse. Uno spumante che si distingue dallo stereotipo cui
si è abituati con mille bollicine di terroir: unesperienza
da fare.
10 agosto: Verdicchio Castelli di Jesi Classico Superiore DOC Terre Silvate
2006 - La Distesa
E la notte di San Lorenzo e quelle rare schegge impazzite che
si proiettano in caduta libera tra il baluginare delle mille gocce di
luce che ammantano il cielo dagosto, cattura lo sguardo e ispira
i desideri. Questa sera a casa di amici ci siamo regalati il tema Verdicchio
e per farlo abbiamo scelto unazienda di cui abbiamo letto un gran
bene su Spirito di Vino, provando sia il Terre Silvate che
la riserva Gli Eremi. Ho scelto di raccontare il primo vino, perché
più semplice e fresco, più adatto ad una serata estiva
fatta di allegria e voglia di relax, meno carico di attese rispetto
ad un vino più evoluto ed impegnativo, ci ha donato un ventaglio
di sensazioni assolutamente gradite. Solo candele, quindi niente esame
visivo; un ricco approccio olfattivo incalza su un tema agrumato, con
variazioni di pera, arie di ginestra e un epilogo erbaceo e minerale;
ossigenando si diffonde un bel ricordo di crosta di pane. In bocca è
freschissimo, vagamente pungente, ma accattivante, vivace, sapido e
croccante; nel retronasale le note che più a lungo ritornano
sono quelle di arancia candita e ancora pane. Una beva agilissima e
convincente che merita davvero menzione.
18 agosto: Falanghina DOC S. Agata dei Goti 2006 - Mustilli
Un apprezzamento unanime ha caratterizzato nelloccasione la degustazione
di questa falanghina, che sapevo essere di grande tradizione, ma che
non avevo mai provato; la presenza del tappo in vetro è stata
recepita dai presenti come una novità di interesse, personalmente
ne approvo lutilizzo per i vini che hanno nel dna una spiccata
tendenza a farsi bere al più presto e lo preferisco a quello
di silicone o affini. Il vino ha un colore classico, paglierino chiaro,
vivo e limpido. I profumi sono delicati ma intensi, dove lincipiente
aroma fruttato, pesca noce e mela annurca in evidenza, si lega ad un
fresco bouquet floreale e ad un finale vagamente speziato e nocciolato;
una buona persistenza minerale completa un quadro olfattivo decisamente
interessante. Al palato si presenta fresco, vivo, magro e armonico;
lamalgama fruttata rivela sentori agrumati e quella speziata,
che risale impertinente il retronasale, lascia un ricordo per nulla
sbiadito di frutta secca e tabacco, mentre in bocca una gradevole sapidità
agevola la salivazione. Una bella annata, un vino che si lascia bere
con grande facilità e piacevolezza.
27 agosto: Pecorino 2005 - Cataldi Madonna
Questa serata la ricordo bene, gli appunti quasi non mi servono; una
bella cena in un giardino fresco e profumato di fine estate, con amici
cordiali e dal sorriso contagioso. Abbiamo bevuto il pecorino di Luigi
Cataldi Madonna perché me lo hanno chiesto dopo aver sbirciato
gli appunti dellapprofondito confronto di prossima uscita sul
Segnaposto, dove questa interpretazione abruzzese e romantica del pecorino
aveva riscosso larghi consensi. Si tratta di un vitigno maschio,
che può dare luogo a produzioni vinicole diverse e ad emozioni
anche forti. In questo caso la cura della vigna, lattenta vinificazione
e labile affinamento in legno, regalano un vino che già
dal colore ispira maturità e calore. I profumi sono carichi,
una frutta polposa e dolce riempie il naso con latmosfera dei
tropici, mentre una fine trama speziata lo solletica smaliziata. In
bocca è pingue con la sua frutta bella matura, strutturato e
morbido, nella deglutizione rilascia una sapidità accennata ed
una mineralità ammiccante che accarezzano lungamente il palato.
Un bel vino, corposo e importante, adatto a serate anche impegnative
e
non solo a base di pesce.
8 settembre: Colli Orientali del Friuli Ribolla Gialla DOC Vôs da Vigne 2006 - Angoris
E lanniversario di matrimonio e mia moglie fa una precisa
richiesta: vongole e calamari, obbedisco, ma impongo il vino (lei voleva
come sempre una Falanghina), così decido che la bottiglia ricevuta
in regalo nelloccasione da un amico vale la cena. Amo questo vitigno,
specialmente se lavorato in modo semplice e senza lutilizzo di
legno. Questottima etichetta si presenta in una veste limpida,
giallo paglierino dai riflessi verdolini; al naso gli aromi sono netti
e puliti, liniziale scorcio floreale di acacia si apre su un rigoglioso
albero di limone, in cui le foglie tratteggiano laroma primario.
In bocca riconosciamo la mela, fresca e croccante, e unacidità
di bella presenza sostiene un gusto tonico e fragrante; alla deglutizione
fa seguito un ritorno finemente aromatico, fiori di campo e salvia si
lasciano respirare per via retronasale, mentre il palato si gode una
sapidità lunga e lubrificante. Grazie, davvero un bel regalo.
10 settembre: Falanghina dei Campi Flegrei doc 2006 - Grotta
del sole
Anche questa Falanghina, come già verificatosi con la beneventana
Mustilli, sembra aver trovato nellannata 2006 una verve ed una
freschezza davvero incisive. Dal colore paglierino tenue con riflessi
verdolini e una brillantezza nitida, si accosta al naso con la semplicità
di un complesso olfattivo netto e lineare; il frutto a polpa bianca
è arricchito da piacevoli note floreali di campo e dà
respiro ad un finale finemente minerale. In bocca entra con garbo e
vivacità, con un sapore asciutto e fresco, morbido ed equilibrato
nelle componenti; un vino da bere senza particolare impegno, ma con
la giusta attenzione a valutare tutti i pregi di una beva assolutamente
appagante, fatta di armonia e verticalità, gusto e brio.
14 settembre: Colli Orientali del Friuli DOC Picolit - Vigna
Petrussa
E bello avviare rapporti con persone che magari, pur non facendo
parte del consolidato entourage di amicizie che ci accompagna da una
vita, si dimostrano di grande compagnia e cordialità, condividendo
la nostra stessa passione per il vino e per i buono abbinamenti. Nasce
così questa serata, grazie ad una persona affabile e simpatica,
sommelier attento e preparato che ama stringere rapporti con produttori
di nicchia e scovare prodotti di ottima qualità a prezzi più
che accessibili. Così ha organizzato un wine tasting per proporre
a me come ad altri appassionati i prodotti della signora Hilde Petrussa.
Francamente ho provato più emozione con i rossi (specie lo Schioppettino),
ma non posso non menzionare un bellissimo Tocai (chiamiamolo ancora
così) ed una particolarissima Richenza (frutto di un blend affascinante
e incisivo).
Per chiudere però questo diario mi piace lidea di poter
dire: dulcis in fundo fu Picolit. Un bel prodotto, che intriga subito
con un colore dorato, carico e lucente; accostando il naso al bicchiere
si avverte subito unintensa fragranza di miele di acacia, che
ossigenando si ammorbidisce liberando note floreali più fresche
e altre più speziate di cuoio e tabacco dolce. In bocca è
morbido, zuccherino e denso, ma per nulla stucchevole, altresì
docile e godibile; il giusto finale per una serata interessante, una
bella proposta che non mancherò di includere nei miei prossimi
acquisti.
26 settembre 2007