Una splendida giornata...
a tutta birra !
di Fabio Cimmino
Sempre
più amareggiato dagli squallidi personaggi che popolano il mondo
del vino, dalle tristi vicende enoiche vissute in questi ultimi mesi
e che mi hanno visto, mio malgrado, protagonista, spingendomi ad interrrompere,
un po' alla volta, quasi tutte le mie collaborazioni (ad eccezione di
questa con gli amici de L'AcquaBuona, cui tengo particolarmente, e poche
altre) ho deciso di riprendere tra le mani un vecchio progetto sulle
birre e, coincidenza ha voluto, che contemporaneamente ricevessi un
inaspettato quanto graditissimo invito, da parte di Alfio Ferlito
(www.beerpassion.it),
a far parte di una delle due giurie nell'ambito del concorso Hobbybirra(.it)
organizzato a Gragnano e dedicato agli "homebrewers"
del sud.
Gli
homebrewers, per chi non lo sapesse, sono ragazzi di tutte le
età, diversi anche i cinquantenni (fra l'altro molto bravi) in
gara, che si fanno (per dirla in due parole) la birra in casa. Un concorso
a stile libero che lascia la possibilità di cimentarsi nella
specialità che si vuole e che premia pertanto non tanto l'aderenza,
più o meno riuscita, alla tipologia prescelta ma la pura piacevolezza
del prodotto. Un'esperienza indimenticabile, rivelatasi un'opportunità
di crescita per il sottoscritto, sia dal punto di vista formativo che
umano. Un mondo, quello della birra artigianale italiana, in pieno fermento
ma ancora spensierato e disincantato nei suoi appuntamenti e protagonisti:
produttori, appassionati e degustatori.
Un
esempio su tutti è rappresentato dai miei compagni di ventura,
in special modo i due con i quali sono stato in giuria. Innanzitutto
il presidente, il mitico Lorenzo Dabove in arte "Kuasca"
(www.kuaska.it),
considerato il più esperto degustatore di birra in Italia ed,
ormai, da anni talento riconosciuto anche a livello internazionale.
Lorenzo ha dedicato un bel po' di tempo, di prima mattina, solo per
spiegare e chiarire bene i meccanismi con cui procedere alla degustazione,
come stilare le schede con i relativi punteggi e come procedere ad una
corretta valutazione (prassi spesso trascurata in occasioni ben più
importanti, cui ho preso parte in passato, dove si degustano centinaia
di vini per elargire riconoscimenti di un certo "peso"). Un'operazione
fondamentale, prima di cominciare, in cui Lorenzo ha dimostrato, oltre
che la sua immensa preparazione, una disponibilità straordinaria
a condividere tutta la sua conoscenza e competenza anche con chi, come
me, non può vantare, di certo, almeno con le birre, chissà
quale esperienza.
Altro
che soloni del vino, pseudo giornalisti-degustatori che infestano, oramai,
da tempo le sale di degustazioni di mezza Italia, con le loro perle
di saggezza, le loro panzane, i loro capricci, la loro presunzione ed
arroganza, con un tecnicismo sempre più incomprensibile ed il
più delle volte inconcludente. Quello che mi ha colpito è
stata, invece, l'atmosfera assolutamente rilassata ed allo stesso tempo
professionale in cui si è svolta questa degustazione di birre.
Professionalità vera come quella di Mirella Amato, giudice
canadese, di origini italiane, dotata sì di grande tecnica (applicata,
però, senza esasperazioni) ma anche capacità di confronto
nell'esprimere pareri talvolta discordanti o perplessità sui
giudizi altrui con un rispetto ed una apertura al dialogo davvero sinceri
ed unici.
Sede
dell'evento e sponsor "tecnico" il pastificio Afeltra
di Gragnano (www.pacchero.it)
dove, dopo le sessioni mattutine di degustazione ed un piacevole pranzo
ristoratore, sono stati proclamati e premiati i vincitori di quest'anno
(premi in natura ovviamente, offerti dai vari sponsor "tecnici"
coinvolti: i paccheri di Gragnano di Afeltra, alcune confezioni assortite
con le birre prodotte da MaltoVivo, imponenti magnum di Noel
messe a disposizione dal celebre birrificio piemontese Le Baladin
e sostanziosi buoni acquisto offerti da Babette, il più
importante ed assortito beer shop della Campania, se non addirittura
di tutto il meridione).
Nell'altra
giuria, con la quale di concerto si sono selezionati i vincitori nella
finale (in modo che tutti avessero degustato e giudicato le migliori
birre in concorso almeno una volta ed eliminando i punteggi estremi,
il più alto ed il più basso per intenderci), oltre al
bravissimo Alfio Ferlito c'erano due emergenti mastri birrai campani.
Uno è Luigi Serpe, mastrobirraio di MaltoVivo (www.maltovivo.it),
microbirrificio di Capriglia Irpina, che, già più volte,
si è imposto a livello italiano con alcune delle sue specialità
birrarie e che ho già ricordato tra gli sponsor "tecnici"
della manifestazione. Luigi ha inoltre tenuto con grande successo, il
giorno precedente, un minicorso per insegnare a fare la birra. L'altro
è Simone Della Porta, mastro birraio de Il Chiostro
birrificio artigianale di Nocera Inferiore produttore di particolari
Ale dallo stile dichiaratamente anglosassone ma dall'interpretazione
decisamente personale.
Nonostante
la comprensione per la difficoltà di operare in un contesto casalingo
i giudizi sono stati comunque piuttosto severi, nessun buonismo di circostanza.
Chi partecipa a questo tipo di concorsi vuole sentirsi dire la verità
e se la birra che ha realizzato fa schifo gli interessa capire, se possibile,
il perché e il per come. Questo sentimento e questa sensazione
è stata confermata quando, prima della proclamazione dei vincitori,
sono stati omaggiati con un piccolo presente ed un attestato di partecipazione
tutti i partecipanti. In quell'occasione hanno potuto ricevere le schede
di giudizio/punteggio, stilate da ogni singolo giudice, relative alle
proprie birre (questa si chiama trasparenza intelligente) per potersi
migliorare in futuro. Io, poi, che personalmente non avrei esplicitato
l'ordine di classifica, almeno nel caso delle ultime posizioni, mi sono
dovuto ricredere. Kuaska l'ha fatto in maniera così simpatica
e divertente che nessuno se l'è presa a male. Sfottò e
risate hanno accompagnato senza sosta tutta la "cerimonia"
conclusiva. Sempre in un clima di massima trasparenza e gioiosa convivialità,
oltre che per risolvere problemi di praticità, durante le sessioni
di degustazione, sia la ragazza addetta alla trascrizione ed elaborazione
dei punteggi su PC, sia le due ragazze addette al servizio (alla cieca)
delle birre e al lavaggio dei bicchieri, sono state scelte tra mogli,
compagne, parenti ed amiche dei partecipanti (ahimè, le uniche
presenze al femminile, visto che gli homebrewers eran tutti maschietti).
Insomma veramente tanto da imparare e su cui riflettere.
Adesso
onore e merito ai vincitori:
Primo classificato RAFFAELE LONGO con una Robust Porter
Stile Guinness (per chi non pratica la birra). Un prodotto ottimamente
eseguito anche se un po' ruffiano e dolcino nel finale. Non ha nulla
da invidiare a taluni produttori "di marca"...
Secondo classificato DANIELE POLONIO con una Belgian Specialiy
Ale
Nel suo genere, stile "Leffe" sempre per cercare di capirci,
particolarissima e molto curata. Giovane, migliorerà ancora.
Terzo classificato GIANCARLO SPADARO con una Bohemian Pilsner
Lo stile è quella della celebre Pilsner Urquell. Valgono le stesse
considerazioni espresse sopra. Rispetto alle prime due classificate
ha mostrato, però, qualche incertezza.
Quarto classificato TONY MANZI con una Bavarian Weizen
Un po' monocorde, il limite più evidente riscontrato, ma decisamente
meglio di prodotti anonimi venduti a scaffale.
Quinto classificato ENRICO TRONO con una IPA (Indian Pale
Ale)
Anche in questo caso, solo qualche esitazione, che nella prova d'insieme
l'ha penalizzata nel punteggio.
Immagini: birre (tratta da http://www.mondobirra.org),
iscrizione al concorso, la scheda di degustazione, il locale, momenti
di degustazione
12 ottobre 2007