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Anche quest'anno il Consorzio del Vino delle Colline Lucchesi, che nel panorama toscano si sta sempre di più segnalando per la sua dinamicità, ha deciso di organizzare un convegno per confrontarsi con le problematiche più attuali che concernono il mondo del vino.

Se l'anno scorso era stata lanciata la proposta-provocazione di istituire una grande DOC che comprendesse il vino toscano di qualità, quest'anno l'appuntamento è fissato per l'11 Giugno, sempre nella Villa Bottini di Lucca, e l'attenzione sarà dedicata ad una di quelle occasione di conoscenza "anticipata" che sono le presentazioni en primeur dei vini delle ultime vendemmie. Per rendere più stimolante il confronto di idee, quest'anno è stata stabilita una sorta di gemellaggio con il Consorzio dei produttori di Bolgheri, che permetterà di saggiare entrambe le realtà.

Può piacere o meno, ma si sente sempre più l'esigenza, da parte del mercato ma anche delle critica enologica, di conoscere in anticipo, anche se a grandi linee, quali sono le potenzialità che la nuova l'annata può esprimere. Ma per spiegare le motivazioni del convegno la cosa migliore è lasciare la parola agli organizzatori del Consorzio dei Vini delle Colline Lucchesi:

"La presentazione della produzione vinicola 'en primeur', dopo sei mesi dalla vendemmia, può rappresentare un efficace metodo di comunicazione, sia per il prodotto che per il territorio così come avviene in altre zone di produzione di vini di qualità.

Questo progetto prende forma dal confronto di un gruppo di produttori della costa toscana, giacché viene promosso dai consorzi delle Colline Lucchesi e di Bolgheri. Ci è parso interessante per la stampa, per il 'trade' e per gli altri produttori, avere la possibilità di degustare in anteprima la produzione di una zona che negli ultimi anni ha dato nuovi spunti al vino toscano.

Sulla 'costa' accanto ai nomi di consolidata tradizione, oggi se ne aggiungono altri, dando luogo ad un fermento di ricerche ed impegno che rende possibile la nascita di prodotti di sempre maggiore qualità. La possibilità di poter degustare questi vini assieme è un'occasione unica, per poter conoscere tutte le sfumature che i terroir della fascia costiera toscana hanno espresso nell'annata.

Cosa unisce questi vini così diversi per carattere, tipologia, vitigni e suoli? Sicuramente la distanza dalla costa, ma soprattutto una comune volontà nella ricerca di un costante miglioramento."

 

(rf)

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