Il Rosato di Nebbiolo e l'economia mondiale

 
 
Incontrare Veronelli

Il Nebbiolo Rosato e l'economia mondiale

L'olio extra vergine di oliva e la sua qualità

Convegno enologico a Lucca: le presenze

Piccolo tributo a Matteo Correggia

L'anima del vino
Digressione: agricoltura di qualità sul Conero

Convegno: Vini lucchesi e di Bolgheri a confronto

L'AcquaBuona a
Netsystem.com


Un tuffo nell'olio: Enolia

Vinitaly 2001 ha chiuso i battenti
A Pietrasanta il Premio Versilia
dal nostro inviato

I grandi di Toscana si presentano

Universo-Barbera a Costigliole d'Asti
Winefestival a Merano
Piccoli produttori altoatesini

Un anno de L'AcquaBuona
Le direttive europee: cui prodest?
In archivio

Secondo un articolo del Financial Times, dalla corrosiva ironia tipicamente inglese, nell'ultimo G7 economico (la riunione dei ministri economici dei sette paesi più industrializzati al mondo) tenutosi a Roma il 7 Luglio il futuro dell'economia mondiale sarebbe stato giudicato troppo ottimisticamente grazie ad una quantità piuttosto generosa di vino servita a tavola.

Leggiamo da Repubblica del 10 Luglio:

"Londra - È stato il rosato di Nebbiolo a dipingere di rosa le prospettive dell'economia mondiale nel recente G7 di Roma? A lanciare il sospetto di un vino versato troppo generosamente nel corso del vertice di sabato scorso è stata ieri la "Lex Column" del "Financial Times".

Rosato di Nebbiolo?, ci chiediamo. Decidiamo di approfondire. Dal Corriere della Sera dello stesso giorno:

"Il vino fa bene all'economia. A questa ironica conclusione è arrivato il quotidiano britannico 'Financial Times' (Ft) in un commento sul recente vertice romano dei ministri delle Finanze dei sette Paesi più industrializzati (G7). Secondo la Lex Column di Ft, le valutazioni del G7 sull'economia sono state alterate dal 'Rosato di Nebbiolo' che è fluito troppo liberamente al vertice del weekend". L'americano O' Neill ha parlato di ritorno alla crescita al 2% entro il quarto trimestre e al 3% nel 2002. Il tedesco Eichel ha fiducia che la Germania cresca quest'anno al 2%. Non fidatevi, fa capire il quotidiano britannico. Ironico e tagliente, il Financial Times forse non tiene conto del proverbiale effetto di Bacco e dei suoi prodotti. "In vino veritas", dicevano quando ancora non c'era il Nasdaq. Vedremo."

Le nebbie non si dissolvono. Sull'episodio si dilunga di più Il Messaggero, sempre del 10 Luglio, che alla fine si sbilancia in un commento:

"Che gli inglesi non si affrettino a stappare le bottiglie (restando in tema) dello scampato pericolo per l'economia americana ed europea, lo si era capito anche dall'intervista del ministro Gordon Brown alla BBC di sabato. Posizione legittima, i segnali sono ancora timidi, se non contrastanti. Ma la questione è un'altra. I latini dicevano "in vino veritas", e poi, il "rosato di Nebbiolo" non si è proprio visto, anche perchè il Nebbiolo è un rosso."

Ecco. Il Nebbiolo è un vino rosso, avevamo ragione ad essere perplessi. Ma... un momento: il Nebbiolo è un vino (rosso), ma il nebbiolo è anche un'uva, e quindi se ne potrà ben fare un rosato... E allora andiamo a controllare, e a pag. 280 del "Novissimo repertorio Veronelli dei vini italiani" (Veronelli Editore, 1995) leggiamo:

"Nebbiolo Rosato della Serra" - Piemonte, provincia di Vercelli, comuni di Moncrivello, Roppollo, Viverone e Zimone. Uva: nebbiolo vinificata in rosa. Colore: rosato vivace. Profumo: fragrante bouquet. Sapore: asciutto, leggero e franco. Ha 12-12,5° di alcol e discreta capacità di invecchiare. Servirlo a 14-16°C sui primi piatti".

Bene. Ultimo dubbio: ma al G7 avranno veramente bevuto questa "curiosità enologica"?

(rf - 17/7/2001)

Prima pagina | L'articolo | L'appunto al vino | Rassegna | In dettaglio | Sottoscrivi | Collaboriamo