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Secondo un articolo del Financial Times,
dalla corrosiva ironia tipicamente inglese, nell'ultimo G7 economico (la
riunione dei ministri economici dei sette paesi più industrializzati
al mondo) tenutosi a Roma il 7 Luglio il futuro dell'economia mondiale
sarebbe stato giudicato troppo ottimisticamente grazie ad una quantità
piuttosto generosa di vino servita a tavola.
Leggiamo da Repubblica del 10 Luglio:
"Londra - È stato il rosato di Nebbiolo a dipingere di rosa
le prospettive dell'economia mondiale nel recente G7 di Roma? A lanciare
il sospetto di un vino versato troppo generosamente nel corso del vertice
di sabato scorso è stata ieri la "Lex Column" del "Financial
Times".
Rosato di Nebbiolo?, ci chiediamo. Decidiamo di approfondire. Dal Corriere
della Sera dello stesso giorno:
"Il vino fa bene all'economia. A questa ironica conclusione è arrivato
il quotidiano britannico 'Financial Times' (Ft) in un commento sul recente
vertice romano dei ministri delle Finanze dei sette Paesi più industrializzati
(G7). Secondo la Lex Column di Ft, le valutazioni del G7 sull'economia
sono state alterate dal 'Rosato di Nebbiolo' che è fluito troppo liberamente
al vertice del weekend". L'americano O' Neill ha parlato di ritorno
alla crescita al 2% entro il quarto trimestre e al 3% nel 2002. Il tedesco
Eichel ha fiducia che la Germania cresca quest'anno al 2%. Non fidatevi,
fa capire il quotidiano britannico. Ironico e tagliente, il Financial
Times forse non tiene conto del proverbiale effetto di Bacco e dei suoi
prodotti. "In vino veritas", dicevano quando ancora non c'era
il Nasdaq. Vedremo."
Le nebbie non si dissolvono. Sull'episodio si dilunga di più Il
Messaggero, sempre del 10 Luglio, che alla fine si sbilancia in un commento:
"Che gli inglesi non si affrettino a stappare le bottiglie (restando
in tema) dello scampato pericolo per l'economia americana ed europea,
lo si era capito anche dall'intervista del ministro Gordon Brown alla
BBC di sabato. Posizione legittima, i segnali sono ancora timidi, se non
contrastanti. Ma la questione è un'altra. I latini dicevano "in vino
veritas", e poi, il "rosato di Nebbiolo" non si è proprio visto,
anche perchè il Nebbiolo è un rosso."
Ecco. Il Nebbiolo è un vino rosso, avevamo ragione ad essere perplessi.
Ma... un momento: il Nebbiolo è un vino (rosso), ma il nebbiolo
è anche un'uva, e quindi se ne potrà ben fare un rosato...
E allora andiamo a controllare, e a pag. 280 del "Novissimo repertorio
Veronelli dei vini italiani" (Veronelli Editore, 1995) leggiamo:
"Nebbiolo Rosato della Serra" - Piemonte, provincia di Vercelli,
comuni di Moncrivello, Roppollo, Viverone e Zimone. Uva: nebbiolo vinificata
in rosa. Colore: rosato vivace. Profumo: fragrante bouquet. Sapore: asciutto,
leggero e franco. Ha 12-12,5° di alcol e discreta capacità
di invecchiare. Servirlo a 14-16°C sui primi piatti".
Bene. Ultimo dubbio: ma al G7 avranno veramente bevuto questa "curiosità
enologica"?
(rf - 17/7/2001)
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