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Sapori d'Autunno nella Valle del Santerno

di Franca Spazzoli


L’aria dell’Emilia si stempera con quella di Romagna e Toscana. La Valle del Santerno – tra Bologna ed Imola - è zona di confine e di passaggio, abitata fin da tempi preistorici. Questo versante d’Appennino cela borghi di pietra antica e castelli ricchi di storia e leggende, mentre lo splendido ambiente naturale caratterizzato dai fitti boschi di castagno, offre innumerevoli occasioni d’escursioni, alla scoperta di rarità geologiche, botaniche e faunistiche o di sapori genuini e non dimenticati, che si ritrovano sulle tavole locali e diventano protagonisti di sagre popolari durante tutto l’anno. La Valle dei sapori profuma di vini ed erbe aromatiche, pasta e salumi, polenta e selvaggina, funghi e tartufi, marroni e albicocche. Nei secoli passati, i grandi boschi di castagno coprivano estese aree collinari appenniniche. Poi è venuta l’epoca dell’abbandono e finalmente la volontà di recuperare un prezioso patrimonio naturalistico.

Fin dal 1000, quando i boschi di querce furono sostituite dalle selve castanili, la vita della gente della Vallata del Santerno dipese da loro per le risorse economiche ed alimentari. Un editto del 1694 proclama che <<gran parte della rendita che ricavasi dal territorio di Castel del Rio consiste nel frutto delli castagni>>. L’importanza del castagno diminuì solo nel 1700, con la diffusione del mais e della patata. Profondamente radicata nelle tradizioni della popolazione locale, la castanicoltura sta riprendendo un ruolo economico di primo piano, grazie alla denominazione I.G.P. conferita al pregiato Marrone di Castel del Rio. Più grosso, dolce e profumato della castagna, il marrone entra in molte ricette prelibate: dai marron glacés al Montebianco, agli arrosti farciti ai marroni, alla pasta fresca condita con ragù agrodolci a base di marroni, e per finire, marmellate e liquori.

Nei fine settimana del mese di ottobre, l’inconfondibile profumo delle caldarroste avvolge e riscalda il centro di Castel del Rio, quando si svolge la tradizionale “Sagra del Marrone”, appuntamento imperdibile per i golosi. Gli ottimi marroni IGP si possono acquistare e degustare in dolci e pietanze, negli stand allestiti per la sagra e nei menu dei ristoranti locali. Cosa bere per accompagnare degnamente un bel cartoccio di caldarroste?

Il vino perfetto è la Cagnina di Romagna, vino d’intenso velluto rosso-violaceo, giovane e fruttato, amabile e profumato di sottobosco. La Cagnina va consumata piuttosto in fretta: il suo periodo d’elezione va da novembre alla fine dell’inverno.
Museo della Civiltà del Castagno.

In un territorio così profondamente legato alla propria risorsa naturale più preziosa, non poteva mancare un museo di civiltà materiale dedicato al generoso albero, signore del bosco appenninico. La gente dell’Alta Valle del Santerno ha vissuto per secoli in simbiosi con i boschi di castagno, traendone il principale sostentamento. Al castagno sono legate tradizioni, usi e leggende. Da queste parti, si racconta che i bambini non si trovano sotto i cavoli, ma nei cavi degli alberi di castagno. Al castagno ed allo sfruttamento dei suoi deliziosi frutti, è dedicato il Museo della Civiltà del Castagno. Attrezzi agricoli e di vita contadina, documenti e fotografie, sono ospitati nelle sale di Palazzo Alidosi, la rocca che domina l’abitato di Castel del Rio.

Info turistiche: Comunità Montana Valle del Santerno – Fontanelice (BO)
Tel. 0542 92638; www.valledelsanterno.it
Consorzio Castanicoltori Castel Del Rio c/o Comunità Montana Valle del Santerno
Fontanelice (BO) – Tel. 0542 92638

FOTO ALLEGATE: FRUTTI DI CASTAGNO; ALBERO DI CASTAGNO

(3/10/2002)

   

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