Vista su Bolgheri

Friuli in bianco

I vini della Costa degli Etruschi:
le zone di Montescudaio, Terratico di Bibbona, Isola d'Elba


Antoine Gaita e Paolo Rodaro, personaggi al Banco di assaggio Heureka

Obiettivo Val di Cornia. Eppur si muove

Chardonnay da 38^ parallelo

All'Impruneta il vino è... buono. Selezione bianca e rossa di Settembre

All'Impruneta: Fiano, greco e non solo

L'Italia vista attraverso il suo vino.
I, dal Piemonte alla Toscana

II, dall'Umbria alla Sicilia

Alle Corti del Vino 2002

Suggestioni di primavera. Di bianco e di rosso

Spinofiorito 2002

Vignaioli trentini in tournée, prima e seconda parte

In archivio

 
Vista su Bolgheri
di Fernando Pardini

Ad aprile sono stato lì, ed è stato bellissimo. Grazie alla cura dimostratami nell'arte dell'accoglienza e dell'ospitalità, certamente, e alla capacità di una organizzazione di rendere "parlante" un evento vinoso.

Ma anche e soprattutto grazie ai luoghi. Li ho incontrati in un momento in cui erano discinti, nature, quasi impreparati senza quei rimbombi e quei frastuoni turistici che stagionalmente li graffiano ed invadono. Bene, è per via di quella loro nudità senza trucco, scompigliata e sincera, che li ho scoperti ancor più belli. Mi hanno onorato, di rimando, con prepotenti messaggi, fatti di tagli di luce, di puro vento, di sospiri balsamici, di macchia, di alberi finalmente possessori di strade, di dune selvatiche e tirreniche, e di mare, tanto conosciuto quanto mai stancante alla vista e al cuore. Li ho vissuti quasi in silenzio eppure mi sembra di aver parlato fino allo sfinimento. O forse lo sfinimento era per il troppo ascoltare?

Ho ascoltato vini, questo è certo, e odorato con loro la terra attorno. Quella mattina, degustazione cieca e professionale, ho avuto suggestioni da fermare. Per esempio su Bolgheri e i bolgheresi. Qui ve ne riporto una ventina, in ordine sparso e casuale: a tema i "vecchi" e i "nuovi". Quasi tutte in divenire, dal momento in cui quei vini stanno per uscire sul mercato, qualcuna relativa all'ultima annata in commercio, in attesa della prossima.

Oltre le parole ed i vini aleggiava in me uno stato d'animo che è scivolato, letteralmente scivolato, nel paesaggio attorno, e in lui si è confuso, beatamente, per destinazioni che non so raccontare, e che voglio sperare immaginiate dietro tutte le parole non dette. Un senso di quiete mi ha pervaso, e lo sforzo della concentrazione mi è parso non pesare affatto.

Per un attimo ho pensato di essere felice. Nei ricordi di oggi, di quella felicità, conservo ancora un nitido, confortante barlume.

Ah, vi chiederete del perché di una assenza illustre. Vi spiego subito: il Sassicaia, annata ultima 2000, in realtà era presente. Non ho ritenuto di parlarne oggi in quanto l'idea che me ne son fatto - spirito aitante così come il rovere di cui si vestiva- non si è concretizzata in qualcosa di compiuto. Mi dicono trattarsi delle celebri fasi dei giovani Sassicaia , da rispettare con estrema attenzione. Per lui altri momenti arriveranno, ed altrettante compiutezze. Non dubitate.

Serni Fulvio

Bolgheri Rosso Acciderba 2001 (cabernet sauvignon/sangiovese/merlot)

Un rubino efficace introduce un naso selvatico ma assai sfumato, di certo non elegantissimo, anche se mi confortano, di lui, l'humus ed i fiori. Al palato svela un corpo medio ed una tendenziale introversione, e così stenta a concedersi con calor buono. E' piuttosto avaro nel dispensare succo, ed asciutto è il suo finale.

Ceralti

Bolgheri Rosso Alfeo 2001 (cabernet sauvignon/merlot/sangiovese)

Un rubino di viva presenza ed un naso diretto, non propriamente dinamico, bensì umorale di ciliegia nera, sous-bois, liquirizia e pepe, sono la traccia con cui ti accoglie. In bocca va meglio: ben tessuta e morbida, riesce a modularsi in progressione e distendersi convincente su un leggero afflato vegetale. Il tannino è presente e vivido; non ha trama finissima, ma rende in carattere.

Caccia al Piano

Bolgheri Rosso Ruit Hora 2001 (cabernet sauvignon/merlot)

Il rubino è acceso su naso caldo e fruttato, dolce di fragoline, lampone, pepe bianco, miele d'acacia. La bocca di buon spessore, sia pur non ricchissima, comunque ben "congegnata" su sostegno acido/tannico leggibile e discreto allungo. Gioca le sue carte sulla nitida consistenza varietale, sull' ordine e la linearità, senza sfoderare coup de theatre od ostentate ridondanze. Sicuramente gradevole.

Levia Gravia 2000 - (merlot/cabernet sauvignon)

Naso fumé e leggermente "impastato", come in ritardo di focalizzazione, sì che non riesci a scorgerne le sfumature se non dopo debita ossigenazione. Solo allora ti mostrerà le trame del frutto. In bocca invece si apre immediato su dolci fragranze per un progressivo tuo coinvolgimento, confortato da uno sviluppo pure raffinato. Finale di estrema coerenza. Qui sotto ci sta un'ottima materia, solo in attesa di un plasmare più quieto ed espressivo.

Grascete

Grale 2001 (cabernet sauvignon/sangiovese/merlot)

Colore vivo e spesso su naso intenso e assai legato alle laccature dei legni nuovi. Dentro vi riconosci ciliegia, amarena, cioccolato, tabacco biondo per una fusione non ancora armonizzatasi ed una promettente eleganza. In bocca ostenta e si sofferma su morbide consistenze di trame merlottate neanche troppo dilatate. Forse pecca di poca spinta acida sì che la bocca tende, con il tempo, ad appesantirsi. E' vino da crescere, insieme alla vigna e alla giovane azienda, perché i numeri ci sono.

Giovanni Chiappini

Guado de' Gemoli 2001 (cabernet sauvignon/merlot)

Naso ben sfumato e personale in cui il sottobosco riesce a tesserne trame fruttate di sicuro compiacimento. Lo spunto vegetale si fa più evidente in bocca, dove peraltro il nostro dimostra di possedere polpa, progressione e diffusione tannica compiuta ed integrata con il corpus. Non è vino da espansione ma va di certo in profondità, lasciandoti una scia saporita che porta con sè, tra gli altri, una scintillante nota di caffé.

Tenuta San Guido

Guidalberto 2001 (cabernet sauvignon/merlot/sangiovese)

Colore che mostra una notevole propensione al fascino antico, sia pur vivo. Naso boscoso, di bacca integrata alla ciliegia sangiovesa e agli umori di viola. Bocca ancor più austera e boscosa, a trama diritta e sostenuta, molto ordinata. Si ripete il fascino antico di un vino che pare aggrapparsi alla sua terra, spezie ed asciuttezza tannica comprese. Mi piace questo carattere. Mi intrigano di lui, per finire, le note di erbe aromatiche che se ne escono con l'aria.

Tenuta dell'Ornellaia

Bolgheri Rosso Serre Nuove 2000 (cabernet sauvignon/merlot)

Vinoso d'aspetto e con una volatile birichina, ti offre un naso scorbutico ed un frutto maturo. Assai meglio va al palato, di cui mi piace l'ouverture e la dolce diffusione. In lui uno spirito morbido, senza dimenticare il nerbo. Lo senti comunque come in ritardo di focalizzazione, in attesa di un'amalgama e di un ordine più armoniosi, che potrebbero uscir fuori di qui a poco.

Bolgheri Rosso Superiore Ornellaia 2000 (cabernet sauvignon/merlot/cabernet franc)

Ha un naso ricamato di fiori e frutti, su base di sottobosco nitida e coinvolgente; ha una bocca complessa, dalla estrazione tannica perfetta e seducente, dall'allungo che fa la differenza. Estremamente presente e personale, è vino di classe alla cui classe non basta una semplice suggestione.

Enrico Santini

Bolgheri Rosso Montepergoli 2000 (merlot/cabernet sauvignog/syrah/sangiovese)

Gravido di umori e di polpa, il suo naso oggi è ancor mutuato dalle note di cacao, rovere e vaniglia su base cospicua di frutto, rosso e nero. La bocca è già importante e spessa, di trama ampia e ben sostenuta dal frutto. Qui c'è carne. In puro stile bolgherese, con un leggerissimo disequilibrio acido (a perdere), è vino di sostanza che attende un dosaggio del rovere più calibrato per rendergli una espressività più naturale, alla quale può di certo aspirare.

Michele Satta

Bolgheri Rosso Piastraia 2000 (merlot /cabernet sauvignon/syrah/sangiovese)

Naso leggermente appesantito, se sto agli aromi di fondo. Più aereo e fresco se sto in superficie, assieme ai piccoli frutti rossi, e alla lodevole loro composizione, sormontata da lacche. La bocca è polposa ed ammiccante, tal da non passare inosservata, ma forse gli mancano la freschezza e l'articolazione dei giorni migliori.

Bolgheri Rosso Superiore I Castagni 2000 (cabernet sauvignon/syrah/sangiovese)

Il colore è intenso e compatto ed il naso giovanile e carnoso, da attendere ancora affinché trasformi in scia elegante e sensuale la ricca dote di frutto -sono amarene e ribes - che porta in sè. In bocca c'è tessitura, e stoffa buona, confortevole e calda nell'abbraccio. Anche qui la freschezza non contribuisce alla spinta ma la precisione, il garbo, la morbida matrice tannica, solo leggermente asciugante nel finale, fanno sì che la compagnia sia piacevole e la personalità personale.

Cavaliere 2000 - (sangiovese)

Naso potente ed alcolico, non proprio estroverso ma intrigante nel gioco aromatico delle erbe. Bocca rigorosa, ampia ed asciutta, con trama fruttata che lascia volentieri il passo alla matrice tannica; quest'ultima veicola un finale generoso senza asperità ma neanche senza quel respiro e quell'elegiaco abbraccio che attiene ai grandi sangiovese. Discreta la prova comunque, per una scommessa perpetua da apprezzare e sostenere.

Rosa Gasser

Bolgheri Rosso Superiore Rubino dei Greppi 2000 (cabernet sauvignon/merlot/sangiovese)

Naso che palesa una qualche ritrosia ad aprirsi, di poche parole, quasi timoroso nella sua silente austerità. La bocca, altrettanto altera e senza fronzoli, punta diritta e con decisione sfoderando una confortante acidità ben integrata al corpo e alla stazza, che non mancano. Con l'aria, più invitanti, se ne escono umori di noce e di erbe aromatiche a donare linfa olfattiva. Approccio più sangiovesista del solito per un Bolgheri.

Guado al Tasso

Bolgheri Rosso Superiore Guado al Tasso 2000 (cabernet sauvignon/merlot/syrah)

Quadro olfattivo maturo, caratteriale e vigoroso, che non lascia troppo spazio a sottili sfumature: la bacca integra il frutto, boscoso, su note dolci del rovere, ancor laccate, ed umori vegetali che nel proseguo si fanno più leggibili nel solco del peperone e della foglia di pomodoro. La bocca è potente, rivelando doti certe per spessore e persistenza, e svolge le sue trame su cupi umori di fondo, ancor liquiriziosi ed amarognoli, e su una estrazione tannica leggermente verde. Il nerbo non manca, il volume neanche. Peccato per quei tannini ruvidi.

Le Macchiole

Bolgheri Rosso Superiore Paleo 1999 - (cabernet sauvignon/cabernet franc)

Ad un naso da attendere, di menta e frutto sotto spirito, intriso di umori vegetali percuttivi e maschi, fa seguire un palato potente e vigoroso, austero e fiero di sè, a cui mancano, in questa fase perlomeno, il dinamismo e l'articolazione delle annate migliori. Tra le righe, noto l'alcol ed in generale una minore precisione rispetto all'incontro, più compiuto, di un anno fa.

Bolgheri Rosso Superiore Le Macchiole 2000 (sangiovese/cabernet sauvignon/merlot)

Il naso è carico di buoni propositi: amorevolmente speziato ed intriso di finocchietto selvatico, timo e frutti neri del bosco, mi regala un quadro intuitivamente profondo sebbene non ancor nitido o ordinato nello sviluppo.In bocca , dopo tanto stupire, si concede qualche rilassamento di troppo, dimostrando discontinuità nella tensione gustativa e soprattutto nella corrispondenza gusto-olfattiva. Peccato davvero, perché c'è della carne qua sotto.

Cipriana

Bolgheri Rosso Superiore San Martino 2000 - (cabernet sauvignon/merlot/syrah)

Naso sulfureo e mentolato, selvatico e cupo, di idrocarburica essenza su trama fruttata non serratissima. Bocca un poco scomposta per via di talune smancerie dolci da una parte non corroborate dal nerbo e dalla continuità gustativa dall'altra.

Collemassari

Bolgheri Rosso Superiore Grattamacco 2000 - (cabernet sauvignon/merlot/sangiovese)

Vino meditabondo e da ascolto attento, vi senti la forza e la complessità covare sotto le ceneri di una fremente gioventù, con i suoi spigoli e le sue spalle. Di certo fascinoso l'afflato aromatico, molto bolgherese, ancora alla ricerca della armonia, ma soprattutto, oggi, assolutamente deliziosa la bocca, di trama fitta e sostenuta, di aristocratica dedizione, soavemente speziata e cantilenante. E' un lungo canto, ammaliatore e stordente.

Assaggi effettuati alla cieca in Marina di Castagneto - Aprile 2003.

Si ringraziano la Strada del Vino Costa degli Etruschi per l'organizzazione e l'ospitalità, il Grand Hotel Tombolo per le ambientazioni, la macchia mediterranea tutta per i silenzi e gli odori.

11 Luglio 2003

 

   

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