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Vista
su Bolgheri
Friuli in bianco
I vini della Costa degli Etruschi:
le zone di Montescudaio, Terratico di Bibbona,
Isola d'Elba
Antoine Gaita e Paolo Rodaro, personaggi al
Banco di assaggio Heureka
Obiettivo Val di Cornia. Eppur si
muove
Chardonnay da 38^
parallelo
All'Impruneta il vino è... buono. Selezione
bianca e
rossa di Settembre
All'Impruneta: Fiano,
greco e non solo
L'Italia vista attraverso il suo vino.
I, dal Piemonte alla Toscana
II, dall'Umbria alla
Sicilia
Alle Corti del
Vino 2002
Suggestioni di primavera.
Di bianco
e di rosso
Spinofiorito 2002
Vignaioli trentini in tournée, prima
e seconda parte
In
archivio

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LItalia
vista attraverso il suo vino: I, dal Piemonte alla Toscana
di
Riccardo Farchioni
Tentare di eseguire un affresco dellItalia vitivinicola è
sicuramente impresa difficile, forse anche velleitaria. Se poi si cerca
di farlo con gli appunti di degustazione di solo un paio di eventi
enologici allora si rischia lo scetticismo del lettore.
E invece noi ci proviamo, e ci proviamo forti dellaver partecipato
agli eventi organizzati dalla famiglia Formigli, ossia il
raduno toscano della "Selezione Fattorie" di Silvano Formigli
tenutosi alla Fattoria Cantagallo di Enrico Pierazzuoli
e la manifestazione Vino è piacere..., curata dal figlio
Andrea con la sua Vinoteca al Chianti nella basilica di Impruneta,
per la seconda volta questanno. E lo faremo addirittura tralasciando
gli appunti di degustazione di molti vini che saranno poi descritti dagli
amici Luca Bonci e Fernando Pardini.
Le impostazioni dei due eventi sono diverse, risentendo secondo noi dell'ovvio
"stacco generazionale" fra padre e figlio. Silvano Formigli
è stato attore fin dalla prim'ora della tumultuosa trasformazione
del mondo del vino italiano, ma ha le radici ben profonde nella gioiosità
che il vino porta sempre con sé. Le riunioni di Selezione Fattorie
avvengono sempre in una delle aziende di questo pool fondato nel 1989,
in un ambiente sereno e bucolico, immerse in un panorama spettacolare
e con l'atmosfera della festa. Questanno poi, alla Fattoria Cantagallo,
in piena campagna del Chianti Montalbano, la festa era in piena regola
e vi convivevano il momento degustativo (in presenza dei produttori venuti
da tutta Italia) e la festa delle focacce con lolio nuovo e delle
carni grigliate a cura degli ospiti di turno, il giovane Enrico Pierazzuoli,
produttore peraltro di un bel Carmignano e presidente del relativo Consorzio.
Andrea Formigli è invece entrato in campo quando la filosofia
dell'evento enologico più analitico e concentrato esclusivamente
sul bicchiere aveva già preso piede, e la basilica di Impruneta
fornisce la giusta cornice per un evento in cui, se da una parte manca
il momento costituito dal contatto col produttore, dallaltra si
trova un panorama di offerte che ha pochi uguali in manifestazioni del
genere.
Ma
è venuto il momento di iniziare, ed iniziamo dal Piemonte
delle Barbere, dal vino che un tempo era contadino e quotidiano, oggi
ha raggiunto i vertici della risonanza nazionale. Uno dei principali interpreti
della "nuova" Barbera è senz'altro Gianfranco Alessandria:
la sua Barbera dAlba 2001 ha colore rubino violaceo
cupo, profumi di frutta nera (mora), cioccolato e in più, sullo
sfondo, lamarena. In bocca ha approccio dolce, pieno di frutta nera
e rossa matura, con un finale dominato dallinfluenza del rovere;
il tannino è in via di arrotondamento. La Barbera dAlba
2001 di Elio Altare ha colore rubino pieno di buona fittezza;
lolfatto è di impostazione sia floreale che di un fruttato
dalle sensazioni caramellate, il tutto amalgamato a sfumature di vaniglia.
In bocca è cremoso, di grande ampiezza e termina con un ritorno
fruttato di grande freschezza. Scaliamo le vette della tipologia con lausterità
e grande profondità di frutto che la Barbera dAlba Ciabot
Du Re 2000 dei Fratelli Revello riesce ad esprimere
con bella eleganza. In bocca è compatto, ancora tanto frutto viene
esibito in un contesto di grande morbidezza. La Barbera dAlba
Cascina Nuova 2000 di Mauro Veglio al naso è piuttosto chiusa,
ma a ben guardare si percepisce un quadro olfattivo di buona compattezza
nel quale emergono sensibili note di inchiostro. Al palato è solida,
potente, non eccede in dolcezze legnose anche se stenta ad aprirsi ed
espandersi in bocca riuscendo a farlo pienamente solo nel finale. Stoffa
vellutata. La sezione piemontese termina a Barbaresco per sentire il Barbaresco
Rombone 1999 di Fiorenzo Nada che ha colore rubino sufficientemente
fitto, naso intenso fatto di frutta rossa fragrante e caramellata, sottobosco,
terra bagnata ed eleganti risonanze minerali. Grande corredo fruttato
espresso con intensità anche al palato dove il quadro aromatico
è variato da nuances mentolate.
Scegliamo
di rappresentare la Lombardia con l'altra interpretazione
del nebbiolo data dalla Valtellina dei Conti Sertori Salis: il
Valtellina Superiore Corte delle Meridiane 1999 è al naso
molto intrigante, perché affianca frutta rossa matura (lampone
protagonista) a belle sensazioni di china e rabarbaro. Al palato, pur
confermando il bel corredo di frutta matura, non è così
sfaccettato, ha toni vegetali sullo sfondo e qualche dolcezza generica.
Il Valtellina Sforzato Canua 1999 presenta in questa annata, a
nostro avviso, una riuscita sotto le attese mostrandosi sì intenso
sulle note di amarena, ma di amarena stramatura, cotta, in un olfatto
che presenta preoccupanti sbandamenti. Al palato è monolitico,
compatto e potente, anche lungo, ma sempre troppo smaccatamente dolce.
Ma lo stesso vino, un anno dopo, prende il volo delleccellenza:
il Valtellina Sforzato Canua 2000 ha colore rubino porpora, presenta
al naso una bella frutta rossa matura intensa ed espressa con grande eleganza.
Esemplare in bocca, potente, fruttato, concentrato su toni composti, una
stoffa di rara setosità e tannini finissimi.
Saltiamo in Alto Adige: un tempo avremmo parlato quesi
solo di bianchi, oggi descriviamo sopratutto rossi. Qui per primo il Pinot
Grigio Sanct Valenctin 1999 della Cantina Produttori S. Michele
Appiano, che ci si presenta con un quadro aromatico ancora non particolarmente
definito o perlomeno preciso. Si riscatta in bocca dove è morbido,
rotondo, quasi esplosivo, con acidità che spinge e retrogusto dolce.
Altro bianco altoatesino è il Sauvignon Allure 1999 di Niedermayer:
naso molto fresco che sa di erba tagliata, delicato, floreale, di eleganza
suprema. Peccato che in bocca il vino si perda, con un attacco non particolarmente
grasso, una acidità che non sostiene e che anzi rende il vino quasi
sfuggente.
A
rappresentare lAlto Adige dei rossi troviamo anche i vini di Castel
Sallegg: innanzitutto il Rosso Conte Kuenburg 1998, un vino
da tavola composto da merlot, syrah, grenache, cinsault che mostra un
naso intenso e godibile fatto di frutta rossa e spezie diffuse ed eleganti.
Al palato parte rapido, con una nota pepata sempre presente; dà
belle sensazioni, caratterizzate da un morbido melange frutto-spezie concluso
da una lunga scia di noce moscata. Il Lagrein Riserva 1999
ha colore rubino cupo impenetrabile e profumi di frutta nera surmatura
con qualche sfumatura acre. In bocca il vino ha un contenuto fruttato
imponente ma stavolta meglio espresso, dolce al punto giusto e contrappuntato
da note di inchiostro. Infine, il Cabernet Riserva 2000
(cabernet sauvignon al 70%, il resto cabernet franc) al naso mette in
evidenza un bel corredo di frutta rossa e nera, una percepibile componente
floreale, affiancate da una dolcezza vanigliata un tantino eccessiva.
Al palato è denso, untuoso e segnato da note vegetali. Non ci emoziona
più di tanto il Pinot Nero Baron Salvadori 1999 di Nalles&Magrè-Niclara:
colore rubino scarico, note intense di rosa appassita; in bocca ha corpo
leggero, è saporito anche se un tantino semplice, senza sorprese.
Il Pinot Nero Mazzon 1999 di Gottardi mostra al naso profumi
di ciliegia ma anche sfumature di mela e pera di grande freschezza. Di
corpo leggero, è in bocca ampio ed intrigante su note di bella
ciliegia fresca.
Spostiamoci
ancora ad est e troviamo il Friuli del Damijan Bianco 1999 di Damijan,
taglio di malvasia istriana, chardonnay, tocai che ci presenta un naso
assai intrigante e complesso dove si scorgono agrumi (arancio in particolar
modo), cera, incenso. Al palato lattacco è piuttosto alcolico
(una invasione che fa pensare quasi ad un superalcolico!) ed un po
scomposto, un vino che in bocca tende a disorientare dopo le belle espressioni
olfattive. Torniamo su sensazioni più classiche con
la bella Ribolla Gialla 2001 di Venica&Venica:
ampia, franca, intensa, fresca e seducente. In bocca è una spremuta
di frutta gialla, è equilibrata, succosa ed estroversa anche senza
esibire straordinarie concentrazioni.
Saltiamo gli appunti riguardanti Emilia Romagna e Veneto (altri ne parleranno)
e veniamo alla Toscana. Da Montalcino riportiamo innanzitutto una curiosità
enologica: lo Svoltone 1995 di Fanti-Tenuta San Filippo
è un vino da tavola che proviene da vecchie vigne di sangiovese
grosso spiantate nel 1995 quando erano arrivate ad avere una resa di 400
grammi per pianta; le 6600 bottiglie di questo prodotto sono state il
loro "canto del cigno". Al naso sentiamo una ciliegia rotonda
ed arricchita da sensazioni selvatiche. Iper toscano come approccio, ha
bella stoffa e nel finale un tannino di buona trama. Un altro rosso extra-doc
della zona ilcinese, peraltro molto buono, è il San Jacopo 2000,
un sangiovese-merlot di Fuligni-Eredi dei Cottimelli. È
un rosso dal carattere aitante con una potenza di frutto percepibile sia
al naso che al palato: qui lespressione fruttata è levigata
e si arricchisce di risonanze laccate con un andamento in bocca caratterizzato
da una espansione decisa e prepotente che lo conferma vino di carattere.
Qualche incertezza dai Brunello di Collosorbo: il Brunello di
Montalcino 1997 non si presenta particolarmente accattivante, con
molta grafite al naso ed un frutto in ombra. Al palato si caratterizza
per una ciliegia piuttosto monotona; il Brunello di Montalcino 1998
ha colore rubino violaceo, al naso frutta rossa e nera molto matura in
un quadro che tuttavia è ancora in via di chiarimento. In bocca
troviamo ancora una ciliegia matura, qui però meglio sfumata e
sostenuta da acidità che conferisce al vino buona succosità.
Dalla
Maremma arriva il Morellino di Scansano 2001 di Podere
San Matteo: le sensazioni di frutta rossa e di erbe aromatiche sono
inizialmente disturbate da note di polvere da sparo che si dissipano con
lossigenazione. La bocca è densa e morbida, con un bel lampone
a fare da protagonista in un quadro di buona dolcezza e bel contenuto
di frutta.
E dalla Maremma arrivano anche tre vini di Rascioni-Cecconello:
Il Dono 2001 (sangiovese, ciliegiolo) dalla frutta rossa espressa
con bella franchezza al naso (sentiamo mirtillo, ribes, lampone) accompagnata
da fresche erbe aromatiche. Al palato sentiamo buona struttura e freschezza
al contempo. Il Poggio Ciliegio 1998 ha olfatto molto intenso su
note di frutta rossa; molta frutta anche in bocca dove è dolce
e caratterizzato da bel tannino fine; il Poggio Ciliegio 1999 è
anchesso intenso al naso, saporito in bocca, concentrato, anche
se scorgiamo note metalliche e qualche nota vegetale. Molto lungo.
Terminiamo
con i prodotti dei padroni di casa, i vini della Tenuta Cantagallo:
il Chianti Montalbano Riserva 1997 ha bella espressione
di frutta rossa matura e note di grafite al naso; al palato è lieve,
non impegnativo e succulento con piacevoli sensazioni fruttate dolci.
Il Gioveto 1999 (sangiovese, merlot, syrah) presenta al un buon
quadro olfattivo fruttato e ben fuso con sensazioni di spezie (pepe, noce
moscata) e qualche nota verde; al palato la frutta si evidenzia più
a tutto tondo, in un contesto di buona dolcezza. Fra le tenute di Enrico
Pierazzuoli cè anche il Podere Matroneo, nella zona
di Greve in Chianti. Sentiamo dunque il Chianti Classico 2000
(sangiovese) che si presenta con un colore rubino violaceo, e al naso
si caratterizza per una buona frutta rossa e nera, alle quali si aggiunge
una nota selvatica. Anche al palato troviamo un approccio fruttato deciso,
bella fusione frutto-rovere, bella densità e dolcezza. Infine,
il Vinsanto dellEmpolese Millarium 1994 (trebbiano, malvasia,
sangiovese) dal colore ambra, ha un naso intenso, pieno di frutta secca;
in bocca è coerente con un bel nerbo acido, è grasso dallinizio
alla fine senza mai essere stucchevole. Lungo finale sui toni della pasticceria.
(6/12/2002)
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