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Chardonnay da 38^ parallelo

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Chardonnay da 38esimo parallelo
di Luca Bonci

Dopo aver parlato di fiano ed altro, passiamo agli internazionali del Sud, ovvero a quei bianchi che si basano sullo chardonnay, in purezza o miscelato con uve autoctone. Il primo che assaggiamo è il Salento IGT I Sierri 2001 di Cosimo Taurino. Uno chardonnay in purezza di 13% dal color paglierino e dai profumi vegetali di canneto e anice. Vino corretto, dalla bocca citrina, né grassa né lunga. Di Mandrarossa (Cantina Settesoli) è il campione nel rapporto qualità prezzo della giornata. Lo Chardonnay 2001 (Sicilia IGT) ha 13,5% e un bellissimo naso di fiori e agrumi su cui spicca un bel profumo di pompelmo. Una grande freschezza aromatica che prosegue in bocca, dove il vino non è un mostro di complessità e neppure di grassezza, ma sicuramente di piacevolezza di beva.

Sempre chardonnay in purezza per il siciliano Contessa Entellina DOC La Fuga 2001 di Donnafugata. I suoi profumi sono di fiori, fini ma un po' acerbi, a cui si aggiungono lievi cenni vanigliati. Medio è il corpo e pulita la vena acida. Amarognolo e salato il finale. Assai buono troviamo il Chiarandà del Merlo 2000, una miscela di ansonica e chardonnay dello stesso produttore. Olfattivamente ci sembra dominante il contributo del legno, dominante ma elegante. E piena è la bocca, dai toni vegetali e terziari, sapida e lunga.

Proseguiamo con un best seller, lo Chardonnay 2000 di Planeta. Questo pluripremiato Sicilia IGT di 14,5% ha cambiato stile negli ultimi anni. Dalla bomba di grassezza e dolcezza che lo rese famoso alla fine dello scorso secolo, si è raffinato e ora gioca maggiormente su speziature di maggior eleganza. Il suo colore vira nettamente al dorato e già nei profumi è chiarissima l'impronta terziaria, con vaniglia e chiodo di garofano in evidenza. Arriva poi la pera e l'agrume maturo. Anche al gusto è evidente la speziatura, su un corpo di media grassezza, ben amalgamata al frutto. Sempre notevole la potenza complessiva e buono l'equilibrio.

Concorrente diretto del vino precedente lo Chardonanny 1999 di Tasca d'Almerita riporta in etichetta i suoi 14% e la dicitura Contea di Sclafani DOC. Questo vino tende anch'esso al color dorato, ma con riflessi verdognoli e offre un grande impatto olfattivo. Frutta matura in abbondanza e toni resinosi bilanciano alla perfezione l'apporto del legno. Bella la pulizia al gusto e l'equilibrio tra i toni balsamici e il lungo finale speziato. Media grassezza.

Stiamo per lasciare i bianchi meridionali. Il tempo stringe e i vini da assaggiare a Vino è Piacere sono veramente tanti, troppi. Ma vediamo tre bottiglie un po' strane, tre borgognone eleganti di vermentino, sarde. Dopo queste bombe di chardonnay ce la faremo a gradire un vermentino? Risposta positiva, se i vermentini sono dell'azienda sarda Pedra Majore, che ne presenta tre, tutti 2001, assai diversi tra loro e di cui due di alto livello. Partiamo dal meno interessante, il Vermentino di Sardegna Le Conche 2001, dal colore paglierino e da profumi ferrosi un po' sporchi. L'unica cosa che veramente ci colpisce di questo vino e la sapidità, che rende piacevole e schietto un prodotto corto e amarognolo, quasi pungente al gusto. Si cambia completamente musica col Vermentino di Gallura I Graniti 2001, dal colore paglierino e dai profumi di mela e pera, dolci. Saporito e grasso, ci lascia in bocca un bel fruttato persistente e eleganti ricordi minerali. Sulla stessa linea, ma ancora più sapido e piacevole troviamo il Vermentino di Gallura Superiore Hysony 2001. Molta frutta all'olfatto e bei toni minerali nel retrogusto. Ma soprattutto una bellissima sapidità e grassezza, esaltate anche dall'evidente residuo zuccherino che rende la bocca morbida e rotonda, forse non troppo abbinabile al cibo, ma assai gustosa.

3 febbraio 2003

 

   

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