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Vista
su Bolgheri
Friuli in bianco
I vini della Costa degli Etruschi:
le zone di Montescudaio, Terratico di Bibbona,
Isola d'Elba
Antoine Gaita e Paolo Rodaro, personaggi al
Banco di assaggio Heureka
Obiettivo Val di Cornia. Eppur si
muove
Chardonnay da 38^
parallelo
All'Impruneta il vino è... buono. Selezione
bianca e
rossa di Settembre
All'Impruneta: Fiano,
greco e non solo
L'Italia vista attraverso il suo vino.
I, dal Piemonte alla Toscana
II, dall'Umbria alla
Sicilia
Alle Corti del
Vino 2002
Suggestioni di primavera.
Di bianco
e di rosso
Spinofiorito 2002
Vignaioli trentini in tournée, prima
e seconda parte
In
archivio

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Chardonnay da 38esimo parallelo
di Luca Bonci
Dopo aver parlato di fiano ed altro,
passiamo agli internazionali del Sud, ovvero a quei bianchi che si basano
sullo chardonnay, in purezza o miscelato con uve autoctone. Il primo che
assaggiamo è il Salento IGT I Sierri 2001 di Cosimo Taurino.
Uno chardonnay in purezza di 13% dal color paglierino e dai profumi vegetali
di canneto e anice. Vino corretto, dalla bocca citrina, né grassa
né lunga. Di Mandrarossa (Cantina Settesoli) è il
campione nel rapporto qualità prezzo della giornata. Lo Chardonnay
2001 (Sicilia IGT) ha 13,5% e un bellissimo naso di fiori e agrumi
su cui spicca un bel profumo di pompelmo. Una grande freschezza aromatica
che prosegue in bocca, dove il vino non è un mostro di complessità
e neppure di grassezza, ma sicuramente di piacevolezza di beva.
Sempre
chardonnay in purezza per il siciliano Contessa Entellina DOC La Fuga
2001 di Donnafugata. I suoi profumi sono di fiori, fini ma
un po' acerbi, a cui si aggiungono lievi cenni vanigliati. Medio è
il corpo e pulita la vena acida. Amarognolo e salato il finale. Assai
buono troviamo il Chiarandà del Merlo 2000, una miscela
di ansonica e chardonnay dello stesso produttore. Olfattivamente ci sembra
dominante il contributo del legno, dominante ma elegante. E piena è
la bocca, dai toni vegetali e terziari, sapida e lunga.
Proseguiamo
con un best seller, lo Chardonnay 2000 di Planeta.
Questo pluripremiato Sicilia IGT di 14,5% ha cambiato stile negli ultimi
anni. Dalla bomba di grassezza e dolcezza che lo rese famoso alla fine
dello scorso secolo, si è raffinato e ora gioca maggiormente su
speziature di maggior eleganza. Il suo colore vira nettamente al dorato
e già nei profumi è chiarissima l'impronta terziaria, con
vaniglia e chiodo di garofano in evidenza. Arriva poi la pera e l'agrume
maturo. Anche al gusto è evidente la speziatura, su un corpo di
media
grassezza, ben amalgamata al frutto. Sempre notevole la potenza complessiva
e buono l'equilibrio.
Concorrente diretto del vino precedente lo Chardonanny
1999 di Tasca d'Almerita riporta in etichetta i suoi 14%
e la dicitura Contea di Sclafani DOC. Questo vino tende anch'esso al color
dorato, ma con riflessi verdognoli e offre un grande impatto olfattivo.
Frutta matura in abbondanza e toni resinosi bilanciano alla perfezione
l'apporto del legno. Bella la pulizia al gusto e l'equilibrio tra i toni
balsamici e il lungo finale speziato. Media grassezza.
Stiamo
per lasciare i bianchi meridionali. Il tempo stringe e i vini da assaggiare
a Vino è Piacere sono veramente tanti, troppi. Ma vediamo tre bottiglie
un po' strane, tre borgognone eleganti di vermentino, sarde. Dopo queste
bombe di chardonnay ce la faremo a gradire un vermentino? Risposta positiva,
se i vermentini sono dell'azienda sarda Pedra Majore, che ne presenta
tre, tutti 2001, assai diversi tra loro e di cui due di alto livello.
Partiamo dal meno interessante, il Vermentino di Sardegna Le Conche
2001, dal colore paglierino e da profumi ferrosi un po' sporchi. L'unica
cosa che veramente ci colpisce di questo vino e la sapidità, che
rende piacevole e schietto un prodotto corto e amarognolo, quasi pungente
al gusto. Si cambia completamente musica col Vermentino di Gallura
I Graniti 2001, dal colore paglierino e dai profumi di mela e pera,
dolci. Saporito e grasso, ci lascia in bocca un bel fruttato persistente
e eleganti ricordi minerali. Sulla stessa linea, ma ancora più
sapido e piacevole troviamo il Vermentino di Gallura Superiore Hysony
2001. Molta frutta all'olfatto e bei toni minerali nel retrogusto.
Ma soprattutto una bellissima sapidità e grassezza, esaltate anche
dall'evidente residuo zuccherino che rende la bocca morbida e rotonda,
forse non troppo abbinabile al cibo, ma assai gustosa.
3 febbraio 2003
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