Vista su Bolgheri

Friuli in bianco

I vini della Costa degli Etruschi:
le zone di Montescudaio, Terratico di Bibbona, Isola d'Elba


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In archivio

 
I vini della Costa degli Etruschi presentati a Castagneto a Tavola.
Prima parte: zone di Montescudaio, Terratico di Bibbona, Elba

di Riccardo Farchioni

C’è una parte di Toscana che ha deciso di portare avanti insieme quel lavoro di presentazione e promozione del proprio lavoro che è indispensabile in un mercato sempre più concorrenziale e agguerrito, nel quale la comunicazione dei propri risultati ha valore primario.
Stiamo parlando dell’area che inizia con la zona più meridionale della provincia di Pisa (e che fa capo al paese di Montescudaio), prosegue in tutto il livornese di Bibbona, Bolgheri, Castagneto Carducci, per arrivare alla Val di Cornia (Suvereto, Campiglia Marittima, Piombino) e all’Isola d’Elba. Si tratta di zone diverse per storia e fama, ed ognuna dà il suo contributo all’insieme. Se da una parte i bolgheresi mettono sul piatto l’effetto-traino dato dal glamour dei loro vini, le aree emergenti come la Val di Cornia rispondono con i loro recenti importanti risultati, con il miglior rapporto qualità-prezzo e la più aperta accoglienza nel territorio.

Chi si fa carico di armonizzare queste realtà è il Consorzio Strada del Vino Costa degli Etruschi, soggetto in parte privato e in parte pubblico (vi fanno parte le province di Pisa e Livorno) che, come dice il nome, unisce i concetti di consorzio e di Strada del Vino. Come ci ha spiegato il presidente Paolo Valdastri, mentre i consorzi di tutela si occupano dell’aspetto disciplinare dei vini, demandano completamente ad esso la parte di promozione e comunicazione.

Appuntamento principale è la manifestazione "Castagneto a Tavola", che si svolge lungo una intera settimana fra Marzo ed Aprile attraverso visite in cantina, laboratori del gusto, mostre, degustazioni, menù a tema. Qui di seguito riportiamo la prima parte delle nostre degustazioni, avvenute (alla cieca) negli ambienti faraonici del Grand Hotel Tombolo di Marina di Castagneto Carducci (proprietà Antinori). Ove presenti nel materiale a nostra disposizione, riportiamo i prezzi all’operatore IVA esclusa ed il numero delle bottiglie prodotte.


Zona Montescudaio DOC

Montescudaio Rosso Gobbo ai Pianacci 2001 – Fattoria Poggio Gagliardo

sangiovese, merlot, cabernet sauvignon – 12 mesi in barrique

Il colore è rubino porpora piuttosto fitto; l’approccio aromatico, di intensità media, è fatto di frutta rossa matura levigata ed elegante di buona compostezza affiancata da note affumicate. L’ingresso in bocca è subito pervaso da una buona carica fruttata che prosegue in tutta la durata dell’assaggio. È un vino caldo, dalla buona stoffa, di bella lunghezza finale anche se alla fine risulta forse un tantino monotono nella sua espressione dolce.

Montescudaio Rosso La Regola 2001 – La Regola (14.2€,7mila)
sangiovese, cabernet sauvignon, merlot - barrique

Di colore violaceo cupo, mostra inizialmente al naso aspetti contraddittori: buone sensazioni eleganti ed improvvisi sbandamenti verso eccessi caffeosi; presto si chiarisce su bei toni di frutta nera matura ed accompagnata da intriganti componenti minerali, di grafite, balsamiche e mentolate. In bocca, spesso e compatto fin dall’ingresso, si mostra alquanto "dolcione" e con un frutto un tantino in ombra ma dal punto di vista dell’impianto e della tessitura è ineccepibile. Tannino conclusivo dalla buona trama e finale sui toni del rovere.

Principe Guerriero 2001 – Pagani de Marchi – (10mila)
sangiovese – 12 mesi in barrique

Di colore rubino fitto, ha un naso nel quale frutta surmatura e confetturata assieme a toni di goudron sono protagonisti di un quadro poco limpido. Al palato si conferma un po’ sgraziato, amarognolo e dai sentori di gomma.

Casalvecchio 2001 - Pagani de Marchi – (5mila)
cabernet sauvignon – 12 mesi in botte

Il colore è violaceo cupo; al naso intense note di viola, liquirizia, inchiostro, frutta nera e leggere sfumature vegetali e di erbe vanno a formare un quadro bello ed importante, di impostazione laccata e moderna. Bell’ingresso che però anticipa una bocca speziata e dalle dolcezze superiori e meno sfumate di quelle sentite all’olfatto, e che grazie a delle nuances rinfrescanti rimangono appena sotto la soglia dell’eccesso. Grande lunghezza.

Rosso delle Miniere 2000 – Sorbaiano (10.07€, 26mila)
sangiovese, cabernet sauvignon, malvasia nera – 18 mesi in barrique

A bicchiere fermo sentiamo un naso marcato da note di menta e da un forte apporto balsamico e di liquirizia dolce. Emergono poi una buona quantità di frutta nera matura ed una leggera sfumatura terrosa che contribuiscono a comporre un quadro olfattivo complesso e di buona intensità. In bocca è molto cremoso, denso e globalmente caratterizzato anche da una buona freschezza (apportata anche da sfumature vegetali) che rende il vino non stancante e dal finale snello.

Tassinaia 2000 - Castello del Terriccio (25€, 110mila)
33% sangiovese, 34% cabernet sauvignon, merlot – 14 mesi in barrique

Sebbene inizialmente presenti qualche imprecisione olfattiva, si mostra poi estroverso e franco, con buona presenza di erbe aromatiche nello spettro aromatico. In bocca è buono: sempre dolce il giusto, di buona stoffa, levigato e cremoso, con un tannino di tessitura fine, anche se, ci pare di scorgere, non privo di qualche tono amarognolo.

Castello del Terriccio 2000 – Castello del Terriccio
cabernet sauvignon, syrah, merlot – 18 mesi in barrique

Lo spettro aromatico, penetrante e persistente, è fortemente caratterizzato da presenza di incenso e sfumature di marzapane ai quali si uniscono progressivamente intense note floreali di viola ma anche di frutta matura. In bocca il contenuto fragrante di fiori e frutta viene espresso più limpidamente in una bella beva saporita. L’allungo, la spinta e la carica tannica finale ci paiono inferiori alle attese.

Lupicaia 2000 – Castello del Terriccio (70€, 30mila)
cabernet sauvignon 90%, merlot – 18 mesi in barrique

Di colore rubino violaceo cupo, presenta un quadro olfattivo (che stenta inizialmente a dispiegarsi in intensità) segnato da profumi di incenso ad affiancare la viola e la frutta nera di buona profondità. Al palato è compatto, composto, elegante e dalla grande espressione di frutto, che accenna solo verso il finale a qualche dolcezza che ne corregge una certa qual "seriosità". Tannino di grande finezza.


Zona della futura DOC Terratico di Bibbona

Aulo Rosso 2001 – Elisabetta
45% sangiovese, 45% canaiolo, cabernet sauvignon – acciaio e rovere

Il colore è rubino non particolarmente carico, e all’olfatto si percepisce una buona carica di frutta rossa (spicca il ribes rosso), con sfumature di mandorla di buona freschezza. Il vino mette in mostra buona struttura e levigatezza al palato, dove si esprime con minori timidezze a livello aromatico e con buona tenuta, ma con morbidezze che arrivano a configurarlo come un po’ seduto.

Brunetti 2001 – Elisabetta
33% sangiovese, cabernet sauvignon, merlot – acciaio e rovere

Non particolarmente intenso e poco decifrabile in un naso dove comunque spicca una netta nota pepata e begli spunti minerali. Lo sentiamo più espressivo e gagliardo in bocca sin dall’attacco, dove sfodera una bella frutta rossa matura e dolce. È un prodotto sicuramente di bella beva, anche se un tantino "scivoloso", senza grande spinta acida né un ritorno tannico a riequilibrare. Finale comunque di buona lunghezza.

Filari Dorfino 2001 – Villa Caprareccia (8€, 7mila)
80% sangiovese, merlot – acciaio e cemento

Il colore è rubino violaceo molto cupo, quasi impenetrabile; sebbene inizialmente ci percepisca qualche sbandamento aromatico, in seguito il quadro si dispiega piuttosto intenso e con bella complessità: ribes, mirtillo e sfumature terrose sono presentate con buona definizione. Al palato è più espressivo, sempre sulle note di frutta molto matura e confetturata, e, se non elegantissimo, ha buon impatto e tenuta, e un tannino diffuso di grande qualità. Lungo nel finale. Prodotto di notevole interesse, tenuto conto del prezzo e del fatto che matura in acciao e cemento.

Mastremilio 2000 – Villa Caprareccia (15€, 20mila)
merlot, cabernet sauvignon - barrique

Il quadro olfattivo ci sembra presentare qualche imprecisione, che si rivela attraverso toni medicinali e di solvente. Al palato il vino è dolce ma anche un po’ scomposto, duro, con un’acidità sopra le righe che spinge anche se mostra bella tenuta aromatica sui toni della frutta rossa.

Le Carraie 2001 – Massimo Ciarcia (4.5€, 3500)
sangiovese, montepulciano d’Abruzzo – 8 mesi in barrique

Di colore rubino violaceo, non è particolarmente intenso e piuttosto semplice in un naso comunque vivo e pervaso da belle sensazioni di fiori e frutta rossa. Molto fresco, non mostra eccessive dolcezze ed ha una bella beva leggera e saporita.

Poggio Regio 2000 – Massimo Ciarcia (8€, 2mila)
sangiovese, merlot – 12 mesi in barrique

Di colore rubino violaceo fitto, affianca ad una frutta rossa di bella intensità ed ampiezza leggeri toni medicinali. È bello e gagliardo in bocca, fruttato, fresco e succoso, scoppiettante e dalle dolcezze non eccessive. Corpo medio per un vino piacevole.

Lagone 2001 – Aia Vecchia
cabernet sauvignon, merlot – 12 mesi in barrique

Di colore violaceo cupo, ha profumi carnosi, profondi ed avvolgenti di frutta nera, di terra e accenni di cacao. Ad un naso imponente segue una bocca all’altezza: sentiamo infatti un vino potente, quasi esplosivo, con una progressione inarrestabile di frutta nera matura che arriva ad un finale dal tannino dolce e fine. Uno dei migliori della categoria.

Penso 2000 – Ferrari Iris (6€, 7mila)
70% sangiovese, 15% merlot, cabernet sauvignon – 14 mesi in barrique

Dal colore violaceo cupo, questo vino si presenta con un naso fine e profondo, molto composto ed affascinante: fiori, sentori balsamici e mentolo. Bocca compatta, di bella trama elegante ed aromaticamente aristocratica, priva di dolcezze stancanti. Bel vino, dal finale saporito.


Zona Elba DOC

Rosso 2002 - Acquabona
sangiovese

Ha colore rubino scarico e un naso piuttosto intenso, molto estroverso, leggero e penetrante nel quale spicca un bel quadro di fiori (viola e rosa) frutta rossa (ribes fresco). È un vino di peso lieve e dalla beva non impegnativa, che cerca di guardare ad una stilistica borgognona, con una evidente spinta acida e buona tenuta aromatica fatta di un fruttato fresco.

Elba Rosso Riserva 2000 – Acquabona
sangiovese – 12 mesi in botte

Appena versato, esprime una forte carica di toni minerali, congiunti a note fumé e di solvente, e il quadro complessivo che ne risulta presenta qualche stonatura. Con l’ossigenazione vira verso una intensa laccatura anche piuttosto dominante, accompagnata comunque da buon contenuto fruttato. L’attacco in bocca è un tantino spigoloso, ma rapidamente il vino riprende un buon assetto di dicreta cremosità con un approccio aromatico prepotente e di buona tenuta, anche se screziato da qualche tono acre.

Voltraio 1999 – Acquabona

cabernet sauvignon 70%, sangiovese – 12 mesi in botte

Il colore è rubino pieno, discretamente fitto. Al naso sfoggia buona eleganza, è penetrante sui toni della viola ed al palato presenta una buona progressione e contenuto di frutta dolce, ha discreta stoffa, è cremoso, a chiude con un tannino dolce in un finale piuttosto lungo. Buon risultato.

Elba Rosso Vigna Thea 2001 – Sapereta
(3500)
sangiovese 90%, syrah – 12 mesi in barrique

Dal colore rubino violaceo cupo, possiede un buon contenuto di frutta nera matura, dolce ed affiancato da sfumature medicinali che intaccano un’eleganza di impianto che è comunque di discreta compostezza. Deludente l’ingresso in bocca: magro, piuttosto spigoloso, anticipa un vino che si mostra duro e che si riprende solo in un ritorno finale dal fruttato maturo anche se con venature amarognole.

Elba Rosso 2000 – La Chiusa (8.5€, 9mila)
sangiovese – botte grande

Il colore è rubino di media intensità ed un pochino spento. Il naso mette in mostra una frutta rossa matura di discreta franchezza e tipicità anche se piuttosto rusticheggiante; in bocca è duro, ispido, con una linea di fondo poco precisa.

Elba Rosso Riserva 1999 – Cecilia (14.3€, 1573)
sangiovese 92%, syrah – 14 mesi in barrique

Di colore rubino-violaceo molto cupo, dopo qualche sbandamento su tonalità surmature che insunuano il sospetto di una certa rusticità d’impianto, passa a una configurazione più composta, elegante e globalmente positiva. Bell’ingresso in bocca, discreta spinta e tenuta aromatica, anche caratteriale. Un tantino asciugante nel finale.

Degustazioni effettuate il 5 aprile 2003
Degustazioni in collaborazione con Luca Bonci
19 maggio 2003

 

   

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