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I titoli


La presentazione ufficiale sabato all’Enoteca regionale. Il 24 a Torino si parlerà di prezzi e rese. Il moscato ritrova l’antico nome di Canelli. Produzione selezionata garantita da un’associazione di 12 vignaioli

CANELLI
A quell’uva aromatica, ha legato nome e fortune: il Moscato è per Canelli storia, cultura e soprattutto economia. A confermare questo forte legame, nasce ora un’associazione di produttori locali che, attraverso un sigillo di garanzia, rilancia la denominazione ottocentesca «Moscato di Canelli» (poi sostituita da quella «legale» di Moscato d’Asti).
La presentazione del progetto sabato, alle 10,30, all’Enoteca regionale, nell’ambito del «capitolo annuale» del «Magnifico Senato dell’Astesana», formato da personalità del mondo culturale, artistico ed economico, che si occupa di rilancio del territorio («governatore» è l’industriale Lorenzo Vallarino Gancia).
I produttori canellesi coinvolti nell’iniziativa «Moscato di Canelli» sono 12: oltre alla Cantina sociale, hanno aderito «Amerio Rocco»; «L’Armangia»; «Bera Vittorio & figli»; «Bocchino Giuseppe»; «Cascina Barisel»; «Coppo»; «Ghione Luigi»; «La casa in collina»; «Mazzolo Franco»; «Scagliola Giacomo» e «Villa Giada». Scopo dell’associazione, selezionare il Moscato d’Asti dell’area canellese, attraverso un «patto» tra produttori, «e precise indicazioni di resa per ettaro, non più di 60 quintali, e gradazione dei grappoli, non meno di 12°, che i produttori associati si impegnano a rispettare» spiega Flavio Scagliola, consigliere comunale con delega all’Agricoltura, produttorre vinicolo e promotore, col sindaco Bielli, del progetto. Lo statuto dell’associazione è stato affidato all’avvocato Fausto Fogliati, «e non è escluso che dopo cinque anni di produzione selezionata si richieda una doc Moscato di Canelli» dice il legale.
Sabato, dopo la presentazione del progetto, la degustazione di Moscato d’Asti docg 2000 dei produttori canellesi (quello col sigillo ci sarà dal 2002) guidata da Gigi Brozzoni, curatore della guida «I vini di Veronelli».
Intanto c’è attesa per la riunione della commissione paritetica sul Moscato, il 24 maggio, a Torino. Industriali e parte agricola (Assomoscato) si confronteranno su rese e prezzi delle uve in vista della vendemmia di settembre.


(La Stampa, 16/5/2001)

Corvo, l'Illva investe 30 miliardi

L'obiettivo è mettere in piedi in Sicilia un polo del vino di qualità, e per realizzarlo sono previsti investimenti per una trentina di miliardi. Intende fare sul serio, l'Illva di Saronno, nuovo proprietario della Vini Corvo. Ieri i dirigenti hanno incontrato il commissario regionale degli enti economici, Alba Alessi, e l'assessore all'Industria, Nanni Ricevuto, in vista del passaggio di consegne. L'Illva - 300 miliardi di fatturato nel 2000 - venerdì scorso si è aggiudicata la casa vinicola al prezzo di 141 miliardi e 550 milioni. «Un investimento importante - ammette il direttore generale, Gianfranco Caci, gelese di nascita, affiancato dall'amministratore delegato Augusto Reina - ma sappiamo che l'azienda ha grandi potenzialità. E poi i concorrenti viaggiavano tutti attorno a quella cifra». La florida azienda lombarda annuncia investimenti in tecnologie, marketing, nuovi prodotti. Punta ai mercati esteri, specie quello americano, e a una sinergia di gruppo con il marchio Florio, leader tra i marsala di qualità, acquisito dalla Cinzano. Riserbo sul piano industriale della Corvo, ma qualche cifra trapela: la società prevede una spesa di venti miliardi nel quinquennio per il marketing e un'altra decina in investimenti tecnici.


(La Repubblica - Palermo, 17/5/2001)

Il vino esprime anche e soprattutto la cultura del territorio...

"Il vino esprime anche e soprattutto la cultura del territorio che lo produce. I giovani di oggi cominciano a riconoscerlo, e si avvicinano al vino non per bere ma per apprezzare un prodotto tipico che ha questo valore aggiunto". Con queste parole l'enologo di livello internazionale Giacomo Tachis (nella foto), parlando di Chianti ed altri vini di grande pregio, è intervenuto mercoledì sera al convegno "Alla ricerca dell'alimentazione mediterranea" organizzato dalla Facoltà di Agraria dell'Università di Pisa. Aveva in platea davanti a sé, per l'occasione, decine e decine di studenti della facoltà.
Al medesimo convegno è intervenuto l'avvocato Giuseppe Nerio Carugno, Capo di Gabinetto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali: "Dopo aver privilegiato l'igiene - ha affermato Carugno - ora la legge tende a tutelare la qualità e il valore culturale di ogni specialità gastronomica. L'alimento di qualità esprime una filosofia di vita. Rincorrendo la qualità dei prodotti tipici, non si può allo stesso tempo pretendere la congruenza assoluta con la norma dell'igiene". Stoccata niente male alla Comunità Europa che stava per mettere all'angolo lardo di Colonnata e altri prodotti tradizionali.
Andrea Ciappi

(La Nazione, 18/5/2001)

Da Internet ai nuovi mercati: il Comune vara un progetto per il settore vitivinicolo. «Planetwine» per affrontare il futuro. Un programma strategico a livello internazionale

ACQUI TERME
Nell’ambito della valorizzazione delle risorse locali, il Comune darà vita nei prossimi mesi al progetto «Il pianeta del vino». E’ un’iniziativa, unica nel suo genere, rivolta a tutti i soggetti sia pubblici sia privati che operano nel settore.
«Il progetto riguarda il prodotto vino nella sua più ampia accezione, facendosi carico di un programma complessivo che riguarda non solo la promozione ma lo studio e la definizione di strategie globali di programmazione e rilancio di tutte le attività legate all’enologia, iniziando dalle vigne. Il programma che sarà promosso sul mercato internazionale con la sigla Planetwine e coinvolgerà enti istituzionali, di ricerca, sperimentazione e promozione, scuole specifiche, operatori di settore, in una rinnovata logica di strategica di organizzazione, trasferimento di esperienze e comunicazione», spiega il sindaco Bernardino Bosio.
Nel mondo della vite e del vino l’innovazione nelle strategie produttive e commerciali realizzerà una rivoluzione. «Sconvolgerà un settore molto tradizionalista e purtroppo composto da realtà imprenditoriali troppo frammentate, il nostro traguardo e culturale e non commerciale, il mercato non può che seguire la conoscenza, la condivisione della cultura e della storia dei nostri vini» è il commento dell’enologo Luigi Bertini ideatore del primo corso multimediale di formazione enologica.
«Sarà creato un portale dove troveranno spazio i molti siti pubblici e privati che hanno come obiettivo il mondo vitivinicolo. I siti www.acquievino.it, www.planetwine.it, www.pianetavino.it saranno i primi che nei prossimi mesi popoleranno il mondo di Internet e in cui ci auguriamo nel tempo di recepire tutte le istanze e le aspettative del nostro mondo vitivinicolo», prosegue Bosio.
In collaborazione con Bertini e alcuni master wine di tutto il mondo vinicolo sarà presentato un studio per la creazione di Cd-rom e di Dvd dedicati al vino, alle tecniche di assaggio, alla formazione.


(La Stampa, 18/5/2001)


Torna la Settimana dei vini a Siena


Torna la Settimana dei vini, vetrina classica della vitivinicoltura italiana. La trentacinquesima edizione si aprirà il prossimo 25 maggio e farà di Siena la capitale morale del vino per sette giorni. Sarà anche quest'anno uno dei principali appuntamenti nazionali di settore, nel quale si incontreranno tutti gli operatori e i consumatori, che sono sempre di più e sempre più preparati. I locali della Fortezza Medicea saranno il centro della Settimana, con convegni, dibattiti, eventi e degustazioni libere. Ma anche fuori Siena si snoderanno programmi interessanti che metteranno in evidenza le novità del mondo enologico italiano, con conclusione d'onore a Roma, a palazzo Rospigliosi, nella sede operativa capitolina dell'Enoteca, dove dal 19 al 22 giugno si susseguiranno una serie di degustazioni e appuntamenti dedicati ai vini per l'estate romana.
Una Settimana dei vini, quindi, per tutti i gusti, ma sempre orientata alla diffusione della cultura del vino. Accanto alle occasioni di incontro, degustazioni e conviviali che siano, ci saranno i convegni che tratteranno l'attualità. Al centro tra questi c'è senza dubbio la quattordicesima Giornata internazionale vitivinicola, per questa occasione decicata a "Tipicità, trasparenza, tracciabilità: la nuova frontiera della naturalità e della qualità del vino". Sarà sabato 26 maggio. L'Enoteca inoltre, attenta alle evoluzioni dei costume e in linea con le politiche orientate alla sicurezza alimentare, guarderà con attenzione alla crescita del settore biologico anche nelle produzioni vitivinicole. Non a caso inizia la collaborazione con il mensile "Cucina Naturale", molto vicino a Legambiente che sostiene l'iniziativa. Il viaggio tra i vitivinicoltori biologici avverrà grazie ad accordi con le Enoteche pubbliche regionali e provinciali, che stanno sorgendo un po' in tutte le regioni italiane. Al termine di varie tappe si concluderà a Roma, il 17 giugno in via Margotta, una delle strade più eleganti della capitale. All'insegna del "nonsolovino" sarà la rete di percorsi enogastronomici virtuale e reali in varie città d'Italia e, in particolare con Prato, dove si terrà "Di vini profumi", rassegna improntata alla valorizzazione di una tradizione enologica millenaria di un piccolo e prestigioso territorio. L'appuntamento è fissato per lunedì 28 maggio con l'anteprima del Carmignano, uno dei grandi vini rossi della nostra regione. Altri appuntamenti con Capalbio (4-6 giugno), dove si svolgeranno incontri, degustazioni e visite in azienda per valorizzare i vini maremmani, in testa ai quali le due recenti doc "Ansonica Costa dell'Argentario" e "Capalbio". All'Isola del Giglio, invece, si terranno iniziative sui vini isolani, una riscoperta degli ultimi anni. Tra gli altri dibattiti della Settimana senese, il convegno sui distretti turistici, organizzato in collaborazione con il Censis, sabato 26 maggio, e la tavola rotonda sulle nuove professioni per la valorizzazione del territorio, martedì 29 maggio. Ogni sera, per non perdere la dimensione ludica e di incontro, sarà in scena la pizza, con degustazioni tra le varietà di pizza e i vini più adatti. Un modo per avvicinare i giovani al vino saranno i mini corsi di degustazione e di abbinamento tra vini e cibo, approfondimenti tematici sui vini biologici e sui vini delle isole. Particolari spazi saranno riservati alle etichette dell'Abruzzo, di Capalbio, di Prato e del Trentino.

di Roberto Rossi


(La Nazione, 18/5/2001)

Allarme Falerio e Rosso Piceno

Erano azzeccate le previsioni della Terre Cortesi Moncaro sulle conseguenze negative della riduzione dei vigneti iscritti alle Doc Rosso Piceno e Falerio, dovuta alla modifica della loro base ampelografica decisa nel '97. Quest'anno si produrrà meno vino di qualità, con grave danno per i produttori e l'immagine del vino marchigiano. In tre province, ricorda la Terre Cortesi, sono stati cancellati 2.102 ettari su 2.591 della Doc Rosso Piceno (1.387 ettari sui 1.851 iscritti ad Ascoli Piceno, 152 ha su 162 a Macerata, 563 su 578 ad Ancona). Il potenziale produttivo del Falerio poi è diventato "praticamente insignificante".
A luglio la Terre Cortesi Moncaro aveva lanciato una proposta per scongiurare la crisi di un settore importante della vitivinicoltura regionale, e il declassamento a vino da tavola di una produzione qualificata già molto limitata. Non se ne è fatto nulla, denuncia la società, e ora rischia di essere tardi. La Terre Cortesi Moncaro ricorda con rammarico di aver investito della cantina di Acquaviva oltre tre miliardi solo nel 2000, e di aver puntato sullo sviluppo commerciale della produzione vinicola, in particolare quella del Rosso Piceno, "ottenendo importanti risultati di vendita e contribuendo in maniera significativa a promuovere nel mondo l'immagine della sua zona di origine, e a sostenere il reddito dei produttori agricoli associati".
A non pių di quattro mesi dalla vendemmia del 2001, è indispensabile, conclude l'azienda, "una forte iniziativa della Regione Marche, che consenta di reiscrivere i vigneti attualmente cancellati dagli albi e far sė che si possa continuare a produrre almeno le stesse quantità precedenti di Rosso Piceno e Falerio".

(Il Messaggero, 19/5/2001)


Ieri nel tribunale di Alba la prima udienza del «caso Altare». Sui tappi i tedeschi attaccano.

Luca Ferrua Giuseppina Fiori
ALBA
E’ cominciata ieri la vicenda giudiziaria che dovrà stabilire che cosa ha danneggiato così gravemente il barolo ‘97 di Elio Altare da costringere il produttore di La Morra a ritirarlo dal mercato. Ieri il barolista è entrato per la prima volta in un’aula di tribunale, fuori dal palazzo di Giustizia ad attenderlo tanti produttori, solidali in una vicenda che avrebbe potuto colpire chiunque. Dopo mesi con tante parole e qualche insinuazione la palla è passata al giudice. L’azienda tedesca che ha prodotto i sugheri è comparsa ufficialmente nella vicenda, il nome resta «top secret», ma ieri ad Alba era rappresentata da un legale. Il magistrato langarolo ha respinto le eccezioni che avrebbero potuto mettere in discussione la legittimità della sede di Alba, portando la causa in Germania.
Il giudice Fabrizio Pasi ha poi nominato il perito, si tratta di Mario Ubigli di Asti, i prossimi passi spetteranno a lui. Una decisione matura esaminando il ricorso per «accertamento tecnico preventivo», una richiesta della parte lesa di fotografare la situazione, la fase preliminare di una eventuale causa civile che non è ancora stata avviata.
L’avvocato Alessandro Strauss, difensore della società tedesca produttrice dei tappi e sott’accusa per il problema del barolo di Altare sembra aver scelto la linea morbida. «E’ anche interesse della società produttrice ottenere chiarezza, anche per evitare un contenzioso che danneggerebbe entrambe le parti. Il perito farà una fotografia della situazione, quando i fatti saranno accertati trarremo le conseguenze. E’ volontà della società produttrice e dell’assicurazione che Elio Altare possa riprendere la sua produzione al più presto possibile».
Gli avvocati Fabio Garaventa, Alessandro Paganelli insistono sulla scelta coraggiosa del produttore di La Morra: «Altare ha dimostrato fin dall’inizio la massima trasparenza, non mettendo sul mercato un’intera annata. Ora il perito, che avrà libero accesso all’azienda, potrà verificare tutto il processo produttivo e anche provare che non c’è nessuna responsabilità nella cantina di Altare essendo, secondo noi, il danno riferibile soltanto ai tappi utilizzati».
Anche l’avvocato Gianni Vercellotti di Cuneo, appassionato cultore dell’enologia e candidato alla presidenza della banca del barolo di Pollenzo ieri era al fianco di Elio Altare: «E’ stata respinta la prima eccezione, quella che avrebbe potuto togliere la causa al tribunale di Alba. Ho riscontrato un atteggiamento aperto della controparte. Hanno capito che importanza ha questa causa per il Piemonte».
A sostenere la battaglia dell’uomo di La Morra ieri mattina davanti al tribunale c’era una trentina di produttori tra loro un’altra vittima del sughero, Carlo Sacchetto di Magliano Alfieri. «Anch’io ho acquistato tappi dalla stessa ditta: ho inviato una lettera raccomandata per segnalare di aver trovato bottiglie che ‘’sanno di tappo’’. Sono in attesa della risposta per decidere sul da farsi».

(La Stampa, 19/5/2001)




 

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