Le occasioni
còlte

Etna Rosso Rubio 2000 - Passopomo

Soave Albare 2001 - Azienda Agricola Portinari

Schioppettino 2001 - Paolo Rodaro

Quando le novità ti vengono incontro: l'Ardito di Riccardo Baracchi

Calamita 1999 - Poggio a Poppiano

Montepulciano d’Abruzzo Vigneti del Morello 1998 - Italo Pietrantonj

Vernaccia della Valle del Tirso Karmis - Contini
L' Azienda Agricola Caprarizzo di Punta Licosa e i suoi "vin de garage"

Alcamo Bianco DOC Principe di Corleone - Aziende Agricole Pollara

Lugana S.Onorata

Due o tre cose che so di lui. Buranco Sciacchetrà

Vin de La Sabla 2000 - Costantino Charrère

Ode alla vernaccia nera

Jerez a confronto

Vallée d'Aoste Torrette DOC Vigne Les Toules 2000 - Les Crêtes

Angimbè 2001 IGT Sicilia - Cusumano
Vallée d'Aoste DOC Chambave Muscat 2000 - La Crotta de Vegneron

A. A. Kerner 2000 - Manfred Nossing

Soave Classico Superiore DOC Vigna Ronchetto 2000 - A. A. Umberto Portinari
Morellino di Scansano 2000 - Mantellassi

Malvasia dolce Le Rane 2000 - Luretta

Trentino DOC Marzemino 2000 - Letrari

Antas 1999 - Vigneti Mauritania

Ode al greco maceratino

Barbaresco 1997 - Punset

No Turriga? No party!

Gavi 2000 - Montobbio

Però, 'sti Montepulciano...

Sauvignon Blanc 1998 di Mount Nelson
Esprit de finesse...

Montagny Premier Cru

 
Vernaccia della Valle del Tirso Karmis 2001 - Contini
In collaborazione con wineshop.it

Sulla contro etichetta leggiamo che si tratta del vino più rappresentativo per l'azienda, ottenuto da una delle zone pregiate della Valle del Tirso, dalla quale deriva il nome: Karmis. Rese assai basse, 30-40 quintali per ettaro, e accurata selezione delle uve per un vino che al momento dell'assaggio ci dà l'impressione di essere in magmatica evoluzione.

Il colore è paglierino con riflessi dorato-verdognoli e gli aromi sono di fieno, tisane e salmastro, ma ancora chiusi, da scavare. L'assaggio poi si rivela denso di presupposti e assai problematico. Sentiamo l'anice e toni vanigliati a inizio bocca, ma poi sembra quasi che il liquido cambi natura: l'iniziale dolcezza si perde e ci ritroviamo con un vino sapido, anzi salato, e amaro, di struttura decisa ma segnatamente sovralcolico e poco equilibrato.

Abbiamo poi ritappato e riposto in frigo la bottiglia; dopo qualche giorno il vino presentava sempre caratteristiche simili, ma in un quadro complessivo assai migliore.

Il nostro consiglio al produttore è di allungare l'affinamento in bottiglia: per il vino più rappresentativo si può fare. Mentre al consumatore suggeriamo di non avere fretta, di tenere la bottiglia in cantina, oppure di non acquistarne una sola, ché la curiosità di vedere come possa evolversi tale informe potenza può valere la spesa per un paio di esemplari.

12 gennaio 2003

 

   

prima pagina | l'articolo | l'appunto al vino | la parola all'agronomo | in azienda
in dettaglio | rassegna | visioni da sud | la cucina | en passant | mbud
appunti di viaggio | le annate | la guida dei vini | rassegna stampa | sottoscrivi