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Pregiati bianchi dei colli di Conegliano: Bellenda,
dei Cosmo
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Pregiati bianchi dei colli di Conegliano:
Bellenda, dei Cosmo
di Mario Crosta
Le
colline che si distendono al sole tra Conegliano e Vittorio Veneto sono
uno dei posti più belli del nostro Paese, con spettacolari panorami
verso le montagne, verso la pianura ed anche sul mare. Ognuna di esse
è un posto incantevole nel suo microcosmo di paesini, chiesette,
sane campagne, vigneti, ville con parco, ah... se il tempo si potesse
fermare! Siamo su un poggio che domina un ampio anfiteatro di vigneti
ben protetti dal venti forti e che vedono le nebbie dallalto, in
lontananza.
Un
microclima favoloso, siamo quasi sotto le montagne e ci sono le palme
e gli olivi, come in Riviera, una vera oasi, dove lo sguardo si perde
affascinato e dove la presenza delluomo risale a millenni addietro.
Si parla proprio di questo con il dott. Umberto Cosmo, presidente
del Consorzio Colli di Conegliano, che ci accompagna nella passeggiata
tra i vigneti che la sua famiglia coltiva fin dal 700 sulle ridenti
alture che dominano il fiume Monticanello in località Carpesica,
terre dallantico nome di Bellenda, ritrovato nelle mappe e negli
estimi catastali. Sono circa 35 ettari, altitudine che varia dai 150 ai
200 metri sul livello del mare, un arco visivo incredibilmente pittoresco
ed in posizione ottimale, vicino alla barriera dei monti Cesen, Visentin
e Pizzoc, che protegge i vigneti da uragani e bufere e determina un clima
favorevole alla coltivazione della vite, con giornate calde e notti fresche
durante il suo ciclo vegetativo.
Linclinazione
di questi suoli è ideale, favorisce il miglior drenaggio e determina
un impatto più concentrato dei raggi di sole con le piante, favorendone
la funzione vegetativa e la maturazione dei frutti. La loro composizione
è di medio impasto (argilla, ciottoli, sabbia) a scheletro prevalente
(cioè ci sono molti sassi), terreno piuttosto magro, povero di
acqua e di sostanze nutritive. Anche lesposizione dei vigneti è
importante, infatti si stanno gradatamente reimpiantando le vigne più
vecchie, di circa 30 anni, con vigne disegnate per un orientamento perfetto
a mezzogiorno e distanze tra i filari ridotte di circa un terzo, secondo
un piano ideato nel 1975 dal padre Sergio dopo un accurato studio delle
caratteristiche pedologiche e microclimatiche dei diversi poderi.
Bellenda è nata così, unintuizione felice e tanta
passione per un bellissimo lavoro. Anche i paletti di cemento vengono
rimpiazzati da quelli di legno, più belli a vedersi, e si metteranno
le rose a capo dei filari di vite. Il fascino del luogo aumenta lungo
il percorso nel boschetto che sorge sulla pendenza più aspra (cè
anche del bambù) che domina quel fondo valle dove si pensa di fare
un maneggio, proprio sotto il magnifico poggio della vecchia canonica
e degli ulivi ripiantati dal nonno dopo la devastante gelata degli anni
30. Limmedesimarsi in questa natura, il camminare tra le viti
fa "imparare a sopportare lerrore che, in agguato, non concede
tregua", parole del dott. Cosmo, che aggiunge "andiamo camminando
piano e fra noi, famiglia, parliamo, un continuum di idee e di sogni in
confronto".
Entriamo
in cantina esattamente come fa luva, dalla pressa orizzontale che
attende importanti modifiche per le piccole cassette che in meno di due
ore un trattore raccoglie dai vendemmiatori e consegna allenologo,
il fratello Luigi, diplomato allIstituto Enologico
di Conegliano come il suo giovane collaboratore Paolo Stival. Luigi
ha fatto uninteressante esperienza lavorativa nelle cantine californiane,
ciò che gli ha permesso di integrare il suo patrimonio di conoscenze
personali e di rivalutare tradizioni tramandate da generazioni. La sua
affascinante avventura inizia nel 1986, quando la sua idea di cantina
comincia a concretizzarsi attraverso il radicale rinnovamento degli edifici
preesistenti e la ristrutturazione delle case padronali e delle attrezzature.
Due piccole autoclavi in posizione orizzontale sotto una tettoia rimangono
a testimoniare che i lavori sono ancora in corso, manca solo il cartello
"stiamo lavorando per voi", perchè è tutto nellinteresse
del cliente. Grandissima cura alligiene, strutture ed attrezzature
di cantina sempre ben pulite, gran circolazione di aria fresca nei locali,
ma pace in magazzino, dove giacciono i tesori che gestisce Domenico, laltro
fratello, e dove uno zampino di Luigi ancora cè: le cuvée
dei brut metodo classico che in bottiglia continuano a fermentare per
periodi da sei ad otto anni.
Lazienda ha infatti uneccellente produzione di spumanti metodo
charmat (breve, un mese e mezzo, per il prosecco e lungo, da sei a otto
mesi per gli altri) con fermentazione in autoclavi di acciaio inox, ma
anche di spumanti metodo classico con fermentazione nelle bottiglie (tre/quattro
anni sistemate orizzontalmente, una bella scrollata e altri tre/quattro
anni prima di un quindicinale remouage in pupitre e della sboccatura).
Ottimi i suoi bianchi, tra cui un Verdiso ed un favoloso Rourò
Chardonnay, dalla fermentazione in barrique francese, ma anche i rossi
non scherzano, come il Contrada di Concenigo VQPRD Colli di Conegliano
Rosso, un vino prodotto da un uvaggio che è in via di cambiamento,
di cui abbiamo assaggiato quello che è stato fatto nel 1997 con
40% merlot, 40% cabernet sauvignon, 10% marzemino e 10% cabernet franc,
maturato oltre un anno in botti di rovere dopo fermentazione in barrique.
La variazione delle percentuali tra le uve destinate al Colli di Conegliano
rosso ed a quello bianco è suggerita dallandamento dellannata
e permessa dal disciplinare DOC di questa zona, che è del 1993
ed è stato modernamente strutturato per consentire sia la migliore
espressione annuale possibile dei vigneti e sia una benvenuta personalizzazione
dei vini che esalti parcella di territorio ed azienda.
Il
Colli di Conegliano Bianco VQPRD Bellenda 2001 è un vino
fine, con caratteristiche di grande pregio, dotato di buona struttura,
con una spiccata personalità ed in grado di mantenersi benissimo
per qualche tempo. Luvaggio classico è costituito da incrocio
Manzoni 6.0.13 (50%), chardonnay (42%) e riesling renano (8%); sono rapporti
che possono cambiare leggermente da un anno allaltro, può
trovarsi anche del sauvignon. Brevissima sosta del mosto a contatto con
le bucce e spremitura soffice, fermentazione a temperatura controllata
in acciaio inox, rimane in contatto con i suoi lieviti per un periodo
adeguato. È di un bel giallo paglierino carico brillante, ha un
profumo affascinante, intenso, gradevole, persistente, caratteristico.
Si avvertono albicocca, ananas, miele, glicine, rosa e salvia. Sapore
secco, molto armonico, equilibrato, fine, vellutato, di ottimo corpo e
dal finale pulito e persistente. Uno dei migliori vini bianchi da tutto
pasto, adatto ad antipasti, primi piatti, pesce, carni bianche e formaggi
poco stagionati, prosciutto e melone, a temperature intorno a 12°C,
quindi non troppo fredde, per apprezzarne interamente il bouquet, veramente
eccezionale, di gran classe.
Con un bianco di questa levatura Conegliano emerge certamente nel mondo
dei vini di altissima qualità e di prestigio. Bellenda profonde
tutte le sue energie proprio in questa direzione, ed i risultati, con
questo eccellente bianco, le danno ragione. Del resto, esporta l80%
dei suoi vini verso i mercati piu qualificati ed esigenti e non
si raggiunge questo successo solo con la pubblicità o grazie ai
riconoscimenti di parte della stampa. Il segreto sta nel lavoro in vigneto,
senza dubbio, ma alla sua base cè quellincrocio 6.0.13
del Manzoni (riesling renano x pinot bianco), un vitigno che è
proprio molto diffuso e di gran rilievo in questa zona perchè sa
esaltare le qualità di tutte le altre uve con cui concorre a fare
il vino. Diciamo che è un incrocio studiato e molto indovinato
dal prof. Manzoni, per anni preside dellIstituto Enologico di Conegliano,
a differenza di quello rosso, lincrocio 2.15, anchesso molto
diffuso, ma che invece fu il frutto di un errore di un operaio dellIstituto.
Alla fine degli anni 20 si voleva produrre un incrocio bianco da
prosecco e sauvignon, ma l'operaio incaricato lesse sulla targhetta c.
sauvignon (evidentemente cabernet sauvignon) e incrociò proprio
questultimo con il prosecco; ci si accorse dellerrore soltanto
quando le uve, che dovevano essere bianche, maturarono e divennero rosse...
Bellenda - Azienda Agricola Cosmo
Via Giardino 90, Vittorio Veneto (TV)
Tel. 0438/920025
Fax 0438/920015
www.bellenda.it
18 Luglio 2003
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