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I fratelli Lunelli sbarcano in Toscana: ecco Podernovo
di Luca Bonci e Riccardo Farchioni

Il nome dei fratelli Lunelli, da anni protagonista del vino di qualità italiano grazie alla gloriosa azienda di spumanti Ferrari e ai più che validi vini trentini, si sta per legare ad un altro traguardo: la produzione di rossi toscani. E lo "sbarco" in Toscana avviene nel pisano, un’area un tempo relegata alla produzione di un Chianti "marginale", ma da parte nostra già da qualche anno descritta come in ebollizione e valorizzata finalmente anche dalla critica enologica che le ha assegnato i massimi riconoscimenti, al punto che su queste colline piccole e un po’ scoscese stanno investendo alcune fra le più grosse realtà del vino italiano.

Per conoscere più a fondo le motivazioni di questa scelta geografica dobbiamo fare un passo indietro nel tempo ed introdurre un altro nome, quello di un enologo. Un giorno, tanti anni fa, un produttore trentino che voleva rilanciare una sua azienda nella zona di Montescudaio (piccolo borgo in provincia di Pisa) si presentò all’Istituto Enologico di San Michele all’Adige e chiese chi si fosse diplomato con il voto più alto. Mauro Lunelli, gli fu risposto; ma Mauro Lunelli era naturalmente “prenotato” dalla sua attività familiare. Il secondo si chiamava Corrado Dalpiaz, che guardò sulla cartina, cercò dove si trovava Montescudaio, fece la valigia e partì. “Tornerà per la raccolta delle mele”, pensò la madre salutandolo. Corrado Dalpiaz, tanti anni dopo, abita ancora a Montescudaio. Il suo nome è stato a lungo legato ai vini di Badia di Morrona, azienda di punta del territorio pisano, ed ora la sua vita si è incrociata di nuovo con quella del suo vecchio amico e compagno di studi enologici Mauro Lunelli. E grazie a questo reincontro la provincia di Pisa, a pochi passi da Terricciola, ha acquisito nel suo territorio un nuovo importante progetto.

Ma torniamo al presente qui, tra scassi e barbatelle, tra pali in legno pronti ad essere piantati e cantine ancora da costruire, e ascoltiamo come è nata l'avventura toscana dei quattro fratelli trentini. "Puntando a fare dei grandi rossi, - dice Dalpiaz - la Toscana è stata una scelta naturale, affiancata con la stessa scansione nei tempi dall'Umbria del Sagrantino. A questo punto si trattava di decidere se acquistare una azienda già attiva o partire ex novo, e l'ispirazione è venuta ricordando come iniziò proprio Ferrari con il suo spumante. Si è voluto quindi partire da zero per far esprimere in tutto e per tutto uno stile ed una filosofia del tutto proprii.”

Vediamo dunque di riassumere le fasi dell'operazione-Podernovo: dopo l’acquisto, avvenuto nel 2000, è stata affidata ad un centro di studi fiorentino una capillare indagine di microzonazione che si è svolta durante tutto il 2001. Sono state analizzate la composizione dei terreni e la loro esposizione con risultati più che soddisfacenti: su 60 ettari almeno 40 sono risultati vocati per la viticoltura ed è stata registrata una media di oltre 3000 ore di luce annue.

Il programma di impianti è triennale: 13 ettari sono stati piantati nel 2002, e già si vede la fila di barbatelle che tubi bianchi proteggono dai rigori invernali. Altri 13 ettari sono stati impiantati nel Febbraio 2003 e i restanti lo saranno l'anno prossimo, fino ad arrivare ai 40 previsti. L’ultimo ettaro, il meno vocato, sarà riservato al trebbiano da cui trarre un vin santo. Non mancheranno un paio di ettari dedicati ad vigneti sperimentali, ed alla fine il 70% delle vigne (in genere i terreni migliori) sarà riservato al sangiovese i cui cloni sono in parte della tipologia Montalcino ed in parte ottenuti da selezioni effettuate in alcune vecchie vigne già presenti nel territorio. Il restante 30% della superficie sarà occupato da merlot, cabernet sauvignon, syrah. Il sesto d’impianto scelto è fitto ma non eccessivo, un classico 200x80, per una densità di 6000 ceppi per ettaro.

L’intenzione è quella di fare due rossi "top", un sangiovese in purezza o quasi (non è escluso un po’ di colorino) ed un uvaggio fra sangiovese e vitigni internazionali. Insomma, le migliori espressioni che questo territorio sembra offrire e che belle soddisfazioni hanno dato a Dalpiaz nella sua vita professionale spesa in questa zona. La cantina, ancora tutta da costruire, potrà ospitare fino a 1000 barrique (“anche se pensiamo di usare pure legni più grandi”); due nuovi edifici nasceranno nello stile del vecchio palazzo, per gli uffici e il ricevimento dei clienti. La bella villa al centro della vecchia proprietà sarà adibita a foresteria.

Eccoci dunque al termine della visita ad un azienda dove il vino non c’è ancora, ma ci sarà. E torneremo. Torneremo perché Corrado Dalpiaz ci ha affascinato, costruendo a parole, davanti a i nostri occhi, quella che diventerà sicuramente una tra le aziende più importanti di questa zona e non solo.

Tenuta Podernovo
Via XX Settembre 46 - Terricciola (Pi)
tel./fax 0587655173

Visita effettuata il 29 gennaio 2003
Nella prima foto, a destra, Corrado Dalpiaz

5 giugno 2003

 

   

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