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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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| L'appunto al vino di Fernando Pardini Il vino: Rosso di Toscana IGT Massaretta 2003 - Cima Sotto-zona/cru: Colline del Candia Massese (MS) Data assaggi: Agosto 2005 Il commento:
Nelle enoteche d'Italia c'è un vino orgoglioso- autentica autoctonia- a 20 euro o giù di lì. Imperdibile. La chiosa:Da quanto tempo attendevo questo momento! Sì, di tornare a parlare
dei vini di Aurelio e Giovanni Cima. Lo avevo già fatto (tarapars?)
tre anni orsono, allorquando prendeva corpo in quella cantina una visione
tutta nuova, fatta di vini bianchi e rossi impensabili fino ad allora
per le terre pendenti del Candia massese: ecco quindi spuntare forza,
struttura, concentrazione, fruttuosità, calore, quali legittime
conseguenze di gesti diversi in vigna e in cantina, assolutamente estranei
alla tradizione contadina dei luoghi. Ebbene qualcosa da allora è
ulteriormente cambiato. Si è mosso, si è evoluto. Come
dire, dall'età dell'innocenza alla consapevolezza della gioventù
avveduta. Sì, quei vini, a partir dall'annata ultima in commercio
( 2003 per i rossi e 2004 per i bianchi) pare abbiano acquisito il dono
della "trasparenza", fino a librarsi, e rispondere così
a più chiare esigenze di purezza e caratterizzazione, per consentire
-finalmente- letture prima non concesse, offuscate dalla evidente, massiccia
presenza scenica, da quella voglia di apparire e da quella natura estrattiva
che a volte restava orfana di sfumature e sottintesi, tanto care ai
grandi vini. Intuisco da questo bicchiere, e dagli altri assaggiati
a conforto, una ricerca ed una sensibilità tutte nuove, tese
a modulare con maggiore decisione le caratteristiche aromatiche e gustative
offerte dai vari vitigni e dai vari terroir. Nel bicchiere di oggi ci
sta l'eclatanza della supposizione, laddove vi intuisco brillare e dispiegarsi
l'intrigante, delicata, maliziosa sensualità dell'uva massaretta
dei ricordi miei, a disegnare i confini di un vino distintivo e individuo,
da sorseggiare con trasporto e malcelato godimento, con il sorriso dentro
e fuori. E' un sospiro ripulito, quel vino, nitido e sentimentale, la
cui suggestione - ancor'oggi che la scrivo - beatamente mi inquieta. |
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