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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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L'appunto al vino di Fernando Pardini Il vino: Brunello di Montalcino DOCG Fossacolle 2001 - Fossacolle Sotto-zona/cru: Fossacolle - Montalcino (SI) Data assaggi: agosto 2006 Il commento:
Qui la bocca è forte, concentrata, energica e potente. Nello sviluppo rilascia umori di cacao, erbe selvatiche e mandorla amara. Qui il frutto si fa irruente, che già travalica l'influsso del rovere nuovo, pur presente. Ma sta nella solida impalcatura tannica e nella dirompente forza motrice il messaggio che questo vino riserva al futuro: sarà un futuro ad alta dignità, vissuto da primattore. Eppoi le sento di già, in quel finale lungo lungo, fresco e mentolato, le avvisaglie certe di una razza pura. Un Brunello con gli attributi, in cui modernità non significa affatto perdita di carattere, lo troverete a 32 euro o giù di lì nelle enoteche d'Italia avide di vini autentici. La chiosa: Il terroir di Fossacolle, alle porte del borgo di Tavernelle, è
un terroir generoso e forte, dove le uve maturano con prepotenza e relativa
facilità, al punto che Sergio Marchetti ( uomo-vigna) e Adriano
Bambagioni( uomo-cantina) non disdegnano di optare per rese "umane"
al fine di non concentrare oltremodo una sostanza naturalmente ricca
e alcolica.Nelle annate più equilibrate, il Brunello di Fossacolle
nasce ( e cresce) con il dono della potenza non disgiunto da intriganti
contrappunti e seduzioni aromatiche, quali la proverbiale sua mineralità,
a disegnare silhouettes viscerali e profonde dalle quali il carattere
che ne emerge non cede un grammo a certe tecnologie di cantina( leggi
barrique), pure utilizzate. E mentre, oltre al nuovo Brunello, un invito
sincero è quello di andare a ricercare i Brunello delle annate
precedenti quali 1999 e 2000, tanto per capire le ragioni di un privilegio,
a me, di fronte al bicchiere di oggi, tornano alla mente la tenera timidezza
di Sergio Marchetti - autentico vigneron difficilmente "calabile"
in un ambiente diverso che non sia la sua campagna- e la simpatica verve
di Adriano Bambagioni, che cimenta nel lavoro assiduo e appassionato
di cantina l'affetto che nutre verso il territorio, mai tradito dai
suoi intendimenti enologici. Ed è così che, senza schiamazzi
o compagnie cantanti, questa minuscola realtà contadina di Toscana
è in grado di raccogliere oggi il meritato tributo da tutti coloro
che intendono da un vino poter immaginare una terra. Ecco sì,
un bicchiere di vino quale senso in più ed appagamento. Per capire
quanto, di una terra, sia fondamentale assecondarne i voleri. |
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