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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 

L'appunto al vino di Fernando Pardini

Il vino: Barolo Riserva DOC 1978 - Giacomo Borgogno & Figli

Sotto-zona/cru: vigneti in Barolo (CN) quali Liste e Cannubi

Data assaggi: Agosto 2005

Il commento:

È una luminosità invadente, con la purezza granata d'accompagno, a rubarti gli occhi. Perché nel suo apparire non è contemplato il tempo, che inesorabile invece segnerebbe 27 primavere dalla nascita, se ti attieni ai fatti. Ed è in quella veste tersa, spessa eppure trasparente, che l'ho incontrato io. Da lui ho avuto un naso lirico e sognatore, fatto di sfumature e sospiri, quale commistione superba di umori terragni, cangianti, vibratili. Pervaso di humus e florealità, prugna, lamponi confit e cuoio, mi ha sedotto quasi fosse un vecchio Borgogna in stato di grazia. Più in là, sentori di erbe selvatiche e sottile goudron. Attendo ancora, ed ecco la foglia di tabacco e il minerale. Quel naso è un affresco di mano sicura, ecco cos'é, innervato da energia buona, che emana un fascino talmente indiscreto a cui solo la benevolenza della natura o l'elezione di una terra potrebbe dare senso e spiegazione. E' un naso nel quale perdersi, un'onda montante di manifesta vertigine, costantemente in bilico fra l'incredibilmente complesso e l'immediatamente godibile. Non vorresti tornare più, anche se non te lo spieghi.

Dopo di lui (dentro di lui, dietro di lui...) una bocca di razza, volitiva e compatta, ancor fremente nell'apparato tannico, da non temere il tempo. Integrità, tenerezza, dolcezza. Erotismo tattile. Nel suo lungo finale, asciutto quanto robusto, sento l'aristocrazia e la freschezza di un diffondersi giovanile. Su tutti, una pulizia fuori dal normale, una nitidezza ed una espressività cristalline. Rare. Ne ho concluso che forse l'idea di un privilegio, una volta tanto, aveva preso forma ed era diventata "cosa". Ora e lì.

Ad un prezzo ed una reperibilità che per adesso mi sfuggono, una storica riserva di famiglia ( che mi dicono filtrata, eventualmente rabboccata, poi ritappata con tappo nuovo prima della consegna) vi regala nel bicchiere un pezzo di storia italica di pervasivo stupore, da ché non ha età o confini. Impossibile negarsi all'esperienza.

La chiosa:

Ad un vino così non servirebbero parole. Perché non ne ha bisogno. Le conosce di già e già le comprende. In silenzio osa riproporle. Non resta che ascoltare. Riesco appena a dire della felicità nell'averlo incontrato e nello stesso tempo aver finalmente ritrovato all'altezza della fama i vini nuovi del corso nuovo di casa Borgogno, oggi sotto la guida attenta di Cesare e Giorgio Boschis. Il Barolo Classico e l'Etichetta Nera - millesimo 2000 - tanto per capirci, strappano letteralmente i sogni anche a chi non ne ha.


20 settembre 2005

 
 
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