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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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| L'appunto al vino di Fernando Pardini Il vino: Barolo Riserva DOC 1978 - Giacomo Borgogno & Figli Sotto-zona/cru: vigneti in Barolo (CN) quali Liste e Cannubi Data assaggi: Agosto 2005 Il commento:
Dopo di lui (dentro di lui, dietro di lui...) una bocca di razza, volitiva e compatta, ancor fremente nell'apparato tannico, da non temere il tempo. Integrità, tenerezza, dolcezza. Erotismo tattile. Nel suo lungo finale, asciutto quanto robusto, sento l'aristocrazia e la freschezza di un diffondersi giovanile. Su tutti, una pulizia fuori dal normale, una nitidezza ed una espressività cristalline. Rare. Ne ho concluso che forse l'idea di un privilegio, una volta tanto, aveva preso forma ed era diventata "cosa". Ora e lì. Ad un prezzo ed una reperibilità che per adesso mi sfuggono, una storica riserva di famiglia ( che mi dicono filtrata, eventualmente rabboccata, poi ritappata con tappo nuovo prima della consegna) vi regala nel bicchiere un pezzo di storia italica di pervasivo stupore, da ché non ha età o confini. Impossibile negarsi all'esperienza. La chiosa: Ad un vino così non servirebbero parole. Perché non ne
ha bisogno. Le conosce di già e già le comprende. In silenzio
osa riproporle. Non resta che ascoltare. Riesco appena a dire della
felicità nell'averlo incontrato e nello stesso tempo aver finalmente
ritrovato all'altezza della fama i vini nuovi del corso nuovo di casa
Borgogno, oggi sotto la guida attenta di Cesare e Giorgio Boschis. Il
Barolo Classico e l'Etichetta Nera - millesimo 2000 - tanto per capirci,
strappano letteralmente i sogni anche a chi non ne ha. |
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