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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 

L'appunto al vino di Fernando Pardini

Il vino: Barolo DOCG Bricco Cerretta 2001 - Schiavenza

Sotto-zona/cru: Vigneto Cerretta - Serralunga d'Alba (CN)

Data assaggi: giugno 2006

Il commento:

Un rubino saldo quanto sfumato rivela nelle trasparenze d'ordinanza, striate dai riflessi granata, la sua vitale luminosità. Qui c'é un naso tenero, dolce, seducente, solare, in cui terra, frutti rossi macerati, rosa selvatica e liquirizia ne disegnano - netti - i confini. Il quadro si fa paradigmatico, colloquiale, profondo, inevitabile. Beatamente in lui ti perdi, perché sai di essere a casa.

Poi, da quella bocca leggiadra e diffusiva, un soffio di territorio, un candore immacolato, una sontuosa sobrietà, una beva travolgente motivata dall'impeto sapido e da una pulizia di disegno invidiabile. Il suo finale è vestito a festa, liscio, slanciato, felpato. Temperato nel frattempo si fa l'umore alcolico nel bicchiere, gioiosa la voglia di riprovarci.

Ad un prezzo che non so un sorso di territorio, con molto cuore dentro.

La chiosa:

Ci sono casi in cui, senza schiamazzi, si generano meraviglie. Vi sono luoghi in cui la supponenza non vi dimora, e gli effetti speciali non sono altro che i gesti quotidiani campagnoli, o i vini che ne derivano. Da certi luoghi, da certi gesti, da certi vini, la scoperta che non ti aspetti, intima e felice. Nei vini di Schiavenza c'è un di più che ti parla di autenticità, un di più che ti porta a immaginare i percorsi, le attenzioni, la terra che li ha generati. Da questi vini, dai più semplici agli aristocratici, il rispetto e la personalità, una personalità che non lascia mai indifferenti. Nella piccola storia della famiglia Alessandria, nella passione sincera di Luciano Pira, l'ulteriore conferma di un privilegio, che raccoglie dalle terre forti di Serralunga tutti i segni che occorrono per un agire contadino consapevole e misurato, perché l'anima e l'essenza di Langa rifulgano nei vini belli della mia immedesimazione. Broglio, Cerretta, Prapò.....ciascun terroir viene qui raccontato con genuina partecipazione, quale quella che spesso deriva da pratiche poco interventiste, specialmente in cantina. Nel vino parlante di oggi (ma potrei dirvi anche del Prapò 2001), si gioca la scommessa vincente di una piccola realtà capace di sparigliare e meravigliare. In questi incontri di uomini e vini, inattesi quanto improvvisi, dimora tutta la bellezza di una vita vissuta da viandante enofilo, capace - quando meno te lo aspetti - di sussulti tutti nuovi ed altrettante ripartenze. Perché da Schiavenza gli strappi si ricuciono, e la terra di Langa ti fa rivivere l'ossessione bella di qualcosa che non perdi, con il futuro appiccicato addosso.


27 giugno 2006

 
 
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