L'appunto al vino di Fernando Pardini
Il vino: Alsace
Gewurztraminer Selection des Grains Nobles 1989
- Jean Michel Welty
Sotto-zona/cru: Vigneti
in Orshwihr nella Vallée Noble - Haut Rhin - Alsazia
Data assaggi: Dicembre
2005
Il commento:
Il primo messaggio è ambra chiaro. Potrebbe parlare di purezza
e tonicità, a ben vedere. D'altronde scorgo luce e vita in quel
bicchiere. Difatti, ad acclarare l'asserto, ecco un naso che non dimentichi,
di quelli che conoscono bene i segreti che attengono alla naturalezza
e al garbo espositivo: dinamico e cangiante, è lento nel dischiudersi
quanto nell'abbandonarti, ed esprime le sue prime certezze su richiami
d'albicocca e fiori secchi, per restituire più tardi (basta saper
aspettare) nei contrappunti di mandorla e pietra calda, nelle emergenze
dei piccoli frutti rossi, nelle suggestioni di ruggine e spezie, una
sequenza appagante a cui non puoi sottrarti, giocata su un affascinante
timbro roti di conclamata integrazione ed indefessa finezza,
cesellata da ricami aerei in perdurante chiaroscuro.
Poi, in un attimo, fors'anche due, il lampo ed il bagliore che stanno
alla meraviglia la più pura: armonia, contrasto, portamento,
cremosità e sentimento. Tutti insieme, in quella bocca. Ora.
Una dolcezza subliminale, salmodiante quanto trattenuta, a pervaderla
da cima a fondo, senza smettere mai i panni dell'equilibrio, per regalarti
un sorso di tenera bellezza noncurante del tempo, in grado di cullarti
fin dove la complessità sfuma nell'istinto e tutto si confonde.
L'abbraccio si fa lunghissimo, coinvolgente, suadente e raffinato, di
tatto nobile e mai sguaiato. E' l'abbraccio di chi sa abbracciare.
Non so dirvi di reperibilità. Casomai posso consigliarvi caldamente
un viaggio, alsaziano, per capire meglio le ragioni del privilegio.
La chiosa:
Sono
passati sette anni da quella prima volta. Non uno. Eppure con il bicchiere
di oggi il tempo si è fermato. Sono ancora là, in quella
storica corte campagnola senza fronzoli, nata per essere vissuta e sudata,
non messa in cartolina. Tutt'intorno il paesaggio da fiaba, il bengodi
del viandante enofilo, dove agli incroci vedi soltanto ammaliatrici
segnalazioni di maison vignaiole. Nient'altro. Tutt'intorno la vigna
d'Alsazia e la magia silenziosa della Vallée Noble. Ho ancora
davanti quella donna, quello sguardo, quella dignità: la signora
Welty (madre di Jean Michel) avrà avuto pure 80 anni ma c'era,
come direbbe qualcuno, "il brillare naturale dei suoi occhi"
a far la differenza. Misurato l'orgoglio, istintiva la complicità
con la terra. Quella donna era marcata nel profondo dal lavoro di campagna
ed emanava una contadinità contundente quanto incontaminata.
Fu un incontro diverso, che non dimenticherò, come non ho dimenticato
quel vino, che letteralmente mi irradiò e mi introdusse alla
beltà dei mitici Grains Nobles alsaziani. Coccolato a lungo,
lo riassaggio oggi, insieme allo zoccolo duro della complicità
esistenziale. E' stato così che nell'incanto sospeso di un bicchiere
condiviso ho accarezzato una qualche idea di felicità, e convenuto
che forse era venuto il momento di riprendere il viaggio, di cercare
ancora.
25 gennaio 2006