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Sesti. Profumi nascosti che si aprono a mano a mano che il vino ruota nel bicchiere, arrivano fiori e cipria, su toni un po' aggressivamente carbonici. Al gusto il vino non si allarga, e chiude rapidamente su sentori di goudron.
San Giorgio presenta un prodotto dal colore tendente al granato e dai profumi mediamente intensi di ciliegia sottospirito e rosa, con addolcimenti da pasticceria. Al gusto lo troviamo pieno ed elegante, lungo e persistente sebbene su toni fruttati un po' cotti.
Castiglion del Bosco presenta un Brunello dai profumi fini e penetranti, di piccoli frutti rossi (ribes). Al gusto il frutto appare leggermente sovrastato dall'alcol e l'acidità carente, però il vino è lungo e piacevole, chiuso da tannini robusti. Il Brunello di Collemattoni emana profumi floreali e di ciliegia sorretti da un elegante soffio alcolico. Meno convincente al gusto dove percepiamo un'asciugatura del frutto che manca di spessore e lunghezza. La Fortuna offre alla degustazione uno dei migliorio Brunelli 1997, dai bei profumi accesi e maturi di frutti rossi (di bosco e ciliegia) adornati di eleganti cenni vanigliati. Al gusto il vino è rotondo e pulito, non esplosivo ma di grande eleganza, di medio corpo, lungo, e concluso da una bella trama tannica.
Il Brunello di Castelgiocondo ha un naso espressivo e maturo con cenni di bacche e minerali, sanguigni. Al gusto lo trovimao aromaticamente atipico, con un frutto un po' tagliato dal contributo del legno e dai tannini ancora eccessivi. Il Brunello di Villa a Tolli lo troviamo tipicamente toscano, con penetranti profumi floreali e di ciliegia addolcita dalla vaniglia. Vinoso e fine, al gusto si mostra di medio corpo e buona beva, peccato per il finale in cui prevale nettamente l'apporto terziario.
Cipria e floreale sono i profumi principali del brunello di Vasco Sassetti, poi arrivano le erbe aromatiche e le rose appassite. Una bella complessità che viene riproposta al gusto dove però il frutto non è vivissimo. Finale amarognolo e caldo, bello il corpo. Il Brunello di Valdicava emana profumi fruttati non molto a fuoco e appare dolce e discretamente lungo al gusto, di media struttura. Semplice, con cenni di riduzione.
Il brunello dell'Uccelliera è di colore granato carico e profuma di bacche, vaniglia, ciliegia e erbe aromatiche. Al gusto è un po' cotto e sovralcolico, piacevole, corposo, di bella finezza tannica. Un buon prodotto. Altro bel vino è il brunello de La Torre che troviamo di grande ampiezza olfattiva, con un frutto dolce, surmaturo, che ci ricorda la polpa di pomodoro e la bagna di pasticceria. Al gusto il vino è in linea, sempre di buona complessità aromatica, ma forse un po' stucchevole e di corpo solo medio.
Buon brunello anche per La Togata, dal colore intenso e dai profumi laccati, eleganti, profondi, di frutta e minerali, non aperissimi. In bocca il vino è rotondo e pastoso, di grande corpo e buona struttura, con contributi terziari ancora un po' abbondanti, così come i tannini, da smussare.
Il brunello di Pacenti e Ripaccioli
ha un color granato compatto e un naso fine. Elegante la bocca dominata
da aromi di ciliegia matura e arricchita da delicati cenni balsamici.
Bella persistenza e struttura per un vino decisamente sopra la media.
Banfi presenta due brunelli, il
base è segnato da profumi di caffè e cuoio e lo troviamo
poco espressivo, anche al gusto dove ci sembra scarno e corto. Asciuganti
i tannini. Migliore il Poggio alle Mora, che emana profumi di fiori e
lacca abbastanza intensi.
La Fiorita propone un vino dai profumi eleganti di ciliegia sottospirito, di media complessità. Prodotto molto piacevole al gusto, con una bella tenuta e, anzi, crescita, della tensione gustativa. Lungo il finale e notevole l'equilibrio frutto-legno. Un giudizio complessivo più che buono. Giudizio che possiamo ripetere per il brunello de La Lecciaia, per il suo bell'impatto olfattivo, floreale e pulito, austero e profondo. Al gusto questo vino non eccelle in complessità ma è ben rotondo e di media lunghezza. Il corredo aromatico va dalla frutta rossa alle erbe aromatriche ai cenni balsamici. Il tutto su un corpo medio. E visto che non c'è due senza tre, ecco un altro prodotto che, pur nella sua diversità, poniamo allo stesso livello qualitativo. Il brunello de La Gerla è di colore rubino vivo e cupo e offre profumi penetranti, non estroversi ma di bella profondità. Al gusto lo troviamo pieno, non complesso, ma lungo e pulito, di buon corpo e con un tannino ben imbrigliato.
Il Brunello di Palagetto si distingue
per una strana nota oleosa in un olfatto di buona profondità in
cui riconosciamo frutti di bosco (mora) e cipria. Non corposissimo ma
lungo al gusto, dove percepiamo sapidi spunti di carne cruda e un contributo
tannico leggermente aggressivo.
Gianni Brunelli presenta un vino
dai toni minerali un po' aspri. Chiuso aromaticamente e sottotono al gusto.
Non più di corretto. Simile il giudizio sul prodotto di Fuligni. Il Brunello Comunali sprigiona toni eterei e floreali, di cipria e erbe aromatiche. Di medio corpo e buona profondità al gusto, dove però il frutto resta nascosto e chiuso da tannini un po' ruvidi.
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