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Suggestioni di primavera. Di bianco

Le anteprime '99 della Costa degli Etruschi

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Chianti Classico '99
Brunello di Montalcino, parte prima e seconda;
Vino Nobile di Montepulciano

Il banco d'assaggio Heureka

Il Brunello delle donne

Pisa Vini 2001

Toscana Di Vino, prima e seconda parte

La Giornata degli Champagne a Firenze

"Vino è piacere..." : prima e seconda parte

Si fa presto a dir Vin Santo!
Girovagare enoico a Villa Le Corti (prima e seconda parte)

Cronache dal Winecellar Day di Johann Innerhofer:
i vini esteri
e gli italiani

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Sesti. Profumi nascosti che si aprono a mano a mano che il vino ruota nel bicchiere, arrivano fiori e cipria, su toni un po' aggressivamente carbonici. Al gusto il vino non si allarga, e chiude rapidamente su sentori di goudron.

Il Brunello di Castello Romitorio si presenta con un naso dolce di ciliegia con sfumature di bacca selvatica e spunti di erbe aromatiche, il tutto di media intensità così come l'impatto gustativo che non si eleva al di sopra della media. Finale con tannini amari e un po' asciuganti e spunti terziari.

San Giorgio presenta un prodotto dal colore tendente al granato e dai profumi mediamente intensi di ciliegia sottospirito e rosa, con addolcimenti da pasticceria. Al gusto lo troviamo pieno ed elegante, lungo e persistente sebbene su toni fruttati un po' cotti.

Porpora vivo è invece il Brunello di Col d'Orcia i cui profumi ci sembrano un po' fuori fuoco, freschi e vegetali con cenni latticini. Al gusto lo troviamo corretto, non inelegante ma non molto espressivo, retrogusto con rimandi terrosi.

Castiglion del Bosco presenta un Brunello dai profumi fini e penetranti, di piccoli frutti rossi (ribes). Al gusto il frutto appare leggermente sovrastato dall'alcol e l'acidità carente, però il vino è lungo e piacevole, chiuso da tannini robusti.

Il Brunello di Collemattoni emana profumi floreali e di ciliegia sorretti da un elegante soffio alcolico. Meno convincente al gusto dove percepiamo un'asciugatura del frutto che manca di spessore e lunghezza.

La Fortuna offre alla degustazione uno dei migliorio Brunelli 1997, dai bei profumi accesi e maturi di frutti rossi (di bosco e ciliegia) adornati di eleganti cenni vanigliati. Al gusto il vino è rotondo e pulito, non esplosivo ma di grande eleganza, di medio corpo, lungo, e concluso da una bella trama tannica.

L'impatto olfattivo con i brunelli di Salvioni è sempre problematico, sono vini che hanno bisogno di ascolto e sicuramente peculiari. Interessanti gli spunti di erbe aromatiche, animali e terrosi, per un melange complesso ma non pulitissimo. Migliore la nitidezza al gusto, dove il frutto ci ricorda bacche selvatiche ed è di bella sapidità. Tannini allappanti chiudono il tutto.

Il Brunello di Castelgiocondo ha un naso espressivo e maturo con cenni di bacche e minerali, sanguigni. Al gusto lo trovimao aromaticamente atipico, con un frutto un po' tagliato dal contributo del legno e dai tannini ancora eccessivi.

Il Brunello di Villa a Tolli lo troviamo tipicamente toscano, con penetranti profumi floreali e di ciliegia addolcita dalla vaniglia. Vinoso e fine, al gusto si mostra di medio corpo e buona beva, peccato per il finale in cui prevale nettamente l'apporto terziario.

Le Tenute Silvio Nardi presentano un vino dal colore carico e da eleganti profumi mandorlati e di visciola, non apertissimi a dire il vero. In bocca questo brunello è potente e sapido, un po' caldo. Lungo il finale e buona la complessità aromatica mentre manca un po' di larghezza.

Cipria e floreale sono i profumi principali del brunello di Vasco Sassetti, poi arrivano le erbe aromatiche e le rose appassite. Una bella complessità che viene riproposta al gusto dove però il frutto non è vivissimo. Finale amarognolo e caldo, bello il corpo.

Il Brunello di Valdicava emana profumi fruttati non molto a fuoco e appare dolce e discretamente lungo al gusto, di media struttura. Semplice, con cenni di riduzione.

Tiezzi presenta un vino dai profumi robusti, non complessi, laccati. Bella esplosione al gusto dove, pur predominando la componente terziaria, il vino è piacevole. Finale vaniglioso, lungo, caldo. Un brunello sicuramente new generation.

Il brunello dell'Uccelliera è di colore granato carico e profuma di bacche, vaniglia, ciliegia e erbe aromatiche. Al gusto è un po' cotto e sovralcolico, piacevole, corposo, di bella finezza tannica. Un buon prodotto.

Altro bel vino è il brunello de La Torre che troviamo di grande ampiezza olfattiva, con un frutto dolce, surmaturo, che ci ricorda la polpa di pomodoro e la bagna di pasticceria. Al gusto il vino è in linea, sempre di buona complessità aromatica, ma forse un po' stucchevole e di corpo solo medio.

La Rasina produce un brunello dagli aromi intensi e un po' rustici di piccoli frutti rossi e idrocarburi, animali. Al gusto il vino è di bella consistenza, in crescita e chiude con tannini piacevolementi robusti.

Buon brunello anche per La Togata, dal colore intenso e dai profumi laccati, eleganti, profondi, di frutta e minerali, non aperissimi. In bocca il vino è rotondo e pastoso, di grande corpo e buona struttura, con contributi terziari ancora un po' abbondanti, così come i tannini, da smussare.

Di profumi minerali un po' chiusi è il brunello Lisini. All'ossigenazione il vino si apre su toni floreali di buona fattura ed è molto piacevole al gusto, con un frutto ben delineato e addolcito dalla vaniglia. Intensità olfattiva e gustativa non oltre la media.

Il brunello di Pacenti e Ripaccioli ha un color granato compatto e un naso fine. Elegante la bocca dominata da aromi di ciliegia matura e arricchita da delicati cenni balsamici. Bella persistenza e struttura per un vino decisamente sopra la media.

Il Brunello Vigna Spuntali dei Tenimenti Angelini-Val di Suga profuma di rosa e more e di begli spunti terziari di cioccolata e caffé. Aroma, quest'ultimo, che rimane un po' dominante al gusto, senza sciupare però l'impressione di insieme. Il vino si allunga molto bene e chiude con un finale saporito e tannico di bella complessità e grande eleganza. Anche qui siamo di fronte a uno dei migliori campioni assaggiati.

Argiano fa un brunello dal naso semplice, vinoso e minerale, dal frutto medio e vivo e dalla bocca pulita e piacevole, lunga e centrata su toni un po' confetturati di ciliegia.

Banfi presenta due brunelli, il base è segnato da profumi di caffè e cuoio e lo troviamo poco espressivo, anche al gusto dove ci sembra scarno e corto. Asciuganti i tannini. Migliore il Poggio alle Mora, che emana profumi di fiori e lacca abbastanza intensi.

Buono il brunello de La Colombina, di bell'ampiezza il naso, di goudron e segnato da spunti animali. Il frutto è un po' cotto e sottospirito, ma l'effetto al gusto è piacevole. Buona eleganza anche se senza eccedere in complessità.

Anche il brunello de La Fornace si pone a buon livello, per il suo naso intenso e penetrante, sui toni austeri e varietali del sangiovese. Un po' calda la bocca, di media complessità, piacevole, non corposissimo, discretamente lungo.

La Fiorita propone un vino dai profumi eleganti di ciliegia sottospirito, di media complessità. Prodotto molto piacevole al gusto, con una bella tenuta e, anzi, crescita, della tensione gustativa. Lungo il finale e notevole l'equilibrio frutto-legno. Un giudizio complessivo più che buono.

Giudizio che possiamo ripetere per il brunello de La Lecciaia, per il suo bell'impatto olfattivo, floreale e pulito, austero e profondo. Al gusto questo vino non eccelle in complessità ma è ben rotondo e di media lunghezza. Il corredo aromatico va dalla frutta rossa alle erbe aromatriche ai cenni balsamici. Il tutto su un corpo medio.

E visto che non c'è due senza tre, ecco un altro prodotto che, pur nella sua diversità, poniamo allo stesso livello qualitativo. Il brunello de La Gerla è di colore rubino vivo e cupo e offre profumi penetranti, non estroversi ma di bella profondità. Al gusto lo troviamo pieno, non complesso, ma lungo e pulito, di buon corpo e con un tannino ben imbrigliato.

Di toni vivaci e minerali il brunello de La Palazzetta, che al gusto però non ci impressiona più di tanto per una carenza di sapidità e lunghezza che solo parzialmente è bilanciata dalla buona e decisa imrponta tannica.

Il Brunello di Palagetto si distingue per una strana nota oleosa in un olfatto di buona profondità in cui riconosciamo frutti di bosco (mora) e cipria. Non corposissimo ma lungo al gusto, dove percepiamo sapidi spunti di carne cruda e un contributo tannico leggermente aggressivo.

Un vino nuovamente sopra la media ci sembra il Brunello di Palazzo, per il suo naso espressivo e elegante e persiente di ciliegia un po' cotta. In linea al gusto dove il vino si allarga bene su sentori fruttati e dolci di buona finezza. Bella tipicità.

Il Brunello Pian delle Vigne emana profumi profondi ma un po' chiusi di amarena. Al gusto il vino è elegante e con un frutto limpido, ma tutto su intensità non più che medie.

Gianni Brunelli presenta un vino dai toni minerali un po' aspri. Chiuso aromaticamente e sottotono al gusto. Non più di corretto. Simile il giudizio sul prodotto di Fuligni.

Il prodotto di Fornacella è poco concentrato al colore e evanescente al naso. Poco a fuoco al gusto, seppur più espressivo che al naso, e sovralcolico.

Il Brunello Comunali sprigiona toni eterei e floreali, di cipria e erbe aromatiche. Di medio corpo e buona profondità al gusto, dove però il frutto resta nascosto e chiuso da tannini un po' ruvidi.

 

   

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