![]() |
Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
||
|
||||||
|
BianchIrpinia: i
Greco, appunti di degustazione
di Fabio Cimmino
Ecco quindi gli assaggi di Greco di Tufo 2005, tra parentesi è riportata la località dove ha sede l'azienda. Macchialupa (Chianche). Questo produttore è una piccola garanzia per chi cerca vini affidabili, dal giusto rapporto qualità-prezzo. Naso ancora leggermente scomposto, estroverso, con ricordi di pietra focaia. Sconta solo l'imbottigliamento precoce con la solforosa un pò aggressiva. Segue al palato. Serapis di Montesole Colli Irpini (Montefusco). Debole più che delicato, sottile più che fine. Naso equilibrato che vira su un frutto piuttosto anonimo. Poco minerale. Torricino (Tufo). Colore molto carico. Chiuso al naso e giovanissimo, con carbonica residua ancora presente, al palato. Fresco e minerale. Buono. Loggia della Serra di Terredora (Montefusco). Colore intenso, meno carico del precedente. Delicatamente fruttato. Minerale al palato. Benito Ferrara (Tufo). Colore nuovamente molto carico. Più carico anche rispetto ai due campioni che l'hanno preceduto. Eppure più fresco di quanto penseresti. Nonostante una certa astringenza (di concentrazione e sovraestrazione) è piuttosto lungo e piacevole. Colle di San Domenico (Chiusano). Paglierino scarico. Frutto vago e decisamente fermentativo. Vinificazione rustica, quanto imprecisa. Gaudioso di Contrada (Candida). Colore carico ma non particolarmente vivace. Frutto maturo, un pò anonimo, segue al palato. Esce bene sulla distanza delineando meglio un profilo piacevolmente più agrumato. Grotte di Colli di Castelfranci (Castelfranci). Naso più equilibrato e accenni minerali. Sapidità e presenza al palato. Tra luci ed ombre, più luci che ombre. Novaserra di Mastroberardino (Atripalda). Naso molto reticente, diverso se non completamente diverso. Difficile da inquadrare. Ritorna una nota molto vagamente fumè. Bocca che non aiuta a decifrare meglio l'insieme. Comunque piacevole. Terredora (Montefusco). Colore più carico e profumi decisamente più interessanti. Centro bocca pieno, succoso. Chiude solo un pò frettolosamente. Buono. Devon di Antonio Caggiano (Taurasi). Suggestioni minerali: rupestre e salmastro. Tutto sembra fuorchè un Greco. La diversità tende ad isolare e far pendere verso un giudizio negativo del campione (così come faranno molti se non tutti i colleghi degustatori presenti in sala). Sarebbe il caso, a mio parere, di concedere una prova d'appello. A me ha intrigato. Antica Hirpinia. Naso meno espressivo, intrigante o forse più semplicemente anonimo. Al palato sconta una certa diluizione ed ancora una certa scompostezza. Tenuta Ponte. Naso minerale, iodato. Un pò inchiodato su questa nota monocorde che vorrei afferare meglio. Sicuramente minerale come suggeriscono gli indizi retronasali. Nel complesso buono. F.lli Urciuolo (Forino). Più corposo, fruttato e delicatamente aromatico. Coerente al palato. Vadiaperti (Montefredane). Si percepiscono delle note gessose di chiara estrazione minerale. Francese nello stile. Peccato che l'imbottigliamento precoce evidenzi ancora l'apporto di solforosa che disturba un pò il quadro olfattivo. Di Meo (Salza Irpina). Aromaticità più espressiva. Quasi fuorviante, che al palato non convince pienamente. Vigna Cicogna di Benito Ferrara (Tufo). Colore molto carico. Naso chiuso. Maggiore espressività al palato. Il pezzo forte di Benito Ferrara ne ricorda lo stile e sottolinea il carattere. Manimurci. Frutto un pò vago. Anche al palato. Forse troppo attento a non sbagliare. Giulia (Prata P.U.) Sembra uno champagne invecchiato. Non si capisce se si tratta di una cosa voluta oppure di una nota ossidativa sfuggita di mano. Anche al palato non convince mostrando un frutto ancora acerbo. I Favati (Cesinali) Un po' vago, anonimo sul frutto che segue al palato. Non riesce ad uscire neanche sulla distanza. La Casa dell'Orco (Pratola Serra). Anche in questo caso il naso si ritrova nel frutto. Più intenso al naso che al palato. Mastroberardino (Atripalda). Molto lavorato (curato), corretto. Non mostra, però, una personalità decisa. Pietracupa (Montefredane). Anche questo campione non brilla per personalità. Il naso è ancora piuttosto chiuso ed il palato non aiuta in un migliore definizione d'insieme. Da farsi. Crypta Castagnara. Sembra inizialmente voler provare a dire qualcosina in più degli altri campioni nella sua stessa batteria senza però convincere. Anzi più passa il tempo nel bicchiere, più il quadro generale sembra compromettersi irrimediabilmete. D'Antiche Terre. Naso inconcludente. Difficile da afferrare. Scomposto anche al palato. De Palma. Un altro campione "anomalo" dal punto di vista olfattivo. Molto diverso anche al palato. "Strano" e difficile se non impossbile da inquadrare. Dolcezza che non convince. Di Marzo (Tufo). Finalmente un barlume al naso di ritrovata mineralità. Il palato lascia però molto più che perplessi. Di Prisco (Fontanarosa). Leggera effervescenza. Acidità minerale che si erge a protagonista. Astringente, quasi tannico. Feudi di San Gregorio (Sorbo Serpico). Naso non particolarmente ampio né espressivo. Sul frutto: banana. Villa Raiano (Serino). Frutto che ritorna sulla scia del precedente. Sicuramente migliore. 22 giugno 2006 |
||||||
|
prima pagina | la parola all'agronomo | l'appunto al vino | l'articolo | in azienda | in dettaglio | en passant | affari di gola presa diretta | mbud | rassegna | la cucina | appunti di viaggio | assaggiati per voi | visioni da sud | sottoscrivi | scrivici |
||||||