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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855 |
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Il Cerasuolo di Vittoria
è DOCG!
di Fabio Cimmino Forse non tutti sanno che anche la Sicilia ha avuto finalmente la sua prima DOCG. Si tratta del Cerasuolo di Vittoria che, con Decreto 13 settembre 2005, diventa DOCG nella duplice versione Cerasuolo di Vittoria e Cerasuolo di Vittoria "Classico". La zona di produzione comprende i territori dei Comuni di Ragusa, Vittoria, Comiso, Acate, Chiaramonte Gulfi, Santa Croce Camerina, Niscemi, Gela, Caltagirone, Licodia Eubea, Riesi, Butera, Mazzarino e Mazzarrone (riassumendo cinque comuni sono in provincia di Ragusa, due in provincia di Caltanissetta e due in provincia di Catania). Ci troviamo, pertanto, nella zona sud orientale della Sicilia. Il disciplinare di produzione, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 224/05, prevede, altresì, che il vino debba essere ottenuto dalle uve provenienti dai vitigni composti nella seguente proporzione: frappato non meno del 40%; calabrese (nero d'Avola) fino ad un massimo del 60%; grosso nero e nerello mascalese fino ad un massimo del 10%. La resa massima di uva non deve essere superiore ai 100 quintali per ettaro, mentre la resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 65%. Il "Cerasuolo di Vittoria DOCG" deve avere, infine, un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 13% vol. (con acidità totale minima del 5 per mille ed estratto secco netto minimo pari al 24 per mille). Può essere immesso al consumo solo dopo un periodo di affinamento in bottiglia di almeno 3 mesi e, comunque, non prima del 1° giugno dell'anno successivo alla vendemmia mentre, per la tipologia "Classico", il periodo di affinamento in bottiglia sale ad otto mesi e l'immissione al consumo non potrà avvenire prima del 31 marzo del secondo anno successivo alla vendemmia. Dopo aver dato i numeri e prima di passare ai vini diamo un breve cenno sui vitigni più rilevanti nella composizione dell'uvaggio previsto dal disciplinare. Il nero D'Avola rappresenta, come ben sappiamo, il vitigno più importante per l'enologia siciliana. Originario dal siracusano è stato, proprio in virtù del suo straordinario successo commerciale, piano piano "esportato" in tutta la Sicilia dove viene, oggi, coltivato con risultati alterni. I migliori Nero d'Avola, infatti, anche alla prova nel bicchiere, assaggiando, cioè, le varie etichette prodotte in diverse zone della Sicilia, sembra continuino ad essere quelli provenienti da questa vocatissima area. Il frappato, anch'esso autoctono, è originario proprio della zona di Vittoria ed è diffuso soprattutto tra le province di Ragusa a Siracusa. Dà vini meno austeri e complessi del nero d'Avola, più facili e pronti al consumo e meno longevi.
Discorso leggermente diverso per la versione 2004 di Planeta che pur non nascondendo, anche nel suo caso, evidenti limiti di struttura e pur seguendo un profilo, comunque, sempre molto fresco ed immediato, si preoccupa di evitare che lo sviluppo gustativo diventi troppo scontato e banale e questo grazie all'esaltazione di una nota salmastra molto tipica e più legata ai sentori marini caratteristici del nero d'Avola coltivato in quelle zone.
Per ulteriori informazioni: www.cerasuolodivittoria.it 28 dicembre 2005 |
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