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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Il nuovo che avanza: miniverticale di Combination Wine

di Fabio Cimmino

Il nome è inequivocabilmente legato ad un'immagine dichiaratamente moderna che la coppia formata da Gennaro "Rino" Di Maggio e la sua compagna Tiziana Teodoro hanno voluto per la loro "creatura" nata solo pochi anni fa, con la vendemmia 2001, e già affermatasi sia tra il pubblico degli appassionati che in alcuni concorsi internazionali. Lui è un appassionato di grafica e design, lei (sommelier) esperta di vini e gastronomia. I vigneti sono non molto distanti da dove nasce un altro vino conosciuto e blasonato che risponde al nome di Montevetrano. Pur trattandosi di un blend di aglianico e merlot, è l'aglianico (85%) ad interpretare il ruolo principale e determinante. Dal punto di vista squisitamente tecnico, il merlot e l'aglianico sono vinificati ed affinati separatamente: per il merlot vengono utilizzate solo barriques di allier (1/3 nuove e 2/3 di secondo passaggio) mentre per l'aglianico un 50% di barriques di Allier ed un 50% di barrique di Troncais (sempre 1/3 nuove e 2/3 di secondo passaggio). Trascorsi dodici mesi in rovere francese il vino viene ulteriormente affinato in bottiglia per altri otto mesi.

Rino e Tiziana si confermano anno dopo anno, pur essendo solo alla terza vendemmia, sulla strada giusta nella propria idea di vino. Una concetto di vino che potrà, forse, far storcere il naso ai puristi più oltranzisti ma che deve, invece, far riflettere su come in aree che non possono contare su una storia ed una tradizione forti si possa e si debba innovare e sperimentare cercando anche, se non soprattutto, vie alternative. E' possibile, così, accorgersi che si può battere la concorrenza del nuovo mondo in casa nostra e con le stesse armi: basta puntare, senza mezzi termini, su prodotti di qualità ineccepibile a prezzi altamente competitivi. Una bottiglia di Combination costa sui 10 euro al tavolo e, secondo me, li vale tutti, fino in fondo. Un vino, dunque, da provare senza esitazioni e da prendere per quello che è: morbido e sensuale senza rinunciare ad un carattere deciso e determinato.

Rino e Tiziana hanno voluto, di recente, regalarmi tre bottiglie (una per ciascuna annata finora prodotta) onde potermi meglio orientare e rendere conto circa l'influenza delle variabili climatiche ed il potenziale evolutivo del vino. Nel Combination Wine 2003 il merlot è stato vendemmiato il 10 di settembre mentre l'aglianico il 22 di ottobre. Dopo aver svolto la fermentazione alcolica a temperatura controllata (circa 25-28°C) il merlot ha svolto una macerazione di cinque giorni mentre l'aglianico di dieci. La successiva fermentazione malolattica è stata svolta in barriques dove il vino si è affinato per 12 mesi. La commercializzazione è iniziata lo scorso gennaio, cioè solo un mese fa. Ed è facile, pertanto, comprendere il perchè tra i tre questo sia il vino ancora meno delineato sia dal punto di vista olfattivo che gustativo. E' ovvio, vista la gioventù del campione, che si tratti di un vino comunque in divenire, e che deve ancora "farsi" per poter esprimere al meglio tutto il suo enorme potenziale. Lo riassaggerò volentieri più avanti.

Il Combination Wine 2002 mostra una struttura decisamente più esile che punta maggiormente sulla finezza e sull'eleganza che sulla potenza. Un vino non particolarmente aggressivo, più suadente e più femminile. L'annata difficile ed un maggiore apporto di Merlot (che nel 2002 è salito al 25% contro il 15% utilizzato nel 2001 ed il 2003) hanno giocato, senza dubbio, un ruolo importante. Al naso si avvertono intensi aromi di frutta rossa e spezie. Al palato si distingue più per la freschezza balsamica del sorso che per la sapida presa. L'unico neo è che, forse, sconta rispetto agli altri due campioni una maggiore semplicità espressiva. Saggio ed accorto, invece, in tutte e tre le annate, l'uso del rovere.

Il Combination Wine 2001 è sicuramente il più interessante e l'ho apprezzato fin da subito. Il naso è ricco, complesso, con sentori di frutta rossa matura, liquirizia ed erbe officinali, toni balsamici e sfumature tra il terroso ed il minerale. Gli accenni terziari pur già perfettamente riconoscibili si innestano in un quadro ancora giovanile e fresco. Al palato ritorna tutta la struttura dell'aglianico con i suoi spigoli di acidità e tannino, così come si ravvisa quel tocco di morbidezza e rotondità apportato dal vitigno francese. Io continuo a preferire quest'annata di esordio, in cui si poteva avvertire di più il carattere dell'aglianico e meno la "ruffianezza" del Merlot. Mi sembra che il 2003 sia tornato su questo registro e mi auguro che anche in futuro sia questa la linea che Rino e Tiziana decidano di perseguire. "Peccato gravissimo è quello di stare senza vino e senza amante" recita l'etichetta sulla bottiglia. Chi più di Rino è riuscito con Tiziana a realizzare questa fantastica "combinazione" ... ?

20 febbraio 2006

 
 
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