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Testata registrata presso il Tribunale di Lucca - ISSN 1592-2855

 
 
Falanghina Felix 2006

Fabio Cimmino

A fine Giugno si è svolta a Sant'Agata dei Goti, in provincia di Benevento, la quinta edizione di Falanghina Felix. Un rassegna imperdibile per chi voglia conoscere ed approfondire i vini da uva falanghina. Punto di forza della manifestazione è sicuramente la presenza, quasi esaustiva, delle aziende impegnate nella produzione di questo vino-vitigno, provenienti praticamente da tutte le province della regione ad eccezione di quella di Salerno. Ho degustato poco più di settanta Falanghina in circa due ore, dedicando quindi solo due minuti a ciascun etichetta. Sicuramente poco anche se molte di queste falanghina, a dir il vero la maggior parte, avevo già avuto modo di assaggiarle con maggior calma nei mesi precedenti. Proprio per questo motivo ho preferito condurre la degustazione, contrariamente a quanto di solito mi propongo di fare, in modo palese, cioè a bottiglie scoperte. Faccio questa premessa sia per invitare chi mi legge a valutare il mio report con la dovuta cautela sia per giustificare un certo tipo di di note, molto poco ortodosse, che qualche volta possono apparire un pò vaghe, contraddittorie, addirittura sospese nel giudizio, e, pertanto, non sempre di facilissima interpretazione. Ho comunque deciso di apporre uno o più asterischi vicino ad i vini che più mi sono piaciuti e che mi hanno maggiormente convinto.

L'annata 2005 ha presentato non poche difficoltà in Campania, come nel resto di Italia, per le continue pioggie che hanno disturbato e costretto a vendemmie "improvvisate", non sempre sollecitate dal giusto livello di maturazione delle uve. La falanghina ha probabilmente sofferto meno di vitigni più blasonati, come fiano e greco, soprattutto nella zona costiera dei Campi Flegrei dove ha potuto beneficiare della positiva influenza e vicinanza del mare. Più complessa e complicata la situazione nell'entroterra dove i risultati sono stati altalenanti come verificato in degustazione.

La falanghina rimane la cenerentola della viticultura campana, trascurata dai wine-snob ma oggetto di grande attenzione e simpatia da parte del pubblico non addetto, forse meno smaliziato, che ne ha decretato un'esponenziale ed inaspettato exploit in questi ultimi anni. Un successo che ha portato, come sempre, le sue distorsioni. Il bianco delle origini, fresco, beverino, profumato, ideale per il consumo estivo e sulle preparazioni a base di pesce, quelle non particolarmente complesse, non è rimasto indenne ai tentativi di trasformazione che avrebbero voluto anche dalla falanghina ottenere vini più concentrati e muscolosi, senza rinunciare, ovviamente, all'omnipresente odioso rovere francese. Fortunatamente in molti hanno fatto marcia indietro. Io penso che la sua migliore interpretazione sia quella più semplice e legata alla tradizione. Ritengo, altresì, che sia auspicabile rimanga tale. Anche le poche eccezioni di versioni più strutturate e complesse, sopravvissute a quella deprecabile moda e, talvolta, ottenute da interessanti vendemmie tardive, hanno oggi superato quegli eccessi iniziali e vanno considerate semplicemnete come una, pur valida, alternativa di nicchia. In ogni caso quello che va sottolineato è come sia alcune versioni in acciaio che altre in legno hanno dimostrato una imprevedibile capacità di invecchiamento. Mi riferisco in particolare a quelle prodotte da Libero Rillo dell'azienda Fontanavecchia a Torrecuso.

Infine un'annotazione sulla IGT. Con la maggiore possibilità di intervenire con uve complementari, in particolare la coda di volpe, si smussa l'acidità caratteristica, facendo acquistare al vino maggior calore, maturità e presenza fruttata. In questo senso viene meno o, comunque, in parte compromesso il profilo floreale, vivace e finanche nervoso della falanghina tradizionale. Il risultato è una versione più morbida, rotonda e pronta al consumo ma anche la compromissione irrimediabile della capacità di invecchiare di questo vitigno.

Ecco quindi le note di degustazione, accorpate per provincia.

Provincia di Avellino

Cantine Manimurci - Sannio Doc Falanghina 2005
Fruttato "intenso" e fermentativo. Sentore di banana. Decisamente rotondo al palato. Lievissima la mineralità sullo sfondo che si confonde nel finale con una nota a metà strada tra il rustico e lo speziato.

Vadiaperti - Beneventano Igt Falanghina 2005**
Frutto meno scontato e banale del precedente. Sicuramente più fresca e minerale. Per gli amanti dell'acidità.

Provincia di Benevento

Aia Dei Colombi - Guardia Sanframondi Doc Falanghina**
Anche in questo caso il frutto è integro ma non banale (mi verrebbe da dire "ma non banana"). Floreale al naso e di bella persistenza al palato.

Anna Bosco - Vitivinicola Sannio Doc Falanghina San Tommaso 2005
Qui il frutto pare un pò troppo maturo o almeno così sono indotto a pensare dai ricordi di mela cotogna. Ed anche al palato ricevo una sorta di conferma dalla non certo invidiabile freschezza acida. Da riassaggiare con più calma.

Antica Masseria Venditti - Sannio Doc Falanghina Vandari 2005
Naso puntuto e fresco anche se non particolarmente espressivo. Al palato la freschezza ritorna in maniera apprezzabile ma lascia, però, qualche dubbio di diluizione non impressionando in termini di persistenza.

Cantina Del Taburno - Taburno Doc Falanghina 2005*
Al naso colpisce l'intensità del frutto dalle sfumature esotiche. L'acidità sembra leggermente costruita ed a tratti un pò slegata al palato. Rimane, comunque, una delle migliori anche dal punto di vista qualità-prezzo.
Taburno Doc Falanghina Folius 2005
Una vendemmia tardiva che risente del frutto surmaturo e del rovere. Un bianco, dunque, per gli amanti della tipologia. La Cantina del Taburno si conferma tra le strutture cooperative più interessanti ed affidabili di tutto il sud Italia.

Cantine Fontana Delle Selve - Sannio Doc falanghina 2005
Al naso si percepiscono note di mela e pera mentre si avverte una certa scompostezza al palato. Meglio al naso, non convince nell'insieme.
Beneventano IGT Falanghina 2005
Al naso si impone un frutto decisamente maturo e dolce. Anche questo, però, al palato non convince fino in fondo.

Cantine Foschini - Beneventano IGT Falanghina 2004*
Il naso è caratterizzato da un frutto maturo che ritorna al palato. In questo senso encomiabile la coerenza gusto-olfattiva. Qualche suggestione minerale impreziosisce il finale. da non sottovalutare che si tratta di un 2004!.

Cantine Iannella Antonio - Taburno Doc Flanghina 2005
Il naso non è particolarmente espressivo ed il palato risulta ancora piuttosto scomposto ed a tratti diluito. Tra luci ed ombre.

Caputalbus - Beneventano IGT Falanghina 2005
Il naso è piuttosto debole oppure solo delicato. Il palato segue in scia senza riuscire ad incidere in maniera determinante e migliorativa sul quadro d'insieme.
Casaldivenere
Il naso è vagamente fruttato e decisamente rustico. Il palato segue confermando un certa approssimazione complessiva.

Ca'stelle Di Antichi Sapori - Sannio Doc Falanghina 2005*
Ha una sua compostezza, un'impostazione quasi rigorosa per una falanghina, un'acidità a tratti viperina e vagamente minerale. Al palato si distingue per il suo equilibrio e, perché no, un pizzico di ricercata eleganza.
Sannio Doc Falanghina Kydonia 2003
Il naso è molto maturo, ai limiti del surmaturo, con il rovere invadente che disturba il palato. Il gradimento è inversamente proporzionale a quello per la versione base

Colle Palladino - Beneventano IGT Falanghina Le Doline 2005
Il naso è delicato con qualche nota floreale ed un accenno minerale che, però, non convince. Il palato non aiuta in questo senso a decifrare meglio il vino ed emettere un giudizio più convinto e definitivo. Da riassaggiare.

Corte Normanna - Sannio Doc Falanghina 2005**
Interpretazione sempre molto ricca e precisa. Un falanghina potente e strutturata. Il naso è fruttato ed esotico mentre il palato è sostenuto da una bella e rinfrescante acidità.
Sannio Doc Falanghina Palombaia 2004*
Una delle interpretazioni più riuscite tra quelle fermentate in rovere che appare, in questo caso, ben dosato. Il naso perde in parte la sua connotazione varietale ed il palato può apparire a tratti un po' appesantito ma nell'insieme il risultato è tendenzialmente positivo.

De Fortuna - Beneventano Igt Falanghina 2005
Il naso è solo appena accennato, sul frutto. Un'interpretazione semplice, corretta, fresca. Da bere adesso.

De.Vi. - Taburno Doc Falanghina 2005
Il naso non convince per una punta di volatile che ritorna al palato sotto veste di acidità scomposta ed aggressiva.

Fattoria Ciabrelli - Sannio Doc Falanghina 2005**
Il naso è interessante con sentori di frutta secca, mandorla e nocciola, abbastanza intenso senza risultare eccessivo. Il palato è in linea con l'olfatto anche se non sembra mostrare un'irresistibile persistenza gustativa.

Fattoria Monserrato - Sannio Doc Falanghina 2005
Falanghina rustica e fermentativa. Segue lo stesso profilo al palato. Conserva, nonostante ciò, forse, una sua dignità varietale.

Fattoria La Rivolta - Taburno Doc Falanghina 2005
Il naso risulta interessante solo nei primi secondi tendendo all'anonimato col passare del tempo. Anche il palato sembra mancare della grinta dei tempi migliori.

Fontanavecchia - Taburno Doc Falanghina 2005**
Un bianco molto ben eseguito pur essendo un "base". Il naso è intenso, di frutta e sussurrata mineralità. Ma è soprattutto al palato dove dimostra di avere un altro passo rispetto ad altri campioni della categoria.

Il Poggio - Taburno Doc Falanghina 2005**
Al naso ritornano suggestioni floreali mentre al palato si lascia apprezzare per una certa, non comune, freschezza minerale.

La Guardiense - Guardiolo Doc Falanghina Selezione 2005
Una versione ricca, matura, forse un po' troppo. Se ne ha riscontro verificando la rotondità un po' ruffiana del palato.

La Vinicola Del Titerno - Solopaca Doc Falanghina A Pezza 2005
Il naso è debole e difficile da afferrare. Poco meglio si riesce ad intuire dal palato dove palesa, forse, ancora maggior inconsistenza.

Masseria Frattasi - Taburno Doc Falanghina 2005
Difficilissimi da inquadrare i vini di questa azienda. Lo stile di questa falanghina ricorda quello di uno champagne invecchiato (oppure vecchio a seconda dei punti di vista). Decisamente secco e con rimandi incomprensibilmente vegetali. Unica azienda biodinamica in Campania, andrebbero forse approfondite tecniche colturali e pratiche di cantina.
Taburno Doc Falanghina Donna Laura 2004
Per potervi piacere questa interpretazione della falanghina dovete avere un buon feeling con i bianchi fermentati ed affinati in barriques. Come sopra per giudicare questi vini si rende necessario una migliore conoscenza dell'azienda e dalla filosofia produttiva.

Masseria Vigne Vecchie - Solopaca Doc Falanghina Pampanella 2005*
Il naso è a tratti evanescente mentre più interessante si rivela la presa sapida al palato.
Sannio Doc Falanghina 2005 Meteora 2005
Il naso è ancora una volta in scia con il precedente mentre in bocca appare, forse, un po' diluita.
Beneventano Igt Falanghina 2005
Anche il terzo della serie conferma la buona capacità di questa new entry a proporre vini corretti, senza fronzoli, di semplice ma apprezzabile fattura. Questo ultimo prodotto mostra forse un naso più compiuto grazie ad un frutto più maturo, mentre al palato sembra scontare i soliti problemi di diluizione.

Mustilli - Sant'Agata dei Goti Doc Falanghina 2005
Si avvertono al naso note di frutta secca, mandorla e nocciola. La bocca si rivela morbida e rotonda.
Sant'Agata dei Goti Doc Falanghina Vigna Segreta 2005
Anche se non dovrebbe essere più prodotta con l'ausilio del rovere, il colore rimane, comunque, concentratissimo. Sia al naso che al palato rimane un bianco enigmatico, difficile da afferrare e da decifrare.

Nifo Sarrapochiello Lorenzo - Sannio Doc Falanghina 2005**
Intensa e concentrata al naso si conferma un etichetta di riferimento. Persistente al palato.
Sannio Doc Falanghina Alenta Vendemmia Tardiva 2005*
Apprezzabile nella sua tipologia. La difficile annata condizionata dalle piogge ha forse influito, in questo caso, in maniera positiva impedendo cioè quegli eccessi che la vendemmia tardiva ha portato in annate più calde.

Ocone Agricola Del Monte - Taburno Doc Falanghina 2005
Si mostra un po' deboluccia al naso ed anche al palato. Nell'insieme non convince fino in fondo.
Taburno Doc Falanghina - Vigna del Monaco 2005(*)
Naso molto personale e di carattere forse troppo. Lieviti selvaggi sembrerebbero all'origine di questo approccio spiazzante, molto forte e deciso. Non per nasi delicati.

Taburni Domus - Sannio Doc Falanghina 2005*
Non è male. Si tratta di un prodotto corretto, ben confezionato, che però non entusiasma. Anche al palato, pur non lasciando una traccia indelebile del suo passaggio, dimostra coerenza ed affidabilità.

Terra Di Briganti - Sannio Doc Falanghina 2005**
Il naso è di buona intensità varietale. L'acidità è ancora un pò scomposta al palato coprendo in parte la sua potenzialità sapida.

Terre D'Aglianico - Sannio Doc Falanghina 2005(*)
Il naso è ricco e maturo ma sembra aver avuto qualche problema di rifermentazione che ne condiziona il palato ed il giudizio.

Torre Dei Chiusi - Taburno Doc Falanghina 2005
"Intensa", fruttata anche se non particolarmente complessa: banana e frutta esotica. Freschezza al palato.

Torre Del Pagus - Sannio Doc Falanghina 2005
Decisamente più personalità, acidità molto presente al palato che alimenta e non chiarisce qualche sospetto di diluizione.
Beneventano Igt falanghina 2005
Il naso è più caldo e maturo. Lo conferma al palato, l'approccio più morbido e rilassato.

Torregaia - Sannio Doc Falanghina Opera 2005
Al naso non è male anche se risulta un po' troppo diluita e sfuggente al palato.

Torre Varano - Taburno Doc Falanghina 2005
Risulta nell'insieme un po' anonima nonostante la discreta espressività al naso ed una avvertibile sapidità al palato.

Wartalia - Sannio Doc Falanghina 2005
Il naso è fruttato, preciso, corretto. Risulta un po' troppo arrotondata al palato.

Provincia Di Caserta

Castello Ducale - Sannio Doc Falanghina 2005
Il naso è flebile e l'acidità scomposta al palato dove si evidenzia una componente malica non perfettamente risolta.
Campania Igt Falanghina 2005
Sospetti di tappo su una prima bottiglia. La seconda continua a lasciar pensare a problemi di pulizia olfattiva anche se forse di diversa natura. Da riprovare.

Fattoria Prattico - Galluccio Doc Falanghina 2005**
Una delicata nota floreale al naso ed un'acidità più spiccata al palato compongono un profilo semplice ma di apprezzabile fattura.
Roccamonfina Igt Falanghina 2005
Naso semplice. Non è particolarmente intensa né complessa al naso come al palato.

Porto Di Mola - Galluccio Doc Falanghina Acquamara 2005*
Buona intensità fruttata e freschezza ragionata. Sapida la presa al palato.

Provincia Di Napoli

Enodelta - Pompeiano Igt Falanghina I Nobili del regno di Napoli 2005
Il naso risulta addomesticato, levigato. Il palato cerca di essere altrettanto ruffiano.

F.Lli Carputo - Campi Flegrei Doc Falanghina 2005
Il naso è rustico: impreciso e sfocato. Segue scollegato ed inconcludente al palato.

Consorzio Di Tutela Dei Campi Flegrei Doc

Agnanum - Campi Flegrei Doc Falanghina Agnanum 2005*
Naso di buona personalità flegrea, maturo, "ricco", a tal punto da deludere quasi le aspettative una volta al palato, dove forse troppo semplicemente quella "ricchezza" finisce col tradursi in un eccesso di rotondità e morbidezza.
Campania IGT Falanghina Il Mio Vino Moccia Raffaele
La personalità è sempre molto decisa (del resto un etichetta del genere lascia pochi dubbi). Ritorna la mineralità calda e matura dell'area flegrea.

Cantine Babbo Tommaso - Campi Flegrei Doc Falanghina 2004
Un falanghina semplice, schietta, diretta, rustica ma verace.

Cantine Del Mare - Campi Flegrei Doc Falanghina 200?*
Non porta in realtà l'annata in etichetta. Al naso colpisce per una nota originalissima fumé che ricorda la pietra focaia. Zafferano liquido.
Campi Flegrei Doc Falanghina Sorbo bianco 200?
Sensazioni ancora più spinte ma meno convincenti della precedente. Penso addirittura all'impiego di rovere. Erbe balsamiche al naso. Il palato sembra, invece, un po' schiacciato dagli eccessi e dall'esuberanza del frutto maturo.

Cantine Farro - Campi Flegrei Doc Falanghina 2005*
Il naso è verticale con il frutto esaltato dall'acidità minerale. Una progressione semplice ma buona.

Il Quarto Miglio - Campi Flegrei Doc Falanghina 2005
Il naso conferma una disarmante evanescenza. Il palato, più ricco, prova a dire qualcosina di più, invano.

Iovino Antonio - Campi Flegrei Doc Falanghina 2005*
Semplice, coerente, anche se non particolarmente intensa fa il suo dovere fino in fondo.

La Sibilla di Di Meo Luigi - Campi Flegrei Doc Falanghina 2005**
Questo produttore continua a piacermi molto indipendentemente dalle sue "scelte enologiche". Minerale, secca ed austera la sua interpretazione dell'annata risulta tra le migliori in assoluto.

Le Vigne Di Parthenope di Quaranta Angelina - Campi Flegrei Doc Falanghina 2005*
Algida: come sempre ed in tutti i sensi secondo quello che possiamo ormai considerare un suo stile vero e proprio.

Padivin - Campi Flegrei Doc Falanghina 2005**
Il naso è interessante come apprezzabile è l'acidità "netta" che ripulisce il palato. In un certo senso, dopo l'assaggio sorprendente dell'anno scorso, una mia personale conferma.

Tenuta Matilde Zasso - Campi Flegrei Doc Falanghina 2005
Rustica. Forse non improbabile come falanghina di per sé ma che non lascia comunque privi di un certo sconcerto.

22 luglio 2005

 
 
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