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Cascina
Garitina Questa volta la nostra "visita in cantina" non era stata programmata in anticipo, ma ci trovavamo in viaggio verso un capodanno da trascorrere in Monferrato, e abbiamo deciso di non lasciarci sfuggire l'occasione di "tastare il polso" a questa bella realtà del "vigneto Piemonte", preparandoci una lista di aziende interessanti della zona. Visto che ci trovavamo a cavallo fra il Natale e la fine dell'anno, abbiamo deciso, una volta usciti dall'autostrada Torino-Savona ad Ovada, di fare qualche telefonata per controllare in anticipo se avremmo trovato qualcuno al nostro arrivo. Al nostro secondo tentativo abbiamo avuto successo, e quindi abbiamo decisamente preso la direzione Asti, lungo la quale avremmo trovato Castel Boglione, piccola località fra Acqui Terme e Nizza Monferrato nella quale è situata la Cascina Garitina. Lungo la strada intravvediamo il bel centro storico di Acqui Terme, elegantemente illuminato e addobbato per le feste. Qualche piccola difficoltà per trovare il posto esatto, ma alla fine arriviamo e c'è ancora la luce per ammirare il bel panorama circostante. Ci accoglie sorridente Gianluca
Morino, un ragazzone alto e simpatico che ci conduce subito in una
bella sala di degustazione, accogliente e ben arredata, dove,
prima ancora che noi ci presentassimo come "inviati" di una rivista
on-line sul mondo del vino, ci racconta in modo partecipe e dettagliato
la storia dell'azienda, che poi sta diventando comune in questa zona.
Il 70% per cento dei 14
ettari dei vigneti dell'azienda sono costituiti da Barbera impiantato
in varie mandate a partire dal 1942, e la parte restante, in ordine
decrescente di estensione, da Dolcetto (1985, 1988), Pinot Nero (un
clone francese impiantato nel 1991, in collaborazione con l'Università
di Torino), Brachetto d'Acqui (1996) e Cabernet Sauvignon (1985).
Ed è proprio alla
qualità che punta Gianluca, cercando di creare un coordinamento
con gli altri giovani vignaioli del Monferrato che, volendo da una parte
cancellare la memoria dello scandalo del vino al metanolo, dall'altra
guardano al successo delle Langhe come un obbiettivo che si può
raggiungere anche da queste parti. Osserviamo dunque che la
produzione della Cascina Garitina si distribuisce in due versanti nettamente
diversi: vini fatti esclusivamente in acciaio e vini che passano in
barrique. Alla prima famiglia appartengono la Barbera del Monferrato
vivace Il Morinaccio, i Dolcetto d'Asti Caranzano e Da
Cein e il Brachetto d'Acqui "fermo" Niades, alla seconda
la Barbera d'Asti Bricco Garitta (in barrique per il 10%), il
Monferrato Rosso Estremis (Cabernet Sauvignon) che vi sta per
14 mesi, il Monferrato Rosso Amis (50% Barbera, 40% Pinot Nero,
10% Cabernet Sauvignon) per 12 mesi e la Barbera d'Asti Superiore
Neuvsent per 13 mesi. Ci troviamo al cospetto di due esempi della grande annata 1997, che nella zona è stata calda e siccitosa al punto di dover richiedere, per il Neuvsent, una vendemmia "scalare" in due passaggi: infatti il progressivo appassimento degli acini più esposti al sole ne richiese una frettolosa raccolta, e una settimana dopo si completò la vendemmia. D'altra parte, anche questo rientra nei dettami del grande Elio Altare, che effettua vendemmie in più fasi in modo che le uve di diversa maturazione infondano ciascuna una diversa proprietà al vino rendendolo più complesso. Il Monferrato Rosso Amis 1997, taglio di Barbera al 50%, Pinot Nero al 40% e Cabernet Sauvignon 10%, ottenuto affinando il taglio già precedentemente compiuto per 12 mesi in barrique e fatto riposare due-tre mesi in vasca prima dell'imbottigliamento, si presenta con un colore rubino cupo ed investe il naso di profumi intensi piuttosto marcati dalla tostatura del legno; l'effetto del Pinot Nero si sente sia al naso, a cui contribuisce con l'eleganza dei suoi profumi floreali, sia in bocca dove va a smorzare la naturale acidità del Barbera. Il vino si mostra fragrante, con un bel finale giustamente tannico e di grande lunghezza. La Barbera d'Asti Superiore Neuvsent 1997 mostra un colore rubino quasi impenetrabile. All'inizio al naso si mostra più chiuso dell'Amis, ma si percepisce "sullo sfondo" una grande concentrazione di frutto che si apre pian piano, fino a dispiegarsi in sentori potenti di ciliegia matura, che con l'ossigenazione si accompagnano a dolcezze vanigliate e note di cioccolata. In bocca è fluido, morbido, dolce ("molti mi chiedono se c'è del Merlot", dice Gianluca) con un bellissimo finale caratterizzato da tannini dolci e da grande lunghezza. Assaggiamo infine il Brachetto d'Acqui Niades 1999, in versione ferma, che si mostra come un vino di grande piacevolezza, con spiccati profumi di rosa e una intensa nota di mela cotta al palato. Per i vini del prossimo anno ci sono ottime speranze: l'annata 1998 è stata climaticamente migliore alla precedente, perché è stata calda nella stessa misura ma meno siccitosa; diverso il discorso per il 1999, che fino a Settembre ha fatto temere il disastro, per poi riprendersi nel finale. Gianluca si deve assentare un momento, e ci fa compagnia il padre Pasquale, figura completamente diversa, un po' impacciato nella sua timidezza gentile di vero contadino. Lo provochiamo un po' chiedendogli se gli stà bene che il figlio decida tutto quello che deve essere fatto in campo vinicolo. "Ma certo - risponde - nell'azienda ormai siamo in società, a me va bene tutto quello che fa lui... io sono in pensione!" Arrivati alla fine della
nostra visita, vorremmo portarci via un po' delle belle cose assaggiate.
Nella nostra mente ormai navigata di compratori proviamo a stimare il
prezzo del Neuvcent in base al suo valore, arrivando mentalmente alla
cifra di 25 mila lire, e cominciamo a farci i nostri conti. Sgraniamo
gli occhi quindi quando ci vengono detti i prezzi dei suoi vini: 14
mila lire la Barbera Neuvsent, 9 mila lire l'Amis, 10 mila il Brachetto.
Da non credere; ma, ci avverte, il prezzo da noi pensato è quello
del Neuvsent nelle enoteche. Cascina Garitina, Via
Gianola 20, 14040 Castel Boglione (AT) |
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