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Proiettati nella tradizione
di Luca Bonci

Le due figure si fronteggiano, il gioco delle luci rende i manti vaporosi e il movimento dei piedi dà una sensazione di sospensione contrastata dal saldo abbraccio delle due donne. Sembrano quasi sul punto di decollare, saldamente unite, per lasciare la scena alle due figure in secondo piano. Queste non fluttuano, sono là, di fronte a te che guardi il quadro, e non ti staccano gli occhi di dosso. Maria e Elisabetta si fissano negli occhi, uno sguardo di intesa, entrambe sono consapevoli dell'importanza del frutto del proprio ventre. Le altre due donne fissano te, sconosciute ma familiari, le hai già viste, forse.

Il mistero non si svela subito, ci vuole un po' di attenzione, ma poi è chiaro, le immagini sullo sfondo non sono che la visione speculare, frontale, di Maria e di Elisabetta. Le stesse acconciature, la stessa differenza di età e le somiglianze nei lineamenti, solo i colori delle vesti della seconda Maria sono diversi, ma, a ben vedere, complementari a quelli della Maria in primo piano. Ora capisci perché ti guardano così intensamente, è un invito, o forse un ordine, a partecipare al loro incontro, uno sguardo che ti proietta nella scena.

Un gioiello la Visitazione di Maria del Pontormo. Un gioiello che appare così, senza pompa, quasi inaspettato, nella piccola Pieve di Carmignano, comune della provincia di Prato che dà il nome ad una delle più antiche denominazioni d'origine toscane, oggi DOCG. La nostra visita aveva infatti il solito sfondo vinicolo, visto che si trattava di partecipare alla conferenza stampa per la presentazione della Strada Medicea dei Vini di Carmignano. Un incontro che ci ha dimostrato ancora una volta come realtà vicine, e in parte già conosciute, possano sempre stupire se osservate più attentamente. La zona del Montalbano pratese, di cui il comune di Carmignano rappresenta il centro nevralgico, richiude in uno spazio relativamente limitato una bella serie di attrattive culturali e e turistiche. Le doti naturalistiche sono quelle tipiche della miglior Toscana, un paesaggio collinare verdissimo e curato, in cui dominano l'olivo e il vigneto, ma anche estese zone boschive, e la stratificazione storica è evidente e ricca, con gli importanti ritrovamenti etruschi, i borghi medievali e le belle ville medicee.

Su tutto, dal nostro maniacale punto di vista, l'eleganza dei vini e la qualità di alcuni prodotti tipici tra cui l'olio e i fichi secchi, seccati e appiccicati con tecniche squisitamente locali. I vini di Carmignano, benché ancor oggi l'olivo si imponga per estensione sulla vite, hanno una lunga storia alle spalle. La Congregazione obbligatoria con cui Cosimo III dei Medici, nel 1716, disciplinava la produzione di vino nelle zone allora considerate le più vocate, comprendeva, oltre a Chianti, Pomino e Valdarno Superiore, i vini di Carmignano. Da allora questi vini hanno sempre avuto una grande reputazione e, supertoscani ante litteram, il cabernet associato al sangiovese. Un tocco di esterofilia che probabilmente data all'importazione del vitigno d'oltralpe per volere di Caterina de' Medici, ben prima del bando di Cosimo.

Oggi la produzione di carmignano DOCG sfiora, nelle annate migliori, i 4000 ettolitri (si tratta della denominazione garantita più piccola di Italia, a cui si affiancano ben tre DOC: Vin Ruspo, Barco Reale e Vin Santo) e le poche decine di aziende produttrici si trovano a fare i conti con un mercato scosso dalla concorrenza internazionale e da un certo riflusso che segue anni di grande crescita del mercato vinicolo. Anni in cui una euforia forse eccessiva ha portato ad aumenti di prezzo sicuramente troppo elevati.

Ecco quindi la necessità di promuovere un nuovo modello di consumo, in cui il territorio faccia da companatico, o da pane, se vogliamo, da abbinarsi ai prodotti enogastronomici. Ed ecco la Strada del Vino, una iniziativa non nuova, né rivoluzionaria, ma che se ben gestita può sicuramente aiutare il comparto agricolo di zone interessanti come quella carmignanese, con vantaggi sociali e ambientali più che ovvi.

Di questo e di altro ancora si è discusso nella sala consiliare del comune di Carmignano lo scorso 25 febbraio, alla presenza del presidente e del vicepresidente della Strada, Doriano Cirri e Enrico Pierazzuoli, di un rappresentante della Camera di Commercio di Prato, Luca Palamidessi e di Alberto Peruzzini, presidente dell'APT. Una presentazione che ci ha lasciato ottimisti, convinti dall'entusiasmo delle persone coinvolte e dalla notevole lista di iniziative messe in campo, che vanno dal potenziamento della segnaletica stradale alla stampa di nuove guide turistiche, dalla partecipazione ai maggiori eventi nazionali e internazionali alla presentazione del territorio nelle maggiori città italiane. Ottimismo anche dovuto alla scelta dei collaboratori esterni, Renzo Priori e Paolo Valdastri, ricchi di precedenti e positive esperienze in altri territori.

D'altra parte, a favore del Montalbano pratese giocano le già nominate doti ambientali ma anche il fatto di essere ancora zona turisticamente vergine. La recettivita alberghiera è al momento limitata a solo 350 posti e, come dice simpaticamente Cirri, "noi siamo dei principianti, da solo 10 anni Prato è provincia e fino ad allora eravamo i parenti poveri nella ricchezza di offerta della provincia fiorentina. Così abbiamo tutto da imparare, ma proprio per questo contiamo di poter fare sempre meglio." Glielo auguriamo, così come gli auguriamo di saper contenere le spinte sviluppistiche che tante volte risultano più pericolose dell'abbandono. Un accenno polemico in tal senso arriva proprio alla fine dell'incontro, con l'esortazione a "darsi una mossa" da parte di uno degli intervenuti, che Cirri qualifica, subito dopo, come un rappresentante degli albergatori che reclamano più facili licenze edilizie.

Certo, il miglioramento della recettivita e dei servizi è condizione necessaria a stimolare il turismo, ma stiamo ben attenti. Il successo turistico può arrivare da un momento all'altro, salire impetuosamente, e poi lasciare i luoghi, ormai snaturati, a una lenta agonia. La stessa, vicina, Firenze avrebbe molto da insegnare in tal senso.

La presentazione si conclude con un assaggio di vari prodotti del luogo, a partire dai vini, ovviamente, ma con il contorno di salumi piacevoli ed originali, come la mortadella di Prato, più rustica concorrente di quella di Bologna. E poi, per finire, vin santo e biscotti. Usciamo nella strada e ci accorgiamo che, per ora, il pericolo turistico è ben lontano. La cittadina vive quieta, in distanza, sulle colline, spiccano gli olivi, e nessuna folla ci accompagna all'ingresso della chiesa di San Michele, dove ci attendono Maria, Elisabetta e le altre.


1 marzo 2004

foto:
La "Visitazione di Maria" del Pontormo (particolare)
Gonfalone del Comune di Carmignano
Paolo Valdastri e Doriano Cirri
Enrico Pierazzuoli

 

   

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