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Impressioni dal Merano Wine Festival
di Riccardo Farchioni e Luca Bonci

Eccoci qua, per il quarto anno rientrati da Merano, dalla dodicesima edizione del Wine Festival di Merano. Di nuovo Merano, dopo che nell'ormai lontano 2000 ci arrivò un'email di accredito stampa, a noi che eravamo ai nostri primi passi. Ma forse non è stato un caso: un Festival nato dalla volontà di un gruppo di amici, senza poderose strutture alle spalle, portatore di una semplice ma anche nuova idea, quella di organizzare degustazioni "esclusive" ma rivolte il pubblico, si rivolgeva all'informazione "diversa" su internet cogliendone la novità.

"Incredibile, mi preoccupo quasi, sembra fin troppo tutto a posto!" ci diceva all'inaugurazione Federica Schir, onnipresente organizzatrice, la sera prima dell'inizio. Ed in effetti poi è stato così: solita efficienza, affollamento sì, ma ordinato e composto. Di nuovo, nelle belle sale del Kurhaus della cittadina dolomitica, per 3 giorni, una attenta selezione della produzione vinicola italiana e internazionale ha attirato curiosi ed appassionati, produttori ed operatori del settore.

Passiamo dunque in rassegna le prime impressioni avute: compagine a dire il vero non molto diversa da quella dello scorso anno quella degli "One Hundred", quasi a ribadire la bontà delle scelte fatte: i 100 'migliori' italiani, e che hanno anche una consolidata storia di successi e di presenze qui al Festival.

Quest'anno comunque ci è piaciuto particolarmente il settore dei "Top Selected", composto da quelli che, per storia ancora giovane stanno arrivando alla ribalta dei grandi grazie alla personalità o peculiarità di qualche loro vino, e che sono pane per i denti di chi cerca novità.


Poi i membri della Union des Grands Crus del Bordeaux, con una novità molto interessante rispetto alla scorsa edizione: non presentavano solo l'ultima annata uscita ma ne affiancavano una più vecchia. Abbiamo dunque potuto adeguatamente decifrare ed apprezzare il carattere di questi vini in annate ormai sulla via della maturità come la 1999, 1998, o pienamente pronte come la 1995. Infine, una buona serie di produttori europei e dalle nuove frontiere ed altre piccole rassegne tematiche, "Dulcis in Fundo" su tutte con le sue proposte per i dessert, per i formaggi erborinati, per la meditazione.

A lato Culinaria, rassegna gastronomica da leccarsi i baffi, anche se, soprattutto nell'ora del pranzo, fruibile solo teoricamente perché tutti hanno la stessa idea, quella di "staccare" per un po' dalle degustazioni. Abbiamo insomma notato un problema ormai comune a molte rassegne gastronomiche quando sono affiancate alla più importante fiera vinicola: in certe fasce orarie finiscono per essere prese d'assalto da che è in cerca di qualsiasi cosa da mettere sotto i denti, più che da appassionati gastronomi. Ed ecco così che i produttori, che magari sarebbero vogliosi di spiegare e promuovere le particolarità delle loro offerte, si trovano a essere annoiati distributori di cibo, attorniati da folle questuanti.

E proprio sul versante dei prodotti alimentari era più godibile invece la novità di quest'anno: una manifestazione collaterale intitolata "Italia in gusto", che ha offerto ed offrirà, a rotazione annuale, l'alta qualità delle gastronomie delle regioni italiane: quest'anno toccava ad Abruzzo, Marche e Basilicata. Un po' isolata dalla massa dei visitatori, nel vicino Palais Esplanade, questa sezione presentava cibi, e anche qualche vino, in un ottica territoriale, attenta ai prodotti e agli abbinamenti tipici. Ecco così una serie di degustazioni tematiche, "Le Zuppe", "Paste Secche", "Sapori Tipici Lucani" e così via, che potevano essere facilmente seguite in ambienti meno affollati e frequentati da visitatori più attenti.

In questo ambito, abbiamo apprezzato i pregiati prodotti conservati della Cooperativa degli Oli di Giuseppe Ursini da Fassacesia (Chieti), le paste del Pastificio Delverde da Fara San Martino (sempre provincia di Chieti) e i maccheroncini de La Campofilone dall'omonima località in provincia di Ascoli Piceno, preparati da membri dell'Associazione Cuochi di Bolzano, ed i prodotti a base di castagne della Cooperativa Are di Teramo, accompagnati dai Montepulciano d'Abruzzo di Stefania Pepe. E poi i salumi: da quelli meridionali presentati dalle aziende aderenti all'agenzia di sviluppo Sapori Lucani, e dai I Salumieri di Castelcastagna (Teramo) ai buonissimi prodotti della macelleria Siebenförcher di Merano: salumi di cervo, speck e un ottimo prosciutto cotto del contadino.

Nella seconda foto: Bruno Giacosa

16 novembre 2003

   

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