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8-10 Novembre: torna il Winefestival di Merano
di Riccardo Farchioni


Il Winefestival di Merano si avvia a celebrare dall’8 al 10 Novembre nel Kurhaus della cittadina altoatesina la sua 12^ edizione che sarà, presumiamo, un nuovo grande successo.

Siamo pronti a scommetterci, anche perché la filosofia della qualità strettamente selezionata e del contatto diretto con il produttore è rimasta, anzi si è rafforzata, ed è quella che ha fatto diventare un punto di riferimento per gli appassionati e professionisti italiani e non questo evento nato “amatorialmente” quale iniziativa di un gruppo di amici.

Uno di questi amici era Helmut Köcher (co-fondatore del Gourmet’s International) che con Federica Schir (a tenere le fila dell’organizzazione) anche quest’anno si sono fermati a Firenze, nel cuore di una regione cruciale per l’enologia italiana, per illustrare le novità di questa edizione. Qui li abbiamo incontrati, nella bella enoteca Gustavino a due passi da Piazza della Signoria.

Diamo subito qualche numero: 344 aziende vitivinicole selezionate, che, oltre ai consueti “Cento” dell’”eccellenza”, comprendono 94 aziende italiane e 69 internazionali nei “top selected”; 41 Château dell’Union Grands Crus de Bordeaux; 4 Consorzi, 12 produttori selezionati per il “Dulcis in Fundo”, selezione di vini da dessert. E poi “100% Italia”, 18 produttori di vino da vitigno autoctono (in rappresentanza della manifestaziobe “Ein Prosit in Tarvis”, dedicata ai prodotti da vitigno autoctono che si svolgerà a Tarvisio, in Friuli, il 6 e 7 dicembre) ed infine una sezione dedicata al Primitivo, con sei produttori selezionati.

Poi ci sarà “Culinaria”, con produttori selezionati di caffè, formaggio, salumi, cioccolato, dolci, olio d’oliva, aceto balsamico tradizionale, pane, pasta e riso.... Ed è proprio dal versante gastronomico che arriva una “corposa” novità: la manifestazione “satellite” “Italia in Gusto 2003”, accessibile con il biglietto del Wine Festival oppure a parte, che si svolgerà nella vicina Sala Esplanade, con 50 esponenti di diversi territori a presentare i propri prodotti.

Ma da Firenze, intanto, vi riportiamo qualche anteprima interessante su quello che troveremo a Merano. Innanzitutto Bibi Graetz, giovane e simpatico vignaiolo del terrotorio fiesolano (non fatevi ingannare dal nome: padre israeliano, madre norvegese, nonno tedesco ma lui fiorentinissimo) ci ha fatto sentire il suo Testamatta 2001 (70% sangiovese, 15% colorino, 12% canaiolo, ed il resto fra moscato nero e malvasia nera) tratto da 15 ettari di vigne non più giovani di quindici anni. Un colore violaceo cupissimo prelude ad un vino dal fruttato molto maturo (anzi, con qualche risonanza confetturata) che evoca la mora e il mirtillo, la prugna secca ed il goudron. Una bocca vellutata, cremosa, pastosa e potente, persistente nella sua proposta aromatica e conclusa da un bel tannino dolce configura questo vino come dalla beva piuttosto imponente.

Situazione di partenza, territorio ed approccio stilistico completamente diversi per il Borro 2001, frutto delle tenute di Ferragamo nell’aretino (per ora sono 7-8 ettari, saranno 40 ettari in produzione nel 2007). Cabernet sauvignon e merlot, con un 10% di syrah ed un minimo saldo di petit verdot sono vanno a comporre questo vino dal naso pulito, molto elegante, floreale e dalla finissima speziatura ma anche ricco di frutta nera. Nello stile, così preciso ed un tantino “pettinato” si intravede la figura dell’enologo Niccolo’ d’Afflitto. Al palato è un vino levigato ed agile, con una acidità che lo rende partner ideale di cibi anche grassi, e si conclude con una scia segnata da un rovere che a pochi giorni dall’imbottigliamento è ancora piuttosto sensibile.

Grande estroversione e comunicativa nei vini della maremmana Fattoria di Magliano: c’è un 15% di syrah a completare la quota di sangiovese nel Morellino di Scansano 2002, un vino ampio ed esuberante al naso, segnato da speziature “rosse” (ginger, cannella, pepe rosso) e da folate di erbe aromatiche. Fresca e dal notevole mordente la bocca. Ma quel che più colpisce è come sia simile il carattere dell’altro vino, il Poggio Bestiale 2001 (48% cabernet sauvignon, 48% merlot, 4% cabernet franc), sia sul versante aromatico che ripropone le speziature e la frutta rossa, segno, ci pare di intravedere, di un territorio fortemente marcante, ma anche su quei tratti di succulenza ed ipercomunicatività.

“Dulcis in fundo” con il Moscadello di Montalcino 2001 di Mocali, niente appassimento ma solo vendemmia tardiva e (come è successo, per ovvi motivi, anche quest’anno): profumi suadenti, penetranti, non sfacciatamente dolci che preludono ad un vino idealmente abbinabile a formaggi stagionati.

21 ottobre 2003

   

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