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Vino, territorio e cultura:
il piacevole percorso dei giovanissimi
Le nuove annate di Langa e Roero: Alba
Wines Exhibition 2004
1-5 Aprile: torna
Vinitaly
Sicilia en primeur, vetrina
del vino siciliano
I falsi non si distinguono dai veri
Inaugurata
la Strada Medicea dei Vini di Carmignano: proiettati
nella tradizione
Bianchi
non significa adolescenti
Bei ricordi: Gaurano
castel monte Petrino 1971 Michele Moio fu Luigi
Le quattro stelle del vino toscano,
fra inquititudini e minacce europee
Cuore
sardo alla settimana dell'olio
Non
ho l'età
La
festa del maiale
Orizzonti
e Vertici. Il Brunello di Montalcino in Versilia
Una bella avventura
Etica e
impresa vitivinicola
PrimoVolo, tre
territori in un vino
Impressioni dal Wine
Festival di Merano
8-10 Novembre: torna
il Winefestival di Merano
Inaugurata la cantina di
Petra
Vignaioli, finalmente!
Quattro
anni di AcquaBuona
In archivio


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8-10 Novembre: torna il Winefestival
di Merano
di Riccardo Farchioni
Il
Winefestival di Merano si avvia a celebrare dall8 al 10 Novembre
nel Kurhaus della cittadina altoatesina la sua 12^ edizione che sarà,
presumiamo, un nuovo grande successo.
Siamo pronti a scommetterci, anche perché la filosofia della qualità
strettamente selezionata e del contatto diretto con il produttore è
rimasta, anzi si è rafforzata, ed è quella che ha fatto
diventare un punto di riferimento per gli appassionati e professionisti
italiani e non questo evento nato amatorialmente quale iniziativa
di un gruppo di amici.
Uno di questi amici era Helmut Köcher (co-fondatore del Gourmets
International) che con Federica Schir (a tenere le fila dellorganizzazione)
anche questanno si sono fermati a Firenze, nel cuore di una regione
cruciale per lenologia italiana, per illustrare le novità
di questa edizione. Qui li abbiamo incontrati, nella bella enoteca Gustavino
a due passi da Piazza della Signoria.
Diamo subito qualche numero: 344 aziende vitivinicole selezionate, che,
oltre ai consueti Cento delleccellenza,
comprendono 94 aziende italiane e 69 internazionali nei top
selected; 41 Château dellUnion Grands
Crus de Bordeaux; 4 Consorzi, 12 produttori selezionati per il
Dulcis in Fundo, selezione di vini da dessert.
E poi 100% Italia, 18 produttori di vino
da vitigno autoctono (in rappresentanza della manifestaziobe Ein
Prosit in Tarvis, dedicata ai prodotti da vitigno autoctono
che si svolgerà a Tarvisio, in Friuli, il 6 e 7 dicembre) ed infine
una sezione dedicata al Primitivo, con sei produttori selezionati.
Poi ci sarà Culinaria, con produttori
selezionati di caffè, formaggio, salumi, cioccolato, dolci, olio
doliva, aceto balsamico tradizionale, pane, pasta e riso.... Ed
è proprio dal versante gastronomico che arriva una corposa
novità: la manifestazione satellite Italia
in Gusto 2003, accessibile con il biglietto del Wine Festival
oppure a parte, che si svolgerà nella vicina Sala Esplanade, con
50 esponenti di diversi territori a presentare i propri prodotti.
Ma da Firenze, intanto, vi riportiamo qualche anteprima interessante su
quello che troveremo a Merano. Innanzitutto Bibi Graetz, giovane
e simpatico vignaiolo del terrotorio fiesolano (non fatevi ingannare dal
nome: padre israeliano, madre norvegese, nonno tedesco ma lui fiorentinissimo)
ci ha fatto sentire il suo Testamatta 2001 (70% sangiovese, 15%
colorino, 12% canaiolo, ed il resto fra moscato nero e malvasia nera)
tratto da 15 ettari di vigne non più giovani di quindici anni.
Un colore violaceo cupissimo prelude ad un vino dal fruttato molto maturo
(anzi, con qualche risonanza confetturata) che evoca la mora e il mirtillo,
la prugna secca ed il goudron. Una bocca vellutata, cremosa, pastosa e
potente, persistente nella sua proposta aromatica e conclusa da un bel
tannino dolce configura questo vino come dalla beva piuttosto imponente.
Situazione di partenza, territorio ed approccio stilistico completamente
diversi per il Borro 2001, frutto delle tenute di Ferragamo nellaretino
(per ora sono 7-8 ettari, saranno 40 ettari in produzione nel 2007). Cabernet
sauvignon e merlot, con un 10% di syrah ed un minimo saldo di petit verdot
sono vanno a comporre questo vino dal naso pulito, molto elegante, floreale
e dalla finissima speziatura ma anche ricco di frutta nera. Nello stile,
così preciso ed un tantino pettinato si intravede la
figura dellenologo Niccolo dAfflitto. Al palato è
un vino levigato ed agile, con una acidità che lo rende partner
ideale di cibi anche grassi, e si conclude con una scia segnata da un
rovere che a pochi giorni dallimbottigliamento è ancora piuttosto
sensibile.
Grande estroversione e comunicativa nei vini della maremmana Fattoria
di Magliano: cè un 15% di syrah a completare la quota
di sangiovese nel Morellino di Scansano 2002, un vino
ampio ed esuberante al naso, segnato da speziature rosse (ginger,
cannella, pepe rosso) e da folate di erbe aromatiche. Fresca e dal notevole
mordente la bocca. Ma quel che più colpisce è come sia simile
il carattere dellaltro vino, il Poggio Bestiale 2001 (48%
cabernet sauvignon, 48% merlot, 4% cabernet franc), sia sul versante aromatico
che ripropone le speziature e la frutta rossa, segno, ci pare di intravedere,
di un territorio fortemente marcante, ma anche su quei tratti di succulenza
ed ipercomunicatività.
Dulcis in fundo con il Moscadello di Montalcino 2001
di Mocali, niente appassimento ma solo vendemmia tardiva
e (come è successo, per ovvi motivi, anche questanno): profumi
suadenti, penetranti, non sfacciatamente dolci che preludono ad un vino
idealmente abbinabile a formaggi stagionati.
21 ottobre 2003
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