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Convegno alla Fattoria Poggio Gagliardo di Montescudaio
Etica e impresa vitivinicola (ma non si parla di prezzi)

di Riccardo Farchioni

E alla fine arrivò il terribile 1986. La spinta furiosa verso la massima produzione a scapito della qualità e la bramosia di profitto condusse al tragico capolinea: il "vino al metanolo", diabolica ed umana realizzazione del miracolo della trasformazione dell’acqua in vino. Ma l’etica può regolare la strategia di una impresa, e nel caso agroalimentare essa può avere un ruolo più importante che in altri ambiti?

Questo è stato l’argomento di un convegno organizzato dalla Fattoria Poggio Gagliardo, una ormai storica realtà di Montescudaio, nel sud della provincia di Pisa (tel. 0586/630661). Per Walter Surbone (grande gentiluomo del vino) e suo figlio Andrea è un punto d’orgoglio organizzare ogni anno un appuntamento di riflessione: nel 2002, sui vitigni autoctoni; nel 2003 questo su “Etica ed impresa vitivinicola”; l’anno prossimo, anticipiamo, verterà su “Ricerca pura ed applicata”.

“Non è dalla benevolenza del fornaio o del macellaio che dipende il mio desinare, ma dal suo interesse...”: questa è l’opinione di Adam Smith, il quale altrove sostiene tuttavia anche che l’olio del mercato è l’onestà e la fedeltà ai patti. "Non a caso il mercato è anche un luogo fisico d’incontro e di scambi e deve essere eticamente regolato per il bene del suo andamento", fa osservare Simone Morandini - coordinatore del progetto “Etica, filosofia e teologia” della fondazione Lanza di Padova. Ed è proprio questo un tema che ha attraversato l’intero dibattito: le regole, l’onestà sono solo qualcosa da abbracciare sotto una spinta “volontaristica” motivata dal proprio senso morale o sono qualcosa di essenziale per la funzionalità del mercato stesso e più in generale delle nostre attività?

Il tema delle regole è centrale secondo Ermete Realacci, deputato e presidente uscente di Lagambiente, che ha su questo punto gioco facile nel “punzecchiare” il ministro dell’Ambiente Altero Matteoli, membro di un governo che condona a ripetizione chi le regole non le rispetta. Al contrario, si deve riuscire a dimostrare che un comportamento etico favorisce lo sviluppo per le imprese, cioè "conviene": Della Valle è tornato a produrre in Italia a costi più alti perché solo l’Italia garantisce la qualità essenziale per il successo dei suoi prodotti. E da parte sua Matteoli, affrontando un altro tema di stretta attualità, ha insistito sul rigore del governo nel contrastare gli OGM (“non c’è settimana che l’ambasciatore americano non inviti a pranzo me e il ministro delle politiche agricole Alemanno per esercitare pressioni sull’argomento”).

Dal punto di vista dei produttori, si è molto insistito sul rispetto delle regole come salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio da parte di chi deve operare sul territorio, anche con una certa incisività. Leonardo Raspini, manager della Tenuta dell’Ornellaia ha osservato che “un agronomo – questa è la mia origine – è abituato ad avere dei vincoli molto importanti da rispettare, che sono quelli del clima e della terra”.

Angelo Gaja da dato invece una interpretazione più personale dell'etica del produttore: “Io, piemontese, sono venuto in Toscana e mi sono insediato in due realtà già molto affermate come quelle di Montalcino e di Bolgheri. Consapevole di essere entrato in un giardino che altri avevano già riempito di fiori, cerco di comportarmi con discrezione, di andare in punta di piedi e col massimo rispetto dei miei colleghi.”

Pur nella vivacità degli interventi, il convegno a nostro avviso ha mancato di approfondire un argomento, quello del prezzo del vino, che nel giro di pochi mesi è passato dall’essere considerato “antiestetico” (se non sconveniente) alla condizione di protagonista ossessivamente evocato, talvolta finanche in modo un tantino demagogico. E l’applicazione del concetto di etica (o magari addirittura di moralità) alla politica dei prezzi sarebbe stata probabilmente fonte di infinite discussioni, tali forse da meritare un altro convegno al quale auspichiamo presto di partecipare.

19 dicembre 2003

   

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