|
Vino, territorio e cultura:
il piacevole percorso dei giovanissimi
Le nuove annate di Langa e Roero: Alba
Wines Exhibition 2004
1-5 Aprile: torna
Vinitaly
Sicilia en primeur, vetrina
del vino siciliano
I falsi non si distinguono dai veri
Inaugurata
la Strada Medicea dei Vini di Carmignano: proiettati
nella tradizione
Bianchi
non significa adolescenti
Bei ricordi: Gaurano
castel monte Petrino 1971 Michele Moio fu Luigi
Le quattro stelle del vino toscano,
fra inquititudini e minacce europee
Cuore
sardo alla settimana dell'olio
Non
ho l'età
La
festa del maiale
Orizzonti
e Vertici. Il Brunello di Montalcino in Versilia
Una bella avventura
Etica e
impresa vitivinicola
PrimoVolo, tre
territori in un vino
Impressioni dal Wine
Festival di Merano
8-10 Novembre: torna
il Winefestival di Merano
Inaugurata la cantina di
Petra
Vignaioli, finalmente!
Quattro
anni di AcquaBuona
In archivio


|
|
Convegno alla Fattoria Poggio Gagliardo
di Montescudaio
Etica e impresa vitivinicola (ma non si parla di prezzi)
di Riccardo Farchioni
E
alla fine arrivò il terribile 1986. La spinta furiosa verso la
massima produzione a scapito della qualità e la bramosia di profitto
condusse al tragico capolinea: il "vino al metanolo", diabolica
ed umana realizzazione del miracolo della trasformazione dellacqua
in vino. Ma letica può regolare la strategia di una impresa,
e nel caso agroalimentare essa può avere un ruolo più importante
che in altri ambiti?
Questo è stato largomento di un convegno organizzato dalla
Fattoria Poggio Gagliardo, una ormai storica realtà di Montescudaio,
nel sud della provincia di Pisa (tel. 0586/630661). Per Walter Surbone
(grande gentiluomo del vino) e suo figlio Andrea è
un punto dorgoglio organizzare ogni anno un appuntamento di riflessione:
nel 2002, sui vitigni autoctoni; nel 2003 questo su Etica ed impresa
vitivinicola; lanno prossimo, anticipiamo, verterà
su Ricerca pura ed applicata.
Non è dalla benevolenza del fornaio o del macellaio che dipende
il mio desinare, ma dal suo interesse...: questa è lopinione
di Adam Smith, il quale altrove sostiene tuttavia anche
che lolio del mercato è lonestà e la fedeltà
ai patti. "Non a caso il mercato è anche un luogo fisico dincontro
e di scambi e deve essere eticamente regolato per il bene del suo andamento",
fa osservare Simone Morandini - coordinatore del progetto Etica,
filosofia e teologia della fondazione Lanza di Padova. Ed è
proprio questo un tema che ha attraversato lintero dibattito: le
regole, lonestà sono solo qualcosa da abbracciare sotto una
spinta volontaristica motivata dal proprio senso morale o
sono qualcosa di essenziale per la funzionalità del mercato stesso
e più in generale delle nostre attività?
Il tema delle regole è centrale secondo Ermete Realacci,
deputato e presidente uscente di Lagambiente, che ha su questo punto gioco
facile nel punzecchiare il ministro dellAmbiente Altero
Matteoli, membro di un governo che condona a ripetizione chi le regole
non le rispetta. Al contrario, si deve riuscire a dimostrare che un comportamento
etico favorisce lo sviluppo per le imprese, cioè "conviene":
Della Valle è tornato a produrre in Italia a costi più alti
perché solo lItalia garantisce la qualità essenziale
per il successo dei suoi prodotti. E da parte sua Matteoli, affrontando
un altro tema di stretta attualità, ha insistito sul rigore del
governo nel contrastare gli OGM (non cè settimana che
lambasciatore americano non inviti a pranzo me e il ministro delle
politiche agricole Alemanno per esercitare pressioni sullargomento).
Dal punto di vista dei produttori, si è molto insistito sul rispetto
delle regole come salvaguardia dellambiente e del paesaggio da parte
di chi deve operare sul territorio, anche con una certa incisività.
Leonardo Raspini, manager della Tenuta dellOrnellaia ha osservato
che un agronomo questa è la mia origine è
abituato ad avere dei vincoli molto importanti da rispettare, che sono
quelli del clima e della terra.
Angelo Gaja da dato invece una interpretazione più personale
dell'etica del produttore: Io, piemontese, sono venuto in Toscana
e mi sono insediato in due realtà già molto affermate come
quelle di Montalcino e di Bolgheri. Consapevole di essere entrato in un
giardino che altri avevano già riempito di fiori, cerco di comportarmi
con discrezione, di andare in punta di piedi e col massimo rispetto dei
miei colleghi.
Pur nella vivacità degli interventi, il convegno a nostro avviso
ha mancato di approfondire un argomento, quello del prezzo del vino, che
nel giro di pochi mesi è passato dallessere considerato antiestetico
(se non sconveniente) alla condizione di protagonista ossessivamente evocato,
talvolta finanche in modo un tantino demagogico. E lapplicazione
del concetto di etica (o magari addirittura di moralità) alla politica
dei prezzi sarebbe stata probabilmente fonte di infinite discussioni,
tali forse da meritare un altro convegno al quale auspichiamo presto di
partecipare.
19 dicembre 2003
|