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1-5 Aprile: torna Vinitaly
di Riccardo Farchioni

Immancabile, come ogni anno, è arrivato il momento di Vinitaly, ossia ufficialmente il "Salone internazionale dei vini e dei distillati", o, come recita uno slogan, "il giro del mondo del vino in cinque giorni". Ma cos'è Vinitaly? In poche parole: circa quattromila espositori (ossia produttori italiani ma anche francesi, austriaci, tedeschi, portoghesi, ungheresi americani, cileni, australiani, … ) si raduneranno nel quartiere fieristico di Verona per far assaggiare i loro vini agli operatori. Si accede alla manifestazione con una cartolina invito, l'orario e' continuato dalle 9 alle 19.

Insidiata da perenni voci di declino e dalla concorrenza di altre fiere estere e nostrane, arriva puntuale, ancora più grande ed ancora più viva. Avrà tutti i suoi difetti (Verona gli sta stretta, ma che volete farci se l'idea l'hanno avuta lì e non a Roma o Milano?), ma eccola ancora qui, a quasi quarant'anni di vita, i produttori (la stragrande maggioranza) non ci rinunciano, e sono lì, negli stand piccoli o grandi, semplici o dalle architetture ambiziose, freschi come le rose il giovedì e sfiniti il lunedì, l'ultimo giorno.

Al di là delle degustazioni guidate, dei convegni, degli eventi (vedere il sito www.vinitaly.com per tutte le informazioni in merito) è interessante e istruttivo semplicemente passeggiare per i padiglioni e osservare i volti dei produttori: i vignaioli più veraci dal viso arrossato magari si possono trovare nel padiglione del Friuli, più smaliziati sono gli occupanti degli stand della Toscana e del Piemonte, consci del valore ad essi universalmente riconosciuto; se si cerca una vivacità tutta particolare si vada nei padiglioni del sud.

E per concludere, perché si va a Vinitaly? Per incontrare, discutere di prezzi e di ordini e il bravo enotecaro o ristoratore, quello che non aspetta imbeccate per farsi dire cosa vendere ai clienti, ci va per trovare novità. Ma soprattutto si va perché è la più grande rappresentazione live del mondo del vino italiano, e pertanto non si può mancare. Una rappresentazione dalla quale, essendo bravi, si potrà leggere cosa sta succedendo davvero al di là delle frasi di rito, dietro le forzate rassicurazioni che tutto va come sempre, che la crisi non c'è, ma anche al di là dei catastrofismi che sono diventati anch'essi degli slogan.

28 marzo 2004

 

 

   

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