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I titoli


Appello ieri ad alba davanti a migliaia di visitatori della festa del vino. La tutela di Langhe e Roero ora passa anche da Internet


ALBA La festa del vino nelle strade del capoluogo delle Langhe è stata un successo al di là delle previsioni. Migliaia di visitatori hanno affollato via Maestra e tutte le zone della città piene di banchi d’assaggio. Il momento più elegante lo ha offerto la degustazione di barolo al Teatro Sociale, un confronto fra grandi etichette e cru dell’annata ‘97 condotto da Gigi Brozzoni del Seminario Veronelli. Ha invece fermato l’intenso traffico pedonale in via Maestra il «Salotto della Festa del vino». Davanti alla scenografia delle storiche «Cantine Cinzano», Franco Ziliani, stimolante e costruttivo animatore del sito «Wine Report» - il più cliccato dagli enoappassionati - e Riccardo Farchioni (www.acquabuona.it), moderati da Luca Ferrua de La Stampa, hanno offerto un interessante spaccato del vino visto da internet. Strappando applausi al folto pubblico di appassionati, enologi e produttori Ziliani ha lanciato un appello per la tutela del territorio e dei suoi prodotti, ricordando come la forza delle Langhe stia nel nebbiolo e nelle colline, due elementi da preservare e tutelare. Le degustazioni hanno coinvolto non solo vini prestigiosi, ma tra i protagonisti della grande giornata albese organizzata da «Go wine» e inventata dal suo presidente Massimo Corrado, ci sono stati anche i maestri del cioccolato, travolti dalle richieste di assaggi. [g. f.]


(La Stampa, 1/10/2001)


La famiglia di Dante torna in Toscana per produrre vino

Jo Cookie
Un discendente di Dante Alighieri è ritornato alle radici della sua famiglia in Toscana a causa di un accordo con la firma di vini veneti Masi. I partner hanno acquistato una fattoria con circa 200 acri di terra adatta a vigneto nell'area di Montecucco (vicino alla denominazione Brunello di Montalcino), dove progettano di stabilire una importante azienda per la produzione di vini rossi. Il prezzo di acquisto non è stato rivelato, ma la cifra dovrebbe aggirarsi attorno ai 5 milioni di dollari investiti per piantare le vigne e costruire una cantina. "Volevamo espanderci fuori dal Veneto, ma con un progetto che combinasse il nostro background veneto con il rispetto della storia," ha detto il presidente e proprietario della Masi, Sandro Boscaini, che ha comprato la proprietà insieme a Pieralvise Serego Alighieri. Boscaini ha prodotto vini con la famiglia Alighieri per tre decenni nella loro tenuta nel Veneto. Quindi, ha detto Boscaini, "abbiamo pensato 'Perché non riportare Dante in Toscana?'". Sono passati circa sette secoli da quando Dante Alighieri, autore della Divina Commedia, fu costretto all'esilio dal governo di Firenze. La famiglia Alighieri si stabilì in Veneto, dove nel 1353 Pietro, il figlio di Dante, comprò una tenuta dal nome Possessione Casal dei Ronchi, circa 12 miglia fuori Verona. Da allora la famiglia ha prodotto vino nella tenuta di 300 ettari e, in anni recenti, ha prodotto Valpolicella e Amaroni molto buoni sotto l'etichetta Masi. Le relazioni commerciali tra la tenuta di Serego Alighieri e Masi risale agli anni '70, quando le due aziende firmarono un accordo commerciale e di assistenza tecnica. Nel 1990, Serego Alighieri è diventato partner del gruppo Masi, mantenendo la sua etichetta per i vini prodotti nella sua tenuta. L'intento del loro progetto in Toscana è di produrre due rossi: un supertuscan importante e un secondo vino, con la prima vendemmia commerciale nel 2005. "Abbiamo la potenzialità di produrre 42mila casse di vino," ha detto Boscaini. "La composizione esatta dei vini deve ancora essere decisa," ha aggiunto. "Ma l'enfasi sarà data sulle varietà locali, sangiovese, canaiolo e colorino." Oltre a piantare nuove vigne, Boscaini hadetto che i partner costruiranno una nuova cantina e realizzeranno un nuovo centro culturale e di educazione al vino simile a quello già esistente nella tenuta di Serego Alighieri in Veneto.


(Wine Spectator, 1/10/2001)


Una "crociata" per salvare gli antichi vitigni

"Salviamo gli antichi vitigni italiani". È con questo slogan che partirà dalla prossima settimana una "crociata" per difendere il grande patrimonio viticolo d'Italia, ormai ritenuto a rischio di estinzione. L' occasione viene da "Ruralia", in programma dall' 11 al 14 ottobre a Gorizia, e in particolare da una sorta di "veglia" che sarà organizzata la sera del 12 ottobre per raccontare, in parole e musica, la storia degli antichi vitigni italiani, minacciati dall'omologazione del gusto sempre più orientato verso un massiccio utilizzo di varietà internazionali.
A orchestrare la "veglia" sarà Paolo Frola, definito il "cantastorie dei vini", insieme alle testimonianze di alcuni noti personaggi del mondo del vino e dello spettacolo. Tra gli antichi vitigni italiani da salvare l’Umbria è rappresentata dal Sagrantino di Montefalco.


(Il Messaggero, 2/10/2001)


Castelli Romani. Strada del vino: scelto il marchio, in cantiere la campagna adesioni

Due anni fa, dopo vent'anni di gestazione della legge, si è insediato il comitato promotore della Strada dei vini dei vini dei Castelli Romani. I dirigenti del comitato, che si avvale del supporto organizzativo dell'Azienda romana per i mercati, fanno sapere che in questi due anni è stato classificato il patrimonio artistico, monumentale e culturale dei Castellli Romani ed è stato effettuato il censimento delle strutture che potenzialmente hanno titolo per aderire alla Strada dei vini. È stato, inoltre, emesso il bando per il marchio e sono stati adottati logo e ed il regolamento d'uso della Strada dei vini. E' iniziata, infine, la campagna di adesione al comitato e si sta predisponendo un sistema di qualità a cui dovranno attenersi gli aderenti.
Nell'immediato futuro dovrebbero partire gli incentivi per le aziende pubbliche ed i privati che intendono aderire. La Camera di commercio ha già finanziato il progetto con due miliardi, 500 milioni li ha, invece, concessi l'assessorato alla Agricoltura della Regione Lazio.

L.Jo.

(Il Messaggero, 2/10/2001)


Un libro nel ricordo di Matteo Correggia.

CANALE «All’Enoteca del Roero. Una finestra sulle colline del vino», il libro dedicato al giovane produttore vinicolo (38 anni) di Canale, Matteo Correggia, recentemente scomparso, è stato presentato ieri sera nella sala dell’Enoteca regionale alla presenza di un folto pubblico. Il volume, un viaggio nelle stagioni, nei miti, nelle leggende, nella cucina del Roero, con i racconti di Luigi Sugliano (giornalista de «La Stampa»), le ricette di Davide Palluda, gli acquerelli di Eugenio Comencini, è stato commentato dal presidente di Slow Food, Carlo Petrini e dai giornalisti Giovanni Tesio e Gianni Mura. Tutti hanno avuto parole di apprezzamento per gli autori e la loro opera, «un regalo al territorio del Roero». Un accenno polemico nell’intervento di Petrini. Ha detto: «Un po’ di campanilismo tra Langhe e Roero stimola e favorisce la dialettica. Il Roero deve puntare sulla sua diversità, sui suoi vini eccellenti, come quelli di Correggia, che hanno avuto riconoscimenti in tutto il mondo». Ha concluso puntando il dito contro coloro che impiantano vigne dappertutto, anche dove ci sono sempre stati boschi e prati. Fra il pubblico c’erano anche Luigi Veronelli, il senatore Tomaso Zanoletti, il presidente della Provincia Giovanni Quaglia, sindaci, produttori e giornalisti. [g. f.]



(La Stampa, 2/10/2001)

Alba, da venerdì per l’inaugurazione della 71" Fiera nazionale del tartufo. Aziende ambasciatrici della qualità

ALBA Nell’ambito della 71" Fiera nazionale del tartufo che si inaugurerà venerdì, sarà allestita la rassegna enogastronomica «Alba Qualità» con 250 aziende ambasciatrici della qualità dei prodotti piemontesi. Importante novità di quest’anno sono i «Seminari della qualità». In un ideale discorso iniziato tra gli stand della rassegna, i corsi, che si svolgeranno al piano superiore del palazzo di piazza Medford, rappresentano l’evoluzione dell’offerta turistica che viene fatta al visitatore. Lo scopo è quello di scoprire le qualità sotto i punti di vista culturale e sensoriale con assaggi, sotto la guida di esperti, che aiuteranno ad avere un contatto più profondo con il mondo dei sapori e degli aromi. L’iniziativa ha il sostegno dell’Enoteca del Piemonte. Ogni seminario sarà dedicato a un prodotto tipico. Il primo si svolgerà sabato, alle 17, su: «Il Roero: colline, rocche e nobili vini», curato dall’Enoteca regionale del Roero. Relatori, il giornalista de «La Stampa», Luca Ferrua e il presidente Luciano Bertello con degustazione guidata dall’enologo Gianfranco Cordero (presidente commissione degustazione enoteca). Protagonista sarà il vino 1999 presentato nella veste ufficiale della bottiglia ad etichetta dell’Enoteca regionale. Saranno presenti giornalisti provenienti dalla Danimarca, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Olanda, Usa, Scandinavia che partecipano a un educational tour. Nel secondo appuntamento del 7 ottobre (ore 10,30) il presidente del consorzio Murazzano, Giovanni Crivello, porterà alla scoperta dei formaggi IGP piemontesi e dei possibili abbinamenti in cucina. Saranno proposte degustazioni di 6 formaggi dop: Toma piemontese, Raschera, Bra, Murazzano, Robiola di Roccaverano e Castelmagno. Il 13 ottobre (ore 10,30) l’enologo Gian Mario Cerutti guiderà l’incontro: «Moscato d’Asti: un grande vino per la pasticceria d’autore». Lo stesso giorno, alle 17, il consorzio di tutela del Brachetto d’Acqui docg presenterà: «Il Brachetto d’Acqui: un nobile spumante rosso da dessert». Relatori, il presidente del consorzio Paolo Ricagno, il giornalista de «La Stampa» Sergio Miravalle e l’enologo Lorenzo Tablino. Doppio appuntamento per il 14 ottobre: alle 10,30 sarà di scena «Il prezioso mondo del tartufo bianco d’alba» con relatori Giacomo Oddero e Mauro Carbone, presidente e direttore del Centro nazionale studi sul tartufo, la giornalista Paola Gula. Alle 17 il direttore del Co.Al.vi Giorgio Marega e Luca Ferrua guideranno il seminario «Oro rosso Co.Al.Vi: una carne di qualità». Il 20 ottobre (10,30), «Il dolcetto di Dogliani: evoluzione di un vino» con Orlando Pecchenino (presidente Bottega del vino Dogliani), Luca Ferrua e l’enologo Lorenzo Raimondi. Seguirà, alle 17, «Il barolo e la sua terra» con Luigi Cabutto (presidente enoteca regionale Barolo), Luca Ferrua e l’enolgo Claudio Rosso. Il 27 ottobre, «I grandi rossi d’Alba: dolcetto, barbera, nebbiolo» con il senatore Tomaso Zanoletti (presidente enoteca regionale Cavour), Luca Ferrua e Armando Cordero. Sempre il 27, alle 17, ultimo seminario «Il barbaresco e i suoi quattro Comuni». Relatori: Aldo Vacca (presidente enoteca regionale Barbaresco), Giancarlo Montaldo (giornalista) e Marisa Fogliati (enologo). Per prenotazioni ai seminari, gli interessati possono rivolgersi a Well Com (tel.0173362958; fax 0173362940; e-mail:wellcom@areacom.it). All’ingresso presentare il coupon di conferma prenotazione che verrà inviato a tutti coloro che avranno aderito. Sarà anche possibile iscriversi alla cassa al momento del versamento della quota di 30 mila lire.

(La Stampa, 3/10/2001)

Chieti. Pronti 50 miliardi per la coltura del vino e dell'olio

CHIETI - Si è parlato di sostegno al settore vitivinicolo e olivicolo della provincia di Chieti nel corso dell'incontro svoltosi ieri tra l'assessore regionale all'Agricoltura, Francesco Sciarretta, il capogruppo di An alla Regione Abruzzo, Fabrizio Di Stefano, il presidente della Provincia di Chieti, Mauro Febbo e l'assessore provinciale all'Agricoltura di Chieti, Filippo Andreacola.
Un settore, quello vitivinicolo in particolare, che costituisce oltre un terzo del prodotto interno lordo dell'Agricoltura.
Sciarretta, accogliendo le istanze di Febbo e Andreacola, ha assicurato che i circa 50 miliardi della seconda tranches dei finanziamenti per l'Agricoltura relativi alla misura saranno in gran parte destinati ai settori vitivinicolo e olivicolo. Sciarretta ha inoltre sottolineato che in futuro i bandi con i quali vengono erogati contributi e finanziamenti saranno di più agevole interpretazione per evitare difficoltà ai produttori. L'assessore si è impegnato ad incentivare il sostegno dell'uva da tavola, settore attualmente in grave crisi, magari attraverso la creazione di un marchio di qualità e la promozione dello stesso marchio.
"Nei settori vitivinicolo e olivicolo l'Abruzzo sta facendo registrare passi da gigante - ha commentato il presidente della Provincia di Chieti, Mauro Febbo - Vorrei ricordare che la precedente giunta regionale su 114 miliardi destinati all'Agricoltura ne aveva stanziati solo tre per il settore vitivinicolo mentre oggi abbiamo garanzie non solo di una maggiore attenzione sotto il profilo economico-finanziario ma di una organica politica degli interventi".


(Il Messaggero, 3/10/2001)


Barbera per Rudolph Giuliani

Sergio Miravalle
Piergiorgio Scrimaglio non è un produttore di vino in senso classico: ha lavorato fino a qualche anno fa a Milano nel mondo della moda e dei cosmetici. È tornato a Nizza Monferrato per dar manforte, con il fratello, al padre Mario a condurre l'azienda di famiglia con una ventina di ettari di vigne. Crede nell'enologia di qualità ed è stato tra i promotori del progetto «IL», condotto d'intesa con Fontanafredda e con le cantine sociali di Vinchio e Nizza. Ne è nata una barbera orgogliosa, piena e suadente, prodotta in 150 mila bottiglie annue e venduta a prezzi che non costringono ad accendere un mutuo. Una scomessa enologica firmata da Giuliano Noè, uno dei wine maker più quotati in Piemonte e non solo per il suo biblico cognome. Ora «Il Sogno», quel sogno, ha vissuto una serata che il quarantenne Scrimaglio non dimenticherà più e che racconta con l'emozione negli occhi. È accaduto al Grand Hotel Marriot di New York, alla cena d'onore dei premi «Appeal of Coscience», una fondazione interconfessionale che ogni anno assegna riconoscimenti alle personalità che nel mondo politico ed economico si sono battute per la pace, il progresso e la convivenza dei popoli e delle religioni. L'elenco dei «past award winners» è poderoso. Vi spiccano nomi come Gorbaciov, Kissinger, re Juan Carlos di Spagna, Gerhard Schroeder e tra gli italiani Romano Prodi, Giovanni Agnelli, il cardinale Agostino Casaroli. Dopo ciò che è accaduto in America l'11 settembre, la festa di consegna dei premi 2001 (a Kim Dae-Jung, presidente della Repubblica di Corea, e Heinrich Pierer, presidente della Siemens) ha assunto un valore speciale: erano invitati tutti gli ambasciatori accreditati alle Nazioni Unite. C'era il cardinale Egan a nome del Papa, e c’erano i massimi dirigenti delle chiese armene e ortodosse, i rappresentanti delle comunità ebraiche e del centro culturale arabo-americano. Un momento di confronto non convenzionale e la conferma che il dialogo non deve interrompersi. A suggellare l'incontro era presente anche il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ed è intervenuto, tra l'emozione generale, anche il sindaco di New York city Rudolph Giuliani. Il sindaco «eroe» italo-americano e gli ottocento ospiti, hanno accompagnato la cena con i vini piemontesi della Scrimaglio: un Gavi del 2000, una barbera d'Asti '97 Roccanivo e «Il Sogno» 1998. Erano le uniche presenze enologiche dell'eccezionale convivio, dove per ragioni di evidente opportunità si sono evitati i brindisi. Al tavolo 51 c'era anche Pier Giorgio Scrimaglio, da Nizza Monferrato, emozionato come un bambino al primo giorno di scuola. Ha seguito passo passo il lavoro dei sommelier del Marriot, beandosi a fine serata dei complimenti non convenzionali di molti dei commensali. Una occasione unica, nata per una catena di conoscenze e amicizie che hanno fatto finire la barbera sulla tavola dei grandi della terra. Il vino come ambasciatore di pace nel mondo. E che il sogno si avveri.

(La Stampa, 4/10/2001)


Zonin: "Sono i vigneti il vero oro della Puglia"

Alla presentazione di Banca Idea, insieme al direttore commerciale Silvano Salvestrini e al direttore generale Marco Sturmann, c'era anche Gianni Zonin, presidente della capogruppo Banca Popolare di Vicenza. Parla da potente del credito: «L'interesse del nostro gruppo, in futuro, potrebbe riguardare soprattutto il mondo delle popolari e delle casse rurali. Ma per ora non c'è niente di definito». Ma soprattutto, da imprenditore vitivinicolo che da qualche anno ha scommesso sul Salento per investire in nuove produzioni. L'investimento riguarda 220 ettari di terreno fra Lecce, Brindisi e Taranto per un totale di cinquemila piante.
Un primo bilancio.
Siamo molti soddisfatti. I vini rossi sono di grandissima qualità. Abbiamo molte aspettative per il Negramaro, l'Aglianico, il Primitivo e il Petit Merlot. Ora pensiamo di puntare anche sul bianco e per il prossimo marzo avremo i primi risultati con il Fiano di Avellino.
Quali sono le caratteristiche della produzione?
Ogni vite dà pochissima uva, ma di grandissima qualità. E le piante sono tutte irrigate a goccia.
Che idea si è fatta dello sviluppo del settore vitivinicolo in questa regione?
La Puglia ha delle enormi potenzialità che non solo non sono state valorizzate: non sono state mai scoperte, oserei dire.
Cosa bisogna fare per sviluppare meglio il settore, secondo lei?
Già colgo un evidente sforzo per aggiornare la viticoltura. Il sistema a tendone non dà qualità ma solo quantità. Se si vuole invece vincere sui mercati internazionali, bisogna puntare sulla qualità. E allora occorre abbandonare il tendone e puntare al cordoncino speronato.
Quali sono, invece, i limiti storici della produzione in questa regione?
Finora la Puglia ha pensato a se stessa soltanto in quanto grande serbatoio dei vini da taglio da utilizzare per altre regioni. Oggi, invece, anche grazie alle nuove tecnologie, si sta pensando a un nuovo approccio.
Perché è conveniente, per un imprenditore del Nord come lei venire qui a investire?
Un imprenditore vitivinicolo ha bisogno di tre cose: sole, acqua e manodopera. Qui il sole c'è. L'acqua no, ma nella zona dove opero io sì, grazie anche al sistema d'irrigazione a goccia. E la manodopera, quella non manca affatto.
La crisi dei mercati dopo la tragedia americana può danneggiare il settore?
Per ora segnali non se ne vedono. Ma fra tre o quattro mesi forse qualcosa si vedrà soprattutto sul mercato americano. Perché lì il vino è un bene voluttuario ed è soprattutto il consumo dei prodotti di pregio a calare in caso di recessione.
(da.c.)

(La Repubblica - Bari, 5/10/2001)

Chianti Geografico - Quaranta anni valgono una bella festa.

CHIANTI - Questo compleanno gli agricoltori del Chianti Geografico lo ricorderanno oggi con tanti appuntamenti.
Presidente è oggi Giuseppe Bicocchi, direttore Carlo Salvadori.
Il simbolo che li distingue riporta i tre stemmi dei Comuni del Chianti, Castellina, Gaiole, Radda, a cui appartengono oltre duecento vignaioli: piccoli, medi e un po' più grandi.
Al Chianti Geografico consegnano le loro uve per essere vinificate e arrivate sul mercato con l'etichetta del Chianti Geografico. Nel 2000, furono vinificati 35.000 quintali di uve che si trasformarono in 24.000 ettolitri di vino. Il catalogo presenta oltre 20 etichette, 4 olii e due distillati.
Oggi si inizia alle ore 11, con "Cantina e vigna" e una visita delle cantine di Gaiole. Poi ci sarà un incontro con l'enologo Lorenzo Landi che parlerà del "2001: una vendemmia con 40 anni di esperienza".
Alle 13, agli ospiti sarà offerto un pranzo al Castello Lucignano.
Alle 20, la serata andrà avanti con la festa al castello di Fagnano.
Poi, si ricorderanno i 40 anni di storia con la presentazione del libro "Appunti di geografia. Il diario del Geografico nei ricordi di Alfonsino Sderci".

di Antonella Leoncini

(La Nazione, 6/10/2001)


Vini antichi, la bibbia è scozzese. Un libro raro di Henderson

Vellutato, con lieve sentore di frutti di bosco e prugna: quello della vendemmia di Pompei sarà un vino pregiato da apotheca, il sancta sanctorum dei vini antichi, sarà vicino a un vino tortivum o honorarium, riservato alle personalità? Si trova nelle botti, in questo momento, in attesa di un'etichetta, il futuro vino pompeiano ottenuto con la pigiatura dei grappoli di piedirosso e sciascinoso, tra i componenti dei doc del Vesuvio o dei Campi Flegrei. Ma Mastroberardino ha un segreto per dare pregio a questo rosso che vinificherà nelle sue cantine di Atripalda. Per saperne di più bisognerà aspettare 18 mesi, documentandosi su un testo corredato da magnifiche incisioni: Storia dei vini antichi dello scozzese Alexander Henderson, un raro libro del 1824 stampato in copie limitate dalla Conchiglia di Capri che dà preziose informazioni sulla Campania Felix, cantina dei romani, sulle varietà di vini, i metodi, i contenitori. Il primo novembre a Pompei apriranno le terme Suburbane e presto cominceranno i lavori del Piano nazionale archeologico alle terme Centrali e quelle del Sarno (5 in tutto, le altre 2 sono aperte).

(La Repubblica - Napoli, 6/10/2001)
 

 

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