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Posti che non si possono raccontare: l'Osterie Ai Ors

Ci sono dei posti e delle persone che le parole non possono raccontare. Possono solo farci immaginare un qualcosa, intravedere uno spiraglio di luce, che solo, poi, con l' esperienza personale e diretta si potrà comprendere fino in fondo. Non sono il tipo da credere alle favole, tutt'altro, da sempre accusato di un eccessivo pragmatismo, realismo e finanche cinismo. Ma in quei giorni, ahimé solo due, che ho trascorso presso l'Osterie Ai Ors in località Vidali, frazione di Dogna (provincia di Udine, uscita autostradale Pontebba sulla Udine-Tarvisio) mi è parso, quello sì, una favola di averla vissuta.

Non nascondo che forse sono stato suggestionato, un po', dai fantasiosi nomignoli delle stanze (ebbene sì ogni stanza, in questo luogo magico, ha il suo nome dipinto sulla porta di ingresso: si comincia al primo piano con "l'angolo dei fiori", quindi è la volta della "stanza dei folletti", per poi giungere al "nido delle fate", dove ho alloggiato con la mia amata e dolcissima metà). Altresì, in buona parte, sarò stato suggestionato dai personaggi che la animano: Michele, o meglio "il" gigante (io l'avrei chiamata "la locanda del gigante" ndr), chiamato da tutti in zona scherzosamente "Michelino", un gigante non solo fisicamente ma anche e soprattutto affettivamente, un cinquantenne (non me ne vorrai Michele per aver reso nota la tua "vetusta" età) che, per le sue doti di forza ed atleticità, farebbe morire di invidia molti ventenni pseudo-palestrati di oggi ed Irene la sua giovane anima gemella, che con un semplice sguardo, un sorriso mai banale o gratutito, è in grado, in un istante, di rapire e allontanare i brutti pensieri e le angoscie del vivere quotidiano.

Ma in realtà, molto più probabilmente, sono stato travolto e affascinato dai sentimenti, talora di una complicità struggente, che qui risplendono e regnano sovrani, incotrastati senza lasciare posto e spazio a qualsivoglia logica sia essa di natura turistica o commerciale. Questo posto Michele ed Irene l'hanno fortemente voluto e creato, con grandissimi sacrifici, prima di tutto per se stessi, un po' a loro immagine e somiglianza (mi si perdoni il richiamo biblico!). Creato mi pare, di fatto, il termine più adatto, visto che l'hanno letteralmente costruito loro!!! I letti, gli arredi delle stanze, i portalumi, i tavoli della locanda tutto fatto a mano (da quella enorme e "delicata" di Michelino naturalmente), "dal tronco al mobile" come direbbe qualcuno, e poi la cura dei particolari (merito stavolta del gusto e dell'abilità di Irene): dalle decorazioni alle stoffe usate per le tende. Per non parlare poi della incredibile parete degli orologi (anche questi realizzati rigorosamente a mano), regali di amici, e che dire poi delle sculture (eccezionale quella del demone incatenato al giogo che esce letteralmente fuori da una delle pareti del locale e fantastiche quelle a forma di elfo presenti sui pomelli di alcuni dei letti) realizzate da David, bravissimo artista e interprete del legno, ancora una volta un loro amico.

Già, gli amici: questo è anche un po' il tempio dell'amicizia, un tema spesso ricorrente. Amici vecchi e nuovi. Qualccheduno che non c'è più ma che un raro e bellissimo cavatappi è pronto lì a ricordare. Quello degli amici storici, poi, io l'ho ribatezzato il club di cocoon (ricordate il film), over quaranta (Giacomo e Luigi vi tocca) e over-cinquanta (il mitico Vittorio), per i quali il tempo sembra essersi fermato, naturalmente tutti accompagnati da degne, ammalianti compagne. L'eleganza e la tranquillità di Irene, la potenza e la generosità di Michele sono, in ogni momento, lì davanti agli occhi per mostrarsi, confondersi in un coacervo di sensazioni, per lasciare ammirati e al contempo rasserenati. Se esistono, infatti, posti del genere allora sì che ancora tutto è possibile!

Siamo vicino ai Tre Confini (Slovenia, Italia, Austria e sono sicuro che se invece che in Europa ci fossimo trovati negli States ci saremmo subito trovati di fronte al
classico sito superaffolatto ed iperturistico della serie e del tipo "four states corner"). Quell'aria di appertenenza-non-appartenenza si respira un po' tutta in questa oasi di montagna. Si respira l'atmosfera incantata dei luoghi che la circondano, solo da poco aperti ad un afflusso più intenso di turisti (turismo che dovrebbe prendere posto di quella, che fino a non molto tempo fa, è stata, da sempre, l'attività più importante per la zona: il commercio, oggi sofferente in declino inarrestabile) ma che speriamo non porti, come accaduto già altrove, più danno che profitti. A due passi le splendide cime del Montasio e il silenzio stordente del passo del Pramollo.

Quindi ci si trova in un punto di partenza ideale per scorribande in terra austriaca e slovena, agognando e aspettando il rientro alla sera in quel luogo speciale dove ritrovare per un attimo ritmi più umani, più sinceri, più onesti. Si beve e si beve tanto, Michelino è lì a dimenarsi tra i tavoli, tra un prosecco, una grappa, una birra (anche questa affatto banale), un bicchiere di vino rosso del contadino (vero), non c'è un attimo di tregua per lui, passano le ore ma lui non perde mai la carica, l'energia, la sua voce riecheggia ridente nell'aria ".. allora lo facciamo o no sto casino?!".

La brace continua a bruciare e i profumi di carne si disperdono tra i nasi ansiosi di addentare con le proprie fauci la genuinità di quei succulenti sapori. Dalla cucina altre prelibatezze arrivano a deliziare il palato e placare la fame dei più impazienti, dal tradizionale "frico" (sformato di patate cipolle e formaggio) ai semplici ma pur sempre squisiti mega-wurstel, senza pelle, lessati, da intingere delicatamente in un velo di senape. A dar man forte di giorno, ma non solo, ci sono, con il loro apprezzabile contibuto, la mamma e la sorella di Irene (il locale è aperto praticamente sempre o quasi).

E quando a fine serata ci si avvia verso la propria stanza per poter riposare le membra ormai stremate ci sarà ancora tempo per un ultimo sorriso scorgendo, perchè no, Michelino, anche lui che rientra esausto alla propria dimora, semmai "a quattro zampe", e sentirlo chiamare, una volta giunto sulla veranda, che affaccia sul retro, il suo cavallo "Aquilante!" in attesa di un cenno di risposta e sembrare, quella risposta, per un attimo di sentirla...

Concludo citando un cantautore, che a dir il vero, non mi ha mai entusiasmato, ma che mai come in questa occasione mi sembra appopriato: "...tu chiamale se vuoi... EMOZIONI!".

Nota a margine:
Avrei voluto iniziare questo pezzo con "C'era una volta..." ma questo posto c'è, esiste, e spero che possiate, tutti prima o poi, trascorrervi, anche solo una notte...

OSTERIE "AI ORS"
Località Vidali - Dogna (UD)
tel. 0428-93083
(P.S. : tappa obbligatoria per tutti i motociclisti seri!)

Fabio Cimmino
(6/9/2002)

 

   

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