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"Il Poeta Contadino", a caccia di stelle Sempre più spesso sentiamo dire e leggiamo che è dalla gastronomia del sud quella dalla quale dovremo aspettarci le novità più grandi. Date insomma ancora solo qualche affinamento tecnico (e un po di tempo) a questo imponente potenziale di materie prime, di accostamenti di sapori e di metodologie tradizionali e assisterete ad un motore di grande cilindrata improvvisamente accendersi rombando. E se è vero che quello che ci riserva il futuro lo possiamo già leggere nel presente, non possiamo esimerci dal fare una puntata da uno dei fari gastronomici del sud messo lì, in mezzo alla Puglia, ai margini dei trulli di Alberobello. Ed eccoci dunque, dopo aver abbandonato la Bari-Lecce allaltezza di Monopoli, aggiungere ai freschi ricordi delle immense e pianeggianti distese di ulivi del barese che ci siamo lasciati alle spalle le impressioni che riceviamo dallondulato e sensuale paesaggio di questa verde zona delle Murge. Arrivati ad Alberobello ci fermiamo a Largo Mantellotta, la piazza (parcheggio a pagamento fino alle 22) che fa da cerniera fra il pittoresco e straturistico quartiere Monti e la zona più cittadina, innervata dal Corso Vittorio Emanuele e dove si trova il Trullo sovrano, lunico trullo a due piani. Da Largo Mantellotta parte via Indipendenza, e dopo qualche decina di metri si arriva a Il Poeta Contadino. Il
Poeta Contadino, ristorante rustico: questa è linsegna
che accoglie il visitatore, unica isola nella facciata completamente rivestita
dedera delledificio che ospita il ristorante. Una insegna che
suona come un doveroso omaggio alle origini, origini tuttavia nella sostanza
abbondantemente superate. Oltrepassata la bella porta, è un ulivo
ad accoglierci: sì, proprio un ulivo, incorporato nel
ristorante di una regione che, dal Gargano al Salento, fa di questo nobile
albero uno dei suoi simboli. Lambiente
è caldo ed elegante al tempo stesso, composto comè da
due ampie sale ricavate nella classica pietra chiara pugliese (siamo in
una ex-stalla) e sovrastate da volte a crociera; tavoli ampii e ben distanziati;
comode poltrone con vivaci decorazioni fatte di motivi vegetali e uccelli
variopinti. Pareti sobriamente decorate quasi solo da piatti in ceramica
pugliese; musica un po da atmosfera, comunque al volume giusto. Tovaglie
di un bel rosso, sottopiatti di acciaio, posateria dargento. Ambiente
climatizzato da discreti e ben integrati apparati. Lassistente di sala è impeccabile, serissimo, premuroso; a lui è affidato il servizio anche se ben presto lo chef e patron Marco Leonardo (coadiuvato in cucina da un giovane collaboratore) viene di persona a controllare lo svolgimento delle operazioni. Dopo qualche piccola pressione iniziale per una scelta senzaltro difficile (chef italiani: quando il vostro menù è ricco ed articolato, date tempo!), il servizio risulterà esemplare. Tre i menù degustazione: il Tradizione, 40 euro per una cucina di terra; il Mare, e il misto Mare e Terra a 50 euro. Si compongono (secondo la scelta dello chef) di due antipasti, due primi, un secondo (a scelta fra terra e mare nel caso di menù misto) e un dessert. 3 euro per servizio e coperto: insomma, basteranno semplici addizioni e saprete quanto spenderete, senza quelle variabili aleatorie che perseguitano il cliente dei ristoranti italiani. Arrivano subito begli stuzzichini (ne ricordiamo con piacere uno a base duovo ed erbe aromatiche) e sublimi pani caldi fatti in casa: alle olive nere, ai pomodorini secchi, integrale alle cipolle, dei quali verremmo continuamente riforniti dallassistente di sala munito di apposito elegante vassoio; oltre a questo, grissini e (naturalmente) taralli artigianali. Ma veniamo al cuore della nostra cronaca. Cominciamo benissimo con le entrée: sapore di mare esaltato a dovere nellinvoltino di melanzane ripieno di gamberi e pescatrice con vellutata di cozze; il piatto ci arriva simpaticamente (ed evocativamente) composto in forma di pannocchia di mare. Dal mare alla terra con il sapido budino di scamorza guarnito con riso nero e noci; anche qui, composizione elegante ma non leziosa: il contenuto del piatto è infatti circondato da una elegante ghirlanda di lattuga sminuzzata, di una forma che tra laltro ci ha ricordato i motivi di certe ceramiche tradizionali di Grottaglie. Primi: i minuscoli spaghetti alla chitarra neri alle vongole veraci, abbinati a rinfrescanti alghe (provenienti dal Canada) conservano una componente liquida e nel suo complesso il piatto risulta estremamente morbido e vellutato. Ma è quando sentiamo la freschezza sorprendente e luminosa delle farfalle al limone con crudaiola di pomodoro che un orizzonte nuovo si spalanca nel nostro palato. Se il pomodoro e le listerelle di ricotta salata che coprono il piatto ci riportano in un ambito di cucina familiare, le sottostanti farfalle al limone ci sorprendono (ed emozionano) strattonandoci verso un gusto meno familiare. E in fondo, parliamo solo di limone (anche scorza) e ricotta salata... Lorata alla Leonardo, con dadolata di pomodoro allaceto e morbido olio pugliese, è gustosissima e, tattilmente, sfiora levanescenza; più concreta la spigola ripiena di rucola selvatica. Grande il dessert: budino al cioccolato (dalla superficie scabra) accompagnato da una sontuosa variazione di arancio: crema allarancio, succo che invade il piatto, spicchi ad adornarlo, julienne di scorza candita. Dalla cantina, che segue a ruota quella dellEnoteca Pinchiorri potendo contare su qualcosa come 23mila bottiglie alloggiate in due ambienti, ci siamo limitati ad estrarre un gustosissimo Chardonnay Preludio N.1 2000 di Rivera che ha egregiamente tenuto botta a tutti i piatti. Bene, ma le stelle del titolo cosa centrano? Leonardo Marco ci racconta: Sì, ho iniziato come ristorante di grigliate, e continuando a fare grigliate avrei potuto riempire tutta quella piazza là fuori. Ma sentivo lesigenza di cambiare, tanto che oggi il mio menù cambia continuamente, tutto frutto naturalmente di mie idee. E nel 1989 è arrivata la stella Michelin. Ed eccola lì, la domanda impertinente: Ma la seconda quando arriva? Io credo questanno è, pronta, la risposta. Beh, buona caccia, Poeta Contadino! Il Poeta Contadino, di Marco Leonardo Via Indipendenza 21, Alberobello (BA) tel. 080/4321917 visitato il 28/6/2002 Riccardo Farchioni
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