Dal Barbera Meeting 2004
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Sicilia, continente vitivinicolo

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Da "Castagneto a tavola 2004": i vini della Val di Cornia

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L'Italia vista attraverso il suo vino.
I, dal Piemonte alla Toscana

II, dall'Umbria alla Sicilia

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Da "Castagneto a tavola 2004": i vini della Val di Cornia
di Riccardo Farchioni

Il territorio della Val di Cornia, pur contenendo un comune della provincia di Pisa, occupa per il resto la parte più meridionale della provincia di Livorno, che inizia sotto il bolgherese e arriva ai confini della maremma grossetana. Esso può essere considerato, a tutti gli effetti, una delle "nuove frontiere" della viticultura toscana e solo alla fine degli anni ’80, ma più pienamente a partire dai ’90, una piena consapevolezza delle sue potenzialità ha spinto a piantare (o reimpiantare) vigne che soddisfacessero i requisiti richiesti dai risultati della moderna agronomia.

E la Val di Cornia, dopo aver sicuramente beneficiato del “traino” della fama e del successo della contigua zona di Bolgheri, se ne è andata via via differenziando per quel che riguarda l’approccio con il sangiovese, più convinto e supportato da risultati positivi anche in contesti (pensiamo alle zone vicine a Piombino) da sempre considerati più industriali che agricoli. Risultati significativi in fatto di ricchezza di sostanza e di concentrazione, grazie ad un clima molto favorevole, ma che proprio per questo rischiano, se si spingono troppo certi “pedali” o semplicemente a causa degli andamenti climatici ricorrenti nelle ultime annate, di avere un impatto troppo impegnativo ed essere difficilmente proponibili nel loro contesto naturale, che non è la degustazione ma la tavola. Insomma, quel che ci vuole è tanta attenzione in vigna e in fase di vinificazione, ma ci vuole soprattutto il tempo perché fino a quando ogni anno cambieranno le vigne dalle quali si trae un vino, ogni anno i vini saranno diversi.

Concludendo, ecco gli ultimi risultati della Val di Cornia (annata 2002 compresa...), da accogliere abbandonando i trionfalismi da nuovi Eldorado vinicoli, ed accettando laicamente gli esiti alterni di una terra in trasformazione e di produttori in fase di "assestamento culturale"


Val Di Cornia Rosso Valdamone 2002 – Valdamone
70% sangiovese, 15% merlot, cabernet sauvignon – acciaio e cemento

Mostra un colore piuttosto scarico e un naso fresco, dai fragranti spunti che arrivano a ricordare la rosa, anche se forse un tantino esile e caratterizzato da toni quasi asprini. Conferma carattere simile al palato dove è semplice e dalla beva franca, ribadendo qualche nota immatura.

Val Di Cornia Merlot Poggio a’ Bugni 2002 – Valdamone
85% merlot, 15% sangiovese e syrah – 10 mesi in barrique, 4 mesi in bottiglia

Il naso, pur fruttato, è reso meno accattivante da qualche eccessiva dolcezza. La bocca sconta una certa magrezza, anche se è fresca e succosa.

Val di Cornia Rosso Le Pianacce 2002 – Le Pianacce
70% sangiovese, 20% merlot – 6 mesi in barrique

Di colore rosso porpora, mostra al naso una viola spiccata ed una frutta rossa dolce e delicata nella quale si riconoscono contributi aromatici del ribes e delle erbe aromatiche (basilico). Parte fresco anche in un palato dagli spunti mentolati, e caratterizzato da corpo medio e acidità spinta.

Val Di Cornia Rosso Vinivo 2002 – Tenuta di Vignale
80% sangiovese, 10% cabernet sauvignon,10% merlot – 12 mesi in barrique e 12 mesi in bottiglia

Il naso è ricco di una frutta rossa dai toni dolci e confetturati, ed affiancati da chiari spunti riferibili all’influsso del legno. L’attacco in bocca sfodera un fruttato sufficientemente ben esposto, accompagnato da un forte verve acida, ma il vino non riesce ad andare oltre una spinta piuttosto limitata e si caratterizza per una certa esilità.

Val di Cornia Cabernet Sauvignon Il Peccato 2002 – Jacopo Banti
cabernet sauvignon – 14 mesi in barrique, mesi in bottiglia

L’olfatto è pulito, mostra un bel corredo di frutta fresca e fragrante ed una netta e accattivante linea di erbe aromatiche. Entra in bocca sufficientemente cremoso, mostra delle risonanze vegetali e riesce a costruire gradualmente una discreta struttura anche se in defitiva manca di spinta superiore.

Val di Cornia Ciliegiolo Trafui 2002 – Jacopo Banti
ciliegiolo – 14 mesi in barrique e 6 in bottiglia

Il naso, di media intensità, esibisce una bella frutta rossa matura e rotonda accompagnata da sensazioni di rovo e da una sensibile componente speziato. Al palato entra piuttosto monolitico e in definitiva non particolarmente espressivo, scivolando in bocca un tantino “liscio” senza brillare per dinamismo. Di contenuto fruttato non stratosferico, mostra una dolcezza soffusa che manca di grinta esibendo anzi quasi una certa stanchezza. A questo punto non sorprende una certa brevità nel finale.

Val di Cornia Suvereto Cabernet Sauvignon Federico Primo 2001 – Gualdo del Re
cabernet sauvignon – 14 mesi in barrique, 12 mesi in bottiglia

Al naso si registra una grande carica di frutta rossa affiancata da un forte contributo speziato, che deve ancora assestarsi smussando qualche giovanile crudezza e spigolosità. Al palato attacca imponente, dal frutto croccante e anche composto, concentrato ma molto fragrante, ancora speziato e privo di ridondanze legnose. Vino diretto, senza compromessi.

Val di Cornia Suvereto Merlot ‘Rennero 2001 – Gualdo del Re
merlot – 14 mesi in barrique, 12 mesi in bottiglia

Il colore è cupissimo, e i profumi che si impongono sono di frutta nera, di liquirizia con degli apporti tostati e terziari che ne fanno intravedere l’impostazione internazionale e ne ledono per ora la perfetta messa a fuoco del frutto. Densissimo al palato e di nuovo pieno di influssi di un rovere ancora da assorbire, è dolce, pastoso e lungo; ma a ben vedere, di nuovo, il frutto svolge ancora un ruolo di comprimario.

Val di Cornia Suvereto Sangiovese Gualdo del Re 2000 – Gualdo del Re
18 mesi in barrique, 6 mesi in bottiglia

Di colore mediamente fitto, mette in mostra una buona frutta rossa levigata, ribadita con bella pulizia in un palato nel quale si avverte una discreta progressione sul frutto sempre bene in evidenza ed espresso in modo convincente e senza eccessi di sovrastrutture.

Val di Cornia Rosso Coldipietrerosse 2000 – Bulichella
80% cabernet sauvignon, merlot – 22 mesi in barrique, 6 mesi in bottiglia

Il colore è rubino mediamente fitto; il naso non è particolarmente espressivo ed è screziato da toni yoghurtosi. In bocca entra deciso, ma non riesce ad essere compatto, mostrando dei vuoti nello sviluppo. Il finale lascia comunque nel palato buone sensazioni di frutta rossa.

Diavolino 2002 – Le Pianacce
12 mesi in barrique

Di colore cupo, impenetrabile, mostra un naso inchiostroso e dalla forte laccatura; con l’ossigenazione appaiono toni fruttati con propensioni alla surmaturazione che rendono l’impianto non particolarmente elegante. Al palato mostra una dolcezza piuttosto uniforme e, nel finale, il tannino appare un tantino asciutto.

Rumpotino 2001 – Rubbia al Colle-Muratori
sangiovese – 18 mesi in barrique

Colore rubino di media intensità e quadro olfattivo fatto di una frutta rossa delicata ed un pizzico di erbe aromatiche, proposto con qualche timidezza e non perfetta pulizia ma tutto sommato piacevole. In bocca si conferma delicato, ha media concentrazione ed una buona presenza aromatica che, parallelamente ad una sostanza che tende ad assottigliarsi, mantiene buona vividezza e contribuisce a belle risonanze finali.

Olpaio 2001 – Rubbia al Colle Muratori
merlot – 18 mesi in barrique

Il colore è di media intensità e l’olfatto, caratterizzato da una bella frutta rossa delicata, fragrante e caramellata, è innervato da note minerali e spruzzato da nuances di erbe aromatiche. L’attacco è in bocca è incentrato su spunti vegetali e prelude ad una sviluppo fresco, non monolitico e snello, con un tannino dolce e fine che increspa il bel finale.

Boccalupo 2001 – Il Falcone
16 mesi in barrique, 10 mesi in bottiglia

Il naso è intenso e persistente, anche se segnato da spunti metallici e una punta di polvere pirica; sullo sfondo si fa notare comunque un frutto abbastanza croccante. Entra esibendo medio corpo, riesce ad andare in buona progressione sfoggiando un frutto di una certa crudezza ma ben espresso, croccante e lungo.

Vallin de’ Ghiri 2001 – Il Falcone
syrah – 18 mesi in barrique

Prova molto positiva di questo vino, caratterizzato da un naso di bella eleganza ed intensità, che sfoggia estroverso note di frutta rossa, spezie, bacca e in seguito anche di rosa. Anche al palato sfoggia un carattere gagliardo che si esprime attraverso una progressione tesa e assistita dalla fragranza del corredo fruttato. Gran bel finale dolce.

Libatio Lunae 2001 – S. Agnese F.lli Gigli
90% sangiovese, cabernet sauvignon – 16 mesi in barrique

Il naso, di medio impatto, è fatto di una frutta rossa rotonda, pulita, con seducenti note di fragolina di bosco e una delicata speziatura di pepe rosa. La bocca sorprende per una notevole spigolosità e un certo squilibrio dovuto ad un tannino che aggredisce la bocca. Probabilmente ancora giovane, va aspettato per il bel frutto che può mettere in campo.

Spirto 2001 – S. Agnese F.lli Gigli
70% merlot, cabernet sauvignon – 16 mesi in barrique

Bel naso fatto di frutta nera e confettura di more di giusta dolcezza, ben espressa ed elegante anche se di medio impatto e ancora da aprirsi completamente. Entra al palato deciso ed imperativo, concentrato, con un bel contenuto di frutto che tende a snellirsi in un finale di buona freschezza.

Fidenzio 2001 – San Luigi
85% cabernet sauvignon, 15% cabernet franc e merlot – 12 mesi in barrique

Il colore è quasi nero, e i profumi, di confettura di frutta nera, inchiostro e goudron configurano un olfatto “estremo” con qualche tono acre e tendenze alla surmaturazione, e che fa presagire un vino dalla grande concentrazione. L’attacco in bocca è molto dolce, poi in verità non si percepisce un corpo stratosferico, e l’influenza legnosa è per ora molto coprente.

Riflesso Antico 2001 – Lorella Ambrosini
montepulciano d’Abruzzo – 14 mesi in barrique, 12 mesi in bottiglia

Colore cupissimo. Il naso non riesce a definirsi appieno, è poco nitido e per ora di non grandissimo impatto. L’entrata in bocca è segnata da spunti tostati e un tantino sdolcinati che si confermano rendendo la bocca alquanto monotona. Buona struttura e concentrazione in un vino ancora poco sfumato.

Degustazioni effettuate alla cieca il 20 marzo 2004 presso il Grand Hotel Tombolo di Marina di Castagneto Carducci, nell'ambito della manifestazione Castagneto a Tavola.

10 maggio 2004

 

  

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