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I vini della costa toscana: l'annata '97
di Riccardo Farchioni

La macchia mediterranea, solcata da un sottile sentiero che è quasi una ferita, si vendica facendo emettere sibili acutissimi alla navetta che lo percorre arrancando per quasi un’ora attraverso le sterminate tenute bolgheresi del marchese Incisa della Rocchetta e che arriverà al Castello di Castiglioncello martoriata nelle sue fiancate. Questo “sacrificio” è stato compiuto per andare a verificare, sette anni dopo, l’evoluzione dell’annata 1997 (considerata una delle migliori del secolo) nei vini dell’Associazione grandi cru della costa toscana (e in qualche illustre ospite bordolese), che comprende aziende selezionate su stretti criteri di qualità delle province di Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto.

La sua finalità è la definizione di una sorta di “macroregione” vinicola, ed ha Ginevra Venerosi (pruduttrice pisana della Tenuta di Ghizzano) come presidente e Nicolò Incisa della Rocchetta “padre nobile” che mette regolarmente in gioco il suo Sassicaia quando potrebbe tranquillamente tenerlo su un piedistallo evitando ogni confronto; e invece è proprio lui ad ospitare la degustazione nel punto più alto delle sue tenute, nel luogo dove fu piantato il “primo ettaro” di Sassicaia.

E il tempo passa in fretta: il 1997 sembra appena ieri ma nella rapida evoluzione della vitivinicoltura italiana, avvolta in un vortice di impianti, reimpianti, investimenti, mode e riflussi, in questi sette anni sembra trascorsa un’era. Allora sembrava un’annata già inserita nella “modernità”, ossia pienamente aderente ai nuovi dettami agronomici, ma oggi ci si accorge che si era pressoché agli inizi, che molto è cambiato da allora anche in vini che sembravano avere una personalità già delineata.

Appare lontana soprattutto per quella sua assenza (in linea generale e naturalmente con eccezioni) di muscolarità e di concentrazioni spinte che sembrano essere ormai non solo uno stile ma il diretto risultato della combinazione di nuove filosofie in vigna e cambi climatici (ma questo punto andrebbe approfondito). In più, l ’evoluzione ha dato a questi vini una eleganza a tratti addirittura sorprendente, confermando che il punto di partenza era non solo ottimo, ma anche solido, nel senso che l’equilibrio delle maturazioni (assieme alle giuste procedure in cantina) ha consentito una evoluzione ordinata.

Vale la pena di aggiungere un commento, sul problema della conservazione del vino. Questa degustazione ha lasciato l’impressione che ogni bottiglia abbia seguito un suo percorso personale, una sua traiettoria molto diversa dalle altre: differenze anche macroscopiche hanno costretto ad un turbinio di cambiamenti di bicchiere, e hanno portato a giudizi molto più lontani di quanto possa essere addebitato ad una sana dose di soggettività dei palati. Va da sé che questo non dovrebbe succedere, specialmente se le valutazioni dei vini si centellinano (spesso) in centesimi cercando di coglierne le minime sfumature, ed è un peccato che poi la forbice qualitativa si allarghi fino a stravolgere i giudizi facendo assumere loro aspetti notevolmente fluttuanti. Anche questo è un aspetto tangibile di una cultura del vino che l’Italia dovrebbe gradualmente, anche se faticosamente, acquisire.


Cercatoja Rosso 1997Fattoria del Buonamico (Montecarlo – LU)

Bell’impatto olfattivo, con un vivo carattere di frutta rossa matura accompagnato da più dolci cenni di gianduia che configurano un quadro di sicura piacevolezza. Di corpo medio, in bocca mostra buona grinta, è quasi prepotente senza perdere in compostezza nell’esposizione di un frutto integrato ad una trama assai fine. Molto lungo nel finale.

Castellaccio Rosso 1997Fattoria dell’Uccelliera (Fauglia – PI)

Ad un naso dal bell’assetto, ampio, elegante nella sua proposizione di frutta rossa matura con spunti terrosi, fa seguito un palato meno affascinante. Il vino entra infatti piuttosto stretto, mettendo in mostra un quadro aromatico in cui la maturità del frutto si è persa un po’ per strada. Grande freschezza di beva e un finale caratterizzato da una lunga scia vegetale e mentolata.

Colline Lucchesi Rosso Scasso dei Cesari 1997Tenuta di Valgiano (Valgiano – LU)

Naso affascinante e molto sfaccettato: spunti floreali, ribes levigato, menta piperita, caratteri minerali; con l’ossigenazione si evidenziano maggiormente spunti dolci. L'attacco in bocca mette subito in evidenza una indubbia finezza che si conserva durante tutto l’assaggio, caratterizzato da bella eleganza, vitalità e ampiezza. Grande lunghezza nel finale.

Montescudaio Rosso delle Miniere 1997Fattoria Sorbaiano (Montescudaio – PI)

Qualche stanchezza olfattiva si rivela in un naso nel quale prevalgono note vegetali e di china; è lento ad aprirsi al palato dove comunque mostra maggior carattere, è discretamente progressivo e sempre segnato da spunti vegetali. Buona lunghezza nel finale.

N’Antia 1997 - Badia di Morrona (Terricciola – PI)

Mostra subito una frutta rossa ben espressa, in un olfatto che mostra una rapida e sicura espansione, mantenendosi sempre pulito e limpido, anche su note speziate, di erbe aromatiche e di sottobosco. Il palato conferma la natura elegante di questo vino, e anche se (perlomeno in questa bottiglia) l’acidità sembra andata un pochino giù, rimane la rotondità del frutto.

A Sirio 1997San Gervasio (Palaia – PI)

Dal colore giovanile e cupo, mostra un naso di buona intensità e persistenza ricco di sensazioni fruttate, con caramella di ribes e mirtillo accompagnate da lievi note vegetali e di erbe aromatiche. Il frutto, limpido e levigato, è ribadito in una bocca dal bell’impatto e progressione.

Cavaliere 1997Michele Satta (Castagneto Carducci – LI)

Di rubino dalla media intensità ha un bell’olfatto, maturo e rotondo, ampio ed intenso fatto di frutta rossa molto diretta, sottobosco, scatola di tabacco e leggero cioccolato. Impatto subito deciso in un palato di corpo medio: peccato che non riesca ad espandersi più di tanto mantenendo a fatica la decisione dell’inizio. È comunque molto persistente, in un finale che riprende i bei motivi fruttati dell’olfatto.

Veneroso 1997Tenuta di Ghizzano (Peccioli – PI)

Di colore limpido, dalla intensità non particolarmente sostenuta, mette in mostra al naso una bella frutta rossa elegante ed intensa. Al palato attacca grintoso e sfoggia, in un ambito di buona freschezza, tenacia aromatica fino ad un finale segnato da sfumature rabarbarose.

Avvoltore 1997Moris Farms (Massa Marittima – GR)

Un vino questo nel quale l'evoluzione ha portato i tratti olfattivi e gustativi ad andarsene ognuno un po’ per conto proprio. Ad un colore rubino che ha perso parte della sua carica, segue un naso piuttosto opaco, avanti nell’evoluzione, caratterizzato da note di sottobosco, foglia di tè e mentolo. Completamente diverso in bocca dove esplode saporito e cremoso, molto elegante e dallo spiccato carattere, chiudendo con un finale lunghissimo.

Sassotondo 1997San Lorenzo (Sovana - GR)

Molti problemi di conservazione di questo ciliegiolo maremmano. Due su tre magnum evidenziavano caratteristiche non proprio accattivanti; nella terza (quella buona) il vino, dal colore violaceo fitto, metteva in mostra caratteristiche di grande impatto e dolcezza con note di liquirizia, balsamo e mentolo, cioccolato, lieve inchiostro. Più arioso in una bocca succosa e progressiva, elegante e quasi aristocratica, e in qualche modo meno incline alla comunicatività.

Dulcamara 1997I Giusti e Zanza vigneti (Fauglia – PI)

Di colore violaceo fitto non proprio limpidissimo mostra un bel naso compatto, pieno di frutta nera matura e sfumeature balsamiche. Massiccio in bocca, ancora piuttosto muscolare, denso e anche un tantino monolitico, esibisce in ogni caso una bella progressione gustativa arrivando ad un gustoso finale dolce. Ha grande sostanza e tanta strada davanti a sé.

Chateau Pavie Macquin 1997 (Saint Emilion)

Di colore violaceo fitto e piuttosto opaco, si caratterizza per un naso ampio ed intenso, piuttosto diretto, aperto e comunicativo con un frutto forse un tantino semplice ma ben esposto e affiancato da elegante speziatura. Conferma del carattere olfattivo nitido in un palato che, se non particolarmente maturo né grasso, è fresco, diretto e supportato da bella trama.

Bolgheri Rosso Superiore Paleo 1997Le Macchiole (Bolgheri – LI)

Di colore cupo, sfoggia un bellissimo naso intenso, elegante e levigato, pieno di frutta rossa (ciliegia) accompagnata da leggero tabacco. Bocca dolce, setosa, dalla trama fittissima e dalla proposizione aromatica netta e imperativa. Grande prestazione.

Chateau Chasse-Spleen 1997 (Moulis Listrac)

Dal colore violaceo, mette in evidenza un naso di suprema eleganza, floreale e con un limpidissimo frutto di bosco. Qualche sfumatura vegetale all’entrata in bocca prelude ad un palato ineccepibile, dalla bella trama, decisa tenuta aromatica ed un finale molto lungo, dai tannini finissimi.

Lupicaia 1997Castello del Terriccio (Castellina Marittima – PI)

Naso ampio e ricco di sensazioni: frutta rossa, erbe aromatiche, eucalipto, tè, risonanze di china e rabarbaro. Attacco deciso in bocca con un frutto espresso in modo netto che garantisce una bella vivacità aromatica ad un vino elegante, fresco, dai tannini molto fini ed un finale di grande persistenza.

Chateau Sociando Mallet 1997 (Haut-médoc)

La nostra bottiglia contiene un vino dal colore opaco e velato, e dal naso un po’ problematico e segnato da sensazioni di polvere pirica. Non registriamo sensazioni migliori in un palato di carattere vegetale e dalle sensazioni asciuganti.

Bolgheri Sassicaia 1997 - Tenuta San Guido (Bolgheri – LI)

Di colore rubino pieno, mostra un quadro olfattivo di grande eleganza, pieno di fiori e frutta rossa, incrinato forse da qualche spunto di eccessiva dolcezza e maturità. Un carattere limpido è invece pienamente espresso in un palato dal fruttato spontaneo e comunicativo, fresco ed elegante, che si distende lungo in un finale arricchito da note di tabacco e foglia di tè.

Bolgheri Rosso Superiore Grattamacco 1997Colle Massari (Bolgheri – LI)

Naso diretto e verace, intenso nella sua decisa frutta rossa accompagnata da sfumature animali e note di erbe aromatiche. Attacco in bocca compatto e potente, che anticipa un andamento di grande impatto aromatico dal carattere dolce. Lunghissimo nel finale.

Chateau Lynch Bages 1997 (Pauillac)

Naso dal preponederante carattere pungente, rabarbaroso e vegetale, nel quale la chiarezza del frutto si è un po’ persa per strada, soverchiata da spunti di polvere pirica. La bocca è indubbiamente decisa, fresca, anche se sempre segnata da note un tantino verdi.

Montechari Cabernet 1997Fattoria di Montechiari (Montecarlo – LU)

Colore cupo, e naso piuttosto ombroso, fatto di frutta nera affiancata da evidenti sensazioni di peperone e di rabarbaro. In bocca ha struttura, buona articolazione e discreta piacevolezza di frutto.


Degustati il 21 marzo 2004

Nella quarta foto: Ginevra Venerosi (Tenuta di Ghizzano)
Nella sesta foto (a destra): Nicolò Incisa della Rocchetta (Tenuta San Guido)
Nella settima foto: Piermario Meletti Cavallari, Ginevra Venerosi e Moreno Petrini (Tenuta di Valgiano)

25 giugno 2004

 

  

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