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Dal Barbera Meeting 2004
Barbera dAsti Superiore Nizza 2001 e Barbera dAsti
Superiore 2001 (prima parte)
Sicilia, continente vitivinicolo
I vini della costa toscana:
l'annata '97 Anteprima
2004 a Lucca: L'Anteprima di una (passata) calda stagione
Da "Castagneto a tavola 2004": i
vini della Val di Cornia
Spino
Fiorito in bianco Quando dici Bolgheri.
Le nuove annate della Costa Ovest I
miei SuperTuscans
Venti
vini dalla costa toscana
Vista
su Bolgheri Friuli
in bianco I vini della
Costa degli Etruschi: le zone di Montescudaio,
Terratico di Bibbona, Isola d'Elba Antoine
Gaita e Paolo Rodaro, personaggi al
Banco di assaggio Heureka Obiettivo
Val di Cornia. Eppur si muove Chardonnay
da 38^ parallelo All'Impruneta
il vino è... buono. Selezione bianca
e rossa di Settembre
All'Impruneta: Fiano,
greco e non solo L'Italia
vista attraverso il suo vino.
I, dal Piemonte alla Toscana II,
dall'Umbria alla Sicilia Alle
Corti del Vino 2002 In
archivio

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vini dalla costa toscana
di Riccardo Farchioni
La
realtà del vino italiano, nonostante i successi e le celebrazioni,
è in pieno movimento; e anche se quello che poi alla fin fine conta
è ciò che arriva in tavola, è comunque interessante
osservare come, dietro le quinte, questa importante fetta della nostra
cultura (che ha fra laltro fatto da traino ad un intero movimento
di riavvicinamento al territorio) si organizzi per cercare di massimizzare
la qualità, e comunicare nel modo migliore al pubblico i risultati
ottenuti, al fine di resistere alla sempre più forte concorrenza
internazionale e alle minacce della recessione (o mancata crescita) economica.
In questo la Toscana è un osservatorio importante, un vero e proprio
laboratorio al quale guardano le altre parti dItalia. Anche qui
ci sono le realtà ben attestate che continuano a lavorare per mantenere
le posizioni e curare gli eventuali punti deboli, e quelle che hanno meno
passato ma ottimi risultati già raggiunti, e che si impegnano a
fondo per emergere definitivamente con la loro personalità. Un
esempio in questo senso è rappresentato dallAssociazione
Grandi Cru della Costa Toscana che, seguendo il modello della francese
Union des Grands Crus de Bordeaux coinvolge aziende di punta
delle provincie di Massa, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto nellintento
di coordinare i momenti di conoscenza dei propri vini presso il pubblico.
Una panoramica della produzione della costa toscana è stata presentata
in occasione di Pisa Vini 2003, manifestazione voluta dalla Provincia
della città e da alcuni produttori pionieri (fra gli
altri ricordiamo i nomi della Tenuta di Ghizzano, Varramista,
Badia di Morrona, San Gervasio) che stanno raccogliendo i risultati
di anni di lavoro, e il cui esempio è stato seguito l'anno appena
terminato da più di quaranta aziende. La degustazione, coordinata
da Paolo Valdastri (direttore del Consorzio Strada del Vino della
Costa degli Etruschi), ha coinvolto i vari territori e riguardato vini
distribuiti su più livelli di valore (e prezzo), rendendo così
l'osservatorio più tridimensionale.
I bianchi
Questa tipologia sconta sicuramente una minor vocazione del territorio,
il che determina risultati talvolta incerti e forti oscillazioni da prodotto
a prodotto; lo stile, ossia linsieme quelle operazioni compiute
in vigna ed in cantina per caratterizzare un prodotto, qualche volta può
presentare tratti di ingenuità.
LAccesa 2002 - I Campetti (6-7€)
Di colore paglierino di media intensità e brillante, questa malvasia
mostra un olfatto intenso e dolce, caratterizzato da tratti mediterranei
ed agrumosi, sfoggiando brillantezza e dinamica di beva. Non corposo ma
nondimeno di buona presenza aromatica, è semplice ma scattante
e lascia in bocca una piacevile scia minerale.
Monteregio di Massa Marittima Bianco DOC Violina 2002 - Serraiola
(10-11€)
(vermentino e chardonnay)
Liniziale impatto speziato tende a stemperarsi lasciando spazio
a un quadro piuttosto intenso fatto di ginestra e note dolci e caramellate
di frutta gialla. Anche seducente, ha un palato di bella cremosità
ed un impatto aromatico nel quale si delinea una netta linea speziata
che comunque non lede il carattere complessivo di freschezza ed eleganza
dellimpianto.
Val di Cornia Bianco DOC Centomini 2001 - Jacopo Banti (7-8€)
Peccato per questo vino che mostra qualche nota ossidata al naso, assumendo
così, anche nella componente fruttata (albicocca stramatura, per
esempio) un carattere piuttosto rustico e un tantino stonato. Certo, la
presenza nel finale di bocca è di quelle importanti.
La Suvera 2002 - Badia Morrona (13-15€)
(chardonnay e sauvignon)
Questo vino, uno dei bianchi più piacevoli della costa toscana,
non sfoggia in questannata quel bel floreal-fruttato, quelle note
elegantemente mielate ravvisate in altre occasioni.Qui insiste su decisi
toni burrosi e fumé ed al palato si mostra di discreta struttura,
lo sentiamo speziato, è cremoso ma difetta di freschezza, risultando
così un tantino seduto.
Colline Lucchesi Bianco DOC Giallo dei Muri 2001 - Tenuta di Valgiano
(11-12€)
Inizialmente si mostra chiuso, e anche un pochino impreciso e incerto
nei profumi. Lentamente poi si apre su un buon ventaglio di fiori e frutta
gialla che si conferma in un palato di miglior impatto, grasso ed anche
potente. Vino territoriale, in cui ci piace segnalare la presenza del
trebbiano.
Montescudaio Bianco DOC Lauro 2002 - La Regola (10-15€)
Vino dallolfatto dolce e piacevole, anche se un tantino ingessato
da un marcato apporto del rovere (burro, vaniglia, nocciola). Anche al
palato viene ribadita questa caratteristica di speziatura dominante, in
un impianto comunque dal buon equilibrio e morbidezza di beva.
Bolgheri Vermentino DOC Grattamacco Bianco 2001 Colle Massari
(19-22€)
È un vino che in degustazione cieca colpisce per fascino, per complessità
e per quello che (pensiamo) saprà comunicare tra qualche anno.
Caratterizzato al naso da un melange sfaccettato che va dal minerale al
mentolato, dagli agrumi alle erbe aromatiche, alla elegante frutta esotica,
si conferma poi con una bocca progressiva, dalla spalla ragguardevole
e anche da una certa freschezza. Un vino di spiccata personalità.
Numero Sei 2001 - Sassotondo (29-33€)
(greco, chardonnay e sauvignon)
Di colore giallo carico, mostra al naso una notevole quantità di
frutta matura (albicocca), affiancata da scorza dagrume e note di
pasticceria. Al palato delude un pochino perché ci pare sfuggente
e non particolarmente strutturato; mantiene comunque una bella verve aromatica
e chiude con un finale amarognolo e dai tratti fumé.
Colline Lucchesi Sauvignon DOC Gana 2001 - Terre del Sillabo (29-33€)
Questo sauvignon che arriva dallalta lucchesia ha bellimpatto
olfattivo, intenso e persistente, di bella complessità (sentiamo
agrumi, salvia ed altre erbe aromatiche). Peccato che al palato rimanga
però meno sfumato, deciso e quasi prepotente sul versante aromatico
dove suona con decisione accordi semplici, ed arriva ad un finale un tantino
appesantito da note tostate e di castagna.
I rossi
Naturalmente sul vino rosso il discorso è ben diverso. Qui lo stile
ricalca (se non si compiono forzature) le caratteristiche di un territorio
che è fortemente marcante, e sta all'uva prescelta esserne giusto
medium. Il territorio pisano si divide in due "tronconi",
quello delle colline più interne che esprime una buona mediazione
fra finezza ed profondità di frutto e quella di Montescudaio, dai
tratti più "meridionali". Il livornese esprime l'eleganza
del bolgherese e la concentrazione della Val di Cornia, la lucchesia è
quella che poi alla fin fine mantiene più saldo il legame con i
vitigni della tradizione.
Vermentino Nero 2001 - Cima (18-20€)
Esponente della difficile viticoltura della provincia di Massa ed "autoctono"
a tutto tondo, è fresco, e spande generosamente una bella quantità
di frutta carnosa, note mentolate, e poi terra ed erbe aromatiche. È
forse un tantino ruvido ma autentico e personale. Dolce e piacevole e
concentrato al palato, mostra forse un tannino dalla grana un po
grossa. @@@
Poggio Cavalluccio 2001 - Tenuta Roccaccia (21-24€)
Questo ciliegiolo in purezza ha dalla sua un intrigante e peculiare corredo
aromatico (fra lo speziato pepe - e laffumicato) che spesso
fa il fascino e lattuale successo no global dei vini
da vitigno autoctono e territorialmente caratterizzati. Un tantino aggressivo
e di notevole dolcezza al palato, mostra una carica tannica di quelle
importanti ed imbrigliata con buon successo.
Monteregio di Massa Marittima 2001 - Moris Farms (10-12€)
Vino piacevole ed estroverso, mostra una bella e semplice frutta rossa
al naso, ed in bocca ha medio corpo, grande bevibilità, è
anche sufficientemente teso con qualche tocco di sana rusticità.
Varramista 2001 - Varramista (30-34€)
(syrah -sangiovese)
Lo spettro aromatico è ampio e complesso e va dalla frutta nera
alla liquirizia, passando per note balsamiche, speziate, poi anche caffeose
e di marron glacé. Al palato è pieno ed anche fresco, ma
aromaticamente è meno sfumato, presenta in misura inferiore quelleleganza
che ricordiamo in anni passati ed ha un assetto di beva che potrebbe essere
più dinamico.
I Renai 2001 San Gervasio (32-37€)
Inizialmente chiuso al naso, questo merlot proveniente dalle colline pisante
si svela poi elegante ed intenso, scevro di sovraccarichi terziari, con
un frutto profondo che si conferma in bocca diretto e carnoso, e che tiene
botta fino ad un finale nel quale conclude la beva amplificato e prepotente.
Val Di Cornia Merlot DOC lRennero 2001 - Gualdo del Re (45-52€)
Estremamente giovanile nel colore e nellolfatto dove è ancora
piuttosto chiuso ed acerbo, svela meglio la sua personalità
al palato, dove si mostra largo, potente, morbido e concentrato, dalla
dolcezza sì territoriale, ma che ci sembra anche stilisticamente
cercata.Tannino di trama veramente straordinaria.
Colline Lucchesi Rosso DOC Brania delle Ghiandaie 2000 - Colle Verde
(14-16€)
Inizialmete chiuso, si apre elegante e piacevolmente fruttato. Conferma
questo carattere al palato dove è di medio corpo, ha buona freschezza
e tannini dolci.
Querciolaia 2000 - Mantellassi (17-20€)
(alicante)
Già dal colore il vino mostra di essere in uno stadio evolutivo
che gli consente di aprirsi e comunicare al meglio delle sue possibilità,
che vedono un buon impatto aromatico sui toni di una frutta rossa ribadita
in un palato dalla beva piacevole e non impegnativa. Tannino dolce e fine.
Cercatoja 1999 - Fattoria del Buonamico (19-22€)
Questo taglio di sangiovese, cabernet sauvignon, merlot e syrah, mostra
al naso una frutta rossa matura, netta e condita da una fine speziatura.
Quello che più colpisce al palato è la trama setosa, dalla
straordinaria tessitura, in un vino che riesce ad essere anche potente
ed autenticamente frutto. La generosa apertura e la sincera
verve comunicativa fanno sì che i commenti siano tutti dalla sua
parte.
Lupicaia 2000 - Castello del Terriccio (70-80€)
Blend di cabernet sauvignon e merlot proveniente dal territorio pisano
(ma quasi livornese) di Castellina Marittima, seppur olfattivamente intenso,
è appesantito da una linea che si discosta dall'eucalipto (riconoscimento
classico per questo vino) per insistere piuttosto su toni di incenso e
marzapane che allontanano il frutto da una visuale diretta. Il palato,
come di consueto, ha bella stoffa, una trama nervosa e potenza senza sovraccarichi,
decisione e carattere, anche se si ravvisano alla lunga certe dolcezze
un tantino stancanti.
Bolgheri Rosso Superiore Paleo 2000 (48-56€)
Vino questo che colpisce ancora una volta per la sua espressione di frutto
fine ed elegante. In bocca è potente, rotondo, sa esprimere al
meglio il suo contenuto fruttato e si conclude con un ritorno lunghissimo
imbrigliato da un tannino esemplare. Insomma, un vero bolgherese.
Assaggi effettuati il 30/11/2003
10 gennaio 2004
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