Dal Barbera Meeting 2004
Barbera d’Asti Superiore Nizza 2001 e Barbera d’Asti Superiore 2001 (prima parte)

Sicilia, continente vitivinicolo

I vini della costa toscana: l'annata '97

Anteprima 2004 a Lucca: L'Anteprima di una (passata) calda stagione

Da "Castagneto a tavola 2004": i vini della Val di Cornia

Spino Fiorito in bianco

Quando dici Bolgheri. Le nuove annate della Costa Ovest

I miei SuperTuscans

Venti vini dalla costa toscana

Vista su Bolgheri

Friuli in bianco

I vini della Costa degli Etruschi:
le zone di Montescudaio, Terratico di Bibbona, Isola d'Elba


Antoine Gaita e Paolo Rodaro, personaggi al Banco di assaggio Heureka

Obiettivo Val di Cornia. Eppur si muove

Chardonnay da 38^ parallelo

All'Impruneta il vino è... buono. Selezione bianca e rossa di Settembre

All'Impruneta: Fiano, greco e non solo

L'Italia vista attraverso il suo vino.
I, dal Piemonte alla Toscana

II, dall'Umbria alla Sicilia

Alle Corti del Vino 2002

In archivio

 
I miei SuperTuscans
di Fernando Pardini

Un pezzo coccolato da tempo e costruito pian piano. Questo è. Una raccolta meditata di assaggi effettuati nell'ultimo semestre 2003 in vari luoghi e modi, in compagnia degli altisonanti, stracelebrati SuperTuscans, per capire un po' di più della loro ricercata, "altezzosa" distanza dai canoni scritti delle denominazioni di origine variamente controllate. E' stato un bel viaggiare, fors'anche un bel capire, focalizzato qui sull'areale classico chiantigiano, come a dire sulla culla storica di ieri e su una fucina tra le principali di oggi.

Ne ho scelti un po' da dedicargli parole, e non tutti quelli che avrei voluto raccontare sono qui compresi. Le parole che leggerete mi sono venute fuori con istintiva naturalezza. Le ho trovate. Non che gli altri non ne siano capaci, ci mancherebbe, ma da questi più che da altri ne ho ricevuto suggestioni significative, da fissare. E poi l'idea era quella di comporre un piccolo quadro che fosse percorso da pennellate di stili diversi, intendimenti diversi, verità diverse, per un affresco "multicolore" che andasse ben oltre il rubino giovanile di questi puledri toscani, e che sapesse raccontare le anime -alcune perlomeno- che convivono in quella che può essere considerata come una vera e propria tipologia imperante, con le sue cose da dire, i suoi intenti innovatori, le sue belle aspirazioni ma anche con le sue ambiguità, le sue contraddizioni, le sue mezze verità. Non so se vi siano cose da dire sui SuperTuscans che non siano state dette di già. Sostenitori e detrattori si sprecano in proposito. Io comunque un'idea me la son fatta, via via più chiara da quando il mio percorso sensoriale si è arricchito di nuove esperienze ed il quadro cognitivo si è fatto più completo. Intanto mi sembra di notare, tra la miriade di proposte che invadono oggi il mercato, che da una parte vi sia la tentazione strisciante e duratura (vuoi la critica imperante -oltreoceanica ma non solo- vuoi i mercati trainanti) a creare l'effetto dimostrativo, quale connubio più o meno forzato fra frutto e rovere, figlio di una tecnologia spinta in cantina che rischia in molti casi di offuscare la godibilità e gli equilibri, anche a fronte di materie prime più che dignitose. La confusione, l'incerta identità territoriale, la pesantezza maccheronica, la muscolarità fine a se stessa anziché l'articolazione si annidano a volte dentro questi vini. Ce ne sono più di un po' in circolazione, e si chiamano pure loro SuperTuscans. Diffuse quindi le coperture di facciata, tese a nascondere le magagne di una qualità non così elevata come si vuol dare ad intendere. E allora ecco spuntare le suggestioni omologanti, gli stili poco distintivi, le ovvietà, anche se a molti neofiti, appassionati o addetti ai lavori potranno anche piacere, quasi costituissero un rifugio facilmente consolatorio. Le incastellature però in molti di quei casi, guarda un po', crollano di lì a poco, e quei vini si destrutturano, si sfaldano, diventano canuti o spenti anzitempo. I prezzi naturalmente no, ma questo è un altro discorso, che non voglio affrontare ora.

Poi, per fortuna, ci stanno i veri SuperTuscans, quelli che onorano le aspirazioni di un nome e si ergono a "ragion d'essere" di un'intera categoria: in loro -simply- vi respiri la singolarità e la bellezza. Non c'è niente da fare, lì sta di casa la personalità, il carattere, la verità di un territorio più ancora che in tanti e tanti rappresentanti anonimi che si fregiano di denominazione d'origine. Lì intuisci essersi concentrati gli sforzi, soprattutto di vigna. E quando ti posseggono, e senti gli sforzi, beh, è come volare davvero. La suggestione d'insieme che ricavi da quelle voci è un richiamo ineludibile; è trasporto, immedesimazione e bramosia di un reincontro. Per questo quelle voci, toscane, non le dimenticherai.

Qui sotto non dico esservi tratteggiati vini, o voci, indimenticabili, nient'affatto, però nella girandola di identità, stili, appartenenze che mi vogliono significare, e pure in quei vini maggiormente giocati su impostazioni non più originalissime (leggi "colorone-fruttone-legnone", come dice l'amico Fabio Rizzari) beh, una linea accomunante mi è parso d'intravvederla: la bontà della materia prima. E' un fatto importante la bontà della materia prima. Il risultato che se ne esce potrà a volte trasporsi in una bella esemplificazione varietale, altre volte in una precisa esecuzione orchestrale, altre ancora in genio e sregolatezza, altre ancora in bellezza, carattere ed impronta di terroir. Ma sicuramente saranno figli naturali della terra che li ha partoriti, della stagione che li ha partoriti, e potranno sfidare il tempo, confrontarsi con esso, esaltarsi e conquistarlo. Da lì, a parer mio, nasce "il senso in più" di un grande rosso.

Il caleidoscopio di umori e sapori, questo è certo, si va facendo ipnotico;a voi scoprire la magia e la dignità nei bicchieri che vi dò, magari attendendola, da che trattasi di vini da poco usciti sul mercato. A voi scoprirne gli intendimenti, i fraintendimenti e le verità.

Ah, per una volta mi è sembrato doveroso richiamare non solo la composizione varietale dei singoli vini ma anche il prezzo medio sugli scaffali. Ahiahi il prezzo! Argomento principe oggi, foriero di discussioni sopra discussioni, ripensamenti e "lavate di capo". L'ho detto però, non mi soffermo. Un'altra volta magari. Per adesso, oltre che sul bicchiere, vi invito a meditare anche sui prezzi. Traetene conclusioni, dopo averne goduto, di quei bicchieri, il contenuto.

Dimenticavo: non c'è nessun senso "occulto" nell'ordine di apparizione, solo e soltanto le regole dell'alfabeto.

Barullo 2000 - Castello di Selvole (merlot, cabernet, sangiovese - €22)
Un naso confortante, fresco, elegante e moderno, ben delineato ed accogliente fa da preludio ad una bocca molto buona,raffinata, articolata, senza pesantezze ed ostentazioni, come piace a me. Impegno, dedizione, sfumatura e dignità territoriale: sì, ci stanno tutte dentro questo bicchiere, e vanno ben oltre la mera composizione varietale di "marca forestiera".

Cabernet Sauvignon Collezione De Marchi 1999 - Isole e Olena (€40)
Naso dinamico, teso, allungato, spedito, ricco di sfumature sottili, speziato ed espressivo. Così la bocca, un lungo soffio di eleganza diffusa ed intrigante. Mai una ferita, una scontrosità, un appariscenza sopra le righe. Stanno di casa qui la classe e la genuinità, e con esse l'emozione. Quando si dice terroir....

Campo all'Albero 2000 - La Sala (cabernet, sangiovese - €30)
Naso fragrante e complesso, di ineludibile abbraccio, fumé, solenne nei rintocchi di incenso, intrigante negli umori di more selvatiche, marasca e spezie orientali. Bocca coerente, elegante, sostenuta, di puro calore chiantigiano, con tannini dolci, serrati, maturi ed una linea riflessiva slanciata e minerale a percorrerla tutta e delinearne l'incanto.

Cerviolo Rosso 2001 - San Fabiano Calcinaia (sangiovese, merlot, cabernet - €35)
Il suo naso, incontrato in una fase evolutiva di dichiarata esposizione, è di quelli pieni e decisi sulle rotte del frutto, magari non troppo sfumato ma compatto, sicuro di sè, vestito di rovere buono e soavi speziature. L'attacco al palato è sostenuto, folgorante, saporito; lo sviluppo è progressivo ed ordinato, la materia di prim'ordine, lo spirito moderno e la confezione del rovere a tratti troppo ridondante. Un pizzico di dinamismo e di caratterizzazione in più e saremmo, una volta ancora, dalle parti del cielo.

Ferraiolo 2001 - Agricoltori del Geografico (sangiovese, cabernet sauvignon- €18)
Il naso è carico e fitto, saldo e compatto, intriso di umori che non scadono mai nella ridondanza iper-fruttata ma conservano invero un piglio di freschezza: è un sottobosco di mirtilli neri e more selvatiche a rivelarsi, un quadro dolce e ben disegnato, istintivamente ammaliatore ed anche elegante. Ed elegante è pure la sua bocca: morbida, consistente, ricca e vellutata, è bocca grandemente fusa. Lo stile, se volete, è un po' internazionale ma caspita, questo è un vino di altissima dignità, a prezzi ragionevoli e per di più proveniente da una cantina sociale. Caspita di nuovo!

Fontalloro 2000 - Felsina (sangiovese - € 35)
Naso nobile, largo, pensieroso, mentolato, che chiede tempo e riposo per aprirsi appieno e diventar solenne. Bocca già più armonica, dal succo melodioso, dalla bella tenuta e dalla vena sapida che fa la differenza; grande il richiamo sangiovesista, ottima la tensione, distintiva la naturalezza. Come un marchio di fabbrica mi appaiono il rigore e l'essenzialità; quest'ultima, guarda un po', ricchissima di suggestioni.

 

 

Il Grevone 2000 - Castello di Uzzano
Naso nitido, rilassato, puro e profondo negli umori di giaggiolo e terra umida, che già ti fa riflettere. Bocca sopraffina e lunga, di sviluppo elegiaco e gentile, aggraziato e felpato, sgranato e limpido. Nessuna ovvietà nei dintorni, solo una classe inattesa che vuole solo l'onere della riprova. Un giorno, lo prometto, lo rincontrerò, per valutare abbagli o verità. Qualora gli appartenesse la bellezza del primo incontro si tratterebbe, certamente, di una sorpresa sorprendente.

La Gioia 2000 - Riecine (sangiovese - €42)
Naso ferritico, umorale, viscerale, serioso e coinvolgente. A rilanciare, una bocca maritata amorevolmente con il rovere buono, densa e succosa, materica e terrosa, a cui non manca lo spirito seduttore. Un niente l'eco vegetale delle retrovie. I tannini hanno grinta ed allungano la trama. Grande prova di territorio per un'annata non facilissima.

La Massa 2001 - Fattoria La Massa (sangiovese, merlot - €20)
Naso che si compenetra, ricco e serio, in una bocca decisa e potente, ben assistita e coerente. Bella l'estrazione tannica, e godibile l'equilibrio, per un vino di buon carattere a cui lede un niente la punta di sottobosco tendenzialmente vegetale che percepisco sulla scia. Il nuovo avanza, con vigore, prestanza, e futura personalità.

Livernano 2001 - Livernano (cabernet sauvignon e franc, merlot, sangiovese - €40)
Naso oltremodo speziato, intrigante, leggiadro, che vola alto nelle sfumature e nelle sfumature sa coinvolgerti. Bocca calda, finemente tessuta, elegante e continua su coltre tannica di bellissima estrazione. Ha forza interiore, grande bevibilità, sicura personalità, nessuna ridondanza, solo cuore: ciò che porta al riconoscimento e all'amicizia.

 

Pesanella 2000 - Monterinaldi (sangiovese, merlot, sirah, gamay - € 25)
Naso brillante, espansivo, ciarliero e succoso. Bocca molto ben tessuta, dolce, ordinata, elegante, con diverse cose da dire, tutte interessanti, tutte da ascoltare. Compiuta e sensata, è brillante pur essa. Vera sorpresa ed auspicato ritorno.

Podalirio 2001 - Querceto di Castellina (sangiovese, merlot - €20)
E' difficile rimanere insensibili ad un vino così, perché istintivo ne hai il coinvolgimento. Certo che qui sei di fronte ad una confezione moderna, giocata sulle evidenze e le estroversioni del frutto e del rovere - quest'ultimo morde un po' - ma si gioca in fondo con sapiente cura nei dosaggi e la beva ne guadagna. Se presti attenzione alla materia sottesa, al suo vigore, saprai apprezzarne la trama grassa e fascinosa, scorrevole e dolce, morbida e raffinata, soprattutto nella struttura tannica. No, non si rimane insensibili.

Raddese 2000 - Vignavecchia (sangiovese - €25)
Naso dolce e sfumato, cantilenante ed aggraziato, estremamente garbato nei ricami floreali. Bocca molto bella, fusa, tesa e piena, assolutamente felpata e dal finale sognatore. Bella prova davvero, di sana e pura identità sangiovesista. A proposito, vi ricordate le etichette del chianti classico Vignavecchia, quell'uomo barbuto su sfondo scuro.....? Una sana malinconia mi pervade nel rimirarle oggi, come di gioventù passata!

Rosso di Sera 2001 - Poggiopiano (sangiovese - €45)
Naso bellissimo, comunicativo nel frutto suo cospicuo e nell'intrico di spezie e fiori. Il rovere si sente ma non morde più di tanto una sostanza vivida e compatta, realmente genuina. Bocca succosa, coperta e lunga, dolce e melodica. Da ricordare per l'eleganza ed il senso, così come per l'espansione. Vino da attendere perché merita.

Sangioveto 2000 - Badia a Coltibuono (sangiovese - €40)
Naso meditabondo, pensieroso, sfumato, che odora di fresco e sa di pulito, senza punte di arroganza, solo cautela, per attendere il tempo in cui aprirsi. Bocca seria, ampia, dolce e di grande dignità espressiva. Notevole per l'impatto e la godibilità più che per l'allungo o la tensione finale. Un ritorno a ottimi livelli, questo è certo.

Siepi 2001 - Fonterutoli (sangiovese, merlot - € 90)
Vino questo dal passo lento, che si concederà con il tempo e che oggi - grazie all'aitante gioventù - si lascia scoprire pian piano e solo in parte. Il naso lo troverai spinto ed intenso, propulsivo e minerale, in fase di armonizzazione, mentre la bocca di già ti apparirà più melodica e leggibile. Ne riceverai un canto continuo,chiaro, incalzante, di eccezionale freschezza e giovanile temperamento, serio e imperdibile. Solo il tempo per esprimersi appieno e lo ascolterai ancora e ancora, ormai invaghito di lui.

Spargolo 2000 - Cecchi (sangiovese - €30)
Quel naso vinoso e di marasca, con quelle intromissioni candite, chiama una bocca fusa e scorrevole dotata di una linea sapida intrigante d'allungo alla trama, che è trama seducente ed essenziale, senza orpelli o ridondanze. Naturalmente fine l'estrazione tannica, per un vino che immagini d'altura e che si propone con grande dignità.

Santa Brigida 2000 - Fattoria La Ripa (sangiovese, cabernet - €20)
Naso sbarazzino, pimpante, giocoso e simpatico nella dote fruttata, anche se non complesso o raffinato. La bocca, piacevolmente succosa e dolce, è ancor vinosa. Qui però si fa più coinvolgente la serietà e più importante il porgersi ; fiero e silenzioso mi appare nel passo, lungo ed articolato nel finale, ancor sul frutto.

Stignano 2000 - San Vincenti (sangiovese - €35)
La sostanza aromatica è cospicua, carnosa, viscerale ed ineccepibile; la senti spuntare sotto la coltre del rovere nuovo e del timbro boisé. La bocca è impressionante per densità e grinta tannica, che quasi rimbomba; c'è materia, dolcezza, sana ruvidità e carattere. Bel vino di territorio, aggrappato come non mai a quei colli appartati che stanno attorno alla magnifica pieve di San Vincenti, giù a Gaiole. Un dosaggio del rovere meno appariscente e saremo a parlare di un grande vino.

Tramonto d'Oca 2001 - Poggio Bonelli (sangiovese, merlot - €24)
Naso quanto meno compatto e consistente, leggermente compresso nel frutto ch'eppur non lesina; l'impianto moderno e boisé non scalfisce affatto la bocca, che dimostra una sostanza dolce e vivida, una materia di prim'ordine e un incedere neanche troppo penalizzato dal rovere. Estrazione tannica molto bella, quasi setosa per un vino iper-moderno. Ecco un esempio di vino giocato sull'esuberanza del frutto e del rovere che val la pena ricordare per l'assenza di pesantezze e per l'equilibrio che -di certo- arriverà.

Trasgaia 1999 - Villa Trasqua (sangiovese, cabernet - €18)
Naso fruttato e fumé, molto espressivo, caldo e dichiarato. Sa convincere con sincera generosità. Bene la bocca, setosa, dolce, raffinata, con il legno buono da smaltire ancora ed un passo sicuro di già acquisito. Bella sorpresa, soprattutto se stai alla pura piacevolezza più che al carattere o alla personalità. Vale la pena reincontrarlo per un ascolto più attento.

Vito Arturo 2000 - Fattoria Le Fonti (sangiovese - €30)
Naso vivace ed estroverso, con il rovere in prima linea ed un umore più profondo, boschivo e riflessivo nelle retrovie. La bocca è decisa e sa mantenersi tesa e succosa, sì da rilanciare la beva. Bello il peso estrattivo, generoso il nerbo. Il carattere resta da affinare ma il futuro è promettente.


10 febbraio 2004
Degustazioni effettuate nel periodo agosto-dicembre 2003

 

   

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