Chianti d'Autunno:
un territorio in mostra
di Riccardo Farchioni
Nel
XII secolo Firenze organizzò i popoli del suo contado attraverso
delle nuove ripartizioni territoriali dette leghe: nacque
così la Lega del Chianti, che comprendeva i "terzieri"
di Castellina, Gaiole e Radda in Chianti, che fu capoluogo fino al 1774.
Con le riforme del Granduca Pietro Leopoldo, la Lega del Chianti
fu sciolta e la sua giurisdizione divisa in Comuni. Oggi una nuova Lega
del Chianti si è formata, per il primo anno veramente al completo,
ed è quella che ha dato vita alla manifestazione Chianti
dAutunno; una nuova lega formata da tutti quei comuni
che, per intero o in parte, rientrano nel territorio del Chianti Classico,
ossia Radda, Castellina, Greve, Gaiole, Castelnuovo Berardenga, Tavarnelle
Val di Pesa, San Casciano in Val di Pesa, Barberino Val dElsa,
e ratificata dagli otto sindaci che a Pontignano hanno firmato un patto
politico per la valorizzazione, promozione e modernizzazione del territorio.
Una
manifestazione ideata per celebrare un territorio fatto
sì di individualità, giustamente messe in risalto per
differenziare terroir senzaltro diversi per quel che riguarda
le espressioni enoiche, ma dotato anche di una propria identità
complessiva , che è poi quella del paesaggio (particolarmente
incantato e colorato in questa stagione), delle testimonianze artistiche,
degli usi e costumi in fatto di gastronomia.
Gli strumenti di una ideale mostra a cielo aperto sono stati
una serie di incontri, spettacoli, degustazioni, convegni, concerti,
presentazioni di libri che hanno consentito agli abitanti del territorio,
oltre che ai turisti e agli appassionati di enogastronomia, di riappropriarsi
pienamente questo magico cuore della Toscana nella sua unità
come nella sua diversità.
Dentro
Pievi di solito chiuse (o chiusissime, come la Badia di Passignano)
sono risuonate note spirituali di concerti dorgano e di canto
fratto, un genere di gregoriano; a pochi chilometri, cantine suggestive
hanno ospitato degustazioni guidate (gratuite) di Vinsanto stilisticamente
diversi, ma tutti di grande qualità e rappresentativi delle diverse
anime di questo vino come quelli di San Giusto a Rentennano,
Isole e Olena, Castellin Villa.
Oltre
al Vinsanto, laltro filo conduttore di questanno è
stata la cucina povera basata sul cosiddetto Quinto Quarto,
ossia l'insieme di quelle parti che non vengono considerate nel peso
complessivo dellanimale, ma che danno luogo a piatti dai sapori
insoliti, fascinosamente sporchi, di grande forza e sapidità.
C'è stato dunque un tripudio di fegati, trippe, lampredotti,
colli, teste, code e lingue, inseriti nei menu studiati per loccasione
da oltre cinquanta ristoranti che si sono ispirati a ricette della tradizione,
sempre più difficile da trovare eseguite e che vanno ormai scomparendo
non solo da quella codifica continua della nostra gastronomia che sono
le proposte della ristorazione, ma anche dalla memoria famigliare.
A questa sfida della frattaglia non si poteva sottrare il
ristorante La Tenda Rossa di San Casciano (bistellato
Michelin anche questanno) che ha pensato bene di realizzare dei
bignè con spuma di fegato di maiale di cinta senese.
Informazioni sulla manifestazione Chianti d'Autunno: www.chiantidautunno.it
Nella terza foto: vigneti presso la Badia di Passignano
Nella quarta foto: la vinsantaia di Montagliari presso Panzano in Chianti
(si ringrazia Ilaria Pellicane)
Nella quinta foto: la Pieve di Santa Maria a Spaltenna
11 dicembre 2005