Vinòforum
2006: gusto, cultura e solidarietà
di Riccardo Brandi
Dal
26 maggio al 10 giugno si è svolta a Roma la terza edizione di
Vinòforum; la bella manifestazione nata dalla volontà
di E. De Venuti che, nel corso della sua evoluzione, ha
assunto ormai connotati e valori di spessore. Nella nuova location di
Piazzale Clodio, sono state oltre 170 le aziende vinicole provenienti
da tutta Italia con più di 500 etichette in degustazione, tra
cui diversi nomi di eccellenza, in un villaggio di più di 3000
mq dove hanno trovato spazio aree spettacolo, corner eventi e meeting
point. Tutto ormai è dimensionato per i grandi numeri; uno su
tutti il target di affluenza che si sperava di raggiungere e che è
stato ampiamente centrato: più di 20.000 visitatori.
Un contenitore che apre la stagione estiva Romana regalando una serie
di eventi variegati e sempre interessanti: seminari, convegni, corsi
di degustazione e lezioni di cucina, cene a tema, presentazioni editoriali,
mostre di pittura, sfilate di moda e concerti. Un modo per passare le
serate che ci ha convinto e che ha convinto il pubblico, forte anche
di contenuti sociali ammirevoli e fortemente condivisi con il cuore
dei Romani e di tutti i turisti che vi hanno aderito.
Sì,
perché alliniziativa WINE FOR LIFE della Comunità
di SantEgidio già presente nel 2005, si è aggiunto
in questa edizione il sostegno al Progetto India dellUNICEF. Quindi
lotta allAIDS attraverso il sostegno al Progetto Dream, con lacquisto
di bottiglie dal bollino Wine for Life e presenza Unicef con un suo
stand, dove era possibile effettuare donazioni libere, ma già
accedendo alla manifestazione è stato possibile contribuire attraverso
la quota prelevata da ogni biglietto venduto. Questa è la prospettiva
che ci preme porre in luce sopra ogni cosa. Sono questi i colori che
hanno decorato questo Vinòforum: il rosso del bollino Wine for
Life e lazzurro del logo Unicef.
Lodevole e coraggiosa la mossa di E. De Venuti che continua ad
ampliare una strada da lui stesso aperta: accomunare il movimento enogastronomico
alla solidarietà; e non capita spesso di ritrovare questi discordanti
aspetti della vita nel medesimo contesto. La ricchezza del circuito
vitivinicolo e lopulenza delle migliori produzioni made in Italy
del settore gastronomico contrastano con la povertà e la fame
di certi paesi Africani o, nello specifico, di determinate zone dellIndia.
Ancor più sono in antitesi con la tristezza delle morti inutili
che con queste iniziative si è voluto contribuire a ridurre sensibilmente.
E un accostamento che stride un po con la sensazione di
benessere che accompagna usualmente questo tipo di serate, ma a noi
non può che piacere latteggiamento con cui lorganizzazione
ha voluto prendere una posizione forte, stravolgendo un po le
abitudini dei gourmet e degli enoturisti, ma volendo conferire loro
una più consistente valenza sotto il profilo umano. Nella conferenza
stampa, che ha seguito la simbolica cerimonia dinaugurazione,
lOn. Bruno Manzi, assessore alle attività produttive,
ha posto laccento sulle peculiarità di una manifestazione
che ha saputo portare su livelli di pregio sia la componente promozionale
di un settore produttivo rilevante, sia lencomiabile sensibilità
che si respira allinterno del villaggio in virtù delle
iniziative benefiche sostenute. Il primo aspetto è stato rimarcato
dal dr. Fabio Massimo Pallottini, commissario straordinario ARSIAL
che ha puntato su tutto il movimento regionale, valorizzato nel confronto
con le altre realtà territoriali. Il secondo è stato invece
approfondito dallavv. Claudio Urciuoli, presidente del
Comitato Provinciale UNICEF che, dopo aver ringraziato lorganizzazione
per un invito così apprezzabile e inedito, ha poi spiegato in
dettaglio limportanza del Progetto India.
Un
progetto che vuole intervenire sul tasso di mortalità infantile
(2.000.000 morti nei primi 5 anni di vita in talune aree geografiche
della penisola indiana) attraverso unazione strutturale. Ci ha
toccato particolarmente questo progetto e, per comprenderne meglio la
sostanza e promuoverlo al meglio, abbiamo voluto parlare con il presidente
Urciuoli, avendo così modo di capire come ci siano davvero enormi
quanto assurde perdite che con mirati interventi formativi è
possibile ridurre drasticamente. Quindi un programma che non sventola
nuove infrastrutture a fronte di ingenti investimenti, ma unazione
che interviene sulla crescita culturale degli stessi abitanti del luogo.
Opportunamente selezionati e preparati, gli stessi medici e paramedici
indiani saranno in grado di curare tante malattie per noi banali, ma
che in quel paese possono essere letali.
Dunque una manifestazione completa sostenuta dalle istituzioni pubbliche,
da quelle comunali a quelle regionali e con il contributo di partner
di rilievo. Noi labbiamo frequentata con avida assiduità,
degustando Amaroni di gran pregio, un Montiano un po ruvido ma
di grande personalità, Brunelli blasonati e proposte nuove ma
di qualità, spumanti e champagne dal perlage fine e inebriante,
oli e acque minerali. Abbiamo partecipato a degustazioni guidate di
sigari in abbinamento a cioccolata o Barolo Chinato, abbiamo apprezzato
piatti raffinati e gustosi, assistito a convegni di settore con relatori
deccezione e presentazioni di libri di cui presto parleremo più
approfonditamente. Abbiamo incontrato produttori e addetti ai lavori,
persone competenti e cortesi che ci hanno proposto prodotti di qualità
eccellente o intrattenuto con abilità frutto di estro (Federico
Quaranta voce di Decanter su Radio2) o preparazione (Luca DAttoma
enologo di livello internazionale). Abbiamo ascoltato ottima musica
in unatmosfera gradevole e rilassante ed apprezzato le sfilate
dei giovani stilisti; insomma, ci siamo divertiti.
Ma soprattutto, ci siamo sentiti orgogliosi per aver avuto la possibilità
anche di aiutare qualche bimbo che ha avuto la sfortuna di nascere in
un luogo meno florido del nostro.
18 luglio 2006